Bernhard von Gudden

Johann Bernhard Aloys von Gudden

Johann Bernhard Aloys von Gudden (Kleve, 7 giugno 1824 – Berg, 13 giugno 1886) è stato uno psichiatra tedesco.

Carriera

Nel 1848, von Gudden conseguì il dottorato presso l'Università di Halle e divenne internista al manicomio di Siegburg sotto Carl Wigand Maximilian Jacobi (1775-1858). Dal 1851 al 1855 lavorò come psichiatra sotto Christian Friedrich Wilhelm Roller (1802-1878) nel manicomio di Illenau a Baden, poi dal 1855 al 1869, fu direttore dell'istituto psichiatrico (Unterfränkische Landes-Irrenanstalt) a Werneck. Nel 1869 fu nominato direttore dell'ospedale Burghölzli e professore di psichiatria presso l'Università di Zurigo. Nel 1872 fu nominato Obermedicinalrath e direttore dell'Alto Bavarese Kreis-Irrenanstalt (manicomio), situato a Monaco. Poco dopo, divenne professore di psichiatria presso l'Università di Monaco.

Gudden apportò molti contributi nel campo della neuroanatomia, specialmente nel suo lavoro di mappatura e descrizione dei percorsi, delle connessioni, delle origini / termini e dei centri neuroanatomici delle reti nervose craniche e ottiche. Le fibre commissurali del tratto ottico prendono il nome di commessura di Gudden, chiamati in suo onore, ed è accreditato per lo sviluppo di un microtomo utilizzato per il cervello per il suo studio patologico. Tra i suoi ben noti studenti e assistenti ci sono Emil Kraepelin (1856-1926), Franz Nissl (1860-1919), Auguste-Henri Forel (1848-1931), Sigbert Josef Maria Ganser (1853-1931) e Oskar Panizza (1853-1921).

Come direttore delle istituzioni mentali, Gudden sostenne una politica di non limitazione, un trattamento umano del malato mentale, l'interazione sociale tra i pazienti e uno staff medico ben addestrato. Queste ideologie furono applicate durante i trattamenti per i malati mentali a metà del XIX secolo.

Gudden era un rispettato psichiatra in Germania e fu nominato medico personale del re Ludovico II di Baviera. Nel 1886 dichiarò, senza visita preliminare, che Ludovico era incapace di intendere, causando la sua deposizione di fatto, sostituito dal reggente principe Luitpold.

Morte

Il 13 giugno 1886, Ludovico e Gudden furono entrambi trovati morti nell'acqua vicino alla riva del lago di Starnberg alle 11:30, presumibilmente affogati, o forse assassinati. Fino ad oggi i dettagli delle loro morti rimangono un mistero. Il decesso del deposto monarca fu classificato come suicidio per annegamento, ma esistono numerose teorie alternative, in quanto secondo l'autopsia non c'era acqua nei polmoni, ma ciò potrebbe essere dovuto a laringospasmo.[1] Ludovico era un buon nuotatore e l'acqua gli arrivava alla cintola, il che escludeva un incidente. Nonostante non siano emerse valide prove di violenza, alcuni ritengono che Ludovico sia stato assassinato dai suoi avversari politici o mentre tentava di fuggire da Berg. Un'altra ipotesi è quella che l'ex-sovrano sia morto per cause naturali durante un tentativo di fuga. È stato ipotizzato in seguito che Ludovico avesse manifestato a Gudden propositi suicidi e che il medico abbia tentato di impedirlo: ne sarebbe seguita una colluttazione in cui il re avrebbe stordito il dottore (che aveva un livido sul volto e segni di strangolamento), il quale sarebbe annegato. Ludovico si sarebbe poi suicidato, portando con sé il corpo di Gudden e lasciandosi volontariamente annegare nell'acqua bassa, sarebbe morto per un malore, dovuto principalmente allo shock termico dell'acqua gelida.[2] A Ludovico successe il fratello Ottone I, già dichiarato anche lui infermo di mente da tempo, sofferente di grave depressione fin da ragazzo e forse ammalato di schizofrenia (o più probabilmente di neurosifilide contratta in gioventù con delle prostitute[3][4]), e che non eserciterà mai le sue funzioni (sotto la reggenza prima di Luitpold e poi del cugino Ludovico III, in quanto allontanato dalla vita pubblica fino dagli anni 1870 dopo la diagnosi effettuata anche nel suo caso da Gudden.

Modernamente è stato detto che nemmeno Ludovico fosse schizofrenico, e le due diagnosi del dottore sono state messe in discussione come errate o politicamente motivate.[5][6] Siccome sia Ludovico che Ottone disprezzavano il militarismo prussiano e l'Impero tedesco, è stato ipotizzato anche che la loro rapida estromissione sia stata voluta direttamente da Bismarck, di cui Luitpold e il dottor Gudden erano invece sostenitori.[7]

Dopo la morte di Gudden, i suoi lavori furono raccolti e curati dal genero, lo psichiatra Hubert von Grashey (1839-1914), che pubblicò nel 1889 "Bernhard von Gudden's gesammelte und hinterlassene Abhandlungen", una raccolta dei suoi scritti.

Opere principali

  • Beiträge zur Lehre von den Scabies (seconda edizione nel 1863)
  • Experimentaluntersuchungen über das peripherische und centrale Nervensystem. Archiv für Psychiatrie und Nervenkrankheiten, Berlin, 1870; 2: 693-723.
  • Ueber die Kreuzung der Fasern in Chiasma nervorum optici. in Albrecht von Graefe's Archiv für Ophthalmologie, Berlin, 1874, 2 Abth., 20: 249-268; in Albrecht von Graefe's Archiv für Ophthalmologie, Berlin, 1879, 1 Abth., 25, 1-56.
  • Experimentelle Untersuchungen über das Schädelwachstum (1874).

Note

  1. ↑ Nöhbauer, Hans F. (1998). Ludwig II. : Ludwig II of Bavaria = Louis II de Bavière. Taschen. ISBN 9783822874301, p. 88
  2. ↑ Wolfgang Gudden, Bernhard von Gudden. Vita e lavoro. Dissertazione medica, Monaco 1987, pp. 207 ss.
  3. ↑ (EN) Otto of Bavaria - Alchetron, The Free Social Encyclopedia, su Alchetron.com, 18 agosto 2017. URL consultato il 6 maggio 2025.
  4. ↑ Heinz Häfner: Ein König wird beseitigt. Ludwig II von Bayern. C. H. Beck Verlag, München 2008, ISBN 978-3-406-56888-6, p. 343-346
  5. ↑ Ludwig II. von Bayern - nicht schizophren, sondern ..., su idw-online.de.
  6. ↑ Hans Förstl, "Ludwig II. von Bayern – schizotype Persönlichkeit und frontotemporale Degeneration?", in: Deutsche Medizinische Wochenschrift, Nr. 132/2007.
  7. ↑ Catherine Radziwill, "The Tragedy of a Throne", p 170-172, 314–318

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