Carl Wilhelm Sem-Jacobsen

Carl Wilhelm Sem-Jacobsen nel suo laboratorio a Oslo con alle spalle un busto di suo padre Einar.

Carl Wilhelm Sem-Jacobsen (Christiania, 7 dicembre 1912 – Bærum, 21 luglio 1991) è stato un medico norvegese, figlio dell'aviatore Einar Sem-Jacobsen[1], pioniere della stimolazione cerebrale profonda e della neurofisiologia aerospaziale[2].

Biografia

Carl Wilhelm Sem-Jacobsen nacque il 7 dicembre 1912 a Christiania, l’allora nome della città di Oslo, da Einar Sem-Jacobsen ed Elisabeth Marie Mohn[1].

Nel 1931, dopo essersi diplomato, studiò medicina, laureandosi nella disciplina nel 1941[1]. Dopo la laurea cominciò a lavorare come medico di base in diverse cittadine norvegesi, aderendo alla resistenza contro le forze naziste e collaborando con le unità speciali britanniche[3]. Verso la fine della guerra fu costretto a fuggire in Svezia, dove operò nel campo profughi di Kjesäter a Vingåker, dove conobbe ufficiali statunitensi che lo reclutarono facendolo partecipare alle operazioni di liberazione della Norvegia settentrionale. Il contributo di Sem-Jacobsen gli valse una menzione da Eisenhower, anche se la natura delle missioni a cui prese parte è ancora oggi sconosciuta[3].

Nel 1951, grazie a una borsa di studio della Fondazione Rockefeller, si trasferì a Rochester per specializzarsi in neurofisiologia clinica presso l’ospedale della città; tra il 1952 e il 1955, sempre a Rochester, collaborò con la Mayo Clinic, partecipando alla ricerca sugli elettroencefalogrammi. Terminati questi studi tornò in patria, dove partecipò alla fondazione di un laboratorio di neurofisiologia clinica all’ospedale psichiatrico di Oslo, laboratorio di cui divenne primario a partire dal 1961[1].

Essendo Carl Wilhelm figlio di un pioniere dell’aviazione, mantenne interesse anche per il volo: negli anni collaborò con la US Air Force e la NASA, progettando anche un sistema di monitoraggio per gli astronauti del programma Apollo[4].

La collaborazione con l’esercito americano e il campo di studi di Sem-Jacobsen alimentarono negli anni la leggenda secondo cui egli conducesse esperimenti di controllo mentale per conto della CIA. Nel 2000 il canale TV2 della televisione norvegese mise in onda un documentario che sosteneva che nel laboratorio di Sem-Jacobsen fossero stati condotti test segreti sui pazienti psichiatrici; queste accuse condussero nel 2001 all’istituzione, da parte del governo norvegese, di una commissione d’inchiesta per verificare che, durante gli anni 1945-1975, nel laboratorio non si fossero verificate pratiche non etiche verso i pazienti. La commissione concluse nel 2003 che tutte le procedure mediche erano giustificate da scopi terapeutici e che non vi erano prove di alcun tipo di coinvolgimento della CIA, riconoscendo solo che le registrazioni delle sperimentazioni potevano essere state in alcuni casi troppo estese, ma comunque nei limiti etici della ricerca medica[4].

Carl Wilhelm Sem-Jacobsen morì il 21 luglio 1991 a Bærum[1].

Attività clinica

La prima area di interesse degli studi di Sem-Jacobsen fu la malattia di Parkinson. Fu tra i pionieri della neurochirurgia stereotassica e, nel laboratorio di Oslo, sviluppò elettrodi in grado di mappare e stimolare diverse aree cerebrali per individuare il punto migliore in cui intervenire con le iniezioni di etilcellulosa in etanolo; questo metodo, sviluppato da Carl Wilhelm, dava buoni risultati clinici a lungo termine con bassi tassi di complicanze. Nel 1962 presentò per la prima volta i risultati dei suoi studi sulla stimolazione profonda e su come essa fosse in grado di fornire effettivi benefici ai pazienti affetti da Parkinson[4].

Nel suo campo di interessi studiò anche la medicina aeronautica, dove cercò di ideare metodi per individuare un’imminente perdita di coscienza per ipossia nei piloti[1]; in seno a queste ricerche sviluppò elettrodi che, incollati sul torace e sul cuoio capelluto dei piloti, ne tracciavano lo stato di salute. Tali dispositivi furono poi utilizzati dai piloti di caccia e anche da Neil Armstrong quando mise piede sulla Luna[4]. Questo sistema, chiamato Vesla, fu impiegato anche dai sommozzatori della marina statunitense e dai sub civili che lavoravano nelle piattaforme del Mare del Nord per studiare le reazioni neurofisiologiche in quell’ambiente estremo[4].

Carl Wilhelm Sem-Jacobsen fu più un inventore che un ricercatore e pubblicò poco su riviste peer reviewed tra pari[2], limitandosi durante la sua carriera a numerosi brevi abstract di carattere schematico, piuttosto che a relazioni lunghe e approfondite[1].

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 Carl Wilhelm Sem-Jacobsen, su nbl.snl.no. URL consultato il 9 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 13 giugno 2024).
  2. 1 2 Dietrichs, p. 199
  3. 1 2 Dietrichs, p. 200.
  4. 1 2 3 4 5 Dietrichs, p. 203

Altri progetti

(EN) Espen Dietrichs, Carl Wilhelm Sem-Jacobsen: Aerospace Neurophysiology and Deep Brain Stimulation Pioneer, in Neurology, vol. 98, n. 5, Wolters Kluwer Health, febbraio 2022, pp. 199-203, DOI:10.1212/WNL.0000000000013149. URL consultato il 9 ottobre 2025.

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