Ara della Regina

Ara della Regina
Il basamento del tempio sul Pian della Regina
Civiltàetrusca, poi romana
Utilizzosantuario
EpocaVII secolo a.C. - VI secolo d.C.
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
ComuneTarquinia
Scavi
Date scavi1934-1938; dal 1983
OrganizzazioneSoprintendenza; Università degli Studi di Milano
ArcheologoPietro Romanelli
Amministrazione
EnteMusei e necropoli di Tarquinia e Cerveteri
VisitabileSì
Sito webwww.tarquinia-cerveteri.it/
Mappa di localizzazione
Map

L'Ara della Regina è il grande santuario poliadico della città etrusca di Tarquinia, posto sul Pian della Regina, il settore sud-occidentale del pianoro urbano contiguo al Pian di Civita. Il suo tempio maggiore conserva il più imponente basamento templare dell'Etruria, di circa 77,50 per 35,55 metri, ed era concepito, a differenza del «complesso monumentale» della Civita, per essere visibile da lontano.[1][2] Dal santuario provengono alcuni dei documenti più celebri dell'etruscologia, dall'altorilievo dei Cavalli alati agli Elogia Tarquiniensia.

Storia delle ricerche

Il tempio fu scavato da Pietro Romanelli fra il 1934 e il 1938: all'ultima campagna risale la scoperta dei Cavalli alati, restaurati ed esposti al Museo archeologico nazionale di Tarquinia già nell'autunno dello stesso anno.[3] Dal 1983 l'area è indagata dall'Università degli Studi di Milano nell'ambito del Progetto Tarquinia, che ha ricostruito la sequenza delle fasi del santuario.[1]

Le fasi del santuario

Il santuario conobbe quattro fasi principali. Ai templi arcaici (Tempio I e II), impostati su un'area sacra attiva già in età orientalizzante, seguì nei primi decenni del IV secolo a.C. la grande ricostruzione del Tempio III: le fondazioni e il podio furono ampliati con una terrazza che inglobava le strutture precedenti, portando la fronte a 25,50 metri di larghezza, e il frontone fu ornato dall'altorilievo fittile dei Cavalli alati.[1][4] Il basamento oggi visibile, in blocchi di macco, appartiene a questa fase e alle sue rielaborazioni successive.[2]

Sulla fronte del tempio è conservata una cassa litica che la tradizione degli studi, a partire da un'ipotesi accolta da Mario Torelli e discussa da Maria Bonghi Jovino, interpreta come cenotafio di Tarconte, memoria civica dell'eroe fondatore nel cuore del santuario cittadino.[5][6]

La divinità

La titolarità del culto è discussa: alla proposta di attribuire il tempio a Tinia si affianca la lettura di Torelli, per il quale la divinità del santuario è Uni, paredra del dio, come indicherebbe la dedica a Giove Ottimo Massimo e Giunone Regina incisa sulla base donata in età tiberiana dagli aruspici Tarquitii.[7]

L'età romana

Il culto proseguì senza soluzione di continuità in età romana. Presso il tempio l'élite municipale fece incidere in età giulio-claudia gli Elogia Tarquiniensia, le iscrizioni onorarie che celebrano le imprese degli Spurinna; vi aveva sede il collegio dei sessanta aruspici, dei cui fasti epigrafici restano frammenti con le biografie di quattro sacerdoti, e a un suo magister, Marcus Tarquitius Priscus, aruspice personale di Tiberio, si deve con il figlio la dedica di una sella dorata con corona aurea a Giove e Giunone.[7] Un'iscrizione riutilizzata sulla stessa base documenta infine il restauro di un piccolo impianto termale della comunità cittadina ancora nel 503-504 d.C., estrema testimonianza di vita sul pianoro.[8]

I Cavalli alati

L'altorilievo in terracotta con la coppia di cavalli alati, rinvenuto nel 1938 in oltre cento frammenti sulla terrazza antistante il tempio, apparteneva alla decorazione frontonale del Tempio III, dei primi decenni del IV secolo a.C.; secondo la ricostruzione di Giovanna Bagnasco Gianni faceva parte di una scena dell'apoteosi di Eracle sul monte Eta. È conservato al Museo archeologico nazionale di Tarquinia.[4]

Galleria d'immagini

Note

  1. 1 2 3 (EN) Giovanna Bagnasco Gianni, Tarquinia, Sacred Areas and Sanctuaries on the Civita Plateau and on the Coast: "Monumental Complex", Ara della Regina, Gravisca, in Jean MacIntosh Turfa (a cura di), The Etruscan World, Londra-New York, Routledge, 2013, pp. 594 e 597-600.
  2. 1 2 (EN) Marco Rendeli, Tarquinia, su Grove Art Online, Oxford University Press.
  3. ↑ Maria Mainardi e Giovanna Bagnasco Gianni, Tarquinia, in Bibliografia topografica della colonizzazione greca in Italia e nelle isole tirreniche, XX, Pisa-Roma-Napoli, Scuola Normale Superiore, 2011, pp. 246-248.
  4. 1 2 (EN) Giovanna Bagnasco Gianni, The winged horses on the Ara della Regina temple at Tarquinia, in Patricia Lulof e Carlo Rescigno (a cura di), Deliciae Fictiles IV. Architectural Terracottas in Ancient Italy, Oxford, Oxbow Books, 2010, pp. 222-225.
  5. ↑ Mario Torelli, Gli Spurinas. Una famiglia di principes nella Tarquinia della «rinascita», Roma, L'Erma di Bretschneider, 2019, pp. 15-19.
  6. ↑ Maria Bonghi Jovino, Tarquinia. Potere e orgoglio. Ascesa e crisi di una società, Milano, Ledizioni, 2021, pp. 14-15.
  7. 1 2 Mario Torelli, Gli Spurinas. Una famiglia di principes nella Tarquinia della «rinascita», Roma, L'Erma di Bretschneider, 2019, pp. 65-90.
  8. ↑ Mario Torelli, Gli Spurinas. Una famiglia di principes nella Tarquinia della «rinascita», Roma, L'Erma di Bretschneider, 2019, p. 49.

Bibliografia

  • (EN) Giovanna Bagnasco Gianni, Tarquinia, Sacred Areas and Sanctuaries on the Civita Plateau and on the Coast: "Monumental Complex", Ara della Regina, Gravisca, in Jean MacIntosh Turfa (a cura di), The Etruscan World, Londra-New York, Routledge, 2013, pp. 594-612.
  • Maria Mainardi e Giovanna Bagnasco Gianni, Tarquinia, in Bibliografia topografica della colonizzazione greca in Italia e nelle isole tirreniche, XX, Pisa-Roma-Napoli, Scuola Normale Superiore, 2011, pp. 237-316.
  • Mario Torelli, Gli Spurinas. Una famiglia di principes nella Tarquinia della «rinascita», Roma, L'Erma di Bretschneider, 2019.

Approfondimenti

  • Maria Bonghi Jovino e Giovanna Bagnasco Gianni (a cura di), Tarquinia. Il santuario dell'Ara della Regina. I templi arcaici, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2012.
  • Marco Cavalieri, Genus numeri. Relations mathématiques sous-jacentes à l'architecture étrusque: le cas du temple de l'Ara della Regina à Tarquinia, in «Res Antiquae», 5, 2008, pp. 3-14.

Voci correlate

  • Tarquinia (città antica)
  • Cavalli alati di Tarquinia
  • Elogia Tarquiniensia
  • Arte etrusca
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