Antonio Discovolo

Milano, Collezioni d'arte della Fondazione Cariplo
Antonio Discovolo (Bologna, 25 dicembre 1874 – Bonassola, 10 luglio 1956) è stato un pittore italiano.
Biografia
Antonio Discovolo nasce a Bologna figlio di Mario, pittore, e di Gertrude Sarti. Ancora bambino rimane orfano del padre; per il secondo matrimonio della madre è a Pisa dove segue gli studi classici.
Nel 1891 entra all'Accademia di belle arti di Firenze, allievo di Giovanni Fattori e termina i suoi studi a Lucca con Norfini[1].
Nel 1898 si stabilisce a Roma dove conosce Nino Costa e s'inserisce nei circoli culturali più aggiornati. Proprio Costa nel 1900 lo invita a partecipare alla mostra, alla Promotrice romana, del suo gruppo In arte libertas.
Apre uno studio in via Margutta dedicandosi allo studio del paesaggio. Sebbene segua uno stile molto simile a quello impressionista francese, nei suoi studi la maggiore attenzione è dedicata agli effetti di luce del mare e del cielo.
Il suo esordio pubblico è nello stesso 1900, quando prende parte all’ Esposizione di Belle Arti di Roma “Amatori e Cultori” [2] e partecipa anche alla IV Triennale di Brera.
E' in questo periodo che conosce Enrico Lionne, Giacomo Balla e Camillo Innocenti. Si indirizza verso un linguaggio esplicitamente divisionista e nel 1902 aderisce al movimento al quale peraltro già nel 1898 si era avvicinato tramite Nomellini [3].
Nello stesso 1902 con Lori si reca per qualche mese a lavorare a Tellaro nel Golfo della Spezia.
Rimasto impressionato dalla bellezza del paesaggio ligure vi fa ritorno l'anno successivo e si stabilisce a Manarola (nelle Cinque Terre) invitatovi dall'amico Llewelyn Lloyd. Qui stringe amicizia anche con un altro pittore, Henry Markó, che a sua volta abitava poco lontano, a Lavagna.
Dal 1903 si dedica a realizzare incisioni per la raffinata rivista mensile d'arte e letteratura Novissima [4].
Nel 1903 e 1905 le sue opere sono scelte dalla giuria per la V Biennale Internazionale d'Arte di Venezia[5]. Poi, negli anni successivi dal 1909 al 1930, vi partecipa come invitato.
Nel 1904, con Onorato Carlandi, dipinge nella campagna di Terracina. Nel 1906 con Giacomo Balla[6] rappresenta la “Giovine Roma” all’ Esposizione Nazionale di Belle Arti a Milano [7].
Dopo il 1910 la sua pittura (anche influenzata da Nino Costa) rivela un progressivo avvicinamento a tematiche simboliste immerse in misteriose atmosfere böckliniane e s'interessa al mitologico tema dei Centauri [8].
Nel 1907 decide di lasciare Roma per ritornare a Manarola, dove conosce Caterina Bordone che diventa sua moglie. Nel 1910 si trasferisce definitivamente nella vicina Bonassola con la famiglia[9].
Nel 1917-18 presta il servizio militare e continua a lavorare.
Stringe amicizia con Lorenzo Viani, frequenta l’ambiente artistico genovese e dal 1911 espone alla Promotrice genovese [10] e alle successive esposizioni genovesi fino al 1940.
Nel 1911 partecipa all’Esposizione Internazionale di Belle Arti di Roma [11]. Ettore Cozzani lo invita a ideare xilografie per la rivista L‘Eroica e nel 1912 espone alla I mostra della xilografia di Levanto.
Negli anni 1913-1916 prende parte alle Secessioni romane [12]. Il Municipio di Genova gli acquista Il castagno (olio, 1920). E’ nominato Accademico di merito alla Ligustica nel 1920.
Presso la prestigiosa galleria Pesaro a Milano nella quale terrà quattro personali: nel 1922 , 1926, 1933, 1936 e 1938.
Nel 1924 lascia il piccolo borgo ligure per Assisi dove cerca nuovi spunti pittorici e si trattiene per quasi tre anni realizzandovi una sessantina di dipinti[13]; espone ancora alla Biennale romana del 1925.
Ritornato a Bonassola si dedica al paesaggio e allo studio del mare.
