Carte de visite

La moda dei cosiddetti carte de visite (che tradurre in italiano come biglietti da visita non è corretto così come fototessera) iniziò grazie all'intuizione del fotografo di origine italiana Louis Dodero che, in seguito ad una pubblicazione sul giornale La Lumière nel 1851[1], André-Adolphe-Eugène Disdéri, brevettando come sua l'invenzione nel 1854, riuscì ad impressione in una lastra ben 8 pose, abbassando i costi e facilitando la diffusione di queste piccole immagini nel corso degli anni '50 e '60 dell'Ottocento divenendo in fretta delle vere e proprie collezioni molto ambite, in special modo di personaggi dell'aristocrazia e del mondo dello spettacolo, della politica, della cultura di tutta Europa e di gran parte dell'America[2].
Storia
Nel 1854 il fotografo parigino André-Adolphe-Eugène Disdéri, che possedeva uno studio fotografico in Boulevard des Italiens, probabilmente studiando la fotografia stroboscopica, ottenne, con una fotocamera da egli stesso ideata, la possibilità di riprodurre otto pose diverse in un'unica lastra. Le immagini, le cui dimensioni erano di 5,4 x 8,9 cm, venivano poi stampate su fogli sottili, in origine su carta salata - molto rari - ed in seguito al collodio e all'albume o altri. Le fotografie venivano poi incollate su cartoncini più grandi cui aggiungere il timbro del fotografo, il nome della persona fotografata, eventuali dediche, la località o altre indicazioni, secondo i desideri del cliente[3]. Oltre alla borghesia parigina Disdéri ritrasse le teste coronate dell’intera Europa[4].
Nel giro di poco tempo anche le classi più modeste vollero farsi la loro "carte de visite", magari coi loro migliori vestiti. In particolare la classe borghese fece sfoggio delle loro ricchezze accumulate coi loro traffici commerciali, essendo ormai in evidente ascesa. Per fare un esempio, la ditta di Disdéri contava circa 100 dipendenti e aveva una succursale a Londra. Nel 1868, quando il commercio iniziò una lenta discesa, si trasferì prima a Siviglia e quindi a Nizza come fotografo ambulante per poi tornare nel 1880 a Parigi povero e malato dove morirà nel 1889[5].
In pratica, sia pure con le variazioni dovute alle nuove scoperte tecniche, queste "carte" hanno rappresentato un sorprendente spaccato dei costumi del XIX secolo che vari collezionisti hanno permesso di conservare e conoscere alle future generazioni[3]. Con l'introduzione e lo sviluppo della prima macchina Kodak alla fine degli anni '80, la fotografia divenne sempre più un evento coinvolgente e le "carte" iniziarono il loro rapido declino[6].
Galleria (selezione)
George Sand nel 1852 circa
Hector Berlioz nel 1855 circa
Benedetto Pistrucci prima del 1855
Napoleone III nel 1859
Autoritratto di André-Adolphe-Eugène Disdéri nel 1860
Newman Hall nel 1860 circa
Vittorio Emanuele II re d'Italia nel 1861
Sojourner Truth nel 1864, una delle prime ribelle nere
Wilson Chinn schiavo nero nel 1864 con alcuni strumenti di tortura in Louisiana
David Livingstone nel 1864
Hans Christian Andersen nel 1869
la moglie Geneviève Élisabeth Disdéri dopo il 1870
Pio IX nel 1878
Oscar Wilde nel 1882
Fridtjof Nansen nel 1886
Note
- ↑ (FR) Jean Sagne, L'atelier du photographe (1840-1940), in Collection Histoire des hommes, Presses de la Renaissance, 1984, p. 57.
- ↑ (EN) Robert Leggat, A History of Photography, from its beginnings until the 1920s, 1995.
- 1 2 Roberto Ceccarelli, Le Carte de Visite del XIX secolo, in The Strawberry Field, 2019. URL consultato il 29 marzo 2023.
- ↑ La prima grande mania della fotografia: le Carte da Visita, in Il fotografo. URL consultato il 29 marzo 2023.
- ↑ (EN) Elizabeth Anne McCauley, AAE Disdéri and the Carte de Visite Portrait Photograph, in Yale University Press, 1985.
- ↑ Carte de visite, in Giovanni Albani Lattanzi, 12 febbraio 2010. URL consultato il 29 marzo 2023.
Bibliografia
- Marlis Schweitzer, Joanne Zerdy, Performing Objects and Theatrical Things, Springer Basingstoke, New York: Palgrave Macmillan - ISBN 9781137402448
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- University of Washington Libraries Digital Collections – 19th Century Actors Photographs - Cartes-de-visite studio portraits of entertainers, actors, singers, comedians and theater managers who were involved with or performed on the American stage in the mid-to-late 19th century, su content.lib.washington.edu.
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