Codice Palatino 313
| Palatino 313 manoscritto | |
|---|---|
| Scrittore | Dante Alighieri |
| Epoca | XIV secolo |
| Lingua | volgare |
| Provenienza | Toscana |
| Supporto | pergamena |
| Scrittura | gotico |
| Ubicazione | Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze |
Il Codice Poggiali-Vernon «Palatino 313» è un manoscritto miniato della "Divina Commedia" di Dante Alighieri, che si è rivelato tra i più importanti testimoni illustrati e commentati del poema, e forse «il più famoso della collezione».[1]
Denominazione
Il codice oggi catalogato come "Palatino 313" deve la sua sigla alla collocazione nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze (BNCF), dove fa parte del fondo Palatino, costituito in epoca lorenese[2] con i manoscritti provenienti dalle raccolte granducali e da conventi soppressi nel XVIII secolo.[3]
È noto anche come "Codice Poggiali-Vernon", dal nome dei suoi ultimi possessori: il bibliofilo e tipografo livornese Gaetano Poggiali (1754–1814), che lo acquistò nel 1807 e lo utilizzò per la propria edizione della "Commedia", e Lord George Vernon (1803–1866), che ne promosse la pubblicazione di due commenti inediti.[4][1]
L’appellativo "Codice Poggiali" compare già nelle descrizioni ottocentesche,[5] mentre la doppia denominazione "Poggiali-Vernon" si affermò nella bibliografia novecentesca, in particolare dopo lo studio di Piero Ginori Conti, che nel 1938 ne ricostruì la storia e la fisionomia codicologica con il titolo "Il Codice dei commenti alla Commedia ‘Poggiali-Vernon’, oggi ‘Ginori Conti’".[6]
Distinzione dalle "Chiose Vernon"
Già la filologia novecentesca ha chiarito la differenza tra il «Poggiali-Vernon» (Palatino 313) e le "Chiose Vernon", raccolta trecentesca di glosse all'"Inferno" pubblicata da Lord Vernon nel 1846. Gli studi di Piero Ginori Conti[6] hanno mostrato che il Palatino 313 costituisce un testimone unitario e autonomo, con una propria antologia di chiose e un apparato iconografico coerente, mentre le Chiose Vernon rappresentano una compilazione antologica di materiali fiorentini di diversa mano. Le sintesi di Francesco Mazzoni[7] e le definizioni codicologiche e storico-critiche di Giorgio Petrocchi[8] confermano che i due complessi, pur affini per ambiente culturale, non condividono né la stessa tradizione né la medesima struttura testuale.
Le “Chiose palatine”, conservate nel "Codice Palatino 313", costituiscono comunque uno dei nuclei glossematici del XIV secolo attribuiti alla tradizione delle Chiose trecentesche.
Ubicazioni
Conservato presso la BNCF di Firenze, quando ne scriveva Biagiarelli per la voce Treccani nella seconda metà del XX secolo,[1] era invece «conservato nella biblioteca di San Francesco in Ravenna», oggi Biblioteca del Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali.[9]
Descrizione
Manoscritto su membrana (mm 297 × 211) composto da 237 carte numerate, in littera textualis nitida e regolare, con un apparato figurativo di grande pregio.
Comprende 37 vignette miniate, di varie dimensioni, disposte orizzontalmente: 32 relative all’"Inferno", 2 al "Purgatorio" e 3 al "Paradiso". Le miniature, attribuite alla bottega di Pacino di Buonaguida e vicine allo stile di Giotto, sono alternate a iniziali in rosso e blu ornate da fregi a fogliami, con rubriche e colophon in inchiostro rosso.[6][10][11]
Filippi (2014) ha osservato come il cosiddetto "Codice Poggiali", oggi "Palatino 313", «colpisc[a] per la bellezza estetica e didascalica e per la capacità di sintesi di tali dimensioni».[11]
Contenuto e attribuzione
Oltre al testo dell’"Inferno", il codice contiene un ampio commento che Gaetano Poggiali ritenne inedito e attribuì a Jacopo Alighieri;[12] la critica moderna ne ha ridiscusso l’autenticità, riconoscendovi un insieme di chiose fiorentine trecentesche di varia provenienza, in parte riconducibili a Graziolo de' Bambaglioli e ad altri esegeti coevi.[10][6][8]
Le cosiddette "Chiose Vernon", pubblicate per la prima volta da Lord Vernon nel 1846 con il titolo "Chiose sopra Dante, testo inedito, ora per la prima volta pubblicato", appartengono al complesso esegetico del manoscritto. Il commento, un tempo attribuito a Giovanni Boccaccio, è oggi ritenuto anonimo e riferibile alla tradizione delle chiose fiorentine, parzialmente affini ma non identiche a quelle di Bambaglioli.[6][10][8]
Un confronto utile per comprendere la circolazione fiorentina del Codice Palatino è offerto anche dall'Anonimo fiorentino, altro testimone significativo della tradizione esegetica trecentesca.
