Callionymus lyra

Dragoncello
Maschio adulto
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SubphylumVertebrata
InfraphylumGnathostomata
ParvphylumOsteichthyes
GigaclasseActinopterygii
SuperclasseActinopteri
ClasseTeleostei
OrdineCallionymiformes
FamigliaCallionymidae
GenereCallionymus
SpecieC. lyra
Nomenclatura binomiale
Callionymus lyra
Linnaeus, 1758
Sinonimi
  • Callionymus dracunculus Linnaeus, 1758
  • Callionymus elegans Lesueur, 1814
  • Callionymus sueurii Valenciennes, 1837
  • Uranoscopus micropterygius Gronow, 1854
Nomi comuni

Dragoncello

Il dragoncello[1] (Callionymus lyra Linnaeus, 1758) è un pesce osseo marino appartenente alla famiglia Callionymidae.[2]

Distribuzione e habitat

La straordinaria capacità mimetica (omocromia) di un esemplare di C. lyra.

Si incontra nel mar Mediterraneo, nel mar Nero e nell'Oceano Atlantico orientale tra le isole Canarie e la Norvegia ed Islanda. Nella Manica e nel mare del Nord è comunissimo mentre è raro nei mari italiani ed assente nel mare Adriatico.

Vive su fondi sabbiosi e fangosi tra 5 e 100 m di profondità, substrato nel quale spesso sprofonda lasciando sporgere solo gli occhi sfruttando la sua straordinaria capacità di mimetizzarsi con esso per risultare invisibile sia alle prede che ai predatori (omocromia).[1]

Descrizione

Callionymus lyra è una specie dal marcato dimorfismo sessuale che coinvolge aspetto, colorazione pattern e dimensioni.[1] Ha il corpo affusolato ed allungato, con bocca piccola sita all'apice di un muso abbastanza lungo (molto più lungo nel maschio). Gli occhi sono sporgenti sul profilo superiore della testa. L'opercolo branchiale ha una forte spina con 3 punte rivolte in alto ed una rivolta in basso. Le pinne dorsali sono due, la prima breve e molto alta e filiforme (nel maschio) o più bassa della seconda (femmine), che è rettangolare. La pinna caudale è ampia e spatolata, la pinna anale è opposta alla seconda dorsale e più bassa. Pinne pettorali e pinne ventrali ampie.

l colore di fondo è bruno, più scuro nelle femmine, che hanno macchie più scure sui lati e puntini bianchi su tutto il corpo mentre nei maschi tutto il corpo è coperto di vistose linee blu e da macchie gialle. La seconda pinna dorsale nel maschio porta da 3 a 5 linee azzurre parallele. Nella femmina la prima pinna dorsale non è nera.

Il maschio adulto raggiunge 30 cm, le femmine non più di 25.

Alimentazione

Si ciba di invertebrati bentonici come molluschi, crostacei e policheti.

Riproduzione

Avviene tra gennaio e agosto. Prima della deposizione delle uova la coppia compie un complicato rituale di corteggiamento che consiste in una vera e propria danza dopo di che l'emissione dei gameti avviene con il maschio e la femmina appoggiati ventre a ventre.

Pericoli

Le spine opercolari sono velenose e causano ferite molto dolorose che si cicatrizzano molto lentamente.

Pesca

Si cattura occasionalmente con sciabiche o tramagli ma non ha valore alimentare o commerciale.

Note

  1. 1 2 3 Msn/ARPAV, 2012, p. 98.
  2. ↑ (EN) Callionymus lyra, su WoRMS.

Bibliografia

  • Enrico Tortonese, Osteichthyes: pesci ossei, collana Fauna d'Italia, vol. 11, Bologna, Calderini, 1975, ISBN 9788870190977.
  • Francesco Costa, Atlante dei pesci dei mari italiani, Mursia, 1991, ISBN 9788842510031.
  • Patrick Louisy, Guida all'identificazione dei pesci marini d'Europa e del Mediterraneo, a cura di Egidio Trainito, Trezzano sul Naviglio, Il Castello, 2006, ISBN 888039472X.
  • Rupert Riedl, Flora e fauna del Mediterraneo, Roma, Franco Muzzio Editore, 2010, ISBN 978-88-7413-224-9.
  • AA.VV., Tegnùe: ambienti, organismi, curiosità (PDF), Ristampa, Msn (Museo di Storia Naturale di Venezia)/ARPAV, 2012 [2006], pp. 127, ISBN 88-7504-128-8. URL consultato l'11 marzo 2026.

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