Automotrice FCU ALn 776

ALn 776
Automotrice
Tripla di ALn 776 in livrea originale a Perugia Sant'Anna nel 2002
Anni di costruzione 1985 - 1993
Anni di esercizio 1986-2025 (FCU)

1995-2015 (FAS) 2015-presente (TUA)

Quantità prodotta 50 unità (24 monocabina, 26 bicabina) divise in due serie
Costruttore Fiat Ferroviaria
Dimensioni 23.540 mm × 2.878 mm
Capacità 76 posti[1]
Interperno 15.940 mm[1]
Passo dei carrelli 2.450 mm[1]
Massa in servizio 50,2 t[1]
Massa aderente 24,75 t[1]
Massa vuoto 38,85 t[1]
Rodiggio (1A)(A1)
Diametro ruote motrici 920 mm[1]
Distribuzione Meccanica con giunto idraulico
Potenza oraria 205 kW / 280 CV per ognuno dei 2 motori[1]
Velocità massima omologata 150 km/h[1]
Alimentazione Diesel
Tipo di motore FIAT 8217.32[1]

Le automotrici ALn 776 sono una serie di veicoli ferroviari leggeri a trazione diesel, costruiti tra gli anni ottanta e novanta per la Ferrovia Centrale Umbra (FCU) e poi adoperati anche da altre imprese ferroviarie concesse. Derivate dalle ALn 663, sono le più potenti e veloci automotrici a gasolio circolanti in Italia.

Queste automotrici prestano servizio dal 1986, principalmente sulla linea Terni-Perugia-Sansepolcro, sulla Terni-Rieti-L'Aquila (spingendosi da qui fino a Roma) e sulla Lanciano-San Vito, dove sono soprannominate Aquilotto.[2]

Commissione e caratteristiche

Le ALn 776 nacquero negli anni ottanta, quando la fatiscenza della linea aerea sulla ferrovia Terni-Sansepolcro e la necessità di rinnovare il materiale rotabile portarono Ferrovia Centrale Umbra alla criticata decisione di abbandonare la trazione elettrica e di puntare su rotabili diesel.[3]

Per ridurre tempi e costi, FCU decise di accodarsi alla commessa che Ferrovie dello Stato aveva già assegnato a Fiat Ferroviaria per la costruzione delle automotrici ALn 663 (evoluzione delle storiche ALn 668);[3] le automotrici ordinate da FCU, pertanto, ne ricalcano gran parte della struttura e della meccanica.

La commessa di FCU prevedeva però delle modifiche tali da rendere l'automotrice un gruppo a sé stante, potenziato e velocizzato rispetto alle 663:

  • In vista del completamento della Direttissima e dell'intenzione di FCU di sfruttarla per effettuare servizi diretti dall'Umbria verso Roma e Firenze, le 776 vennero dotate di un rapporto di trasmissione finale più lungo, in grado di consentire una velocità operativa massima di ben 150 km/h (rispetto ai 130 km/h delle ALn 663); in questo modo le 776 potevano sfruttare la maggiore velocità consentita sulle linee statali che si prevedeva di percorrere.[3]
  • I motori rimasero gli stessi IVECO 8217.32 da 13.798 cm³ a 6 cilindri sovralimentati,[1] con due propulsori montati su ciascuna unità, ma, per superare la ripida rampa del 60‰ sulla diramazione per Perugia Sant'Anna, furono tarati alla potenza di 205 kW (280 CV) a 2050 giri/min, circa un quinto in più dei 170 kW (230 CV) erogati delle ALn 663.[3]
  • Per lo stesso motivo, i primi due rapporti al cambio e ai ponti di trasmissione furono scelti particolarmente corti, in modo tale da poter superare anche le rampe più ripide, seppure a bassa velocità.[3] La trasmissione, quindi, si adattava sia alle esigenze di linee veloci (con il rapporto finale) che di linee tortuose (con i primi rapporti).[3]
  • Per evitare slittamenti in salita, venne richiesta la presenza di sabbiere e tubi lanciasabbia su tutte le ruote, anche quelle portanti.[3]
  • Venne eliminato il compartimento bagagli, che FCU riteneva superfluo, consentendo di aumentare il numero dei posti a sedere a 76 (contro i 63 della 663). Questo aspetto determinò anche la differente nomenclatura assegnata al modello FCU.[3]
  • Il peso per asse rimane inferiore a 13 tonnellate per asse[4], consentendo la circolazione su linee ad armamento leggero o degradato.
ALn 776 bicabina (al binario 4) e monocabina (al binario 3)

Il quantitativo effettivo delle automotrici costruite ammonta a cinquanta unità, di cui ventiquattro a cabina singola (immatricolate come ALn 776 M.01 - M.24) e ventisei a doppia cabina (immatricolate come ALn 776 B.51 - B.76).[1]