Storia
Il codice appartenne al letterato e uomo politico fiorentino Piero del Nero († 1598), come documenta la nota di possesso, in parte abrasa, sul margine superiore della carta 1r.[13] Dopo la sua morte, la biblioteca di Del Nero passò alla famiglia Guadagni (segnatura 104), e il manoscritto fu acquistato nel 1807 dal bibliofilo livornese Gaetano Poggiali, che lo utilizzò per la propria edizione della "Commedia". Da Poggiali il codice passò a Lord Vernon, che lo incluse nella sua collezione dantesca e ne curò la pubblicazione di due commenti fino ad allora inediti.[6] Alla morte di Vernon il manoscritto entrò nella biblioteca di San Francesco a Ravenna.[1]
La datazione, proposta da Paul Colomb de Batines[5] e Francesco Palermo[3] tra 1333 e 1345, è stata collocata da Giorgio Petrocchi intorno al 1350, in base a criteri paleografici e decorativi.[8]
Note
- 1 2 3 4 Berta Maracchi Biagiarelli (a cura di), Vernon, George John Warren lord Enciclopedia Dantesca Treccani, su treccani.it, 1970.
- ↑ Il Granducato dei Lorena, su grandtour.bncf.firenze.sbn.it.
- 1 2 Francesco Palermo, I manoscritti Palatini di Firenze ordinati ed esposti, Firenze, M. Cellini e C., 1868, pp. XV–XVII.
- ↑ Poggiali, Gaetano Enciclopedia on line, su treccani.it, Treccani. URL consultato il 24 ottobre 2025.
- 1 2 Paul Colomb de Batines, Bibliografia dantesca ossia Catalogo delle edizioni, traduzioni, codici manoscritti e comenti della “Divina Commedia” e delle opere minori di Dante, seguito dalla serie de’ biografi di lui... vol. I,1, Tip. Aldina, 1845, pp. 183–191.
- 1 2 3 4 5 6 Piero Ginori Conti, Il Codice dei commenti alla Commedia “Poggiali-Vernon”, oggi “Ginori Conti”, Firenze, Sansoni, 1938.
- ↑ Mazzóni, Francesco, su treccani.it. URL consultato il 20 novembre 2025.
- 1 2 3 4 Giorgio Petrocchi, Introduzione alla filologia dantesca, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1964, pp. 25–27.
- ↑ Biblioteca, su centrodantesco.it.
- 1 2 3 Giovanni Tanturli, Chiose a Dante senza Dante. Il curioso caso del “Codice dei Commenti alla Commedia”, in Critica del testo, vol. 22, n. 2, 2019, pp. 11–42.
- 1 2 Maria Gabriella Filippi, Agli albori della Divina Commedia: l’impatto con la bellezza del codice Poggiali, su it.zenit.org, Zenit, 2014. URL consultato il 24 ottobre 2025.
- ↑ (EN) Sidney Lee, Leslie Stephen (a cura di), Dictionary of National Biography, Volume 58, New York, The MacMillan Company, 1899, pp. 275–276.
- ↑ Berta Maracchi Biagiarelli, Del Nero, Piero Enciclopedia Dantesca (1970), su treccani.it, 1970.
Bibliografia
- Berta Maracchi Biagiarelli, Del Nero, Piero Enciclopedia Dantesca (1970), su treccani.it, 1970.
- Piero Ginori Conti, Il Codice dei commenti alla Commedia “Poggiali-Vernon”, oggi “Ginori Conti”, Firenze, Sansoni, 1938.
- Giovanni Tanturli, Chiose a Dante senza Dante. Il curioso caso del “Codice dei Commenti alla Commedia”, in Critica del testo, vol. 22, n. 2, 2019, pp. 11–42.
- Giorgio Petrocchi, Introduzione alla filologia dantesca, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1964, pp. 25–27.
- Maria Gabriella Filippi, Agli albori della Divina Commedia: l’impatto con la bellezza del codice Poggiali, su it.zenit.org, Zenit, 2014.
- Poggiali, Gaetano Enciclopedia on line, su treccani.it.
Collegamenti esterni
- MIRABILE – Archivio digitale della cultura medievale, su mirabileweb.it.
- British Museum, su britishmuseum.org.
- National Portrait Gallery, su npg.org.uk.
- Gallery Royal Academy of Arts, su royalacademy.org.uk.
- Hansard 1803–2005, su api.parliament.uk.
- Oxford Dictionary of National Biography, su oxforddnb.com.
- Imago – Riproduzione in facsimile di antiche opere Palatino 313, su imagosrl.eu, Imago Srl. URL consultato il 24 ottobre 2025.
- (EN) La Divina Commedia di Dante Alighieri. Palatino 313 (Divine Comedy; Poggiali Codex), su seprian.it, Seprian Facsimili. URL consultato il 24 ottobre 2025.
- Divina Commedia – Manoscritto Palatino 313, su artingenio.it. URL consultato il 24 ottobre 2025.