Villa Triste
Villa Triste è l'appellativo di vari luoghi di tortura in diverse città italiane usati dai nazifascisti durante gli ultimi anni della seconda guerra mondiale, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 e la nascita della Repubblica Sociale Italiana.
Elenco
Biella
A Biella, luogo di sevizie e torture fu Villa Schneider, un'elegante palazzina in stile liberty requisita dalle SS dopo l'armistizio di Cassibile ed usata come quartier generale della polizia politica in funzione repressiva dei movimenti partigiani ostili alla Repubblica Sociale Italiana.
Bologna
A Bologna la villa triste locale era la residenza del questore Giovanni Tebaldi, in via Siepelunga 67[1]. Alcune stanze della casa vennero adibite a luogo di tortura da parte di uno degli uomini più fidati di Tebaldi, il comandante del Reparto Autonomo della Polizia ausiliaria Renato Tartarotti.
Firenze

La Villa Triste di Firenze ebbe sede in un palazzo in via Bolognese 67, che ospitò una sezione del SD tedesco e la 92ª legione della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, nota come Banda Carità, nel periodo settembre 1943 – agosto 1944. Nei locali del palazzo il comandante Mario Carità organizzò il Reparto Servizi Speciali, teatro di torture, stupri e uccisioni ai danni di partigiani e oppositori politici. Tra le vittime più note figurano il gappista Bruno Fanciullacci, Anna Maria Enriques Agnoletti e il capitano Italo Piccagli.
Alla partenza di Carità per Padova, nel luglio 1944, il comando passò a Giuseppe Bernasconi, già attivo nelle bande fasciste di Roma, responsabile tra l'altro dell'eccidio di piazza Torquato Tasso del 17 luglio 1944. Villa Triste rimase operativa fino alla Liberazione di Firenze nell'agosto 1944. Una lapide di Piero Calamandrei e una seconda targa posta dal Comune nel 2018 ricordano oggi le vittime sull'edificio di via Bolognese.
Genova
Anche Genova ebbe una Villa Triste gestita dai tedeschi: era ubicata nella Casa dello Studente di corso Giulio Cesare, ove avvenivano gli interrogatori e le torture nelle sue più svariate forme.
Mantova
A Mantova il luogo delle sevizie era Villa Gobio (o Villa Gobia) casa padronale di una corte di campagna nei pressi della città nella campagna tra le località di Cerese e di Pietole. Dall'estate del 1944 alla primavera del 1945 fu una sede del controspionaggio militare tedesco, il F.A.T. 374 (Front Aufklärung Truppe). Al suo interno furono interrogati e seviziati molti antifascisti e agenti stranieri, talvolta fino alla morte. Attualmente è disabitata.
Milano
Nell'estate del 1944 un altro criminale, Pietro Koch, vincolato in passato a Mario Carità, aprì una nuova Villa Triste[2] con la sua banda, in via Paolo Uccello a Milano[3], ovvero in quella che era "villa Fossati", fatta costruire da Temistocle Fossati addossata ai resti della millenaria chiesa di San Sìro alla Vepra su progetto neorinascimentale dall'architetto Adolfo Zacchi, e requisita alla vedova Adele Mariani[4]. Il luogo era anche frequentato dal celebre attore Osvaldo Valenti[5], ma l'accusa mossagli dai partigiani di aver preso parte alle sevizie inflitte dalla Banda Koch ai prigionieri partigiani risultò poi essere completamente inventata, come emerse poi davanti alla Corte d'appello di Milano[6].
Questa nuova sede di torture ebbe però vita breve: il 25 settembre di quello stesso anno, il ministro di giustizia della RSI Piero Pisenti, spinto dalle proteste dei cittadini milanesi e da quelle dello stesso arcivescovo Schuster, ne ordinò la chiusura[7].
Pavia
A Pavia la Villa Triste era ubicata all'angolo tra Via Santa Maria alle Pertiche e i giardini di Piazza Castello, al numero 27. Venne requisita dalle SS nel 1943 e rimase operativa per due anni. Dopo la guerra, il precedente proprietario ritornò in possesso della palazzina ma dovette venderla nel 1955. Villa Triste venne demolita e sul terreno vennero costruiti condomini. Nella zona, oggi, non vi sono targhe che ricordano gli orrori perpetrati in quel luogo.[8]
Roma
L'edificio posto in via Tasso ai numeri 145 e 155 - che dal settembre 1943 al giugno 1944 ospitò la sede dell'Aussenkommando Rom der Sicherheitspolizei und des SD (Comando di Roma della Polizia di Sicurezza e dello SD) e del carcere provvisorio delle SS - è tristemente noto come luogo di tortura[9] per le vicende che lo vedono protagonista nel periodo dell'occupazione nazista della capitale. Da questo posto, interamente gestito dalle SS al comando dell'Obersturmbannführer Herbert Kappler, figura fondamentale nell'ambito dell'occupazione tedesca non solo di Roma ma di tutta la Penisola italiana, si stendono sulla città le complesse ramificazioni delle varie organizzazioni tedesche impegnate contro i patrioti e non solo, che, a centinaia, vengono arrestati e qui imprigionati. Inoltre, è dal carcere di via Tasso che partono la maggior parte degli uomini che andranno a morire alle Fosse Ardeatine, alla Storta o a Forte Bravetta[10]. L'edificio oggi ospita il Museo storico della Liberazione.