La presenza di una variante monocabina è un'altra sostanziale differenza rispetto alle ALn 663.[3] Questa versione, anziché avere ad entrambe le estremità un banco di guida e un intercomunicante, come le ALn 663 e come tutte le versioni delle ALn 668 realizzate, è dotata di una sola cabina di guida, non provvista di intercomunicante e dotata quindi di una postazione più ampia e vetri più grandi, che forniscono migliore visibilità al macchinista.[3] Le unità monocabina viaggiano sempre accoppiate retro a retro tra di loro oppure accoppiate con un'automotrice bicabina all'estremità opposta alla cabina di guida.[1]

Interno

Gli esemplari (sia monocabina che bicabina) possono essere suddivisi in due sottogruppi definiti di prima e di seconda serie:

  • la prima serie, costituita dalle 14 unità che vanno da M.01 a M.08 e B.51 a B.56, fu costruita dal 1986 al 1991 negli stabilimenti di Fiat Ferroviaria a Savigliano;[3]
  • la seconda serie, costituita dalle 36 unità M.09 - M.24 e B.57 - B.76, fu costruita tra il 1991 e il 1993 negli stabilimenti dello stesso costruttore ma a Colleferro.[3]

La prima serie è riconoscibile per avere un imperiale liscio, mentre la seconda ha imperiale cannellato.[1] Altri elementi che differenziano la seconda serie sono il tachimetro (analogico nella prima serie, digitale nella seconda) il rubinetto del freno di diverso tipo e la presenza dell'impianto di climatizzazione, posto sull'imperiale.[1]

A livello tecnico le automotrici della prima serie sono accoppiabili sino a tre unità in comando multiplo, mentre quelle della seconda possono arrivare sino a cinque: questo deriva dal fatto che i dispositivi che permettono il comando multiplo delle macchine sono differenti tra le serie.[1]

Il banco di manovra di un esemplare bicabina. Sulla destra, è visibile il rubinetto del cambio automatico sperimentale.

Sulle unità di seconda serie, FCU integrò un sistema sperimentale per il cambio di marcia automatico: la tradizionale meccanica della trasmissione rimaneva immutata, ma veniva aggiunto un dispositivo elettronico che provvedeva automaticamente a innestare i singoli rapporti, in funzione della coppia e della velocità di marcia.[3] Questo dispositivo, tuttavia, non venne quasi mai utilizzato.[3]

L'ultima macchina consegnata, la B.76, fu dotata di marmitta catalitica, prima applicazione del genere in Italia su un veicolo ferroviario.[3]

Per quanto riguarda il limite di velocità applicabile, le ALn 776 sono classificate nel rango B.[5]

Esercizio

ALn 776 di FCU in sosta nella stazione di Perugia Sant'Anna, nella livrea Alta Visibilità applicata a partire dal 2004[6]

Inizialmente tutte le Aln 776 avevano una livrea simile a quella delle Aln 663, ovvero bianco pergamena-azzurro con banda centrale rossa lungo tutta la linea di cintura e in corrispondenza dei fanali. Tale livrea fu in uso fino al 2004.

Nel 1995 cinque unità furono trasferite alla FAS, che si trovava a corto di materiale rotabile per l'esercizio sulla ferrovia Sangritana. La decisione fu presa dal Ministero dei Trasporti, a cui sia la FCU che la FAS facevano capo, essendo entrambe le aziende in Gestione commissariale governativa. Nel 2000, quando le due imprese ferroviarie diventarono di proprietà delle amministrazioni locali (regione Abruzzo per la FAS, regione Umbria per la FCU) non si fece altro che assorbire in inventario il materiale in servizio sino a quel momento, e le cinque unità della FAS divennero effettivamente di sua proprietà, riducendo a 45 quelle di proprietà FCU. La società abruzzese ha dato al mezzo il soprannome interno di Aquilotto.[2] La FCU ha stipulato un contratto con la quale si impegna a fare manutenzione alle suddette automotrici.

Le Aln 776 di Seatrain in servizio come Roma Express

Dal 1999 al 2006, due esemplari sono stati noleggiati da FCU a Ferrovie Nord Milano, che li ha impiegati sulla ferrovia Brescia-Edolo, vestendo la livrea bianco-verde di FNM.[7]

A partire dal 2004, le venticinque vetture in servizio sulla FCU adottarono la livrea "FCU Tipo 2", color arancio-blu con banda rossa, detta anche livrea alta visibilità.

