Azerbaigian Orientale
| Azerbaigian Orientale provincia | |
|---|---|
| استان آذربایجان شرقی | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Amministrazione | |
| Capoluogo | Tabriz |
| Territorio | |
| Coordinate del capoluogo | 38°04′N 46°18′E |
| Superficie | 45 481 km² |
| Abitanti | 3 527 267 (2006[1]) |
| Densità | 77,55 ab./km² |
| Shahrestān | 23 |
| Altre informazioni | |
| Lingue | azero, farsi |
| Prefisso | 0411 |
| Fuso orario | UTC+3:30 |
| ISO 3166-2 | IR-03 |
| Cartografia | |
![]() | |
| Sito istituzionale | |
L'Azerbaigian Orientale[2] (in persiano آذربایجان شرقی, Āzārbāijān-e Sharqi; in azero Şərqi Azərbaycan) è una delle trentuno province dell'Iran. Il capoluogo è la città di Tabriz (1,2 milioni di abitanti).
Geografia
Situata nella parte nord-occidentale del paese, la provincia confina con l'Armenia e con l'Azerbaigian,[3] e con le province iraniane di Ardabil, Azerbaigian Occidentale e Zanjan.
Il clima è generalmente freddo e secco.[3]
Storia
L'Azerbaigian Orientale è noto con diversi epiteti in base ai popoli che lo hanno abitato nel corso della storia. Durante il periodo medio-persiano era noto come Atur Patekar, poi nelle opere in neopersiano arcaico è definito Azarbadegan oppure Azarbayegan, tra i bizantini era noto come Azarbiganum, tra gli armeni come Azarpatakan, in soranî è noto come Azarbayeghan e in arabo come Azarbijian. In epoca dei Medi questa zona era nota come Media minore.[4]
Tabriz è una delle città più antiche del paese, tanto da essere menzionata nelle iscrizioni del re assiro Sargon II del 714 a.C. Nel IV secolo d.C. divenne una città importante e fu per lungo tempo capitale di molte dinastie, come quella mongola, ilkhanide, jalayride, turcomanna e safavide.[4]
Monumenti e luoghi di interesse




Tra le più significative attrazioni dell'Azerbaigian Orientale si menzionano:
- La torre dei vigili del fuoco, una delle costruzioni più antiche della Tabriz moderna. È la prima torre dei vigili del fuoco del paese.[5]
- Il forte di Babak, sito su un'altura di 2600 m sul livello del mare a 5 km a sudovest di Kaleibar, è circondato da dirupi e vallate. Qui Babak Khorramdin e i suoi uomini lottarono per 22 anni contro il califfato abbaside. Nei secoli XI e XII fu il centro del potere della zona.[5]
- La torre della ragazza (Qiz Qalasi), una delle più antiche opere architettoniche della nazione, si trova nei pressi del ponte Qiz ("ponte della ragazza") vicino a Mianeh, non lontano dal caravanserraglio di Jamalabad.[5]
- Il castello di Poshtab nello shahrestān di Ahar, probabilmente appartenente al primo periodo islamico classico.[5]
- Il castello di Qahqaheh nello shahrestān di Hurand, che in epoca safavide deteneva i prigionieri politici.[5]
- Il Palazzo di El-Goli di Tabriz, edificio a due piani di epoca ignota ma ricostruito nel 1970.[5]
- Le rovine dell'osservatorio di Maragheh voluto dallo scienziato Naṣīr al-Dīn al-Ṭūsī, dotato di una torre centrale, di cinque unità rotanti e di una biblioteca. A poca distanza da esso si trova la grotta di Taleb Khan, di epoca sasanide.[6]
- Il palazzo del municipio di Tabriz con la sua torre dell'orologio, in piazza Sa'at.[6]
- I ponti di Khoda Afarin che sormontano il fiume Aras, uno di epoca selgiuchide e l'altro di epoca safavide.[6]
- L'hammam di Kordasht, un complesso termale situato nel sottosuolo, finemente decorato.[6]
- Il Gunbad-e Kabud (Cupola blu), mausoleo di Maragheh che si ritiene custodisca le spoglie della madre di Hulagu Khan.[6]
- Il mausoleo di Awhadi Maraghai, dedicato al noto poeta Awhadi Maraghai, autore della poesia Jam-e Jam. È situato a Maragheh, al centro di un parco accanto al palazzo della Fondazione culturale della città.[6]
- Il mausoleo dello sceicco Mahmūd Shabestarī, sito nel centro di Shabestar nel parco Golshan,[6] dedicato al noto mistico Mahmūd Shabestarī, autore de Il giardino dei misteri.[7]
- La moschea del venerdì di Tabriz, risalente ai secoli XI-XII. Secondo il Marzban-nama, il periodo più prospero di questa moschea[7] sono stati gli anni 1210-1215, ai tempi dell'ildegizide Muzaffar al-Din Uzbek, atabeg dell'Azerbaigian.[8]
- La moschea del venerdì di Ahar di epoca selgiuchide.[8]
- Il mausoleo dei Poeti, che ospita le salme di 400 poeti persiani. La sua data di costruzione è sconosciuta, tuttavia il primo poeta a esservi sepolto fu Asadi Tusi.[8]
- Il bazar di Tabriz, il più grande bazar coperto al mondo e per questo patrimonio dell'umanità. Gran parte della sua struttura risale al XV secolo,.[8]
- Il villaggio di Kandovan, uno dei soli tre villaggi rocciosi del mondo.[9]
- La torre di Qarlujeh.[9]
- Il castello di Jushin.[9]
- Il castello di Kordasht.[9]
- Il castello di Nouduz.[9]
- Il castello di Zahhak.[9]
Società
A Qarajadag (Arasbaran), cioè la regione tra il fiume Aras e la catena montuosa Sabalan, vivono sei tribù musulmane sciite di lingua turca di origine curda: Chalabianlu, Muhammadkhanlu, Hajialilu, Hassenbeiglu, Husseinkhanlu e Qarachorlu.[10]
Cultura
Istruzione
Musei