La Pensione Oltremare, in via principe Amedeo n. 2, era poi il luogo in cui iniziò ad operare la Banda Koch[11], fino a quando si spostò in via Romagna alla Pensione Jaccarino.
Trieste
Trieste ebbe il triste primato di essere stata la prima città italiana in cui venne aperta una Villa Triste[12], conosciuta oltretutto con tale denominazione. Si trattava di un edificio di modeste proporzioni sito in via Bellosguardo n. 8[13] che fin dal 1942 era noto per essere stato abitato da una famiglia ebraica fino alle proclamazione delle leggi razziali. L'edificio venne in seguito requisito e utilizzato non solo come sede dell’Ispettorato Speciale di Pubblica Sicurezza per la Venezia Giulia, ma anche come luogo di interrogatori e di torture.
Il commissario dell'ispettorato era Giuseppe Gueli, mentre vicecommissario era Gaetano Collotti[14], il quale creò la cosiddetta "Banda Collotti". Nell'estate del 1944 svariate volte e per diversi giorni la "Banda Collotti" giustiziò dei civili gettandoli nel pozzo di una miniera a Basovizza[15].
Oltre alla villa di via Bellosguardo, vennero adibiti a tale scopo altri locali, denominati anch'essi "ville tristi": uno soprannominato "dai Gesuiti" e un altro in via Cologna, fino al 1994 sede di un comando di carabinieri (gestiti all'epoca, come quelli di via Bellosguardo, dall'Ispettorato Speciale di Pubblica Sicurezza).
Prospetto riassuntivo
| Numero | Nome | Città | Tipologia internati | Campo istituito da | Direttori | Operatività |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Via Bellosguardo | Trieste | Ebrei italiani e stranieri; civili inglesi, apolidi, "italiani pericolosi" (oppositori politici ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), jugoslavi, partigiani | Ispettorato Speciale di Pubblica Sicurezza | Giuseppe Gueli, Banda Collotti | 1942 - 1945 |
| 2 | Via Bolognese 67 | Firenze | Oppositori politici. Da qui passarono alcuni dei nomi più conosciuti della Resistenza fiorentina fra i quali, il gappista Bruno Fanciullacci, tutti i componenti del Comitato Toscano di Liberazione Nazionale, Anna Maria Enriques Agnoletti, gli aderenti a Radio CORA | 92ª legione della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale | Mario Carità e la Banda Carità | 17 settembre 1943 - 1945 |
| 3 | Via Asti 22 Caserma Alessandro La Marmora | Torino | Ebrei italiani e stranieri, civili, apolidi, "italiani pericolosi" (oppositori politici ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), partigiani | n/a | Gastone Serloreti | 1943 - 1945 |
| 4 | Via Tasso | Roma | Ebrei italiani e stranieri, civili, apolidi, "italiani pericolosi" (oppositori politici ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), partigiani. Fra i detenuti del carcere anche Giuliano Vassalli, Giuseppe Cordero di Montezemolo, Sabato Martelli Castaldi, Roberto Lordi, Raffaele Aversa, Filippo Caruso, Giovanni Frignani, Bruno Buozzi, Carlo Zaccagnini, Filippo de Grenet, don Pietro Pappagallo | SS | Herbert Kappler, Erich Priebke, Pietro Koch | 1943 - 1944 |
| 5 | Villa Fossati, Via Paolo Uccello[2] | Milano | Ebrei italiani e stranieri, civili, apolidi, "italiani pericolosi" (oppositori politici ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), partigiani | n/a | Banda Koch, Armando Tela | 1943 - 1945 |
| 6 | Via Rovello | Milano | Ebrei italiani e stranieri, civili, apolidi, "italiani pericolosi" (oppositori politici ma anche pregiudicati per reati comuni, "allogeni" slavi e individui sospettati di spionaggio e di "attività antinazionale"), partigiani | Legione Autonoma Mobile Ettore Muti | Francesco Colombo | 1944 - 1945 |
Note
- ↑ Storia e Memoria di Bologna - Villa Triste
- 1 2 Giovanni Memo, La banda Koch a Milano - Tra i reclusi a "Villa Triste" (PDF), collana Collana Nuove Firme, Milano, Tipografia Editoriale Luigi Memo, 1945 [1945], p. 40. URL consultato il 06/07/2016 (archiviato dall'url originale il 13 dicembre 2013).
