Anna Maria Enriques Agnoletti

Anna Maria Enriques Agnoletti

Anna Maria Enriques Agnoletti (Bologna, 14 settembre 1907 – Sesto Fiorentino, 12 giugno 1944) è stata una partigiana italiana. Fucilata dai nazisti, è stata insignita di Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Biografia

Figlia di Maria Clotilde Agnoletti Fusconi e Paolo Enriques, biologo e fratello di Federigo Enriques, matematico e docente universitario ebreo, trascorse l'infanzia e la giovinezza tra Napoli, Sassari, Padova e Firenze, seguendo gli spostamenti del padre dovuti agli incarichi universitari. Frequentò il liceo classico Michelangiolo di Firenze, dove conseguì nel 1926 il diploma classico.

Si laureò in storia medievale con una tesi su La vendetta nella vita e nella legislazione fiorentina, poi pubblicata nell' Archivio storico italiano.[1] Diplomatasi anche in paleografia e archivistica, entrò all'Archivio di Stato di Firenze, dove nel 1936 assunse il ruolo di prima archivista. In quegli anni lavorò alla pubblicazione delle carte della badia fiorentina nei Regesta chartarum Italiae dell'Istituto storico italiano per il Medioevo, ma il progetto fu interrotto dopo l'emanazione delle leggi razziali fasciste, in seguito alle quali fu allontanata dall'Archivio.[2]

Su probabile consiglio della madre, di fede cattolica, si fece battezzare e venne assunta dalla Biblioteca Vaticana in qualità di paleografa. È a Roma che, dopo l'8 settembre 1943, aderì al Movimento Cristiano Sociale, seguendo l'esempio del fratello Enzo (esponente del Partito d'Azione e futuro senatore della Repubblica).

A Roma entrò in contatto con ambienti del cattolicesimo democratico e antifascista. Grazie all'interessamento di Giorgio La Pira, del cardinale Elia Dalla Costa e di monsignor Giovanni Battista Montini, riuscì a ottenere un impiego presso la Biblioteca apostolica vaticana. In questo ambiente conobbe personalità come Alcide De Gasperi e Gerardo Bruni, avvicinandosi alle posizioni del cristianesimo sociale; insieme a Bruni collaborò alla redazione del ciclostilato Biblioteca cristiano sociale, considerato una delle premesse del futuro Movimento cristiano sociale.[1]

Il Movimento, malvisto dalla Democrazia Cristiana al punto da non essere incluso neppure nel Comitato di Liberazione Nazionale, si federò con il Partito d'Azione.[3] Enriques Agnoletti dopo l'8 settembre prese contatti con l'ambiente antifascista dei Castelli Romani ed in particolare fu ospite più volte a Marino del cristianosociale Felice Tisei.[4] In seguito, tuttavia, fu chiamata a Firenze, dove iniziò a lavorare con il meglio organizzato Partito d'Azione toscano.[4]

Presi contatti con gruppi antifascisti operanti nel Livornese, in Lucchesia, nella Val di Chiana e in Val d'Orcia, partecipò ad un'organizzazione di spionaggio (Radio CORA) destinata a raccogliere informazioni da trasmettere, via radio, agli Alleati.

In seguito all'arresto, a Roma, di alcuni esponenti del movimento cristiano sociale che svelarono l'attività spionistica della Agnoletti, il controspionaggio fascista decise di inviare un falso ufficiale sbandato a chiederle aiuto, allo scopo di smantellare l'organizzazione partigiana. L'Agnoletti fu arrestata, assieme alla madre, il 12 maggio e trasferita a Villa Triste il 15 maggio 1944.

Dopo essere stata interrogata e torturata dagli aguzzini della "Banda Carità", venne condotta sul greto del torrente Terzolle, in località Cercina di Sesto Fiorentino e fucilata il 12 giugno 1944, insieme al capitano Italo Piccagli (uno dei fondatori di Radio CORA),[5] a quattro paracadutisti,[6] il sergente Pietro Ghergo di Recanati, il caporale Dante Romagnoli di Macerata, il soldato Ferdinando Panerai di Firenze,[7] F. Franco e un partigiano cecoslovacco rimasto sconosciuto perché il suo nome con l'indirizzo, scritto sui muri di Villa Triste, fu cancellato, dopo la Liberazione, dai proprietari della casa.[8]

