Asaccus iranicus

Asaccus iranicus
Immagine di Asaccus iranicus mancante
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
PhylumChordata
ClasseReptilia
OrdineSquamata
SottordineSauria
InfraordineGekkota
FamigliaPhyllodactylidae
GenereAsaccus
Dixon & Anderson, 1973
SpecieAsaccus iranicus
Nomenclatura binomiale
Asaccus iranicus
Torki, Ahmadzadeh, Ilgaz, Avci & Kumlutas, 2011
Sinonimi

Asaccus tangestanensis - Torki et al. 2011

L'Asaccus iranicus Torki, Ahmadzadeh, Ilgaz, Avci & Kumlutas, 2011 è una specie di geco appartenente al genere Asaccus endemica dell'Iran.

Distribuzione e habitat

La specie è conosciuta principalmente dalla zona di 'Asalūyeh, nella provincia di Bushehr,[1] lungo il versante meridionale della catena dei monti Zagros, dove vive nelle spaccature delle rocce e negli anfratti calcarei, adattata a un clima caldo e arido.

Descrizione

L'Asaccus iranicus è un geco di piccole dimensioni,[2] la lunghezza muso-cloaca negli adulti non supera in genere i 45-50 millimetri, mentre la coda, sottile e affusolata, supera di poco la lunghezza del corpo. La testa è relativamente allungata e leggermente depressa, con muso appuntito e grandi occhi a pupilla verticale, tipici delle abitudini notturne.

Il capo e la gola mostrano caratteristiche distintive. La squama mentale è ampia, più larga che lunga, e la squama rostrale è intera, oltre due volte più larga che alta, priva di solco mediano. Subito dietro si trovano due internasali in contatto esteso, con profilo convesso e separate da una depressione poco marcata. Ai lati della mandibola si riconoscono più paia di postmentali circondati da granuli minuti, mentre le squame della gola sono piccole, lisce e numerose, disposte in file regolari.[1]

Il dorso è formato da minute squame granulari, tra le quali si distribuiscono tubercoli conici od ovali, per lo più lisci, talvolta appena carenati. Questi tubercoli sono separati da file di alcune squame granulari e conferiscono alla superficie dorsale un aspetto rugoso e irregolare. La regione ventrale, in contrasto, presenta squame piatte, esagonali o cicloidi, lisce e più grandi, disposte in modo ordinato. Gli arti sono relativamente lunghi e sottili, con dita allungate che terminano in cuscinetti adesivi ben sviluppati; le lamelle sottodigitali oblique garantiscono aderenza sulle superfici rocciose verticali.[1]

La coda è slanciata e affusolata, ornata da tubercoli disposti in anelli trasversali regolari. Ogni verticillo è formato da grandi tubercoli carenati che danno al segmento un aspetto ruvido. Quando l'animale è disturbato, la coda può essere portata sollevata; in caso di autotomia, si rigenera in forma più semplice e liscia.

La colorazione dorsale è sobria, con fondo grigio-beige o bruno sabbia, interrotto da macchie irregolari o da barre trasversali più scure, che permettono all'animale di mimetizzarsi sulle rocce chiare del suo habitat. Il ventre rimane chiaro, bianco-giallognolo e privo di disegni, mentre sul capo possono comparire reticoli brunastri.

Diagnosi tassonomica

Dal punto di vista diagnostico, Asaccus iranicus si distingue da specie affini come Asaccus elisae e Asaccus nasrullahi per la combinazione della forma e disposizione dei tubercoli dorsali, il numero e la forma delle lamelle sottodigitali e le proporzioni craniche. Tuttavia, la sua posizione tassonomica è stata messa in discussione da analisi più recenti: alcuni autori hanno proposto la sinonimia con Asaccus tangestanensis, anch'esso descritto nel 2011 dalla stessa regione, mentre altri continuano a riconoscerlo come specie distinta. La revisione filogenetica di Kamali e colleghi (2024)[2] ha evidenziato la presenza di linee criptiche nel genere Asaccus e ha confermato la complessità del gruppo, senza escludere che Asaccus iranicus e Asaccus tangestanensis possano rappresentare varianti geografiche di un unico taxon.[3]

In ogni caso, la specie, descritta per la prima volta da Torki, Ahmadzadeh, Ilgaz, Avci e Kumlutas nel 2011,[1] riflette un adattamento marcato agli ambienti rocciosi aridi della costa iraniana del Golfo Persico, dove conduce vita notturna e sfrutta il mimetismo e la sua agilità per sopravvivere tra le fessure delle rocce.

Note

  1. 1 2 3 4 F. Torki, F. Ahmadzadeh, C. Ilgaz, A. Avci e Y. Kumlutas, Description of four new Asaccus Dixon and Anderson, 1973 (Reptilia: Phyllodactylidae) from Iran and Turkey, in Amphibia-Reptilia, vol. 32, n. 2, 2011, pp. 185-202. URL consultato il 10 settembre 2025.
  2. 1 2 Asaccus iranicus TORKI, AHMADZADEH, ILGAZ, AVCI & KUMLUTAS, 2011, su The Reptile Database. URL consultato il 10 settembre 2025.
  3. ↑ Kamran Kamali, Masoud Nazarizadeh, Faezeh Fatemizadeh, Saeed Salmabadi, Mohammad Kaboli e Chih–Ming Hung, Integrating phylogenetic, phylogeographic, and morphometric analyses to reveal cryptic lineages within the genus Asaccus (Reptilia: Squamata: Phyllodactylidae) in Iran, in BMC Zoology, vol. 9, 2024. URL consultato il 10 settembre 2025.

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