Antonio Bergamaschi

Antonio Bergamaschi
vescovo della Chiesa cattolica
In veritate et caritate
 
Incarichi ricopertiVescovo di Montefeltro (1949-1966)
 
Nascita16 gennaio 1894 a Fiorenzuola
Ordinazione sacerdotale25 luglio 1917 dal vescovo Giovanni Maria Pellizzari
Nomina a vescovo12 dicembre 1949 da papa Pio XII
Consacrazione a vescovo22 gennaio 1950 dal cardinale Adeodato Piazza, O.C.D.
Morte17 aprile 1966 (72 anni) a Pennabilli

Antonio Bergamaschi (Fiorenzuola, 16 gennaio 1894 – Pennabilli, 17 aprile 1966) è stato un vescovo cattolico italiano.

Biografia

Nacque a Fiorenzuola, in provincia e diocesi di Piacenza, il 16 gennaio 1894, sesto di otto figli.

Formazione e ministero sacerdotale

Nel 1905 si iscrisse al seminario vescovile di Piacenza, dove compì l'iter formativo in preparazione al sacerdozio dalla prima ginnasio al quarto anno di teologia.[1]

Il 25 luglio 1917 fu ordinato presbitero dal vescovo di Piacenza Giovanni Maria Pellizzari.[1]

Dopo l'ordinazione ricoprì l'incarico di parroco in due frazioni di Coli: ad Aglio, dal 1917 al 1926, e a Perino, dal 1926 al 1935; in quell'anno fu trasferito a Caorso, dove rimase fino alla nomina episcopale, come arciprete e vicario foraneo. Nel 1940 fu nominato, per un anno, rettore del seminario vescovile di Bedonia.[1]

Ministero episcopale

Il 12 dicembre 1949 papa Pio XII lo nominò vescovo di Montefeltro;[2] succedette a Vittorio De Zanche, precedentemente nominato vescovo di Concordia. Il 22 gennaio 1950 ricevette l'ordinazione episcopale, nella cattedrale di Piacenza, dal cardinale Adeodato Piazza, segretario della Sacra congregazione concistoriale, co-consacranti gli arcivescovi Ersilio Menzani, vescovo di Piacenza, e Umberto Malchiodi, vescovo coadiutore di Piacenza, e il vescovo di Viterbo e Tuscania Adelchi Albanesi.[3] Il 16 aprile seguente, domenica in albis, prese possesso della diocesi.[1]

Nel 1962, con l'intento di salvaguardare opere e oggetti provenienti dalle parrocchie della diocesi, istituì, presso Palazzo Bocchi a Pennabilli, il museo diocesano del Montefeltro, a lui successivamente intitolato.[4]

Il 17 aprile 1966 fu colpito da un malore mentre celebrava la messa nella cattedrale di Pennabilli. Trasportato nella sua abitazione presso il palazzo vescovile, morì la sera di quello stesso giorno, all'età di 72 anni.[5] Dopo le esequie, celebrate il 19 aprile dall'arcivescovo metropolita di Urbino Anacleto Cazzaniga, nella cattedrale di Pennabilli, fu sepolto nella cripta dello stesso edificio.[6]

Genealogia episcopale

La genealogia episcopale è:

Araldica

Blasonatura dello stemma: Di bianco, al mare ondato sormontato da tre stelle a sei punte; capo partito di bianco e d'azzurro, il bianco caricato di una croce rossa, l'azzurro bandato con aquila poggiante su due torri.[7]

Note

  1. 1 2 3 4 Stamane mons. Bergamaschi verrà consacrato Vescovo (JPG), in Libertà, 22 gennaio 1950, p. 2. URL consultato il 19 ottobre 2024.
  2. ↑ Acta Apostolicae Sedis (PDF), n. 41, Tipografia poliglotta vaticana, 1949, p. 580. URL consultato il 19 ottobre 2024.
  3. ↑ L'ottavo vescovo piacentino consacrato domenica in Cattedrale (JPG), in Libertà, 24 gennaio 1950, p. 2. URL consultato il 19 ottobre 2024.
  4. ↑ Museo Diocesano "Mons. Antonio Bergamaschi", su BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web. URL consultato il 13 settembre 2025.
  5. ↑ Il vescovo piacentino mons. Bergamaschi deceduto improvvisamente a Pennabilli (JPG), in Libertà, 19 aprile 1966, p. 2. URL consultato il 19 ottobre 2024.
  6. ↑ Solenni funerali a Pennabilli del vescovo mons. Bergamaschi (JPG), in Libertà, 20 aprile 1966, p. 2. URL consultato il 19 ottobre 2024.
  7. ↑ BeWeB.

Collegamenti esterni

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