Babelichthys

Babelichthys
Impronta e contro-impronta del fossile.
Scala = 20 mm
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
ClasseActinopterygii
OrdineLampriformes
FamigliaLophotidae
Genere†Babelichthys
Specie†B. olneyi

Babelichthys (Davesne, 2017)[1] è un genere estinto di pesci ossei appartenenti ai Lampriformes proveniente dalla Formazione di Pabdeh, in Iran occidentale, datata al ?Priaboniano (Eocene superiore). Il genere comprende una sola specie, Babelichthys olneyi.[2]

Descrizione

L’olotipo consiste in una lastra fossile contenente la regione cefalica e la parte anteriore della pinna dorsale, nella quale si conserva un raggio dorsale estremamente allungato e ingrossato. È stato ipotizzato che Babelichthys possedesse una “cresta” molto sviluppata, proiettata orizzontalmente in avanti, simile a quella del moderno pesce unicorno ma di dimensioni ancora maggiori.[2]

Relazioni filogenetiche

L'esemplare tipo era stato inizialmente illustrato da Camille Arambourg come un esemplare mal conservato del genere coevo Protolophotus, ma nel 2017 è stato riconosciuto come un taxon distinto.[2][3]

Babelichthys è considerato il parente più prossimo del moderno pesce unicorno (Eumecichthys fiski).[2] Tuttavia, alcuni studi ipotizzano che la famiglia Lophotidae sia parafiletica e collocano Babelichthys come un rappresentante indeterminato del gruppo Taeniosomi.[4]

Etimologia

Il nome del genere Babelichthys deriva dal termine inglese “Babel fish” e dal greco ἰχθύς (ichthys = pesce). È un riferimento al celebre “pesce di Babele” della saga di fantascienza Guida galattica per gli autostoppisti, per l’aspetto peculiare e quasi “alieno” del fossile. L’epiteto specifico olneyi onora John E. Olney per i suoi studi sull’anatomia e sull’ontogenesi dei Lampriformes.[2]

Note

  1. ↑ GBIF, su gbif.org.
  2. 1 2 3 4 5 (EN) Donald Davesne, A fossil unicorn crestfish (Teleostei, Lampridiformes, Lophotidae) from the Eocene of Iran, in PeerJ, vol. 5, 2017, pp. e3381, DOI:10.7717/peerj.3381, PMC 5493034, PMID 28674642.
  3. ↑ (FR) Notes et mémoires sur le Moyen-Orient, vol. 8, Muséum national d'histoire naturelle, 1966.
  4. ↑ (EN) Chase Doran Brownstein e Thomas J Near, Evolutionary origins of the lampriform pelagic radiation, in Zoological Journal of the Linnean Society, vol. 201, n. 2, 2024, pp. 422–430, DOI:10.1093/zoolinnean/zlad142.

Collegamenti esterni