Amico dell'Ottimo

Amico dell'Ottimo
Autoreanonimo
Periodotra il 1337 e il 1341-1343?
Generecommento esegetico
Sottogenereesegesi dantesca
Lingua originaleitaliano Volgare fiorentino trecentesco

Amico dell'Ottimo sono definiti sia l'autore anonimo di un commento trecentesco alla Divina Commedia di Dante Alighieri, diverso da quello noto come "Ottimo" ma che in parte ne condivide testo e sua tradizione, sia il Commento stesso.

Introduzione: l'Ottimo Commento

L'Ottimo Commento è ritenuto uno dei più importanti e precoci apparati esegetici trecenteschi alla Commedia di Dante Alighieri. L'opera,[1] anonima, fu composta da un autore sulla cui identità si è fortemente dibattuto, pressoché contemporaneo del poeta, ed è generalmente databile al quarto decennio del XIV secolo.[2]

Per tale ragione, l'Ottimo è anche correntemente considerato il primo Commento fiorentino alla Commedia.[3]

L'appellativo di "Ottimo" è attestato dall'Accademia della Crusca[4] e poi «codificat[o]» nel 1827 «dal primo [...] editore, il Torri»;[5] viene indi usato dalla bibliografia sia per designare l'esegesi comunemente nota come “Ottimo Commento alla Commedia” sia, per estensione, l'anonimo autore,[3] indicato nelle schede moderne appunto anche come “l'Ottimo”.[6][7]

Autore

L'autore, anonimo,[8] viene correntemente definito, nelle schede bibliografiche, "Amico dell'Ottimo".[8]

La denominazione bivalente per autore e opera deriva dal commento 'maggiore', l'Ottimo: Perna[N 1] dichiara[9] che, tralasciando la ormai superata definizione «terza redazione» di matrice vandelliana,[10][11] non più utilizzabile a fronte degli accertamenti sullo «status» del commento, ha tratto la soluzione individuabile per l'identificazione, e in seguito per la titolazione editoriale,[12] Chiose sopra la Comedia dalla rubrica proemiale del manoscritto "New York, Morgan Library & Museum, M 676": «Cominciano le chiose sopra la Comedia di Dante Alleghieri tracte da diversi ghiosatori».[9]

Similmente, la denominazione attribuita all'autore è fissata dalla critica moderna: Perna[13] ne attribuisce l'avvio da un proprio studio[14] e da uno coevo[15] di Vittorio Celotto.[N 2]

Lo stesso Perna, nel proprio contributo[12] che è alla base della individuazione moderna dell'"Amico dell'Ottimo"[16] come corpus distinto dall'Ottimo, e già anticipato da altri suoi,[17] tratteggia un quadro delle referenze e della fisionomia dell'Autore quale intellettuale raffinato, che rivelerebbe conoscenza non soltanto di Dante e delle sue opere, comprese la Monarchia e il Convivio, ma «delle fonti bibliche e classiche»[16] da quegli usate, tanto da fargli concludere che sia «evidente che ci troviamo di fronte ad un uomo di cultura, ad un lettore attento e, perché no, appassionato dell'opera dantesca, ad un sofisticato esegeta».[16][18]

La formulazione "Amico dell'Ottimo" adotta,[13] per analogia, un modello attributivo convenzionale già usato nella filologia italiana per autori anonimi, come nel caso dell'"Amico di Dante"[19] che Gianfranco Contini[20] riprese dalle arti figurative;[21][22] non indica quindi un nome medievale attestato, ma una designazione critica moderna fondata sulla prossimità del commentatore all'ambiente e alla tradizione dell'Ottimo Commento.

