Calcare di Zu

Calcare di Zu
Banco a grandi bivalvi (Conchodon) nel Calcare di Zu
SiglaZUU
FormalizzazioneGnaccolini (1968)
RangoFormazione
Caratteristiche litologiche
LitologiaDepositi misti argilloso-marnosi e carbonatici, costituiti da cicli asimmetrici di spessore fino a diversi metri tipo thickening upward e coarsening upward, con alla base argilliti nerastre e marne (talora con lumachelle a molluschi) passanti verso l'alto a calcari marnosi, calcari micritici, calcareniti e calcari bioclastici, meno frequentemente oolitici, e nella parte alta calcari fossiliferi. Sono riconoscibili due litozone caratterizzate ciascuna da una tendenza generalizzata all'aumento della frazione carbonatica verso l'alto, che culmina in due spessi banchi calcarei riccamente fossiliferi ("primo banco a coralli" e "secondo banco a coralli").
Spessore e variazioniFino a circa 1000 m nel Bergamasco orientale (area tipo); l'unità si riduce a 400-500 m nel Bergamasco occidentale e a 300 m in Lombardia occidentale; analogamente passa a circa 600 m nel Bresciano e ad alcune centinaia/decine di metri nell'area gardesana e nel Trentino occidentale.
EtàNorico superiore - Hettangiano; il Retico risulta interamente compreso nella formazione.
FossiliFormazione riccamente fossilifera, soprattutto nei livelli carbonatici, a foraminiferi bentonici bivalvi (anche megalodontidi), brachiopodi, coralli, talora in piccole biocostruzioni, spugne calcaree e alghe calcaree.
Ambiente di formazioneAmbiente di rampa a sedimentazione mista (argilloso-carbonatica).
Rapporti stratigrafici
Formazione sovrastanteFormazione dell'Albenza = Dolomia a Conchodon Auctt. (nome obsoleto): limite netto.
Formazione sottostanteArgillite di Riva di Solto, con un limite transizionale; Dolomia Principale (aree di paleoalto strutturale), con limite netto.
Formazione eteropicaArgillite di Riva di Solto (localmente).
Localizzazione unità
Carta geologica dove compareFogli 1/50000: 75 - Como; 76 - Lecco; 77 - Clusone; 80 - Riva del Garda; 99 - Iseo.

Il Calcare di Zu è una formazione stratigrafica affiorante nel Bacino Lombardo (Alpi meridionali), di età prevalentemente triassica superiore (Norico superiore - Retico), fino a Hettangiano inferiore, costituita da alternanze marnoso-calcaree deposte in ambiente di rampa a sedimentazione mista.

Descrizione

L'aspetto tipico del Calcare di Zu è costituito da alternanze di marne grigio scure, meno frequentemente argilliti e argille marnose nerastre, e calcari marnosi o calcari grigio chiari. L'assetto litostratigrafico è marcatamente ciclico, e consta di cicli asimmetrici con base argilloso-marnosa (argilliti e marne fissili), spesso con lumachelle caotiche a molluschi (probabili livelli di tempestiti),[1] passanti verso l'alto più o meno gradualmente a calcari marnosi e calcari dapprima in livelli decimetrici alternati a marne, poi in livelli sempre più spessi e amalgamati (thickening upward), sovente fossiliferi principalmente a molluschi, brachiopodi e coralli.[2] Verso l'alto tende anche ad aumentare la granulometria del sedimento, da calcari micritici a supporto di matrice (mudstone, wackestone) a calcari particellari a supporto clastico (packestone, più raramente grainstone), ciò implicando un aumento dell'energia del mezzo per onde e correnti.[N 1] I cicli sono spessi generalmente da alcuni metri a una ventina di metri, e si configurano come cicli shallowing upward[N 2].[3] Il tenore in carbonato di calcio presenta il minimo alla base dei cicli e tende ad aumentare gradualmente verso l'alto, in direzione opposta rispetto alla presenza di fango terrigeno e al tenore di materia organica, che sono invece massimi nella parte basale e diminuiscono fino ad azzerarsi verso l'alto.[4][5]

L'assetto generale della formazione è anch'esso ciclico, e si configura nell'insieme in due litozone che costituiscono un doppio ciclo shallowing upward, con aumento progressivo dei carbonati, che culmina in due "banchi a coralli" spessi fino a 30–40 m; questi due cicli a grande scala indicano due successive fasi di progradazione delle facies di acque basse dominate da associazioni faunistiche di piattaforma carbonatica.[6][7]

Contenuto paleontologico

Il Calcare di Zu è riccamente fossilifero, soprattutto nelle parti alte delle due litozone cicliche shallowing upward in cui si articola l'unità. Nella parte bassa e intermedia dei cicli abbiamo soprattutto lumachelle, prevalentemente a lamellibranchi, interpretate come tempestiti; si tratta principalmente di forme endobionti,[N 3] mentre nella parte alta dei cicli vi sono associazioni dominate da lamellibranchi epibionti[N 4].[8] Verso la sommità dei due cicli a grande scala divengono comuni ricche associazioni a foraminiferi bentonici, molluschi (bivalvi, inclusi megalodonti), gasteropodi, brachiopodi, crinoidi, spugne calcaree, piccole biocostruzioni a coralli di dimensioni metriche.

