Antonio Calderini
Antonio Calderini (Firenze, 9 dicembre 1445 – Roma, 4 ottobre 1494[1]) è stato un notaio, politico e diplomatico italiano, stata una figura di rilievo nella cerchia intellettuale e politica della Firenze del tardo Quattrocento, noto soprattutto per i suoi legami con la famiglia Medici per conto dei quali svolse anche intensa attività diplomatica in Francia..
Biografia
Nacque da Giuliano il 9 dicembre del 1445 [N 1]
dove è registrato col titolo di "ser" a significare che era stato "naturalizzato", cioè era stata formalmente riconosciuto e abilitato a esercitare la professione di notaio a Castel San Giovanni oggi San Giovanni Valdarno, come risulta da una sua lettera del 25 gennaio 1492 - secondo il calendario fiorentino, che cominciava dal 25 marzo, festa dell'Annunciazione, del 1493 secondo il calendario moderno - come scrisse in una lettera a Piero di Lorenzo de' Medici.[1]
Nel 1473 il Calderini fu cancelliere di un'ambasceria fiorentina a Sisto IV, guidata da Matteo Palmieri, che e gonfaloniere di Giustizia, qualifica se stesso come "cancellarius oratoris fiorentini" cioè cancelliere del Podestà di Firenze, in una sua lettera da Roma indirizzata a Lorenzo de' Medici in data 30 dicembre 1473, [N 2] mentre di lui non si fa alcun cenno nelle istruzioni date al Palmieri [N 3]
Il Palmieri partì il 19 dicembre e tornò il 9 marzo. Al suo arrivo il Calderini si trovava già a Roma, e vi restò anche dopo la partenza del Palmieri, come si desume dalla sua corrispondenza con Niccolò Michelozzi segretario personale di Lorenzo de' Medici. Il Calderini fu anche notaio al Carcere delle Stinche, noto carcere di Firenze, fondato nel 1296, destinato in genere ai nemici politici[N 4] ed era anche notaio del Capitano alle cause civili dal 10 settembre 1478.[1]
In data 30 gennaio 1479 (1480 a seconda del calendario), troviamo il Calderini in Francia, probabilmente in relazione all'attività bancaria dei Medici; da Lione scrive poi una lettera al suo amico Bartolomeo della Fonte e ne riceve risposta [N 5] Durante questo soggiorno in Francia il Calderini scrive due lettere a Lorenzo de' Medici, la prima da Lione il 21 giugno 1482 [N 6] nella quale gli preannuncia un suo viaggio nel Monferrato per incarico di Luigi XI di Francia, l'altra da Tours il 17 febbraio 1482 (1483 s.c.) firmata dal Calderini ma con la qualifica di "secretarius regius et dominus computorum parisius" cioè "segretario del re e Maestro dei conti a Parigi.[N 7] Un titolo questo legato alla Chambre des comptes (Camera dei Conti) di Parigi, l'istituzione sovrana incaricata del controllo delle finanze del regno.[1] Particolare degno di nota è che con questa missiva il Calderini informa Lorenzo di avergli scritto anche una lettera a parte "in nome e per conto del re". La lettera di Luigi XI venne infatti spedita lo stesso giorno dal castello reale di Castello di Plessis-lez-Tours distante da Tours crca un chilometro; controfirmata "Calder", l'unica redatta in italiano fra le lettere del re a Lorenzo. [N 8] Occorre osservare però che on risulta da documenti che il Calderini fosse, a tutti gli effetti segretario regio. E' quindi probabile si trattasse di un aiuto politicamente occasionale. Nei Protocolli delle lettere di Lorenzo de' Medici si fa menzione di una risposta al Calderini "in Francia" in data 11 marzo 1482 (1483 s.c.), e anche di altre lettere indirizzategli in Francia in data 16 aprile e quelle del 5, del 13 e del 19 giugno 1483. Nella prima Lorenzo lo informa della sua corrispondenza con Luigi XI, al quale aveva mandato una preziosa reliquia, l'anello "miracoloso" di San Zanobi, uno dei Santi patroni di Firenze, nella speranza che servisse a guarirlo della malattia che di lì a poco doveva condurlo a morte. Il re, nel riceverlo, chiese maggiori particolari, come anche farà nella lettera del 9 luglio 1483, la sua ultima.