Georges Charles Coudray
Georges Charles Coudray (Parigi, 31 gennaio 1862 – Parigi, 6 dicembre 1944) è stato uno scultore e medaglista francese.
Biografia

Georges Charles Coudray era il fratello dello scultore Marie Alexandre Lucien Coudray (1864-1932).[1]
Entrò alla scuola di belle arti di Parigi nel 1884,[1] dove divenne uno studente di Alexandre Falguière, Henri Allouard e Gabriel-Jules Thomas.[2]
Espose con regolarità al Salone degli artisti francesi dal 1883 al 1890, e in seguito più sporadicamente fino al 1903, esponendo vari busti e statuette.[3]
Le sue sculture di gesso, pietra naturale, terracotta e, più spesso, di bronzo, ritraenti delle giovani eleganti o dei soggetti mitologici, erano soprattutto nello stile dell'Art nouveau. Coudray è noto anche per le sue opere orientaliste (come la Tahoser, che ritrae un personaggio de Il romanzo della mummia di Théophile Gautier).[4]
Questo artista realizzò anche degli oggetti d'arte decorativa, come dei vasi,[1] e si occupò di disegnare gli oggetti in metallo nello stile dell'Art nouveau per la fabbrica tedesca Orivit.[5]
Georges Coudray realizzò qualche medaglia per la zecca di Parigi, soprattutto tra il 1926 e il 1932.[5]
Opere (parziale)
- Claudine, statuetta in bronzo, Saint-Sauveur-en-Puisaye, museo Colette.[6]
- Buste Art nouveau, terracotta, Sarreguemines, Moulin de la Blies - Musée des techniques faïencières.[7]
- Aquila, bronzo, 1892, ubicazione attuale sconosciuta.[1]
- Tahoser, Salone del 1892, gesso, ubicazione attuale sconosciuta.[1]
- Les Nénuphars, 1899, busto in terracotta, ubicazione attuale sconosciuta.
- Iris, Salone del 1902, statua in marmo, ubicazione attuale sconosciuta.[4]
Note
- 1 2 3 4 5 Richemond 2008, pp. 78-79.
- ↑ (FR) Explication des peintures, sculptures et autres ouvrages, Veuve Hérissany, 1883. URL consultato il 29 novembre 2025.
- ↑ (FR) Monique Cornand, Colette: Paris, [10 mai-15 septembre] 1973, Bibliothèque Nationale, 1973, p. 10.
- 1 2 Kjellberg 1994, p. 227.
- 1 2 Richemond 2008, p. 79.
- ↑ (FR) Francine Dugast-Portes, Colette, les pouvoirs de l'écriture, Presse universitaire de Rennes, 1999, p. 69.
- ↑ (FR) Sarreguemines-Passion, dossier de presse, don aux musées de Sarreguemines (PDF), in Sarreguemines-passions.eu, 2019. URL consultato il 29 novembre 2025.
Bibliografia
- (EN) Pierre Kjellberg, Bronzes of the 19th Century: Dictionary of Sculptors, Schiffer Publishing Ltd, 1994, p. 227.
- (FR) Stéphane Richemond, Les orientalistes: dictionnaire des sculpteurs, XIXe – XXe siècles, Les Éditions de l'Amateur, 2008, pp. 78-79.
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