- ↑ Gian Luca Margheriti, 1001 cose da vedere a Milano almeno una volta nella vita, Roma, Newton Compton, 2010, p. 671, ISBN 978-88-541-2157-7.
- ↑ Bruno Maida, I luoghi della Shoah in Italia, pag.42, Torino, Edizioni del Capricorno, 2017, ISBN 978-88-7707-329-7.
- ↑ Danis Mack Smith, op. cit., pag. 492
- ↑ http://archiviostorico.corriere.it/2001/luglio/31/Luisa_Ferida_Osvaldo_Valenti_Dai_co_0_0107311334.shtml Silvio Bertoldi:"Che Valenti e la Ferida fossero innocenti e la loro fucilazione fosse piuttosto un assassinio, come fu poi provato dalla Corte d'appello di Milano, non era affar suo"
- ↑ Alessio Campo, Villa Triste. La visita nella casa delle torture, su mentelocale.it. URL consultato il 25 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 28 gennaio 2015).. Presentazione del libro su YouTube
Milano 1944 Villa Triste. La famigerata banda Koch, parte 1°, 24 ottobre 2014. URL consultato il 25 gennaio 2015,
parte 2°, 24 ottobre 2014. URL consultato il 25 gennaio 2015. - ↑ Anpi Pavia, ANPI Pavia - Sezione Centro Onorina Pesce Brambilla: STORIA DI VILLA TRISTE, PAVIA '43-'45, su ANPI Pavia - Sezione Centro Onorina Pesce Brambilla, sabato 13 settembre 2014. URL consultato il 3 gennaio 2019.
- ↑ Museo Storico della Liberazione, su viatasso.eu (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
- ↑ Museo Storico della Liberazione, su viatasso.eu (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
- ↑ Paolo Brogi, Le vittime della banda Koch ricordate con una targa, Corriere della sera, 24 gennaio 2011, secondo cui "alcuni prigionieri sostennero che era meglio stare a via Tasso piuttosto che alla pensione Oltremare. Anche il regista Luchino Visconti fu portato alla Pensione Oltremare, si salvò per intercessione di un’amica attrice".
- ↑ Testimonianza di Nerina De Walderstein nata a Trieste nel 1925, residente a Trieste da RAI, su testimonianzedailager.rai.it. URL consultato il 22 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 7 ottobre 2008).
- ↑ La regina di “Villa Triste” L’ebrea sopravvissuta alle torture, La Repubblica, 2011, su inchieste.repubblica.it.
- ↑ Il Mostro e l'Eroe, su cadutipolizia.it.
- ↑ La foiba di Basovizza (PDF), su diecifebbraio.info.
- ↑ Sandi Wolk, I luoghi della memoria slovena a Trieste e Provincia (PDF), in Un itinerario della memoria. Educare attraverso i luoghi, p. 215.
Bibliografia
- Bruno Maida, I luoghi della Shoah in Italia, Torino, Edizioni del Capricorno, 2017, ISBN 978-88-492-3317-9.
- Giovanni Baldini, Villa triste, su ResistenzaToscana.it. URL consultato il 25.01.2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- Piero Bargellini, Ennio Guarnieri, Le strade di Firenze, 4 voll., Firenze, Bonechi, 1977-1978.
- Giovanni Memo, La banda Koch a Milano. Tra i reclusi di Villa Trieste, Tipografia Editoriale Luigi Memo, Milano, 1945 link a pdf
- Carlo Francovich, La resistenza a Firenze, Firenze, La Nuova Italia Editrice, 1962.
- Giovanni Frullini, La liberazione di Firenze, Sperling & Kupfer Editori, Milano 1982
- Danis Mack Smith, Mussolini, Rizzoli, Milano 1983
Voci correlate
- Anna Maria Enriques Agnoletti
- Albergo nazionale
- Bruno Fanciullacci
- Casa dello Studente (Genova)
- Gaetano Collotti
- Ispettorato Speciale di Pubblica Sicurezza per la Venezia Giulia
- Italo Piccagli
- Lista dei luoghi dell'Olocausto in Italia
- Mario Carità
- Museo storico della Liberazione, Roma
- Nerina De Walderstein
- Pietro Koch
- Repubblica Sociale Italiana
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Villa Triste, su Resistenzatoscana.it. URL consultato il 19 gennaio 2009 (archiviato dall'url originale il 16 agosto 2010).
- Villa Triste, su Chi era costui?. URL consultato il 19 gennaio 2009.