Corniana
| Corniana frazione | |
|---|---|
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | |
| Territorio | |
| Coordinate | 44°36′51.48″N 10°03′15.05″E |
| Altitudine | 592 m s.l.m. |
| Abitanti | 33[2] |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 43040 |
| Prefisso | 0525 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cartografia | |
Corniana è una frazione del comune di Terenzo, in provincia di Parma.
La località dista 2,85 km dal capoluogo.[1]
Geografia fisica
Corniana sorge alla quota di 592 m s.l.m.,[1] sulla parete sud del monte Zirone, sul versante destro della valle del rio Vizzana, affluente destro del fiume Taro.[3]
Origini del nome
In epoca medievale il borgo era noto come Corniliano, Cornigliano e Cornigliana, in seguito divenuto Corniana.[3][4]
Storia
Il piccolo centro abitato fu fondato in epoca medievale lungo il percorso della via di Monte Bardone, frequentata da numerosi pellegrini diretti a Roma dal Nord Europa.[5] Già feudo vescovile gestito dal Capitolo della Cattedrale di Parma, nel 1195, insieme a Bardone, fu ufficialmente assegnato in privilegio al vescovo Obizzo Sanvitale dall'imperatore del Sacro Romano Impero Enrico VI di Svevia.[3]
Nel 1219 l'imperatore Federico II di Svevia concesse al Comune di Parma la conferma degli antichi diritti, tra cui il pieno potere sul territorio;[6][7][8] ciò fu interpretato dal podestà Negro Mariani da Cremona quale attestazione della completa autonomia dall'autorità episcopale[9] e del legittimo possesso di numerosi feudi del Parmense, tra cui Corniana con la sua rocca.[10] Il vescovo Obizzo Fieschi si oppose e si rivolse al papa Onorio III, che, allo scopo di ristabilire l'autorità della diocesi su tutti i territori governati in precedenza, emise un atto di scomunica contro il Comune; quest'ultimo accettò quindi la restituzione dei feudi al Vescovo, ratificando un accordo nel 1221.[6][7][11]
All'interno della cinta muraria del castello, ai piedi dello sperone roccioso, fu edificata già all'epoca una cappella a servizio dell'abitato.[12]
Il 13 aprile 1355 il vescovo Ugolino de' Rossi cedette per debiti Corniana e altre terre al nipote Giacomo e al pronipote Bertrando.[6][13] Tuttavia, la diocesi non rinunciò per decenni al possesso del feudo, tanto che ancora nel 1391 il vescovo Giovanni Rusconi nominò il podestà di Corniana;[7] l'effettivo passaggio avvenne solo il 9 maggio 1400, quando i Rossi ne furono investiti ufficialmente dal papa Bonifacio IX.[6][7]
Secondo alcuni studiosi il castello ligneo fu edificato soltanto agli inizi del XV secolo da parte degli abitanti di Corniana, per difendere il borgo dagli scontri che opposero i Rossi e Ottobuono de' Terzi tra il 1404 e il 1409;[14] secondo altre ipotesi fu invece allora che il forte fu ricostruito in pietra per volere dei conti di San Secondo,[15] ai quali nel 1413 furono confermati i diritti feudali da parte dell'imperatore Sigismondo di Lussemburgo.[16]
Nel 1464 Pier Maria II de' Rossi destinò nel testamento Corniana e altri feudi appenninici al figlio Bertrando,[17] che non partecipò alla rovinosa guerra dei Rossi del 1482, durante la quale morì il padre, e pertanto, a differenza dei suoi fratelli, conservò tutti i suoi possedimenti.[6] Il Conte scomparve nel 1502 senza figli; i suoi beni furono quindi assegnati al nipote Troilo I, marchese di San Secondo,[6][7] i cui eredi ne furono investiti nel 1530 dall'imperatore Carlo V d'Asburgo.[6]
Il 30 settembre 1635 Troilo IV de' Rossi fu dichiarato reo di ribellione dal duca di Parma Odoardo I Farnese, che confiscò tutte le sue terre, comprendenti anche Corniana.[18] Il fratello Scipione I, che servì a lungo il regno di Spagna, nel 1653 riuscì con l'aiuto del re Filippo IV a convincere il duca Ranuccio II ad annullare il decreto del 1635, a fronte tuttavia di un pesantissimo indebitamento,[19] che nel 1666 lo costrinse a cedere tutti i feudi appenninici alla Camera ducale di Parma.[20] Il castello di Corniana versava già all'epoca in pessime condizioni a causa di una frana, che aveva provocato il parziale crollo del rilievo.[21]
Nel 1689 il feudo fu assegnato dalla Camera Ducale di Parma ai marchesi Gian Simone e Lelio Boscoli.[12][22]
Gli abitanti di Corniana edificarono poco alla volta il nuovo borgo leggermente più a est, ove tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo eressero anche una nuova cappella.[23]
Nel 1806, in seguito all'abolizione napoleonica dei diritti feudali, la località divenne frazione del nuovo comune (o mairie) di Selva del Bocchetto, dopo pochi mesi ribattezzato Lesignano Palmia e nel 1924 Terenzo.[22][24]
Monumenti e luoghi d'interesse
Ex chiesa di San Michele Arcangelo