Perna ne spiega i passaggi logici in una serie di suoi lavori, tra cui quelli in cui proponeva uno stemma codicum per le Chiose dell'"Amico" alle tre cantiche, Purgatorio,[23] Paradiso,[23] Inferno,[24][25] quest'ultimo con una definitiva rappresentazione genealogica dei codici e sicché illuminando anche le relazioni fra i quattro testimoni delle glosse.[24]

Tradizione manoscritta

L'inquadramento critico dell'Amico dell'Ottimo si colloca sullo sfondo della più ampia revisione della tradizione, a sua volta, dell'Ottimo Commento, nella quale l'ipotesi di redazioni d'autore multiple è stata ridimensionata a favore di una tradizione ricondotta a una versione originaria unica.[26]

La prima trasmissione delle Chiose dell'Amico dell'Ottimo dipende da[12] tre testimoni completi: il "New York, Morgan Library & Museum, M676", il "Bibl. Apostolica Vaticana, Barber. Latino 4103", il "Bibl. Apostolica Vaticana Vatic. Latino 3201", cui se ne aggiunge uno, parziale perché contiene Chiose relative solo ad alcuni canti dell'Inferno: il "Paris, Bibliothèque Nationale de France, Fonds Italien 70".[27][28][29]

Codice "New York, Pierpont Morgan Library, M 676"

ʍ Il codice con segnatura "M676"[30] custodito nel Morgan Library & Museum, struttura che comprende Biblioteca e Museo di New York:[31] il manoscritto consiste in 127 fogli[30] ed è stato realizzato e miniato[30] a Firenze tra il 1345 e il 1355,[30] la scrittura è gotica antica e semicorsiva notarile.[30]
Fu acquisito dal collezionista J.P. Morgan nel 1923[30] dalla casa antiquaria dei librai e editori inglesi Quaritch[32] che[30] a loro volta lo avevano comprato tre anni prima da Thomas Hobart Llewellyn, terzo barone Mostyn (1856-1929);[30][33] era appartenuto nel XV sec. a Ferdinando I di Napoli[30] come parte[34] del patrimonio della "Biblioteca aragonese":[35][36] secondo Perna non è ben documentato il percorso del documento sino alla biblioteca napoletana né quelli successivi,[37] ma fu del bibliofilo[33] Celio Calcagnini[38] nella prima metà del XVI sec. secondo Azzetta[33] e come registra l'Archivio digitale della cultura medievale Mirabile,[39] mentre ne è attestata la cessione in dono, nel 1702, dal medico e docente ferrarese Giuseppe Antonio Testa a Girolamo Baruffaldi.[30][33][37]

Secondo lo stemma codicum proposto da Ciro Perna,[40] ambedue i codici "M676" della Morgan Library e «il Barb. Lat. 4103 (BA) con il suo descriptus, il Vat. Lat. 3201 (VA), entrambi della Biblioteca Apostolica Vaticana» derivano, pur in maniera tra loro non dipendente, da un comune antigrafo di identità sconosciuta.[23]

Poiché risalente al «quarto o quinto decennio del XIV secolo», il codice "New York, Pierpont Morgan Library, M 676" viene considerato il «testimone più antico»[8] delle Chiose dell'"Amico".

La datazione delle Chiose

Proprio alla datazione di tale fonte è connesso l'inquadramento cronologico delle chiose dell'Amico dell'Ottimo, che nelle schede bibliografiche[8] sono fatte risalire genericamente al XIV sec., altresì tenendo presente la presumibile datazione al «quarto o quinto decennio del [...] secolo» del manoscritto più antico che le veicola.[8] Ugualmente di matrice editoriale è l'indicazione di appartenenza al più stretto periodo tra il 1337 e il 1341.[2][12]

Frammento della Divina Commedia copiato da Andrea Lancia

Andrea Lancia

La rilevanza del manoscritto si interseca con l'ambito più ampio della questione attributiva di codici ed esegesi della Commedia.