Tra i musei della provincia si menzionano il museo degli armeni di Tabriz, vicino alla chiesa di Santa Maria e considerato uno dei più importanti musei del paese sulla civiltà armena, e il museo dell'Azerbaigian, sempre a Tabriz, che custodisce preziosi reperti archeologici e ospita una sezione sulla rivoluzione costituzionale persiana e una sulla numismatica, ove è possibile trovare monete antiche di ogni epoca della storia dell'Iran.[7] Un altro museo di rilievo è il museo di storia naturale di Tabriz.[9]
Musica
Una figura tradizionale della musica nell'Azerbaigian Orientale è quella dell'aşık, una sorta di bardo autodidatta che si esibisce durante i matrimoni e altre feste.[11]
Danza
Le danze popolari degli azeri mettono in mostra il loro spirito guerriero, l'oratoria, le storie di vita comune, imprese eroiche, separazioni e atti d'amore. Ogni tipo di danza narra una storia particolare e viene eseguita in specifiche occasioni. Tra le principali danze si ricordano lazgi, chupan, zurkhaneh, shalakho, fenjan fenjan, kusagalin, vasf hal, minjiq salma, alma atmaq e dolma.[11]
Cucina
La cucina dell'Azerbaigian Orientale offre vari tipi di marmellata, pane, piatti a base di carne o di verdure e sottaceti invecchiati (torshi). Vi si trovano molti tipi di ash (tra i tanti si citano l'ash reshteh e l'ash-e doogh), diversi tipi di kufteh (kufteh tabrizi, kufteh faranghi, kufteh torkil), il qeiqanaq (un dolce tradizionale che si presenta come una frittata con succo d'uva e farina di grano),[9] melanzane ripiene, dolma farciti con patate, la frittata di melanzane, il khashil (un piatto invernale a base di riso cotto nel latte e condito con farina e zucchero), il chaghirtama (una frittata di pollo, patate e cipolle), lo yatimcheh (a base di melanzane, cipolla e aglio), la frittata di siìpinaci, il bastirma polo (un tipo di polo persiano), il chelo kebab, il kabab turki (doner kebab), il bozbash (un sugo di carne e verdure), e molti altri khoresh che accompagnano il riso.[11]
Geografia antropica
Suddivisioni amministrative

La provincia è suddivisa in 23 shahrestān:
- Shahrestān di Ahar
- Shahrestān di Ajabshir
- Shahrestān di Azar Shahr
- Shahrestān di Bonab
- Shahrestān di Bostanabad
- Shahrestān di Charoimaq
- Shahrestān di Hashtrud
- Shahrestān di Heris
- Shahrestān di Hurand
- Shahrestān di Jolfa
- Shahrestān di Kaleibar
- Shahrestān di Khoda Afarin
- Shahrestān di Leylan
- Shahrestān di Malekan
- Shahrestān di Maragheh
- Shahrestān di Marand
- Shahrestān di Mianeh
- Shahrestān di Osku
- Shahrestān di Sarab
- Shahrestān di Shabestar
- Shahrestān di Tabriz
- Shahrestān di Torkamanchay
- Shahrestān di Varzaqan
Economia
Artigianato
La produzione artigianale di questa provincia verte su tappeti, kilim, jajim, scialli, terracotta e ceramiche, cesti di paglia, tessuti in lan e in set, tessuti ricamati a mano, argenteria, lavori a uncinetto, coperte e asciugamani fatti a mano, gioielli e cappelli in feltro. Una tradizione tessile di questa provincia è il verni-bafi, eseguita dalle donne delle popolazioni nomadi degli arasbaran e dei kalibar.[9]
Trasporti
La provincia è servita dalla linea ferroviaria trasfrontaliera che collega la città di Jolfa sino ai porti dell'Ucraina sul Mar Nero, attraversando Naxçıvan, Erevan e Tbilisi.[3]
Note
- ↑ http://world-gazetteer.com/wg.php?x=1251638405&men=gpro&lng=en&des=wg&geo=-1905&srt=npan&col=adhoq&msz=1500
- ↑ Cfr. Azerbaigian Orientale a p. 599, nel lemma Iran sull'Enciclopedia della Geografia De Agostini, Novara 1996.
- 1 2 3 ICARII, p. 45.
- 1 2 ICARII, p. 46.
- 1 2 3 4 5 6 ICARII, p. 49.
- 1 2 3 4 5 6 7 ICARII, p. 50.
- 1 2 3 ICARII, p. 51.
- 1 2 3 4 ICARII, p. 52.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 ICARII, p. 53.
- ↑ (EN) KURDISH TRIBES, su Encyclopaedia Iranica. URL consultato il 29 gennaio 2026.
- 1 2 3 ICARII, p. 55.
Bibliografia
- Istituto culturale dell'Ambasciata della Repubblica Islamica dell'Iran (a cura di), In Iran. Alla scoperta delle trentuno regioni persiane, Roma, Ponte Sisto, 2016, ISBN 978-8899290030.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Azerbaigian orientale
Collegamenti esterni
- Sito ufficiale, su ostan-as.gov.ir.
- (EN) Azerbaigian Orientale, su Mindat.org.
| Controllo di autorità | GND (DE) 4221710-6 |
|---|