[N 9] Le altre lettere si riferiscono all'"opera usata nel beneficio dato a Giovanni", il futuro Papa Leone X, nato Giovanni di Lorenzo de' Medici. Il re infatti, nella lettera scritta "per mano" del Calderini, aveva promesso di assegnare al fanciullo, che in questa data aveva solo otto anni, qualche beneficio francese, e subito dopo lo aveva investito dell'"Abbazia di Fontdouce" in Nuova Aquitania e poi dell'arcivescovado di Aix.[1]
In tutte queste trattative il Calderini sembra aver fiancheggiato l'opera dell'agente mediceo a Lione, Lionetto de' Rossi mercante e banchiere fiorentino legato alla filiale lionese del Banco dei Medici : sicché, quando si trattò di prender possesso dei benefici, l'uno e l'altro furono fatti procuratori del giovane Giovanni [N 10]; ma nel primo caso il possesso fu contrastato, nel secondo non ebbe luogo. Nel ricordare più tardi questo suo soggiorno francese, il Calderini lamentò intrighi di suoi nemici: "in Gallia praesertim ipso liuore tantum adducti in me moliti sunt, de quibus nisi vindictam sumpsissem, precipitem me procul dubio et cum maximo dedecore dedissent" cioè "Soprattutto in Gallia, spinti da una così grande invidia, tramarono contro di me tali cose che, se non ne avessi preteso vendetta, mi avrebbero senza dubbio mandato in rovina con il massimo disonore." dotta citazione dalle "'Res Gestae'" dello storico Ammiano Marcellino [N 11]
e si riferisce alle trame ordite contro di lui o i suoi alleati durante il periodo trascorso in Francia come scrisse inuna lettera a N. Michelozzi da Roma il 13 gennaio 1486 [1487 s.c.]). Fu sollecitato non molto tempo dopo a tornare in Francia in quanto in una lettera inviata ancora al Michelozzi, il 29 dicembre 1487, scrisse: "Frate Baldassarre ha hauto ragionamento di me col re e con altri, che se io vi voglio ritornare che mi faranno buona cera. Io per me non son disposto a tornarvi, se già non mi revocassino. Niente di manco ne fo un motto a Lorenzo e mi rimetto a lui".
Antonio Calderini morì probabilmente a Roma, dopo il 4 ottobre 1494, data di una sua lettera a Nicolò Michelozzi, ultima tra quelle che di lui ci sono pervenute.[1]
Note
Annotazioni
- ↑ Arch. di Stato di Firenze, Tratte, vol.443 bis, Chiavi / S. Giovanni, folio 172 verso
- ↑ Archivio di Stato di Firenze, Mediceo "avanti" il Principato, XXI, 464.
- ↑ Archivio di Stato di Firenze, Legazione Camm. Sign., volume 17, folio 170, sotto la data 3 dicembre 1473.
- ↑ Archivio di Stato di Firenze, 24 sett. 1475; Tratte, volume 7 82, folio 214
- ↑ Firenze, Biblioteca nazionale, codice Pal. Capp.109 [ex 77], folio 11 verso.
- ↑ Arch. di Stato di Firenze, Mediceo avanti il Principato, XXXVIII, 464,
- ↑ Firenze, Biblioteca nazionale XXXVIII, 401.
- ↑ Biblioteca nazionale di Firenze, XLV, 64
- ↑ Archivio di Stato di Firenze, Mediceo avanti il Principato, XLV, 66.
- ↑ Archivio di Stato di Firenze, Mediceo avanti il Principato, LXIII, 6.
- ↑ Libro XV, 5-32
Fonti
- 1 2 3 4 5 6 Vito R. Giustiniani, Antonio Calderini, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 16, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1973. URL consultato il 10 aprile 2026.
Bibliografia
- Vito R. Giustiniani, Antonio Calderini, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 16, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1973. URL consultato il 10 aprile 2026.