Per più di due secoli, a partire dagli studi settecenteschi, la critica, come riassunto anche nella relativa voce nell'"Enciclopedia Dantesca" "Treccani" del 1970,[5] ha ritenuto che autore[30][41] dell'Ottimo Commento fosse Andrea Lancia,[42] notaio fiorentino, diplomatico, copista, letterato, conoscente di Boccaccio con cui ebbe a condividere studi danteschi, volgarizzatore dal latino e appassionato di letture, studi e commenti sulle opere di Dante.[42]

Spunti risolutivi del problema dell'identificazione autoriale sono stati però offerti dall'indagine filologica: Gabriella Pomaro[43] ha identificato per prima la mano del Lancia in una serie di codici danteschi (tra cui la parte iniziale del Morgan M.676); tale intuizione è stata poi accolta, sviluppata e definitivamente precisata da Luca Azzetta,[N 3] che ha dimostrato[44] come anche l'attribuzione dell'Ottimo Commento a Lancia presenti ostacoli filologici insuperabili.

L'indagine codicologica ha infatti ridimensionato nella sola copiatura, ma di autografia confermata,[45] del manoscritto[39][46][47] l'apporto di Lancia, del quale vengono peraltro riconosciuti sia l'interesse per le opere di Dante e in particolare la Commedia, di cui ricopiò il testo in almeno quattro manoscritti[48], sia una certa attenzione nella gestione del materiale commentario.[46]

Gli studiosi si sono giovati anche di esame paleografico comparativo per l'attribuzione alla mano di Lancia, utilizzando il frammento della Commedia nei ff. 127-128 del manoscritto conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze[49] con segnatura "Conventi Soppressi H.VIII.1012".[50]

Ancora a testimonianza dell'attenzione esegetica da parte di Lancia, Azzetta nota un'altra precauzione da accreditargli, nel caso specifico quanto al suo utilizzo, nel commento dantesco, dei prediletti materiali afferenti alla 'galassia' bambaglioliana, quando rileva che il complesso oggi noto come Chiose Selmi si ritrova, sì, «in alcuni testimoni», in glosse interpolate nel volgarizzamento del commento latino bambaglioliano ma che è altresì dettaglio importante che non sia invece utilizzato nelle Chiose alla Commedia di Lancia,[51][52] e, al riguardo ancora, che inoltre fa parte delle evolute abilità filologiche di Lancia pure l'utilizzo di [manoscritti] che riflettevano «lo stato originario corrispondente al testo latino di Graziolo».[46]

Codice "Barber. Latino 4103"

ʍ Il codice "Barber. Latino 4103"[53] è un manoscritto su supporto membranaceo/cartaceo risalente, secondo Andrea Mazzucchi,[N 4] alla seconda metà del sec. XIV e vergato da più mani principali: una in semigotica, un'altra più recente che aggiunge alcune postille marginali; una terza per la maggior parte del commento.[54]

È conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana,[55] con la segnatura "Barb.Lat.4103",[53] mentre nell'OPAC è "Vat.lat.4103".[56]

Il "Barberiniano Latino 4103" veicola materiali diversi, che rappresentano una stratificazione esegetica complessa: accanto a quelli ricondotti alla tradizione dell'Amico dell'Ottimo, Perna ha isolato e studiato un diverso nucleo di glosse, indicato come “chiose B”, rilevante per la circolazione meridionale della Commedia e della sua esegesi.[57]

Ferdinando I re di Napoli
Frammento di un codice pergamenaceo (17,5×25 cm) che contiene omelie redatte per diverse occasioni, in scrittura gotica testuale formata, XIV secolo. Dall'Archivio P.U.G., sezione paleografia.

Codice "Bibl. Apostolica Vaticana Vatic. Latino 3201"

ʍ Il codice "Bibl. Apostolica Vaticana Vatic. Latino 3201" è conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana.[58] Come riflesso nella voce dell'"Enciclopedia Dantesca" "Treccani" del 1970,[5] viene correntemente considerato descriptus, copiato,[40] «anche se attraverso probabili anelli intermedi», dal «Vat. Barb. 4103»[5] (ovvero il "Barber. Latino 4103").