Riconoscimenti

  • Alla partigiana è stato intitolato il liceo scientifico statale "Anna Maria Enriques Agnoletti"[9] di Sesto Fiorentino e di Campi Bisenzio, nonché la scuola primaria di Rimaggio-Padule a Bagno a Ripoli[10] e la scuola primaria Enriques-Capponi a Firenze. Nel 1979 le è stato inoltre intitolato a Campi Bisenzio il primo asilo nido pubblico del Comune.
  • Nel 1949 i cristianosociali di Marino, in provincia di Roma, dove Agnoletti operò per alcune settimane nel 1943, le dedicarono una lapide collocata nel giardino pubblico di piazza Garibaldi, nel quartiere Borgo Garibaldi.[11]
  • Una lapide ricorda lei ed i suoi compagni condannati a morte nel luogo della fucilazione, nel bosco di Cercina a Sesto Fiorentino.[11]
  • Il suo nome compare nel Sacrario dei partigiani fiorentini a Rifredi.[11]
  • Una lapide la ricorda nel liceo "Michelangiolo" di Firenze.[11]
  • L'aula Magna del liceo scientifico "Federigo Enriques" di Livorno è intitolata ad Anna Maria Enriques Agnoletti.
  • Una scuola materna di Siena è intitolata ad Anna Maria Enriques Agnoletti.
  • Dal 2005 la Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica dell'Archivio di Stato di Firenze è intitolata ad Anna Maria Enriques Agnoletti.[12]
  • Il 31 maggio 2023 le è stato dedicato un grande murale[13] su una delle pareti esterne del liceo scientifico "Agnoletti" di Sesto Fiorentino.

Onorificenze

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria
«Immemore dei propri dolori, ricordò solo quelli della Patria; e nei pericoli e nelle ansie della lotta clandestina ricercò senza tregua i fratelli da confortare con la tenerezza degli affetti e da fortificare con la fermezza di un eroico apostolato. Imprigionata dagli sgherri tedeschi per lunghi giorni, superò con la invitta forza dell'animo la furia dei suoi torturatori che non ottennero da quel giovane corpo straziato una sola parola rivelatrice. Tratta dopo un mese dal carcere delle Murate, il giorno 12 giugno 1944, sul greto del Mugnone, in mezzo ad un gruppo di patrioti, cadeva uccisa da una raffica di mitragliatrice: indimenticabile esempio di valore e di sacrificio. Firenze, 15 maggio - 12 giugno 1944.»

Note

  1. 1 2 Giuseppe Sircana, ENRIQUES, Anna Maria, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1993. URL consultato il 28 giugno 2026.
  2. ↑ Enriques Agnoletti Anna Maria, su Biografie resistenti, ISACEM. URL consultato il 28 giugno 2026.
  3. ↑ Onorati, p. 7.
  4. 1 2 Onorati, p. 8.
  5. ↑ Anch'egli insignito della Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.
  6. ↑ Fatti arrivare a Firenze da Radio CORA.
  7. ↑ Francovich 1962, p. 223.
  8. ↑ Bocci, Barbieri 1969, p. 121.
  9. ↑ liceo scientifico statale "A.M. Enriques Agnoletti", su liceoagnoletti.it.
  10. ↑ Scuola primaria di Rimaggio-Padule, su icmattei.gov.it. URL consultato il 3 dicembre 2019 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2016).
  11. 1 2 3 4 Onorati, pp. 10-11.
  12. ↑ Scuola di archivistica, su Archivio di Stato di Firenze. URL consultato il 28 giugno 2026.
  13. ↑ Inaugurazione murale per Enriques Agnoletti, su Comune di Sesto Fiorentino. URL consultato il 12 giugno 2025 (archiviato il 4 giugno 2023).

Bibliografia

  • Lucia Tumiati Barbieri, Enrico Bocci – Una vita per la libertà, Testimonianze..., Firenze, G. Barbèra, 1969.
  • Carlo Francovich, La Resistenza a Firenze, Firenze, La Nuova Italia, 1962.
  • Gilda La Rocca, La radio Cora di piazza d'Azelio e le altre due stazioni radio, Firenze, Editrice "La Giuntina", 2004.
  • Ugo Onorati, Anna Maria Enriques Agnoletti partigiana nei Castelli Romani, Marino, Sezione ANPI "Aurelio del Gobbo" di Marino; Provincia di Roma; Associazione ONLUS "Senza Frontiere", 2010.
  • Daniele Niccoli, Firenze 365, Firenze, Apice Libri, 2017, ISBN 9788899176495.

Altri progetti

Collegamenti esterni

Controllo di autoritàVIAF (EN) 2523122 · ISNI (EN) 0000 0001 1737 0284 · BAV 495/160317 · LCCN (EN) nr91029284 · GND (DE) 102617614X · BNF (FR) cb12222653x (data) · J9U (EN, HE) 987007313186005171