Ambiente sedimentario e significato paleoambientale

Laminazioni deformate in strutture a teepee. Parte alta di un ciclo del Calcare di Zu (Monte Rai, Alta Brianza).

L'associazione di facies sedimentologiche e le associazioni faunistiche rinvenute consentono di attribuire il Calcare di Zu a un ambiente deposizionale generalmente di bassa profondità; la parte bassa dei cicli shallowing upward si è deposta al di sotto della profondità di influenza delle onde normali ma entro la profondità di azione delle onde di tempesta (considerando la presenza di livelli di tempestiti), mentre verso l'alto aumenta la frazione carbonatica, granulometria del sedimento e la presenza di fossili, indicando una tendenza progradazionale con progressivo colmamento dello spazio disponibile per la sedimentazione.[9] La presenza alla sommità dei cicli di poligoni di disseccamento (risultanti in sezione come strutture a teepee) e di orizzonti vacuolari (possibili noduli evaporitici) indica episodi di emersione.[7][10]
Nel complesso, l'unità si inquadra in un contesto deposizionale di rampa a sedimentazione mista terrigeno-carbonatica da intermedia a prossimale.[11] I due grandi cicli di progradazione regionale, culminanti nelle facies biocostruite a coralli, sono interpretati come variazioni relative del livello marino, consentendo di identificare due sequenze deposizionali.[11]

Rapporti stratigrafici e datazione

Il Calcare di Zu presenta gli spessori massimi, circa 1000 m, nella sua area tipo in corrispondenza della sponda bergamasca del Lago d'Iseo. A occidente lo spessore si riduce a circa 400–500 m nel Bergamasco occidentale e a circa 300 m nella Lombardia più occidentale (Lecchese e Comasco). A oriente si ha una riduzione di spessore analoga, da circa 600 m nel Bresciano fino a poche centinaia e decine di metri nell'area gardesana. Gli spessori sono in parte variabili a seconda dell'assetto fisiografico ereditato dalle sequenze precedenti, e la formazione presenta generalmente i massimi spessori negli stessi settori dell'Argillite di Riva di Solto e del Calcare di Zorzino. In Lombardia centrale (dal Lago di Como al Lago d'Iseo) la parte sommitale del Calcare di Zu è rappresentata da una serie di calcari micritici e calcareniti con interstrati marnoso-siltosi, sottilmente stratificati , con spessori totali molto limitati (15–25 m) e povera di macrofossili identificabili. In base al contenuto palinologico questo termine litostratigrafico è stato attribuito al Giurassico basale (Hettangiano inferiore), e rappresenterebbe un relativo approfondimento dell'ambiente di deposizione.[12] Per tale unità, tradizionalmente compresa nel Calcare di Zu, è stata suggerita l'elevazione al rango formazionale col nome di Formazione di Malanotte (Galli et al., 2007).[N 5]

Note

Esplicative

  1. ↑ La terminologia in Inglese si riferisce alla classificazione di Dunham delle rocce carbonatiche.
  2. ↑ In Inglese: diminuzione verso l'alto della profondità.
  3. ↑ Animali che vivono infossati entro il sedimento di fondo.
  4. ↑ Animali che vivono sulla superficie del sedimento di fondo.
  5. ↑ Al 2025 ancora non formalizzata. Non è però stata distinta dal Calcare di Zu nella cartografia geologica alla scala 1/50000 e nelle note relative in quanto non cartografabile alla scala suddetta. Quindi se riferita al Calcare di Zu, quest'unità ne estenderebbe la datazione all'Hettangiano inferiore; se distinta come formazione limiterebbe il Calcare di Zu al Retico.

Bibliografiche

  1. ↑ Masetti et al. (1989), p. 410, fig. 7.
  2. ↑ Masetti et al. (1989), p. 403, fig. 2.
  3. ↑ Masetti et al. (1989), p. 411.
  4. ↑ Stefani e Golfieri (1989), p. 33, fig. 3.
  5. ↑ Masetti et al. (1989), p. 407, fig. 5.
  6. ↑ Cassinis et al. (2011), pp. 70-73.
  7. 1 2 Jadoul et al. (2012), pp. 101-102.
  8. ↑ Masetti et al. (1989), pp. 409-410.
  9. ↑ Masetti et al. (1989), p. 406-411.
  10. ↑ Stefani e Golfieri (1989), pp. 35-36, fig. 4.
  11. 1 2 Jadoul et al. (2012), pp. 102-103.
  12. ↑ Galli et al. (2007), pp. 62-68.
  13. ↑ Jadoul e Galli (2008), p. 455, fig. 2, modificata

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