Codice "Paris, Bibliothèque Nationale de France, Fonds Italien 70"

ʍ Il codice "Paris, Bibliothèque Nationale de France, Fonds Italien 70" ha avuto segnature diverse a seconda dei cataloghi di appartenenza; l'ultima, attribuita dalla Biblioteca nazionale di Francia,[N 5] ove è conservato, è "Fonds italien 70".[59]

Il manoscritto, su supporto cartaceo, risale al XIV/XV secolo.[59]

Fu vergato da un'unica mano in scrittura bastarda e in scrittura testuale per l'interpunzione.[59]

Riporta, secondo la registrazione del Centro di studi "Pio Rajna",[60] la Commedia con commento ai versi dell'Inferno da I 91 a X 48 «derivante da Iacopo Della Lana e dall'Ottimo commento», a partire dalla chiosa a Inf. I 91: «Queste sonno parole della ragione in forma de Virgilio, nelli quali Virgilio mostra ad l'autore che egli à errato el camino» sino a quella, l'ultima, a Inf. X 46-48: «Poi nel mille CC°LVIII° fuoro cacciati li Uberti con certi di ghebillini de Firenze. Poi nel M°CC°LX li guelfi per forza di ghebellini se ussirono»:[59] proprio giacché non riporta le chiose relative a tutta la cantica il codice viene infatti ritenuto testimone parziale.[27] Ugualmente, appunto, Claudia Di Fonzo rileva che il codice tramanda oltre alla Commedia una breve parte di quella che costituisce nella sua prospettiva di analisi la "Terza redazione" dell'Ottimo, «e precisamente [le chiose] relative ai canti dal primo (dal verso 91) al decimo dell'Inferno non senza grosse lacune soprattutto nei proemi a cominciare da quello generale alla Commedia».[61]

Caratteri esegetici

Le "Chiose sopra la Comedia" dell'"Amico" rivelano l'uso di larghi brani dell'Ottimo stesso, bensì tuttavia sottoposti a riadattamenti e modifiche.

L'"Amico" peraltro non lo riprende come interlocutore critico unico ma si propone di sintetizzare e rielaborare la precedente esegesi mettendo a frutto l'ausilio di fonti ulteriori indipendenti, talora addirittura mai utilizzate prima, per giungere egli stesso a qualche picco di originalità.

Le operazioni dell'"Amico" non si limitano di fatto alla scevra copiatura ma includono processi di sistematizzazione logica, il vaglio delle proposte e la scelta, talora con un'esplicita discussione critica.[12]

Fonti

L'"Amico" si confronta con un ricco materiale esegetico preesistente, tendendo a sintetizzare il commento dell'Ottimo ma anche quello[62] di Jacopo (o Iacomo)[63] della Lana, le Chiose di Jacopo Alighieri,[64] le Chiose Palatine, il cosiddetto "volgarizzamento A" di Graziolo Bambaglioli.

Perna[12] inoltre propone con prudenza l'ipotesi che si rifaccia a commenti quali il blocco noto come Anonimo Latino,[N 6] o le Expositiones di Guido da Pisa,[65][66] ammettendo anche la possibilità di convergenze derivanti da «poligenesi interpretative», ma badando a sottolineare che esse non si traducano né in conferme né in smentite di un «rapporto diretto».[16][67]

L'edizione critica

L'edizione del 2018

Dell'opera nel 2018 a cura di Ciro Perna è stata realizzata[12] nell'ambito della «Edizione Nazionale dei Commenti danteschi»[8] edizione critica «su manoscritto preferenziale»[8] come tomo quarto dell'edizione maggiore, ovvero dell'Ottimo,[2] apprestata da Giovanni Battista Boccardo,[N 7] Massimiliano Corrado[N 8] e Vittorio Celotto.[68]

Selectio: la selezione nella recensio

Effettuato il censimento (recensio)[69] dei testimoni, viene scelto (selectio)[70] da Perna come «Manoscritto preferenziale»,[8] fondamentale per l'edizione, il codice "New York, Morgan Library & Museum, M676" perché presenta «una incidenza di perturbazioni testuali certamente minore rispetto al suo collaterale».[71]