Nel 2005[8] cinque unità furono date a noleggio alla Seatrain, per l'effettuazione del servizio croceristico Roma Express (Civitavecchia-Roma) e battezzate con i nomi di alcuni luoghi famosi della città di Roma: la n. 019, ribattezzata "Piazza Navona"; la 022 "Via Veneto"; la 059 "Circo Massimo"; la 060 "Colosseo"; la 073 "Città del Vaticano". Queste unità furono riallestite con una livrea dedicata e interni di lusso, che comprendevano poltrone in pelle, quadri alle pareti, aria condizionata, filodiffusione sonora, moquette, rifiniture in legno ed ottone.[9][10] Le unità esercite da FCU si ridussero quindi a 40.

Nel giugno 2005 FCU ottenne la certificazione per l'utilizzo delle 776 sulla rete di RFI;[11] le automotrici iniziarono quindi ad effettuare il collegamento diretto Sansepolcro-Perugia-Terni-Roma, e servizi per conto di Trenitalia sull'anello RFI Foligno - Terontola - Orte - Terni - Foligno, con sconfinamenti fino a Rieti e L'Aquila.[12]

ALn 776 di FCU nella livrea Perugino, applicata a partire dal 2006[6]

Nel 2006 quindici vetture, destinate perlopiù alla relazione Terni-Roma, furono sostanzialmente ammodernate: interni e sedili subirono un restyling;[12] furono installati gli apparati per la ripetizione dei segnali in cabina a 9 codici e i sottosistemi di bordo per SCMT/SSC e vigilante;[13] furono installati transponder GPS per poter verificare in tempo reale la puntualità dei treni; infine, all'esterno ricevettero la nuova livrea FCU Perugino (ovvero grigio chiaro - grigio antracite - bianco, con un'onda rossa).[12] In tale occasione, FCU cambiò la marcatura dell'intero gruppo in "ALn 776 FC" (ad esempio, l'automotrice ALn 776 M.01 diventò ALn 776 001 FC).

A partire dal 15 giugno 2008, le ALn 776 presero in carico l'intero il servizio viaggiatori sulla linea linea Terni-Rieti-L'Aquila, di cui FCU aveva ottenuto il subappalto da Trenitalia, sostituendo le ALn 668 precedentemente in uso.

Dal dicembre dello stesso anno[14] questi rotabili hanno espletato servizi tra Rieti e Roma percorrendo un tratto di Direttissima alla massima velocità di progetto (150 km/h), costituendo gli unici treni a trazione diesel che percorrevano la linea. La relazione è stata espletata dalle ALn 776 fino al 2023, quando l'effettuazione del servizio è passata ai nuovi elettrotreni bimodali Hitachi Blues, funzionanti con alimentazione sia dalla linea aerea sia da generatori a gasolio (che sono il secondo modello di treno nella storia delle ferrovie italiane, dopo le ALn 776 stesse, a riuscire a superare i 140 km/h con propulsione termica).

ALn 776 di FCU in livrea DPR Trenitalia, applicata a partire dal 2015[15]

Nel 2015, con il passaggio della FCU al gruppo Ferrovie dello Stato, tutte le ALn 776 in servizio hanno adottato la livrea DPR grigio-blu con banda arancio, in uso sui treni regionali di Trenitalia;[15] si tratta delle uniche automotrici termiche in Italia ad aver ricevuto la nuova livrea. Nello stesso anno, le unità in possesso di FAS sono confluite nella flotta della nuova Società Unica Abruzzese di Trasporto, nota come Trasporto Unico Abruzzese o TUA, formata dalla fusione di FAS con altri due gestori di servizi pubblici locali in Abruzzo, ovvero ARPA e GTM.

Nel 2017 le unità in possesso di TUA sono state sottoposte a revamping.[16] Alla cessazione del servizio Roma Express (2022),[17] TUA ha acquistato da FCU tre delle cinque unità che lo espletavano (passando quindi da cinque a otto ALn 776 nella propria flotta), che sono state intitolate agli orsi marsicani Amarena e Juan Carrito e destinate a treni speciali turistici.[18][19]

Con l'entrata in vigore di norme che rendono obbligatorio un impianto antincendio a bordo (dal 2021)[20] e la sostituzione del segnalamento tradizionale con l'ERTMS (conclusione prevista per il 2035),[21] FCU ha ritenuto antieconomica la prospettiva di dover installare questi sistemi sulle ALn 776. Per tali ragioni, il 1° gennaio 2026 tutte le unità del parco FCU sono state accantonate, venendo sostituite sulla relazione Terni-Sansepolcro da convogli Minuetto elettrici[22] e sulla Terni-L'Aquila dai Minuetto diesel.[23][24][25]

Rimangono invece in servizio le unità in possesso di TUA, che ha optato per l'installazione dell'impianto antincendio sulle sue unità.[26]

