Bebbia juncea
| Bebbia juncea | |
|---|---|
![]() | |
| Stato di conservazione | |
Specie non valutata | |
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superasteridi |
| (clade) | Asteridi |
| (clade) | Euasteridi |
| (clade) | Campanulidi |
| Ordine | Asterales |
| Famiglia | Asteraceae |
| Sottofamiglia | Asteroideae |
| Tribù | Millerieae |
| Sottotribù | Galinsoginae |
| Genere | Bebbia Greene, 1885 |
| Specie | B. juncea |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Asteridae |
| Ordine | Asterales |
| Famiglia | Asteraceae |
| Sottofamiglia | Asteroideae |
| Tribù | Millerieae |
| Sottotribù | Galinsoginae |
| Genere | Bebbia |
| Specie | B. juncea |
| Nomenclatura binomiale | |
| Bebbia juncea (Benth.) Greene, 1885, ANNO | |
Bebbia juncea (Benth.) Greene, 1885[1] è una specie di piante angiosperme dicotiledoni della famiglia delle Asteraceae, sottofamiglia Asteroideae, tribù Millerieae e sottotribù Galinsoginae. Bebbia juncea è anche l'unica specie del genere Bebbia Greene, 1885.[2][3]
Etimologia
Il nome generico (Bebbia) è stato dato in onore di Michael S. Bebb (1833–1895), botanico americano ed esperto di salici.[4] L'epiteto specifico (juncea) fa riferimento alla somiglianza con alcuni caratteri delle specie del genere Juncus, giunco.[5]
Il nome scientifico della specie è stato definito dai botanici George Bentham (1800-1884) e Edward Lee Greene (1843-1915) nella pubblicazione "Bulletin of the California Academy of Sciences" (Bull. Calif. Acad. Sci. 1(4): 180) del 1885.[6] Il nome scientifico del genere è stato definito nella stessa pubblicazione.
Descrizione




Portamento. Le piante di questa specie hanno un habitus arbustivo o anche suffruticoso.[4][7][8][9][10]
Fusto. La parte aerea in genere è eretta e molto ramificata; forma dei cespugli densi e circolari più o meno arrotondati. Altezza media: 50-140 cm.
Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto (alternato in quelle più distali) e sono brevemente picciolate. La forma della lamina fogliare varia da lineare a sagittata. La superficie è monovenata o triplinervata e punteggiata di ghiandole.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da capolini terminali in aperte formazioni panicolate o corimbose. I capolini, discoidi (raramente disciformi), sono formati da un involucro, con forme da emisferiche a campanulate, composto da 15-30 brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio (qui quasi assenti) e fiori del disco. Le brattee, con forme da ovate o ellittiche, lanceolate o lanceolate-lineari, fortemente disuguali, sono dimorfe: quelle esterne sono erbacee, con margini spesso cartacei, ciliati, e faccia abassiale pubescente; quelle interne sono più cartacee, striate, con margini ciliati, e faccia abassiale da meno pubescente a glabrata. Le brattee sono disposte in modo più o meno embricato su 2-3 (5) serie. Il ricettacolo ha una forma debolmente convessa. Le pagliette del ricettacolo, persistenti, hanno delle forme lanceolate o lineari-lanceolate o lineari-ellittiche, sono conduplicate e ciascuna avvolge più o meno un achenio; sono inoltre scariose, striate, con margini ciliati, faccia abassiale glabra o glabrescente e apice trilobato. Diametro degli involucri: 5-15 mm.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:
- fiori del raggio (esterni): sono assenti o brevemente filiformi;
- fiori del disco (centrali): sono da 20 a 50 con forme brevemente tubulose e attinomorfe; sono ermafroditi e fertili (a volte 2–8 fiori periferici sono privi di antere).
- */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[11]
- Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
- Corolla: (solo fiori del disco) la forma è tubulare con una gola basale; le gole sono affusolate e gradualmente o improvvisamente si aprono alla fine del tubo in 5 lobi; le corolle sono colorate di giallo o giallo-arancio.
- Androceo: l'androceo è formato da 5 stami con filamenti liberi e antere saldate in un manicotto circondante lo stilo. Le appendici delle antere sono ovate; normalmente sono provviste di tricomi ghiandolari. Le teche delle antere sono pallide o lievemente oscurate. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
- Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale. Gli stigmi sono provvisti di due ampie e parallele superfici stigmatiche (raramente sono fuse insieme). Le appendici degli stigmi sono lunghe, subulate e papillose.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. La forma degli acheni varia da obconica a obpiramidale (spesso è compressa), con sezione trasversale da subcilindrica a debolmente angolata (3 - 4 - 5 angoli). La superficie è marrone, densamente pubescente e striata. Il pappo è formato da parecchie (15-25) setole o scaglie piumose di uguale lunghezza.
Biologia
Riproduzione. Questa specie si riproduce per impollinazione tramite il vento (impollinazione anemogama) o insetti.
Dispersione. La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria) o da altri animali (zoocoria); gli uncini delle brattee dell'involucro si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.
Distribuzione e habitat
La specie ha un areale che si estende dagli Stati Uniti sud-occidentali (Arizona, California, Nevada, Nuovo Messico, Texas, Utah) al Messico settentrionale.[3]
Tassonomia
La famiglia delle Asteraceae (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi.[12] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[2][9][10]
Per questa specie sono riconosciute valide le seguenti varietà:[3]
- Bebbia juncea var. aspera Greene, 1885 - Distribuzione: Arizona, California, Messico (settentrionale), Nevada, New Mexico, Texas e Utah.