Compulsando e mettendo a confronto i testimoni, Perna premette inoltre, introducendo la propria edizione critica, che due di essi sono descripti, ossia frutto di copiatura,[N 9] del "Barberiniano Latino 4103", siglato (BA), e non li tiene in considerazione per ricostruire il testo. Al "Barberiniano Latino 4103" l'editore decide di ricorrere nei casi di lezioni inesatte o lacune, risolvendo i casi di uguale omissione con le fonti o «ope ingenii»,[41] ovvero l'intelligenza critica.[72]

Il 'precedente' del 2008

Nel 2008, sotto il titolo L'ultima forma dell'«Ottimo commento», era stata pubblicata un'edizione critica del complesso relativo alle Chiose all'Inferno da parte di Claudia Di Fonzo,[N 10] che[41] tuttavia non lo aveva ritenuto un blocco testuale allotrio rispetto a quello dell'Ottimo Commento.[73]

Il nodo critico della "terza redazione"

Giuseppe Vandelli nel 1930 si era riferito alle Chiose oggi definite dell'Amico dell'Ottimo come «Terza redazione» di tale Commento.[10][11] Le successive indagini critiche, in particolare quelle di Ciro Perna[12] e la riflessione di Vittorio Celotto,[15] hanno tuttavia riconsiderato tale inquadramento, distinguendo progressivamente le Chiose dell'Amico dall'Ottimo e riconoscendovi un autonomo progetto commentariale, pur strettamente connesso alla tradizione esegetica dell'Ottimo Commento.

La denominazione di "terza redazione" continua a ricorrere come etichetta critica.[74]

Benvenuto da Imola Comentum super Dantis Aldigherii Comoediam, 1381 (BML, Ashburnham 839)

Ricezione nell'esegesi dantesca antica

Come pure in un altro suo contributo[75] nella scheda non citato, Perna[12] ravvisa una conoscenza delle Chiose dell'Amico da parte di Benvenuto da Imola, considerabile «uno dei maggiori commentatori tardo-trecenteschi»:[16][76] particolare che dimostrerebbe, secondo lo schedatore,[16] una notevole affermazione del commento tra gli esegeti del XIV secolo, tale da permettere allo studioso di «reperire almeno quattro luoghi nei quali (pur ammettendo una sempre possibile poligenesi per qualche caso) Benvenuto sembra riprendere proprio l'Amico dell'Ottimo.»[16]

Anche Pasquino aveva precedentemente instaurato un collegamento tra Benvenuto e Amico, in un suo contributo afferente ad uno stadio delle ricerche anteriore alla distinzione di questo dalle redazioni dell'Ottimo:[77] in esso Pasquino mappava[77] i passaggi in cui le glosse dell'Ottimo erano filtrate a Benvenuto anche attraverso passaggi intermedi, come il commento di Pietro Alighieri, ossia il Petri Aligherii super Dantis ipsius genitoris Comoediam commentarium, o di Jacopo della Lana.

Un ulteriore possibile ambito di ricezione è stato individuato nelle cosiddette Chiose Palermo, definite da Giuseppe Alvino un commento autonomo al Paradiso 'memore' dell'esegesi dell'Amico dell'Ottimo.[78]

Accoglienza critica moderna

La valutazione critica recenziore dell'opera si fonda soprattutto sui seguenti contributi:

e inoltre secondo le tappe riprese in:

  • Ciro Perna, Recensione a Claudia Di Fonzo, L'ultima forma dell'Ottimo commento. Chiose sopra la Comedia di Dante Alleghieri fiorentino tracte da diversi ghiosatori. Inferno, in Rivista di studi danteschi, vol. 9, n. 1, 2009, pp. 171-176.
  • Ciro Perna, Prolegomena all'edizione della "terza redazione" dell'"Ottimo Commento": "Purgatorio" e "Paradiso". I. Problemi ecdotici, in Rivista di Studi Danteschi, vol. 9, n. 2, 2009, pp. 301-343.
  • Ciro Perna, Prolegomena all'edizione della "terza redazione" dell'"Ottimo Commento": "Purgatorio" e "Paradiso". II. Esegesi tra compilazione e riscrittura, in Rivista di Studi Danteschi, vol. 11, n. 1, 2011, pp. 63-108.
  • Vittorio Celotto, L'Ottimo commento al Paradiso. Studio della tradizione manoscritta e soluzioni editoriali, in Rivista di Studi Danteschi, vol. 12, n. 1, 2012, DOI:10.1400/215179.
  • Ciro Perna, Uno stemma per le "Chiose sopra la Comedia" dell'"Amico dell'Ottimo", in Rivista di Studi Danteschi, vol. 13, n. 2, 2013, pp. 334-353, DOI:10.1400/230982.
  • Amico dell'Ottimo, Chiose sopra la Comedia, a cura di Ciro Perna, Roma, Salerno Editrice, 2018, ISBN 978-88-6973-229-4.

