Carangopsis
| Carangopsis | |
|---|---|
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Chordata |
| Subphylum | Vertebrata |
| Classe | Actinopterygii |
| Ordine | Scombriformes |
| Famiglia | Pomatomidae |
| Genere | †Carangopsis |
Carangopsis è un genere estinto di pesci attinotterigi, considerato un parente degli attuali pesci serra, vissuto durante l'Eocene inferiore.[1][2] Il genere venne istituito da Louis Agassiz nel 1844 e comprende due specie provenienti dal celebre giacimento fossilifero di Monte Bolca, in Italia.[3]
Etimologia
Il nome Carangopsis deriva dal greco καραγέ (caranx), termine utilizzato per indicare gli sgombri o i sugarelli, e ὄψις (opsis), che significa "aspetto" o "sembianza".[4]
Descrizione
I membri del genere Carangopsis erano pesci di medie dimensioni che potevano raggiungere una lunghezza di circa 35 centimetri. Possedevano un corpo slanciato e fusiforme, generalmente simile a quello degli attuali pesci serra, con una testa bassa dal muso smussato, occhi relativamente piccoli e una bocca ampia.

La prima pinna dorsale era nettamente separata dalla seconda e sostenuta da raggi robusti, mentre la seconda pinna dorsale era allungata, quasi nastriforme, ed era composta esclusivamente da raggi molli. La pinna anale, situata quasi in posizione opposta rispetto alla seconda dorsale, era più corta. Le pinne pettorali erano appuntite e la pinna caudale era profondamente biforcuta, con lobi stretti e allungati[5].
Distribuzione e paleoecologia
Carangopsis è noto esclusivamente nei depositi eocenici di Monte Bolca, in Veneto, uno dei più importanti giacimenti fossiliferi del mondo per la conservazione di pesci e altri vertebrati marini.[3] I fossili provengono da ambienti tropicali poco profondi associati alle antiche barriere coralline della Tetide.
Specie
Attualmente sono riconosciute due specie:[3]
- †Carangopsis brevis (Blainville, 1818)
- †Carangopsis dorsalis Agassiz, 1844
Altre specie, tra cui C. analis, C. latior e C. maximus, furono descritte da Agassiz nel XIX secolo, ma non sono più considerate valide.[2][3]
Note
- ↑ Jack Sepkoski, A compendium of fossil marine animal genera, in Bulletins of American Paleontology, vol. 364, 2002, p. 560. URL consultato il 27 febbraio 2009 (archiviato dall'url originale il 20 febbraio 2009).
- 1 2 PBDB Taxon, su paleobiodb.org. URL consultato il 20 aprile 2024.
- 1 2 3 4 <G. Carnevale, Alexandre F. Bannikov, G. Marramà, James C. Tyler e R. Zorzin, The Bolca Fossil-Lagerstätte: A window into the Eocene World. 5. The Pesciara-Monte Postale Fossil-Lagerstätte: 2. Fishes and other vertebrates. Excursion guide (PDF), in Rendiconti della Società Paleontologica Italiana, vol. 4, n. 1, 2014, pp. i–xxvii, hdl:10088/25678.
- ↑ <(EN) George Roberts, An etymological and explanatory dictionary of the terms and language of geology, London, Longman, Orme, Brown, Green, & Longmans, 1839, p. 25. URL consultato il 29 dicembre 2021.
- ↑ Frickhinger, K. A., 1995: Fossil Atlas – Fishes. Mergus – Publishers for Natural History and Pet Books, Hans A. Baensch, Malle, Germany, p. 820.