Bernardo Corbinelli
Bernardo Corbinelli (Firenze, 1415 circa – Firenze, 6 maggio 1482) è stato un politico italiano, ebbe un'importante rilevanza politica nella Firenze del Quattrocento come funzionario pubblico, magistrato ed esponente dell'oligarchia cittadina legata al regime mediceo.
Biografia
Nacque da Tommaso di Bartolomeo in una antica famiglia fiorentina di origine mercantile, distintasi nella vita politica della città e nelle attività mercantili e bancarie.[1]
I Corbinelli, residenti nel quartiere di Santo Spirito, il cui gonfalone era il Nicchio, avevano le loro case nei pressi della Chiesa di Santo Spirito nella quale possedevano, sin dai primi del 1300, una cappella. Tommaso, il padre, apparteneva a un ramo della famiglia relativamente povero. Nel 1427 aveva dichiarato agli ufficiali del catasto soltanto poche proprietà terriere che poi rimasero quasi inalterate, nelle mani del figlio, il quale, ai fini catastali fu da lui iscritto in data 13 marzo, come "diviso", cioè legalmente e fiscalmente autonomo dal padre. Da quell'anno, fino alla morte, Bernardo mantenne pressoché immutata l'entità delle sue poche terre, mentre invece cercò, con poca determinazione e senza successo, di aprire una piccola bottega di Arte della lana nel Convento di San Martino.
Bernardo, se come imprenditore godette di poco successo, politicamente fu uno dei personaggi più in vista tra coloro che frequentavano la cerchia dei Medici, particolarmente durante il ventennio dal 1460 al 1482 molte cariche governative dal 1443, quando fu incaricato del controllo delle "Entrate, e delle Uscite" della "Camera del Comune" cioè della sala di riunione dei Priori nel Palazzo dei Priori fino all'aprile del 1482 quando, due settimane prima di morire, venne estratto come magistrato che presiedeva all'°Ufficio di Notte", servizio clienti armato di ronda di notte.[1]
Nell'arco di questi quarant'anni, il Corbinelli infatti fu membro di quasi tutte le magistrature importanti della sua città, sia degli uffici "intrinseci" sia degli "estrinseci", cioè sia di quelli siti all'interno della città sia di quelli del contado e del distretto soggetto al dominio fiorentino. Tre volte priore (gennaio-febbraio 1449, settembre-ottobre 1454, e settembre-ottobre 1475), e due volte gonfaloniere di Giustizia (marzo-aprile 1461, e marzo-aprile 1482), fu anche priore, nei bimestri gennaio-febbraio 1449, settembre-ottobre 1454, e settembre-ottobre 1475. Due volte fu Gonfaloniere di Giustizia nel marzo-aprile 1461, e marzo-aprile 1482; fu anche uno dei Sedici gonfalonierì di Compagnia, gennaio aprile 1460, due volte membro dei "Dieci di balia", eletto il 6 maggio 1467 e il 3 novembre 1479 e ben sette volte sedette tra gli Otto ufficiali di guardia. Prese Inoltre parte alle deliberazioni dei "Cinque magistrati" del contado, degli Ufficiali di Torre, dei "Conservatori di Legge", degli "Ufficiali delle Vendite", Ufficiali del Monte, e fece parte della commissione la quale, il 12 luglio 1471, fu incaricata di imporre una tassa di 30.000 fiorini ai preti e alle famiglie"non-sopportanti", cioè quelle che non supportavano i Medici. Durante questi decenni ricoprì anche importanti cariche nel contado: a Pistoia fu prima podestà nel 1469 e poi fu "Capitano del popolo" nel 1473. vicario di Firenzuola nel 1465, vicario della Val di Cecina (1480)
Il suo nome è rimasto legato alla rivolta anti-fiorentina dei Volterrani nel febbraio 1472, che scoppiò mentre il Corbinelli era "Capitano del popolo" in quella città, Il suo stemma è ancora visibile sulla facciata del Palazzo dei Priori di Volterra.
I suoi rapporti con i Medici furono piuttosto cordiali fino allo scoppio della rivolta volterranea. Sono conservate numerose sue lettere a Lorenzo de' Medici, la maggioranza delle quali portano date anteriori a tale rivolta. Nel maggio del 1469 Lorenzo invitò il Corbinelli a mandare il suo secondogenito, Pandolfo, alle festività in occasione del proprio matrimonio. Il Corbinelli rispose che, pur volendo compiacere Piero e Lorenzo "di qualunche cosa", doveva rifiutare l'invito a causa delle proprie difficoltà economiche. Oltre a questa, ci sono altre lettere nelle quali il Corbinelli chiede al potente amico una serie di piccoli favori che rientrano nell'ambito dei rapporti clientelari, una caratteristica costante della situazione politica fiorentina di quel secolo.
I rapporti del Corbinelli coi Medici attraversarono un periodo teso nel corso della rivolta volterrana. Durante il suo soggiorno ufficiale a Volterra, egli aveva tentato di svolgere una azione mediatrice tra i Volterrani, i quali avevano assunto un atteggiamento apertamente ostile verso la politica economica imposta alla loro città dai fiorentini. Sembra che il Corbinelli avesse sottovalutato il disagio locale: in due lettere scritte a Lorenzo pochi giorni prima che scoppiasse il tumulto, non fece alcun riferimento alle difficoltà ormai evidenti a Volterra. Quando scoppiò la rivolta, il Corbinelli si rifugiò nel palazzo dei Priori e frettolosamente scrisse a Lorenzo della "gran furia del popolo" il suo atteggiamento cauto e quasi timido sembra che sia dispiaciuto a Lorenzo, il quale non aderì alla sua richiesta, avanzata poco dopo la disfatta dei Volterrani, di assumere un atteggiamento mite nei loro confronti.
Il Corbinelli si sposò due volte: nel 1444 con Lisabetta di Roccaccio di Salvestro degli Alamanneschi. Dopo la morte di questa si risposò, nel 1461, con Maddalena di Danielle di Luigi de' Canigiani dalla quale non ebbe figli. Ne aveva invece avuti sette dalla prima: Girolamo (1445), Lena (1447), Pandolfo (1448), Ginevra (1450), Niccolò (1452), Alessandra (1454), e Tommaso (1455). Bernardo Corbinelli morì a Firenze il 6 maggio 1482 e fu sepolto nella cappella di famiglia nella Chiesa di Santo Spirito.[1]
Note
- 1 2 3 Anthony Molho, Bernardo Corbinelli, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 28, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1983. URL consultato il 3 maggio 2026.
Bibliografia
- Anthony Molho, Bernardo Corbinelli, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 28, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1983. URL consultato il 3 maggio 2026.