Note

Annotazioni

  1. ↑ Ciro Perna prima di essere professore associato di Letteratura italiana all'Università della Campania "Luigi Vanvitelli" era stato Ricercatore presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II" ed era coinvolto nel progetto IDP-Illuminated Dante Project; aveva svolto attività di ricerca e insegnamento in più università nazionali e internazionali, confluite in saggi e monografie su Dante e la ricezione della Commedia specie nei primi secoli: Giovanni Battista Boccardo, Massimiliano Corrado, Vittorio Celotto, Ciro Perna (a cura di), Ottimo commento alla 'Commedia', ISBN 978-88-6973-229-4.; Ciro Perna, su treccani.it.; AIPH Speed networking. Invito alla Storia. Referenti dei tavoli, su aiph.hypotheses.org.
  2. ↑ Vittorio Celotto è Professore di "Filologia della Letteratura Italiana" presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II: Università degli Studi di Napoli Federico II Scheda Docente Professore di filologia della letteratura italiana (LIFI-01/B), su docenti.unina.it.. Al momento della pubblicazione dell'edizione dell'Ottimo era Ricercatore presso la stessa Università e autore di saggi dedicati a Dante, alla poesia comica medioevale e ai commenti antichi alla Commedia: Giovanni Battista Boccardo, Massimiliano Corrado, Vittorio Celotto, Ciro Perna (a cura di), Ottimo commento alla 'Commedia', ISBN 978-88-6973-229-4.
  3. ↑ Precedentemente ricercatore, quindi professore associato dal 2020 di "Filologia della Letteratura Italiana" presso l'Università degli Studi di Firenze Università di Firenze, su unifi.it., Azzetta è correntemente membro del Consiglio Direttivo del "Centro Pio Rajna per la ricerca linguistica, filologica e letteraria": Centro Pio Rajna per la ricerca linguistica, filologica e letteraria, su centropiorajna.it.. È, inoltre, condirettore del periodico «Rivista di Studi danteschi»
  4. ↑ Mazzucchi è professore ordinario di "Filologia della Letteratura Italiana" presso l'Università di Napoli "Federico II" e vicepresidente del "Centro Pio Rajna per la ricerca linguistica, filologica e letteraria", oltre che autore di studi sull'esegesi antica della Commedia e problemi attributivi e membro della Commissione scientifica preposta all'Edizione nazionale dei commenti danteschi: Andrea Mazzucchi, su treccani.it.; Mazzucchi Andrea Università degli Studi di Napoli Federico II Docenti Scheda docente, su docenti.unina.it.
  5. ↑ I server della BNF (Bibliothèque Nationale de France) sono in aggiornamento da giugno 2026 sino a fine d'anno: Entireweb Status BnF Bibliothèque nationale de France, su entireweb.com..
    Sono qui indicati genericamente in via temporanea:
    Sito istituzionale principale: (FR) Bibliothèque Nationale de France Site officiel de la BnF, su bnf.fr.;
    Biblioteca digitale Gallica: (FR) Gallica, bibliothèque numérique de la Bibliothèque nationale de France, su gallica.bnf.fr.;
    Catalogo generale della Biblioteca nazionale di Francia: (FR) Catalogue général de la BnF, su catalogue.bnf.fr.
  6. ↑ Il testo "ricostruito" dell'Anonimo latino in latino e in inglese nel contributo di Cioffari: (LA, EN) Vincenzo Cioffari (a cura di), Anonymous latin commentary on Dante's Commedia. Reconstructed text, Spoleto, CISAM Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo, 1989.
    Anonimo Latino è denominazione convenzionale che non designa un autore individuabile, né un commento unitario nel senso forte ma un complesso di glosse in latino alla Commedia dantesca, oggi più propriamente identificato come "Chiose latine", tramandate nei margini di diversi manoscritti e riconducibili a una tradizione mobile, stratificata, spesso rimaneggiata: anche quanto ai gruppi in cui si articola, segnati dalle due indicazioni altresì convenzionali "Anonimo Lombardo" e "Anonimo Teologo", Diego Parisi, che si occupava di ricerche sull'esegesi dantesca presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", puntualizza che per essi “l'etichetta autoriale ha valore puramente convenzionale”, dietro la quale si nascondono “interventi plurimi non sempre distinguibili l'uno dall'altro”: Diego Parisi, L'Anonimo Teologo: una proposta di lettura (PDF), pp. 215-230. in Luca Lombardo, Diego Parisi e Anna Pegoretti (a cura di), Theologus Dantes. Tematiche teologiche nelle opere e nei primi commenti. Atti del convegno (Venezia, 14-15 settembre 2017), Venezia, Ca' Foscari, 2018). Parisi cita anche la formula di Saverio Bellomo: sarebbero «Ipostasi di vicende tradizionali, piuttosto che ipotetici autori».
  7. ↑ Boccardo al momento dell'edizione era Ricercatore presso l'Università di Pavia e autore di saggi dedicati a Dante e all'esegesi antica della Commedia: Giovanni Battista Boccardo, Massimiliano Corrado, Vittorio Celotto, Ciro Perna (a cura di), Ottimo commento alla 'Commedia', ISBN 978-88-6973-229-4.
  8. ↑ Al momento dell'edizione Corrado era docente di Filologia della letteratura italiana presso l'Università degli Studi di Napoli «Federico II» e condirettore della «Rivista di Studi Danteschi»; aveva curato per l'«Edizione Nazionale dei Commenti Danteschi» l'edizione critica del commento primo-novecentesco di Vittorio Rossi, completato da Salvatore Frascìno: Giovanni Battista Boccardo, Massimiliano Corrado, Vittorio Celotto, Ciro Perna (a cura di), Ottimo commento alla 'Commedia', ISBN 978-88-6973-229-4.
  9. ↑ Secondo il Metodo di Lachmann il codex descriptus, ovvero copiato, può essere, salvo eccezioni, accantonato per l'edizione critica: Codice Enciclopedia on line, su treccani.it.; Elementi di Filologia Corso di Base Metodologia per un'edizione critica (PDF), su uniba.it.
  10. ↑ Claudia Di Fonzo, studiosa di Letteratura medievale e di Filologia dantesca, anche nell'interazione tra diritto, teologia e letteratura; si è occupata di esegesi antica alla Commedia; insegna Diritto e Letteratura all'Università degli Studi di Trento: Di Fonzo Claudia, su infinitoedizioni.it.; Claudia Di Fonzo, su researchgate.net.

