Casaselvatica

Casaselvatica
frazione
Casaselvatica – Veduta
Casaselvatica – Veduta
Chiesa di San Giacomo Apostolo
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Emilia-Romagna
Provincia Parma
ComuneBerceto
Territorio
Coordinate44°32′57.66″N 10°02′15.58″E
Altitudine835 m s.l.m.
Abitanti50[2]
Altre informazioni
Cod. postale43042
Prefisso0525
Fuso orarioUTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Casaselvatica
Casaselvatica

Casaselvatica è una frazione del comune di Berceto, in provincia di Parma.

La località dista 5,77 km dal capoluogo.[1]

Geografia fisica

Casaselvatica sorge alla quota di 835 m s.l.m.,[1] ai piedi del monte Scarabello, sul versante destro della Val Baganza.[3][4]

Origini del nome

Il toponimo fa riferimento al territorio in cui sorge il centro abitato, anticamente ricoperto da boschi fitti e inospitali.[3][5]

Storia

Le più antiche testimonianze della presenza umana nella zona di Casaselvatica risalgono al III secolo a.C., quando vi fu sepolto, all'interno di una tomba delimitata da lastre di arenaria, un guerriero di circa 25-30 anni insieme ad alcuni oggetti, tra cui un elmo in bronzo con le corna, una spada, un coltello e due punte di lancia; la sepoltura fu rinvenuta nel 1958 nei pressi della località di Casino, in seguito a uno smottamento del terreno; secondo gli storici, gli oggetti rinvenuti e le modalità di inumazione sarebbero attribuibili più ai Celti che ai Liguri, ma il mancato approfondimento attraverso scavi o ricerche non consente di stabilire se la tomba fosse isolata o facesse parte di una necropoli adiacente a un piccolo villaggio.[6]

Il borgo di Casaselvatica fu fondato in epoca medievale, lungo una diramazione della via Francigena, percorsa dai pellegrini diretti a Roma dal Nord Europa.[3] A servizio degli abitanti di domo salvaticorum fu costruita una cappella, menzionata per la prima volta nel 1230 nel Capitulum seu Rotulus Decimarum della diocesi di Parma tra le dipendenze della pieve di Berceto.[7][8]

Nel 1360 il marchese Oberto Pallavicino, capostipite del ramo di Ravarano, ottenne conferma dell'investitura su numerosi feudi e villaggi del Parmense, tra cui Casaselvatica, da parte dell'imperatore del Sacro Romano Impero Carlo IV di Lussemburgo.[9]

Nel 1444, per volere dei marchesi Federico e Giambattista, vescovo di Reggio Emilia, furono redatti dal giureconsulto Guidantonio Gaiafasi gli Statuti di Valle, che, promulgati da Federico tra le mura del maniero di Ravarano,[10] garantirono per secoli ampia autonomia governativa ai vassalli del feudo,[11] comprendente anche i vicini borghi di Casola e Casaselvatica.[10]

La situazione mutò nel 1687, in seguito alla morte senza eredi di Federico Pallavicino, che deteneva metà della proprietà del feudo; la Camera Ducale di Parma assorbì dunque la sua quota, per assegnarla ai fratelli Gian Simone e Lelio Boscoli, che acquistarono anche l'altra metà dai cugini Guido e Orazio Pallavicino.[12] Nel 1707 il marchese Andrea Boscoli, feudatario anche di Corniana, si accordò con la Camera Ducale e permutò Ravarano con Berceto.[13]

Nel 1728 il feudo fu assegnato al conte Paolo Anguissola, ma fu riassorbito dalla Camera Ducale nel 1743. Nel 1744 ne fu investito il conte Beltrame Cristiani, governatore di Mantova, alla cui morte nel 1758 Ravarano, con Casola e Casaselvatica, passò ai suoi figli Lorenzo, Gianfrancesco e Luigi.[13][14] Dopo la loro scomparsa, le terre furono ereditate dalla sorella Carlotta Cristiani, moglie del marchese Giuseppe Lalatta, la quale perse i diritti feudali nel 1805 a causa della loro abolizione sancita dai decreti napoleonici del 1805.[13]

Casaselvatica divenne quindi frazione del nuovo comune (o mairie) di Calestano.[4][7][15]

Nella località erano all'epoca attive tre cave di rocce calcaree molto resistenti, utilizzate per la decorazione di palazzi; le pietre venivano trasportate lungo il torrente, raggiungendo anche la città di Parma, ma a causa dell'eccessiva scomodità furono successivamente chiuse.[3][16]

Nel mese di ottobre del 1840 fu documentata per la prima volta l'attivazione, a causa delle intense precipitazioni, di un vasto movimento franoso immediatamente a nord della località La Costa, che provocò l'interruzione della strada di collegamento tra Calestano e Berceto. Lo smottamento si riattivò nel 1870.[17]

Il 1º gennaio 1892, su istanza degli abitanti della località, per regio decreto Casaselvatica fu smembrata dal comune di Calestano e accorpata a quello di Berceto.[7]

