Carlo Calciolari

Monsignor Carlo Calciolari nel 1949

Monsignor Carlo Calciolari (San Benedetto Po, 30 gennaio 1899 – Asola, 17 febbraio 1996) è stato un presbitero e antifascista italiano.

Biografia

Nato nel 1899 in una famiglia di agricoltori benestanti, a undici anni entrò nel Seminario vescovile di Mantova per frequentare il ginnasio e il liceo.[1] Nel 1917 fu arruolato e partecipò alla prima guerra mondiale, al termine della quale riprese gli studi. Il 31 marzo 1923 venne ordinato sacerdote a Roma da Ildefonso Schuster, futuro arcivescovo di Milano.[1] Nel 1926 si laureò in teologia alla Pontificia Università Gregoriana.[1] Ritornato a Mantova, insegnò religione alle scuole magistrali e nel contempo fu nominato vice rettore del seminario, presso il quale insegnò diritto canonico e sacra scrittura.[1] Dal 1931 al 1939 ricoprì l'incarico di rettore del seminario stesso.[1] Nel 1938 pose la prima pietra per la chiesa di San Carlo in località Ronchi di Palidano.[2] Nel novembre del 1932 divenne canonico onorario della cattedrale di Mantova.

Il 3 settembre 1939 fece il suo ingresso come prevosto di Castel Goffredo, in sostituzione di monsignor Angelo Gadioli e allo scoppio della seconda guerra mondiale in quei giorni,[3] si sentì di dare sostegno e vicinanza ai giovani che partivano per il fronte.

Fu in prima linea nella lotta di Liberazione.[4][5] Nel 1942 Calciolari accolse in paese le prime famiglie di sfollati provenienti da Milano, insieme alla biblioteca del bibliografo Marino Parenti ospitata in canonica, e l'anno dopo inaugurò un asilo parrocchiale intitolato a san Giuseppe.[6] Con l'occupazione del paese da parte dei tedeschi, a metà del 1943 Calciolari iniziò i contatti segreti per organizzare i cattolici nella Resistenza.[7] Alla fine dello stesso anno accolse nella canonica il partigiano Francesco Cinelli proveniente dalla Valle Camonica, che verrà in seguito fucilato a Brescia.[8] A Castel Goffredo si era intanto costituito un distaccamento delle Brigate Fiamme Verdi[9] e nel marzo 1945 era sorto il Comitato di Liberazione Nazionale.[10] Il 2 aprile 1945 i tedeschi iniziarono a lasciare il paese e Calciolari convocò in chiesa gli uomini per ringraziare Dio della fine della guerra.[10] Durante la sua permanenza a Castel Goffredo, raccolse e conservò[11] circa un migliaio di lettere a lui indirizzate dal 1940 al 1945, provenienti dal fronte di guerra, da parte di giovani della parrocchia, che costituiscono e tramandano il ricordo di un periodo importante della storia della comunità castellana.[12]

Dalla fine del 1948 e fino al 1976 ricoprì l'incarico di parroco di Asola, quindi ritornò a Mantova.[1] Fece ritorno ad Asola nel 1993 per trascorrere gli ultimi anni della sua vita, che terminò nel 1996.[3]

Il Comune di Castel Goffredo ha intitolato a Calciolari una via della città.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 Ploia-Beruffi, p. 11.
  2. ↑ Diocesi di Mantova. Parrocchia di Palidano., su diocesidimantova.it.
  3. 1 2 Ploia-Beruffi, p. 12.
  4. ↑ Telò, p. 111.
  5. ↑ L’esperienza delle Fiamme Verdi, partigiani cattolici., su vocedimantova.it.
  6. ↑ Telò, p. 113.
  7. ↑ Telò, p. 114.
  8. ↑ Telò, p. 115.
  9. ↑ Telò, pp. 115-116.
  10. 1 2 Telò, p. 119.
  11. ↑ Il materiale è custodito nei locali del seminario diocesano di Mantova.
  12. ↑ Ploia-Beruffi, p. 8.

Bibliografia

  • Maria Rosa Ploia, Mario Beruffi, Lettere dal fronte al prevosto 1940-45, Viterbo, 2024, SBN LO12091644.
  • Giovanni Telò, Cattolici e ribelli. Storie della Resistenza nel Mantovano (1943-1945), Mantova, 2025, SBN LO12157427.