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 ALn.776: Tecnica, su leferrovie.it/fcu. URL consultato il 3 maggio 2017 (archiviato dall'url originale il 20 maggio 2016).
  2. 1 2 Comunicato stampa TUA, “Investimenti per 43 milioni di euro in ambito ferroviario e 2 nuovi elettrotreni”, 22 febbraio 2020
  3. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 Vittorio Vincenti e Daniele Neroni, ALn.776, su leferrovie.it/fcu. URL consultato il 3 maggio 2017 (archiviato dall'url originale il 22 marzo 2016).
  4. ↑ 50,2 tonnellate ÷ 4 assi = 12,55 t/asse.
  5. ↑ RFI, Circolabilità dei veicoli, Emanata con la disposizione di esercizio n. 19 del 31/10/2016 (PDF), su condivisionext.rfi.it, pag. 95 e 117. URL consultato il 2 gennaio 2026.
  6. 1 2 ALn.776: Le livree, su leferrovie.it/fcu. URL consultato il 3 maggio 2017 (archiviato dall'url originale il 19 maggio 2016).
  7. ↑ ALn 663 parte terza: le ALn 776 FCU, anche presso FAS, FNM e SeaTrain
  8. ↑ Giovanni Giglio, Turismo: In crociera al centro di Roma con il RomaExpress di SeaTrain
  9. ↑ Ferrovie.info, Monografia ALn 776 Seatrain, su youtube.com, 12 luglio 2014. URL consultato il 3 maggio 2017.
  10. ↑ Carrozze di lusso grazie al restyling dell’Officina della Fcu (PDF), in Corriere dell'Umbria, 8 agosto 2005, p. 11. URL consultato il 2 gennaio 2026.
  11. ↑ RFI, Disposizione n. 36/05: Norme particolari per la circolazione delle automotrici Aln 776 sulla infrastruttura ferroviaria nazionale (PDF), su segnalifs.it, 3 giugno 2005. URL consultato il 2 gennaio 2026.
  12. 1 2 3 Vittorio Vincenti, Novità in FCU, 5 febbraio 2006
  13. ↑ Umbria Mobilità, Sistema tecnologico di bordo SSC BL 3 installato su Aln 776. Estratto provvisorio del manuale di condotta
  14. ↑ Parte il «treno dei desideri» Andrà a Roma senza ritorno, in Il Tempo edizione di Rieti, 15 dicembre 2008. URL consultato il 22 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 22 giugno 2016).
  15. 1 2 Nuova livrea per Umbria Mobilità, su ferrovie.it, 21 gennaio 2015. URL consultato il 3 maggio 2017.
  16. ↑ TUA rinnova le sue ALn 776, 5 ottobre 2016
  17. ↑ Lorenzo Pallotta, Ferrovie: Finisce l'esperienza del Roma Express di Seatrain?, su Ferrovie.Info, 29 maggio 2022. URL consultato il 16 agosto 2024 (archiviato dall'url originale il 16 agosto 2024).
  18. ↑ TUA. In arrivo tre automotrici destinate al turismo ferroviario, 24 settembre 2023
  19. ↑ TUA presenta i convogli ALn 776 destinati al turismo ferroviario, 14 febbraio 2024
  20. ↑ Trenitalia si prepara al 2021 con l'antincendio di bordo, 3 ottobre 2016
  21. ↑ RFI, Programma nazionale ERTMS. Piano Accelerato di implementazione, 16 luglio 2018
  22. ↑ Umbria, al via il servizio Trenitalia tra Perugia S. Anna e Città di Castello, 5 gennaio 2026
  23. ↑ Tommaso Ferrante, Terni-Rieti, la linea ferroviaria cambia marcia: arrivano i Minuetto ed addio alle Aln776. Entro il 2026 l’attivazione dell’Ertms, 20 novembre 2025
  24. ↑ Tommaso Ferrante, Sessantacinque anni di storia: l’ultimo ballo della ‘famiglia’ Aln sulla Terni-Rieti-L’Aquila. Passaggio di consegne epocale, 30 dicembre 2025
  25. ↑ Treni diretti Rieti-Roma Tiburtina via Terni, da gennaio tornano quattro al giorno, su www.ilmessaggero.it, 30 dicembre 2025. URL consultato il 31 dicembre 2025.
  26. ↑ Società Unica Abruzzese di Trasporto, Piano Programma triennio 2026-2028, pagina 34.

Bibliografia

  • Nico Molino, Seiseiotto, ALn 668 e 663:la storia e lo sviluppo delle più famose automotrici italiane, Mondo Ferroviario 2 (1994), n.92, pp.74-75, Desenzano, Editoriale del Garda, 1994.

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