Alexis Joseph Delzons

Alexis Joseph Delzons
NascitaAurillac, 26 marzo 1775
MorteMalojaroslavec, 24 ottobre 1812
Cause della morteCaduto in battaglia
Dati militari
Paese servitoFrancia (bandiera) Francia
Anni di servizio1791 - 1812
GradoGenerale di divisione
GuerreGuerre rivoluzionarie francesi
Guerre napoleoniche
CampagneCampagna d'Italia (1796-1797)
Campagna d'Egitto
Campagna di Russia
BattaglieBattaglia di Malojaroslavec
voci di militari presenti su Wikipedia

Alexis Joseph Delzons (Aurillac, 26 marzo 1775[1] – Malojaroslavec, 24 ottobre 1812) è stato un militare francese. Fu attivo nelle guerre rivoluzionarie francesi e nelle guerre napoleoniche. Il suo nome è inciso sul Pilastro Est dell'Arco del Trionfo di Parigi.

Biografia

Gli inizi e le guerre rivoluzionarie francesi

Nacque ad Aurillac il 26 marzo 1775. Il padre era un avvocato, deputato al Consiglio degli Anziani e al Corpo Legislativo. Nel 1791 si unì come volontario in una compagnia della Guardia Nazionale di Aurillac. Fu promosso a tenente dei granatieri del 1° battaglione di volontari del Cantal nel luglio del 1792 e poi capitano nell'ottobre dell'anno seguente.[1][2][3] Nel frattempo si era unito all'Armata dei Pirenei Orientali, diventando l'aiutante maggiore di un battaglione di granatieri guidato da Jean Lannes.[1] Venne ferito alla coscia destra nel corso della battaglia di La Junquera nel settembre 1794 e si fece notare nel corso dell'assedio di Roses.[1][2][3] Trasferitosi più volte tra il 1794 ed il 1795,[1] finì per essere collocato all'interno dell'Armata d'Italia nel 1796: prese parte alle battaglie di Montenotte, di Lodi, di Borghetto e di Dego, nella quale venne ferito da un colpo di pistola. Servì sotto il generale Massena in Trentino durante l'estate e fu fatto prigioniero durante la battaglia di San Giorgio nei pressi di Mantova il 14 settembre, venendo liberato in uno scambio di prigionieri otto giorni dopo. Tra il 15 ed il 17 novembre combatté a Rivoli e fu ferito alla spalla sinistra.[1][2][4] Fu nominato capobattaglione in modo provvisorio da Bonaparte il 21 dicembre 1796.[1] Dopo aver combattuto nuovamente a Rivoli, dove fu ferito al braccio destro, rimase nell'Armata d'Italia sino alla pace di Campoformio;[5] dopodiché servì in Tirolo e in Corsica.[1][5]

Nel 1798 si imbarcò per la spedizione in Egitto. Partecipò alla presa di Alessandria[1][5] e combatté all'interno della divisione Bon durante la battaglia delle piramidi: a seguito di questo scontro, fu nominato chef de brigade sul campo da Bonaparte. Rimase in Egitto sino al 1801: dopo essere stato promosso a generale di brigata da Menou, combatté strenuamente nella difesa di Alessandria e fu contrario alla resa delle forze repubblicane in Egitto.[2][5][6] Rimpatriato, fu nominato comandante del dipartimento del Cantal nel marzo 1802. Due anni più tardi fu assegnato al campo di Utrecht, nello specifico alla 2ª divisione dell'Armata di Batavia sotto il generale Marmont. Il 14 giugno 1804 fu nominato Commendatore della Legion d'Onore.[5][6]

Sotto l'Impero

A seguito dello scoppio della guerra della Terza coalizione, servì in Austria nel 1805 sotto Grouchy e poi in Dalmazia l'anno seguente sotto Molitor. Sul litorale balcanico combatté alcuni scontri contro le forze russo-montenegrine il 5 luglio nei pressi di Ragusa e il 30 settembre a Castelnuovo. Nel mese di ottobre dello stesso anno fu trasferito alla divisione Lauriston. Nel 1807 fu nominato Cavaliere dell'Ordine della Corona ferrea. Pochi mesi dopo, nel gennaio 1808, fu trasferito nella divisione Clauzel, ottenendone il comando della 1ª brigata. Trasferitosi nel dipartimento di Roma, fu elevato a Barone dell'Impero il 2 luglio.[5][6]

Tornò a combattere nel 1809 in seguito allo scoppio della guerra della Quinta coalizione: combatté nella conquista del monte Kitta il 16 maggio e a Güspich quattro giorni dopo. Fu ferito in combattimento a Ottoschatz ma continuò ugualmente a guidare la sua brigata: pochi giorni dopo organizzò il passaggio delle sue forze sulla Drava, dirigendosi verso l'Austria. Partecipò alla battaglia di Wagram il 6 luglio e a quella di Znaim l'11, venendo nuovamente ferito. A seguito della pace fu inviato nella Penisola balcanica, dove fu prima messo a comando del distretto di Karlstadt e poi, il 1° gennaio 1810 messo a comando della 1ª divisione dell'Armata d'Illiria sotto Carra Saint-Cyr. L'impegno e la professionalità dimostrate in questo periodo gli fruttarono la promozione a generale di divisione nel febbraio 1811. Mantenne fino al 9 maggio il comando dell'armata illirica, poi ceduto al generale Bertrand.[2][5][6]

Nel gennaio 1812 ottenne il comando di una delle divisioni dell'esercito del Regno d'Italia e con essa partecipò alla campagna di Russia, nel IV Corpo del principe Eugenio. I suoi uomini si distinsero ad Ostrovno il 26 luglio e il 5 settembre, risultando fondamentali per la presa del villaggio di Borodino durante l'omonima battaglia. La sua divisione fu impegnata nell'occupazione di Dmitrow, un avamposto nei pressi di Mosca. Dopo la partenza dall'antica capitale russa, i suoi uomini andarono a formare l'avanguardia dell'esercito ed occuparono nella sera del 23 ottobre la cittadina di Malojaroslavec.[2][5][6] Il giorno seguente, Delzons cadde in battaglia: nelle fasi iniziali dello scontro, fu colpito in testa da un proiettile. Suo fratello, accorso per trasportarlo lontano dal fulcro dell'azione, morì anch'egli colpito da un proiettile russo. Fu sepolto il giorno seguente sul campo di battaglia.[6][7][8][9]

Onorificenze

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Six, p. 324
  2. 1 2 3 4 5 6 Mullié, p. 403.
  3. 1 2 Lievyns, p. 167.
  4. ↑ Lievyns, pp. 167-168.
  5. 1 2 3 4 5 6 7 8 Lievyns, p. 168.
  6. 1 2 3 4 5 6 Six, p. 325.
  7. ↑ Mulliè, p. 404.
  8. ↑ Arnault, p. 335.
  9. ↑ Lievyns, p. 169.

Bibliografia

Altri progetti

Controllo di autoritàVIAF (EN) 81404741 · ISNI (EN) 0000 0000 5720 7249 · CERL cnp01387461 · GND (DE) 137177135 · BNF (FR) cb149783056 (data)