Besazio

Besazio
quartiere
Besazio – Stemma
Localizzazione
StatoSvizzera (bandiera) Svizzera
Cantone Ticino
DistrettoMendrisio
ComuneMendrisio
Territorio
Coordinate45°52′N 8°57′E
Altitudine497 m s.l.m.
Superficie2 km²
Abitanti585 (2025)
Densità292,5 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale6863
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS5243
TargaTI
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Besazio
Besazio
Besazio – Mappa
Besazio – Mappa
Localizzazione del quartiere di Besazio nel territorio comunale di Mendrisio
Sito istituzionale
Il territorio del comune di Besazio prima degli accorpamenti comunali del 2013

Besazio (in dialetto ticinese Besàsc) è un ex comune ticinese che dal 2013 è diventato quartiere costitutivo della Città di Mendrisio.[1]

Geografia fisica

Besazio è situato sulle propaggini meridionali del Monte San Giorgio. Il paese dista dieci chilometri da Chiasso e si trova vicino al confine italiano. Il marmo rosso di Besazio, detto brocatello, è molto famoso.[2]

Origini del nome

Secondo la tradizione popolare il nome deriva da bel sass, ossia "bella pietra" in dialetto ticinese, e si collegherebbe alla presenza delle cave di marmo di Besazio.[3] Il sacerdote di Besazio Carlo Crespi invece ricondusse il nome alla sua posizione geografica, definendolo «bel sasso, perché località stupenda a 500 m s.l.m., situata in posizione incantevole sovrastante la più amena, solatia collina del Mendrisiotto»[4] Secondo un'altra ipotesi, il toponimo potrebbe significare "luogo dell'orso".[5]

Storia

La storia di Besazio, quale luogo di insediamento umano, ha le sue radici nell'antichità, come dimostrato da numerosi ritrovamenti risalenti all'epoca romana: in particolare, sono state rinvenute delle tombe romane, alcune fondamenta di abitazioni di epoca romana e un antico fonte battesimale che era già sarcofago romano (oggi trasformato in fontana e visibile nella piazza del paese).[4]

Se la prima attestazione storica dell'esistenza del toponimo risale al 1254[6], la più antica menzione come comune risale al 1335 con il nome Besatio, ma nei secoli successivi, in particolare tra il XV e il XVIII secolo, lo si ritrova anche con il nome Besaccio.[7] Amministrativamente e spiritualmente Besazio dipendeva dalla pieve di Riva San Vitale, da cui si separò nel 1579 eleggendo la chiesa di Sant'Antonino a parrocchia.[2] Quest'ultima mantenne la funzione parrocchiale fino al XVII secolo, quando venne sostituita da quella che ancora oggi è la chiesa parrocchiale del paese, ossia la chiesa dell'Immacolata.[2]

Per molti secoli l'economia di Besazio di basò sull'estrazione del marmo e sullo sfruttamento delle risorse agricole; attività affiancate dall'emigrazione stagionale, anche di artisti e artigiani, che oltrepassavano i confini e mettevano al servizio di altri Paesi la loro forza lavoro e la loro abilità. Inizialmente le mete furono soprattutto città italiane, ma in seguito, soprattutto a partire dalla metà del XVII secolo, anche altri Paesi dell'Europa centrale e orientale[8] e dell'America (XX secolo).[2]

Tra i cittadini illustri si possono annoverare Antonio Maria Fontana (1600 circa-1668) e l'abate Antonio Fontana (1784-1865), i quali sono molto cari agli abitanti di Besazio.[9] Il primo fu un architetto attivo soprattutto a Roma, al quale, secondo la letteratura locale, si deve il progetto, la costruzione e il finanziamento dell'Oratorio della Madonna del Rosario a Besazio (oggi chiesa dell'Immacolata), e che è ricordato anche per la sua generosità nei confronti del suo paese natale. In effetti egli nel suo testamento prescrisse «che, morti il nipote Andrea Belloni e la sorella Caterina Fontana in Belloni, sia nominata sua erede universale la Confraternita del SS. Rosario di Besazio, a cui andranno tutti i beni lasciati, comprese le case romane»[10], e questo legato fu quello che permise alla Confraternita, attiva nel campo formativo e di aiuto alle ragazze a costituire la loro dote per il matrimonio, di portare avanti le sue iniziative[2]. L'abate Antonio Fontana invece fu un notevole insegnante e autore di vari manuali scolastici che erano molto diffusi in Lombardia e in Ticino, come la Grammatica pedagogica elementare della lingua italiana (1828) e il Trattenimento di lettura pei fanciulli di campagna (1832).[11]

Già comune autonomo che si estendeva per 0,87 km²[12], il 14 aprile 2013 è stato accorpato a Mendrisio assieme agli altri comuni soppressi di Ligornetto e Meride. La fusione è stata approvata dalla votazione popolare del 20 novembre 2011 (303 favorevoli, 37 contrari).[13]

Le cave di Besazio

Le cave di marmo erano di proprietà della comunità di Besazio, ma erano gestite dai mastri di cava, che vi lavoravano con dedizione, trasmettendo il sapere di generazione in generazione.[14] In particolare nel caso di Besazio si fa riferimento alle famiglie Realini, Fontana e Caslani[14], ma anche Toscani e Zoppi, le quali erano attive in una sorta di "mercato delle predere" (=cave) in cui cedevano e acquistavano il "lavorerio", ossia la gestione delle cave.[15]