Espone a Palazzo Rosso a Genova nel 1932, alla Quadriennale di Roma del 1935, oltre alle mostre Sindacali e Regionali di Genova, Firenze e La Spezia. Conclude la sua attività espositiva personale nel 1938 a Torino presso la Galleria Martina.
Nel 1942 entra a far parte della romana Accademia di San Luca. Nel 1944 inizia a scrivere le sue Memorie[14].
L’ultima sua collettiva è del 1952 a Forte dei Marmi in occasione del Premio Nazionale Viali.
Si spegne all'età di 81 anni nella sua Bonassola.
Percorso artistico
Discovolo ha avuto modo di correlarsi con tutti i movimenti artistici del suo tempo, dall’Impressionismo all’Espressionismo, dal Neo-Impressionismo al Simbolismo, dal Nabismo al Divisionismo, dal Fauvismo al Novecento, dal Cubismo al Futurismo e all’Astrattismo, ma con la sua spiccata personalità sapendo reagire a questi repentini quanto volubili cambiamenti artistici, senza mai farsi contagiare.
Certo è attento divisionista, soprattutto durante il suo soggiorno romano quando, gli artisti stanno focalizzando le nuove idee sulla composizione ottica del colore.
Il suo percorso divisionista è intenso, fatto di convinzione ed entusiasmo, ma di breve durata. Predilige infatti ottenere la luminosità del dipinto con larghe pennellate, piuttosto che con sottili e studiati filamenti di colori primari, analizzate attentamente nel loro accostamento cromatico con immediatezza e sensibilità, tanto da ottenere quasi gli stessi risultati di luminosità delle opere trattate con la metodologia del divisionismo ortodosso.
Dopo il 1910 la sua pittura propende verso effetti simbolici che caratterizzeranno la sua produzione seguente. Nelle sue opere va prevalendo l’elemento fantastico emozionale. Il suo concetto di pittura simbolista, mediata dalla lezione böckliniana, perviene ad un’altra dimensione non più realistica, ma sublimata in visioni fantastiche realizzate con un linguaggio pittorico unico.
Dagli anni '20, persa ormai ogni vibrazione divisionista, la sua arte si rassoda, raccogliendo suggestioni novecentiste [15], muovendo verso cromie solari, restituite sulla tela da una pennellata corta, densa e materica, di ricordo postimpressionista.

collezione privata
Le sue opere degli anni '40 e '50 lo rivelano attento estimatore delle bellezze paesaggistiche della sua terra d'adozione.
Ha intrattenuto amicizie con molti esponenti liguri o ligusticizzati del mondo delle arti, della letteratura e della cultura: Pietro Gaudenzi, Orlando Grosso, Rosolino Multedo, Ettore Cozzani e Franco Oliva, Plinio Nomellini, Enrico Lionne, Alberto Beniscelli, Cornelio Geranzani, Arrigo Minerbi ed Eugenio Baroni, Sem Benelli e Corrado Martinetti, Angelo Balbi.
Collezioni pubbliche
A Roma nella Galleria comunale d’ arte moderna è conservato un grande notturno del 1924: Ninfa addormentata, oltre a Riposo. Nella Galleria nazionionale si trova il dipinto Tra gli ulivi.
Il suo Autoritratto (1938) è a Roma presso l’Accademia di S. Luca, della quale entrò a far parte nel 1942.
Nei Civici Musei di Novara è conservata una tavoletta A sera, firmata e datata 1935.
Sue opere figurano ancora ad Arezzo Pinacoteca Civica, alla Quadreria del Comune di Bonassola, a Carrara, a Firenze, alla Galleria d’Arte Moderna di Genova Nervi, di Milano, Novara, Torino, Roma, al Museo dell’Accademia Ligustica di Genova e in molte collezioni private.
Tra le opere rimaste nel comune di Bonassola, due sono state donate dalla famiglia: La Croce, collocata nella Chiesa di Santa Caterina e Primavera, esposta nel Palazzo comunale del borgo ligure.
Note
- ↑ La bottega dell’antiquario del 1894 realizzata per la licenza di pittura è stata la sua prima opera di spirito palesemente accademico.
- ↑ A questa manfestazione prenderà parte anche in occasione delle seguenti edizioni dal 1901 al 1907, 1923, 1929.
- ↑ Aveva conosciuto Plinio Lomellini a Torre del Lago, nella casa di Giacomo Puccini.