Fonti

  1. ↑ Saverio Bellomo, Dizionario dei commentatori danteschi. L'esegesi della Commedia da Iacopo Aligheri a Nidobeato, Firenze, Olschki, 2004.
  2. 1 2 3 Giovanni Battista Boccardo, Massimiliano Corrado, Vittorio Celotto, Ciro Perna (a cura di), Ottimo commento alla 'Commedia', ISBN 978-88-6973-229-4.
  3. 1 2 Vittorio Celotto, L'Ottimo Commento alla Commedia. Paradiso. Saggio di edizione critica (PDF), in Tesi di dottorato, Università degli Studi di Trento, 2012.
  4. ↑ Accademia della Crusca, su accademiadellacrusca.it.
  5. 1 2 3 4 Francesco Mazzoni, Ottimo commento, L'Enciclopedia Dantesca (1970), su treccani.it, 1970.
  6. ↑ Giovanni Battista Boccardo, Massimiliano Corrado, Vittorio Celotto (a cura di), OEC Osservatorio sulle Edizioni Critiche Ottimo Commento alla Commedia, Roma, Salerno, 2018, ISBN 978-88-6973-229-4.
  7. ↑ Anche la scheda OEC dell'edizione critica lo registra tra i nomi alternativi dell'autore: Giuseppe Andrea Liberti, Ottimo Commento alla Commedia, a cura di Giovanni Battista Boccardo, Massimiliano Corrado, Vittorio Celotto, su Osservatorio sulle Edizioni Critiche, Università degli Studi di Milano, 2025.
  8. 1 2 3 4 5 6 7 8 Liberti, p. 1.
  9. 1 2 Perna Uno stemma, p. 334 n.1.
  10. 1 2 Giuseppe Vandelli, Una nuova redazione dell'Ottimo commento, in Rivista di Studi Danteschi, vol. 14, 1930, pp. 93–174 e particolarmente: 137-138, 140-145, 147-149, 160, 164-166, 169, 170.
  11. 1 2 Vandelli 1930, p.172
  12. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Chiose sopra la Comedia dell'Amico dell'Ottimo, Roma, Salerno, 2018, ISBN 9788869732300.; Amico dell'Ottimo, Chiose sopra la Comedia dell'Amico dell'Ottimo, su Ciro Perna (a cura di), academia.edu, Roma, Salerno, 2018, ISBN 9788869732300.
  13. 1 2 Perna Uno stemma, p. 334 n.2.
  14. ↑ Ciro Perna, Dilci che 'l sai: Di che sapore è l'oro?. Il canto XX del 'Purgatorio', in Rivista di Studi Danteschi, n. 1, 2012.
  15. 1 2 Vittorio Celotto, L'Ottimo commento al Paradiso. Studio della tradizione manoscritta e soluzioni editoriali, in Rivista di Studi Danteschi, vol. 12, n. 1, 2012, pp. 63-134, in particolare a p. 67.
  16. 1 2 3 4 5 6 7 Liberti, p. 4.
  17. ↑ Ciro Perna, Prolegomena all'edizione della “terza redazione” dell'“Ottimo Commento”: “Purgatorio” e “Paradiso”. I: problemi ecdotici, in Rivista di Studi Danteschi, IX, 2009, pp. 301-343.; Ciro Perna, Prolegomena all'edizione della terza redazione dell'Ottimo Commento Purgatorio e Paradiso. II: esegesi tra compilazione e riscrittura, in Rivista di Studi Danteschi, XI, 2011, pp. 63-108.; Ciro Perna, La «terza redazione» dell'Ottimo commento alla Divina Commedia: Purgatorio e Paradiso. Tesi di dottorato Tutore Enrico Malato; cotutori Corrado Calenda, Andrea Mazzucchi; coordinatore Costanzo Di Girolamo (PDF), Napoli, Università degli Studi di Napoli Federico II, 2009.; Ciro Perna, 'Prolegomena' all'edizione della terza redazione dell' "Ottimo Commento": "Purgatorio" e "Paradiso", II. Esegesi tra compilazione e riscrittura, in Rivista di Studi Danteschi, n. 11, 2011, pp. 63-108.; Ciro Perna, Prolegomena all'edizione della “terza redazione” dell'“Ottimo Commento”: “Purgatorio” e “Paradiso”. I: problemi ecdotici, su iris.unicampania.it, pp. 301-343.
  18. ↑ Perna 2018, p. LXXIII.
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  29. ↑ Una valutazione di tali fonti è presentata nel paragrafo sull'Edizione critica.
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Bibliografia

Edizione

Studi e Saggistica

Collegamenti esterni