È proprio nelle cave di Besazio che Vincenzo Vela era attivo a partire dall'età di dieci anni: in effetti, l'apprendistato iniziava prestissimo, probabilmente intorno ai dieci-quindici anni, e prevedeva che i ragazzi alloggiassero presso il maestro, che offriva loro, oltre all'istruzione, vitto e alloggio dietro al pagamento di un compenso da parte della famiglia. L'apprendista era inoltre tenuto a seguire il maestro nelle sue migrazioni[16]

Simboli

Lo stemma, con la presenza di un blocco di marmo e di un compasso, ricorda l'attività principale degli abitanti di Besazio, ossia quella di scalpellini nelle cave del paese.[3]

Monumenti e luoghi d'interesse

Società

Evoluzione demografica

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[7]:

Abitanti censiti[18]

Sport

  • Associazione Sportiva Della Montagna Arzo – Besazio – Meride – Tremona[19]

Note

  1. ↑ Aggregazioni, su Città di Mendrisio. URL consultato il 13 novembre 2020.
  2. 1 2 3 4 5 6 Agostino Robertini, Silvano Toppi e Gian Piero Pedrazzi, Besazio, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano, 1974, p. 48.
  3. 1 2 Gastone Cambin, L'Armoriale dei Comuni ticinesi, Edizione Istituto Araldico e Genealogico, Lugano, 1953 in Besazio, su Città di Mendrisio.
  4. 1 2 3 4 5 Carlo Crespi, Besazio e le sue chiese, Tipografia Stucchi, Mendrisio, 1968 (?).
  5. ↑ RSI Radiotelevisione svizzera, Un volume dedicato a Besazio, su rsi, 12 giugno 2013.
  6. ↑ Besazio, su ticino.ch.
  7. 1 2 3 Stefania Bianchi, Besazio, in Dizionario storico della Svizzera, 18 gennaio 2017.
  8. ↑ Giovanni Piffaretti (a cura di), Ligornetto: comunità di contadini ieri, di pendolari oggi, villaggio "all'arte incline", Comune di Ligornetto, Banca Raiffeisen di Ligornetto, Ligornetto, 2003, pp. 18-20.
  9. ↑ Lara Calderari, I Fontana ritrovati a Besazio. Il benefatto e l'abate. La vita, le opere, Comune di Besazio, Besazio, 2002, p. 5.
  10. ↑ Lara Calderari, I Fontana ritrovati a Besazio. Il benefatto e l'abate. La vita, le opere, Comune di Besazio, Besazio, 2002, p. 19.
  11. ↑ (IT, DE, FR) Carlo Agliati, AntonioFontana, in Dizionario storico della Svizzera, 27 agosto 2007.
  12. ↑ Besazio, su Città di Mendrisio, 11 gennaio 2017. URL consultato il 15 novembre 2017.
  13. ↑ Notifiche di mutazioni, su agvchapp.bfs.admin.ch.
  14. 1 2 Rosa Cassani, Le predere "rosse" di Arzo, di Besazio e di Tremona, Parrocchia Santo Stefano, Viggiù, 2003, p. 72.
  15. ↑ Rosa Cassani, Le predere "rosse" di Arzo, di Besazio e di Tremona, Parrocchia Santo Stefano, Viggiù, 2003, p. 73.
  16. ↑ Giovanni Piffaretti, Le maestranze d'arte dei paesi della montagna Arzo-Besazio-Meride-Tremona. Sec. XV-XVIII, Tip.-offset E. Grosa, Morbio Inferiore, 1986, p. 32.
  17. 1 2 3 4 5 AA.VV:, Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Casagrande, 2007.
  18. ↑ Dizionario storico della Svizzera
  19. ↑ Associazione Sportiva Della Montagna Arzo – Besazio – Meride – Tremona, su asmarzo.com.

Bibliografia

  • AA.VV., Besazio, in Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2007, pp. 425-426.
  • Bernhard Anderes, Besazio, in Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Porza-Lugano, Edizioni Trelingue, 1980, pp. 342-343.
  • Stefania Bianchi, Besazio, in Dizionario storico della Svizzera, 18 gennaio 2017.
  • Lara Calderari, I Fontana ritrovati a Besazio. Il benefatto e l'abate. La vita, le opere, Besazio, Comune di Besazio, 2002.
  • Rosa Cassani, Le predere "rosse" di Arzo, di Besazio e di Tremona, Viggiù, Parrocchia Santo Stefano, 2003.
  • Carlo Crespi (don), Besazio e le sue chiese, Mendrisio, Tipografia Carlo Stucchi, 1968.
  • Virgilio Gilardoni, Besazio, in Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, Bellinzona, La Vesconta, Casagrande S.A., 1967, pp. 39, 40, pp. 206-207.
  • Giuseppe Martinola, Besazio, in Inventario d'Arte del Mendrisiotto, I, Bellinzona, Edizioni dello Stato, 1975, pp. 73-82.
  • Giovanni Piffaretti, Le maestranze d'arte dei paesi della montagna Arzo-Besazio-Meride-Tremona. Sec. XV-XVIII, Morbio Inferiore, Tipografia-offset E. Grosa, 1986.
  • Johann Rudolf Rahn, Besazio, in I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, traduzione di Eligio Pometta, Bellinzona, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, 1894, pp. 58-59.
  • Agostino Robertini, Silvano Toppi e Gian Piero Pedrazzi (a cura di), …, in Il Comune, Lugano, Edizioni Giornale del Popolo, 1974, pp. 39-50.

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