- ↑ Con immagini che gravitano nell’orbita d’influenza secessionista, con avvolgenti linee liberty e forme neo michelangiolesche.
- ↑ Con l’opera Mare. Mattino
- ↑ Amico di Enrico Coleman e di Giacomo Balla era un assiduo del Caffè Aragno, famoso ritrovo artistico e intellettuale di Roma. Di queste frequentazioni ci restano schizzi e caricature dei protagonisti dei vari incontri.
- ↑ Dove presenta Le cascatelle, La casa dei sospiri e Plenilunio.
- ↑ L‘inseguimento, eseguito nel 1911, viene esposto alla I mostra della xilografia di Levanto nel 1912 insieme con La solitaria.
- ↑ ... una casa ... in faccia al mare, perché potesse essere come un cuore aperto per mia madre, per la mia compagna, per i miei figliuoli, per i veri amici; che fosse un luogo solitario creato per la religione del mio lavoro e la serenità del mio spirito. La fortuna mi ha dato una casa fra gli ulivi. L’ulivo è simbolo di pace. Sono felice.
- ↑ Ultimo sole a Manarola, Sera dei morti
- ↑ La campana dei naviganti, La casa dei gufi, La voce del centauro.
- ↑ L’onda, Notte di Natale, Cinguettio di passeri, La vendemmia, Portatori di fieno, Riposo.
- ↑ Uno di questi dipinti, il Convento delle Clarisse, sarà acquistato nel 1935 dalla Galleria d'arte moderna di palazzo Pitti a Firenze.
- ↑ Il documento è rimasto ancora inedito presso gli eredi.
- ↑ Autoritratto, 1920; Ritratto della famiglia, 1922
Bibliografia
- L'Eroica, numero 101, 1926
- I. B. Supino, Assisi nell'opera di Antonio Discovolo, Milano 1926
- Antonio Discovolo. Cenni biografici. Opere in Gallerie e presso Collezionisti. Alcuni giudizi critici, Torino, Galleria Martina, 1939
- M. Di Scòvolo, Antonio Discovolo mio padre pittore. Lettere-cronache-memorie dal 1894 al 1956, Piacenza 1983
- G. Bruno, La pittura tra Ottocento e Novecento, in La pittura a Genova e in Liguria dal Seicento al primo Novecento, Genova 1987, pp. 470-471, 485-486
- M. F. Giubilei, La pittura di paesaggio in Liguria tra Otto e Novecento. Collezionismo pubblico e privato nelle raccolte della Galleria d'Arte Moderna di Genova, Genova 1990, pp. 160-161
- Dizionario biografico degli italiani, XL, Roma, Istituto dell'Enciclopedia italiana, 1991
- M. F. Giubilei, Il castagno. Un dipinto di Antonio Discovolo nella Galleria d'Arte Moderna di Genova, Genova 2004
- Antonio Discovolo alchimista della luce, catalogo della mostra a cura di F. Dioli, Camogli, FAI, 2009
- Antonella Crippa, Antonio Discovolo Archiviato il 4 aprile 2017 in Internet Archive., catalogo online Artgate Archiviato il 16 maggio 2016 in Internet Archive. della Fondazione Cariplo, 2010, CC-BY-SA.
- W. Canavesio, Valerio Bona, Ettore Cozzani ed il sogno di un'arte "Eroica", in Una lunga fedeltà all'arte e alla Valsesia. Studi in onore di Casimiro Debiaggi, a cura di E. Ballarè, G. Garavaglia, Borgosesia 2012, pp. 207-209,210, 224
- F.Dioli, Repertorio illustrato dei pittori, degli ascultori e dei ceramisti liguri tra '800 e '900, De Ferrari Editore, Genova, 2014, p.94
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Discòvolo, Antonio, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- DISCOVOLO, Antonio, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1932.
- Discòvolo, Antònio, su sapere.it, De Agostini.
- Maria Flora Giubilei, DISCOVOLO, Antonio, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 40, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1991.
- (EN) Opere di Antonio Discovolo, su Open Library, Internet Archive.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 72444696 · ISNI (EN) 0000 0001 2212 4061 · SBN NAPV010666 · Europeana agent/base/44148 · ULAN (EN) 500135207 · LCCN (EN) nr2003034605 · GND (DE) 128453451 |
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