Nel 1926, dopo un periodo di quiete, a causa delle intense piogge si riattivò parzialmente la frana della Costa.[17]

Nel dopoguerra la frazione incrementò significativamente la propria estensione, con la costruzione di numerosi edifici di villeggiatura.[7]

Nuovi smottamenti si verificarono nel 1958, nel 1964, nel 1980 e nel 1981, interrompendo ogni volta la strada provinciale di Calestano. Le intense precipitazioni innescarono un movimento franoso ancora più vasto tra i mesi di novembre e dicembre del 1994, quando furono lesionate alcune abitazioni della località La Costa e si ostruirono i corsi d'acqua laterali e, a valle, il torrente Baganza, che formò temporaneamente un lago dell'ampiezza di circa 200 000 m²; lo smottamento riprese nel 1995 e nel 1997. Nel 2013 le forti piogge riattivarono la frana, provocando ancora una volta la chiusura della strada provinciale di Calestano, successivamente ripristinata.[17]

Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa di San Giacomo Apostolo

Chiesa di San Giacomo Apostolo

Menzionata per la prima volta nel 1230, la cappella originaria fu elevata a sede parrocchiale autonoma nel 1564; ormai inadeguata, fu sostituita alla fine del XIX secolo da una chiesa neobarocca, costruita tra il 1867 e il 1898 e completata col campanile nel 1903 e con la facciata nel 1926. L'edificio ottocentesco, sviluppato su un impianto a navata unica affiancata da una cappella per lato, presenta una simmetrica facciata a salienti, elevata su un doppio ordine di lesene doriche e coronata da un frontone triangolare; all'interno l'aula e il presbiterio sono decorati con affreschi, eseguiti da Emanuele Quintavalla nel 1938; la chiesa conserva alcune opere di pregio, tra cui un ternario settecentesco di pianete appartenuto ai marchesi Pallavicino di Ravarano.[18][19][20]

Corte Stefani

Edificata in epoca imprecisata, la corte, situata in località La Costa, è caratterizzata dalla presenza di portali e cornici in pietra scolpiti nel XVIII secolo.[19][21]

Infrastrutture e trasporti

Casaselvatica è situata lungo la strada provinciale 15 di Calestano, che percorre la val Baganza raggiungendo il centro di Berceto.[17]

Note

  1. 1 2 3 La Frazione di Casaselvatica, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 12 febbraio 2026.
  2. ↑ [1]
  3. 1 2 3 4 Dall'Aglio, p. 328.
  4. 1 2 Molossi, p. 66.
  5. ↑ Molossi, p. 67.
  6. ↑ Vitali, pp. 172-175.
  7. 1 2 3 4 Dall'Aglio, p. 329.
  8. ↑ Fallini, Calidoni, Rapetti, Ughetti, p. 191.
  9. ↑ Pezzana, p. 64.
  10. 1 2 Capacchi, p. 57.
  11. ↑ Zuccagni-Orlandini, p. 474.
  12. ↑ Capacchi, pp. 57-58.
  13. 1 2 3 Capacchi, p. 58.
  14. ↑ Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, p. 177.
  15. ↑ Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, p. 4097.
  16. ↑ Molossi, p. 51.
  17. 1 2 3 4 Bragazzano di Casaselvatica Costa, su geo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 14 febbraio 2026.
  18. ↑ Dall'Aglio, pp. 329-330.
  19. 1 2 Cirillo, Godi, p. 200.
  20. ↑ Chiesa di San Giacomo Apostolo "Casaselvatica, Berceto", su Le chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 12 febbraio 2026.
  21. ↑ Corte n. 13, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 14 febbraio 2026.

Bibliografia

  • Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, Volume quarto, Roma, Stamperia Reale, 1891.
  • Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, Archivio storico per le province parmensi, Parma, Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi, 1939.
  • Guglielmo Capacchi, Castelli parmigiani, Parma, Artegrafica Silva, 1979.
  • Giuseppe Cirillo, Giovanni Godi, Guida artistica del Parmense, I volume, Parma, Artegrafica Silva, 1986.
  • Italo Dall'Aglio, La Diocesi di Parma, I Volume, Parma, Scuola Tipografica Benedettina, 1966.
  • Marco Fallini, Mario Calidoni, Caterina Rapetti, Luigi Ughetti, Terra di pievi, Parma, MUP Editore, 2006, ISBN 88-7847-021-X.
  • Lorenzo Molossi, Vocabolario topografico dei Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla, Parma, Tipografia Ducale, 1832-1834.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo primo, Parma, Ducale Tipografia, 1837.
  • Daniele Vitali, Celti e Liguri nel territorio di Parma, in Domenico Vera (a cura di), Storia di Parma, Parma romana, Volume II, Parma, Monte Università Parma, 2009, ISBN 978-88-7847-293-8.
  • Attilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue isole, Italia superiore o settentrionale Parte VI, Firenze, presso gli Editori, 1839.

Voci correlate

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