Barbazzano (Lerici)
Barbazzano è un borgo antichissimo abbandonato, di cui oggi restano solo alcuni ruderi, situato nel comune di Lerici in provincia della Spezia. Collocato sulle alture di Fiascherino, sulla costa di levante del Golfo dei Poeti, è raggiungibile percorrendo a piedi il sentiero CAI 432.
Storia
Già anticamente il luogo era un insediamento fortificato, forse già abitato dagli antichi Liguri apuani (XIII secolo a.C.) e poi divenuto insediamento romano.
Il borgo era divenuto importante grazie alla sua posizione chiave sulle vie altomedievali della costa di levante del Golfo della Spezia. Da Barbazzano passava infatti l'antica via che metteva in comunicazione l’attuale litorale di Lerici sia con la vallata della Magra che con il castrum di Ameglia, sede del Vescovo-Conte di Luni[1] con il quale condivide le sorti e la storia. Inoltre il borgo aveva in Fiascherino il suo porto naturale[2], luogo in cui poter costruire navi per commerciare.
L'economia del borgo era prevalentemente basata sull'agricoltura e sulla pastorizia, ma anche sulla pesca ed il commercio nonché la pirateria[3].
Nel 981 Il borgo è menzionato in un diploma dell’imperatore Ottone II.
Nel 1186 stipulò una formale sottomissione a Genova che in quegli anni stava consolidando la sua presenza nel golfo spezzino.
Nei primi anni del XIII secolo Barbazzano diventò Comune, gravitante sotto la protezione della Repubblica di Pisa, mentre il vicino comune di Lerici fu legato alla Repubblica di Genova.
Nel 1280 Barbazzano venne ceduto a Genova, ma dopo poco tornò sotto il controllo dei vescovi di Luni che poi lo dovranno cedere definitivamente ai Genovesi dopo la battaglia della Meloria nel 1284.
Nel XIV secolo cominciò per il borgo un periodo di crisi - e quindi di lento spopolamento - dovuto probabilmente a più cause concomitanti. Una tradizione vuole che ai primi del XV secolo il borgo sia stato distrutto dai saraceni che infestavano il golfo ed il mar Tirreno. Altri ritengono anche che la decadenza del borgo sia collegata alle migliori condizioni di vita offerte dai borghi limitrofi economicamente più sviluppati. Certamente le epidemie di peste del XVI secolo indussero all’abbandono gli abitanti di Barbazzano che, come già avevano fatto quelli di Portesone, si rifugiarono a Tellaro.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture civili e militari
Barbazzano oggi si presenta completamente in rovina. Si notano alcune case diroccate e solo parte della struttura difensiva ancora visibile, la torre, che aveva sia ad ovest e a est gli ingressi alle mura di cinta.
La testimonianza più rilevante ed evidente è certamente la torre, disposta sulla collina. A base quadrata per un’altezza variabile dai 7 agli 8 metri. Sul suo lato anteriore di circa 4 metri, con spessore di circa 0,8 metri, si apre la porta ad arco, con luce di 1,50 metri per 3,50. Alla base dell'arco, al culmine dello stipite destro, è una pietra sporgente e forata che è il cardine dell'antico portone.
Architetture religiose
La chiesa, menzionata dopo la visita pastorale del delegato Francesco Bottini del 1568, è sul crinale. Dedicata a san Giorgio, secondo la documentazione si presentava con tre altari e fonte battesimale in marmo bianco. Compare citata per la prima volta fra le carte dell'abbazia di San Venerio del Tino nel documento n. CCXXXII del 1280.
La facciata, 12 metri per 8 circa era priva di abside circolare e probabilmente nasce dal riutilizzo di una struttura militare probabilmente romana preesistente. Lo dimostrerebbero le due feritoie arciere posizionate in modo da controllare il sovrastante crocevia. Si nota un portale gotico sormontato da una croce in negativo.
Note
- ↑ Il vescovo esercitava sulle terre i poteri comitali concedendo, a titolo di vassallaggio, appezzamenti o redditi a laici o a istituzioni religiose.
- ↑ La sua marineria ebbe grande importanza tanto che i marinai di Barbazzano avevano il compito di accompagnare il Vescovo di Luni nei suoi viaggi per mare.
- ↑ Sue pertinenze erano Portesone, Serra, Tellaro, Fornelo, Figino, Caporaqua, Canego, Mezzana, Cala, Cala solitana, Verazzano, Fratta, Valle di Stefano, Valdonega, Feschalino, La Platena , Carpeneta , Aramonte, Arliano, Picceta, Canneto, Marlamoza Maretima e Fabiano con altre località minori.