Bibi Maryam Bakhtiari

Bibi Maryam Bakhtiari (in luri e persiano بیبی مریم بختیاری; Surshjan, 1874 – Isfahan, 1937) è stata un'attivista iraniana di etnia lur e tribù Bakhtiari, nota come esponente della rivoluzione costituzionale persiana.
In qualità di comandante militare, svolse un ruolo significativo quando le forze bakhtiari, con il supporto delle armi moderne dell'impero tedesco, riuscirono a conquistare Teheran nel 1909, come tappa della campagna rivoluzionaria per costringere il governo centrale a emanare riforme democratiche.[1][2]
Fu la prima donna iraniana, nonché la prima donna al mondo, a ricevere la più alta onorificenza militare tedesca, per ordine di Guglielmo II, per aver protetto la vita del chargé d'affaires tedesco durante la prima guerra mondiale.[3][4]
Biografia
Nacque nel 1874 da Hossein Gholi Khan Ilkhani, capo della confederazione delle tribù Bakthari[1][3], e da Bibi Fatima, figlia del capo di un ramo rivale della tribù.[1] Ebbe, tra le sue dodici sorelle e i suoi otto fratelli[1], Ali-Qoli Khan Bakhtiari[3], Najaf-Qoli Khan Bakhtiari e Khorou Khan Bakhtiari Sardar Zafar.
Dopo la morte del padre in un conflitto Naser al-Din Shah Qajar, quando lei aveva nove anni, i suoi fratelli cercarono invano di rompere il patto matrimoniale che la prometteva in sposa ad Ali Qoli Khan Chahar Lang sin dai suoi quaranta giorni di vita.[3] Dovette interrompere la sua istruzione primaria e andare a vivere con lui dall'età di quindici anni.[3] Il marito morì in circostanze non chiare, lasciandola con figli piccoli e spingendola a sposare suo cugino Fatollah Khan Zaim ol-Saltaneh.[3]

Rivoluzione costituzionale iraniana
È ricordata come una delle più significative donne pioniere nel movimento costituzionale in Iran. Grazie al suo stile di vita nomade, Bibi Maryam era esperta nell'uso di armi da fuoco, nell'equitazione[3] e nell'artigianato. Un resoconto sulle fortificazioni dell'epoca Qajar della provincia le attribusce la costruzione dell'ora distrutto castello di Surshajan. Secondo l'ISNA vi avrebbero trovato rifugio agenti e diplomatici tedeschi durante il primo conflitto mondiale e lì le sarebbe stata conferita una medaglia dell'impero tedesco.
Bibi Maryam fu una delle persone principali a proporre a Sardar Asad Bakhtiari di conquistare Teheran.[3] Persuase le forze tribali a combattere la tirannia di Mohammad Ali Shah Qajar attraverso lettere, telegrammi e conferenze.[3] Si trasferì a Teheran prima delle sua presa, accompagnati da esperti guerrieri bakhtiari e soggiornò a casa di suo fratello per pianificare la guerriglia.
Quando le forze di Sardar Asa'd's, i guerrieri suoi e di suo marito si unirono alle forze costituzionali contro le truppe di Mohammad Ali Shah. Imbracciò personalmente le armi e combatté contro i cosacchi a fianco dei guerrieri luri.[2][3] Grazie al suo coraggio in battaglia e le sue competenze tecniche nel disarmare le truppe avversarie, la sua popolarità crebbe al punto che le fu conferito il grado onorario di sardar ("alto comandante"), diventando poi nota come Sardar Bibi Maryam Bakhtiari.[3][5]
Dopo la presa di Teheran, continuò a coagulatore attorno a sé il movimento rivoluzionario offrendo rifugi liberalisti, tra cui il poeta Mohammad-Taqi Bahar e il linguista Ali-Akhbar Dehkhoda.[3]
Prima guerra mondiale
Durante il conflitto, Bibi Maryam si schierò con le Potenze Centrali (la Germania) contro l'occupazione russa e britannica in Iran. Guidò personalmente le proprie truppe in battaglia, salvando una legione tedesca e ricevendo dal Kaiser Guglielmo II la Croce di Ferro, diventando l'unica donna al mondo a fregiarsi di tale onorificenza militare.[3]
Battaglie politiche successive
Fu una fiera oppositrice dell'influenza britannica (accordo del 1919) e del colpo di stato di Reza Pahlavi del 1921. La sua casa divenne ancora una voltarifugio sicuro per dissidenti e politici deposti.[3]
Nonostante un'istruzione interrotta, fu un'attivista illuminata. Lottò contro tradizioni patriarcali come i matrimoni combinati per le neonate, i matrimoni forzati e le disparità nelle leggi di eredità e divorzio. Identificò nell'ignoranza e nell'analfabetismo le cause principali della sottomissione femminile.[3]
Morte
Suo figlio, Ali-Mardan Bakhtiari, fu giustiziato dal regime dello Scià nel 1934 per aver guidato una rivolta tribale. Bibi Maryam divenne un simbolo di lutto e forza per tutte le madri delle tribù. Morì nel 1937 a Isfahan, sotto lo Stato Imperiale dell'Iran, lasciando memorie scritte con uno stile semplice ma potente sulla condizione umana e civile.[3]
Note
- 1 2 3 4 (EN) J. Oehler, Bibi Maryam: A Bakhtiari tribal woman, in B. Edmond & N. Yaghoubian (a cura di), Struggle and Survival in the Modern Middle East, University of California Press, 2006, pp. 103-115, ISBN 9780520246614. URL consultato il 24 gennaio 2026.
- 1 2 (EN) Abolfath Aujan, The history of Bakhtiaries, Teheran, Tamti Publication, 1966.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 (EN) June 15, 2020 Tahereh Taslimi, Iranian Women You Should Know: Sardar Maryam Bakhtiari, su IranWire, 15 giugno 2020. URL consultato il 24 gennaio 2026.
- ↑ (FA) «سردار مریم بختیاری» که بود؟, su tabnak.ir (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2022).
- ↑ (EN) M. Sahimi, Iranian Women and the Struggle for Democracy I, in PBS, Los Angeles, 15 aprile 2010. URL consultato il 24 gennaio 2026.
Bibliografia
- (EN) Saghar Sadeghian, Expressing Selves: A Comparative Study of the Memoirs of Tāj al-Salṭana and Bībī Maryam Bakhtiyārī, in International Journal of Persian Literature, vol. 4, n. 1, 2019, pp. 37-67, DOI:10.5325/intejperslite.4.0037.
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