- Bebbia juncea var. atriplicifolia (A.Gray) I.M.Johnst., 1924 - Distribuzione: Messico (settentrionale).
- Bebbia juncea var. juncea - Distribuzione: Messico (settentrionale).
Sinonimi
Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:[3]
- Carphephorus junceus Benth.
Filogenesi
La sottotribù Galinsoginae, all'interno della tribù, occupa un clade ben supportato, insieme alle sottotribù Jaegeriinae e Desmanthodiinae, la cui caratteristica maggiore è il numero cromosomico (2n = 16). Altre caratteristiche principali della sottotribù sono: le brattee dell'involucro non sono dimorfe, eventualmente sono subuguali o scalate in altezza; gli acheni variano da glabri a densamente pubescenti, con o senza pappo; il pappo è vario, ma per lo più è caduco.[10]
Il genere Bebbia nella sua sistemazione nella sottotribù delle Galinsoginae ha avuto un percorso piuttosto accidentato. Inizialmente viene inserito nella sottotribù Galinsoginae (tribù Heliantheae) nel monumentale studio di revisione cladistica e citologica della tribù Heliantheae da parte di HaroId Robinson.[13] In seguito con l'avvento della filogenesi molecolare dei cloroplasti, la sottotribù Galinsoginae (compreso Bebbia) è stata trasferita dalla tribù Heliantheae alla tribù Millerieae nella sottotribù Dyscritothamninae.[9][10] In seguito ad ulteriori revisioni filogenetiche il genere Dyscritothamnus è risultato l'unico genere della sottotribù Dyscritothamninae per cui i suoi generi Bebbia Greene, 1885, Cymophora B.L.Rob., 1907 e Tridax L., 1753 sono stati trasferiti alle Galinsoginae.[14]
Alcuni caratteri distintivi della specie:[10]
- l'habitus delle piante è arbustivo, nerboruto con molto rami e per lo più con poche foglie;
- i capolini sono discoidi e le corolle sono colorate di giallo-arancio.
Il numero cromosomico della specie Bebbia juncea è: 2n = 18.[4]
Note
- ↑ (EN) Bebbia juncea (Benth.) Greene, su The International Compositae Alliance (TICA), 1885. URL consultato il 13 luglio 2026 (archiviato il 15 settembre 2025).
- 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
- 1 2 3 4 (EN) Bebbia juncea, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 24 febbraio 2026.
- 1 2 3 (EN) eFloras - Flora of North America, su efloras.org. URL consultato il 26 giugno 2026.
- ↑ (EN) Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 26 giugno 2026.
- ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 26 giugno 2026.
- ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
- ↑ Judd 2007, pag. 517.
- 1 2 3 Funk & Susanna 2009, pag. 705.
- 1 2 3 4 5 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 480.
- ↑ Judd 2007, pag. 520.
- ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22/02/2026.
- ↑ Robinson 1981, p. 60
- ↑ (EN) Dyscritothamninae, su Global Compositae Checklist. URL consultato il 26 giugno 2026.
Bibliografia
- (EN) Joachim Walter Kadereit e Charles Jeffrey, The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales, Berlin, Heidelberg, 2007.
- (EN) Victoria "Vicki" Ann Funk, Alfonso Susanna, Tod F. Stuessy e Randall J. Bayer, Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae (PDF), Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, ISBN 978-3-9501754-3-1 (archiviato il 17 agosto 2025).
- Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
- (EN) Alfonso Susanna, Bruce G. Baldwin, Randall J. Bayer, José Mauricio Bonifacino, Núria Garcia-Jacas, Sterling C. Keeley, Jennifer R. Mandel, Santiago Ortiz, Harold Robinson e Tod F. Stuessy, The classification of the Compositae: A tribute to Vicki Ann Funk (1947–2019), in Taxon, vol. 69, n. 4, 2020, pp. 807-814 (archiviato il 26 febbraio 2025).
- (EN) Jennifer R. Mandel, Rebecca B. Dikow, Carolina M. Siniscalchi, Ramhari Thapa, Linda E. Watson e Victoria Ann “Vicki” Funk, A fully resolved backbone phylogeny reveals numerous dispersals and explosive diversifications throughout the history of Asteraceae, in PNAS - Proceedings of the National Academy of Sciences, vol. 116, n. 28, 17 giugno 2019, pp. 14083-14088 (archiviato il 26 gennaio 2025).
- (EN) Caifei Zhang, Chien-Hsun Huang, Mian Liu, Yi Hu, Jose L. Panero, Federico Luebert, Tiangang Gao e Hong Ma, Phylotranscriptomic insights into Asteraceae diversity, polyploidy, and morphological innovation, in Journal of Integrative Plant Biology (JIPB), vol. 63, n. 7, 2021, pp. 1273-1293 (archiviato il 15 giugno 2025).
- (EN) Harold Ernest Robinson, A Revision of the Tribal and Subtribal Limits of the Heliantheae (Asteraceae) (PDF), Washington, Smithsonian Institution Press, 1981. URL consultato il 29 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 4 luglio 2007).
Voci correlate
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Bebbia juncea
Wikispecies contiene informazioni su Bebbia juncea
Collegamenti esterni
- (EN) Bebbia juncea Royal Botanic Gardens KEW - Database
- (EN) Bebbia Royal Botanic Gardens KEW - Database