Menzionata per la prima volta nel 1218, la chiesa romanica fu elevata a sede parrocchiale autonoma nel 1564; parzialmente ristrutturata nel 1721, fu chiusa al culto nel 1931 in seguito alla costruzione della nuova chiesa di San Michele Arcangelo nel centro del nuovo borgo; adibita per anni a fienile, fu acquistata verso la fine del XX secolo da un abitante di Corniana, che la restaurò e destinò a sede di mostre temporanee. Il luogo di culto, sviluppato su un impianto a navata unica affiancata sulla destra da una cappella settecentesca, presenta un'asimmetrica facciata a capanna, interamente rivestita in pietra come il resto dell'edificio; all'interno l'aula, coperta da un soffitto a capriate lignee, presenta un piccolo presbiterio voltato a crociera, che conserva le tracce di alcuni affreschi quattrocenteschi.[12][23][25]
Chiesa di San Michele Arcangelo

Edificata in forme neoromaniche tra il 1930 e il 1931 sui resti di una cappella tardo-settecentesca, la chiesa, progettata dall'architetto Tonino Talignani, fu affiancata dal campanile nel 1935; colpita da un terremoto nel 2008, fu restaurata e consolidata strutturalmente tra il 2009 e il 2010. Il luogo di culto, sviluppato su un impianto a tre navate, presenta una simmetrica facciata a salienti, interamente rivestita in pietra come il resto dell'edificio; sul retro si erge l'alta torre campanaria, coronata da una merlatura sul contorno; all'interno l'aula, coperta da una serie di capriate lignee, conserva un baldacchino risalente al 1850 e due confessionali settecenteschi, provenienti dalla chiesa medievale.[12][25][26]
Castello

Edificato originariamente in legno forse nel XIII secolo per volere dei vescovi di Parma, il castello fu nominato per la prima volta nel 1219; ceduto ai conti Rossi nel 1355, fu ricostruito in pietra agli inizi del XV secolo; confiscato nel 1635 dal duca Odoardo I Farnese, fu restituito a Scipione I de' Rossi nel 1657, ma alienato per debiti nel 1666 alla Camera Ducale di Parma, che lo riassegnò nel 1689 ai marchesi Boscoli; parzialmente crollato a causa di una frana, fu abbandonato e cadde in rovina. Se ne conservano solo poche tracce, in cima allo sperone roccioso.[7][21]
Note
- 1 2 3 La Frazione di Corniana, su italia.indettaglio.it. URL consultato il 3 settembre 2016.
- ↑ [1]
- 1 2 3 Dall'Aglio, p. 421.
- ↑ Fallini, Calidoni, Rapetti, Ughetti, p. 191.
- ↑ La via Francigena, su parrocchiadimedesano.com. URL consultato il 3 settembre (archiviato dall'url originale il 15 settembre 2016).
- 1 2 3 4 5 6 7 Dall'Aglio, p. 422.
- 1 2 3 4 5 6 Capacchi, p. 75.
- ↑ Affò, p. 334.
- ↑ Leo, p. 324.
- ↑ Affò, p. 102.
- ↑ Affò, pp. 336, 405.
- 1 2 3 4 Dall'Aglio, p. 423.
- ↑ Arcangeli, Gentile, p. 28.
- ↑ Cengarle, Chittolini, Varanini, p. 92.
- ↑ Corniana: il Castello perduto., su google.com. URL consultato il 3 settembre 2016.
- ↑ Rossi Giacomo, su parmaelasuastoria.it. URL consultato il 3 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 20 novembre 2015).
- ↑ Arcangeli, Gentile, p. 251.
- ↑ Cherbi, pp. 173-174.
- ↑ Approfondimento storico, su webalice.it. URL consultato il 3 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 7 agosto 2016).
- ↑ Rocca dei Rossi, su bbcc.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 14 febbraio 2026.
- 1 2 Dall'Aglio, pp. 422-423.
- 1 2 Molossi, p. 108.
- 1 2 Terenzo, su camminideuropa.eu. URL consultato il 3 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 29 agosto 2016).
- ↑ Comune di Terenzo, su archivi.ibc.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 24 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale l'11 ottobre 2018).
- 1 2 Corniana, su sixia.it. URL consultato il 3 settembre 2016 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2016).
- ↑ Chiesa di San Michele "Corniana, Terenzo", su Le chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 19 settembre 2018.
Bibliografia
- Ireneo Affò, Storia della città di Parma, Tomo terzo, Parma, Stamperia Carmignani, 1793.
- Letizia Arcangeli, Marco Gentile, Le signorie dei Rossi di Parma tra XIV e XVI secolo, Firenze, Firenze University Press, 2007, ISBN 978-88-8453-683-9.
- Guglielmo Capacchi, Castelli parmigiani, Parma, Artegrafica Silva, 1979.
- Federica Cengarle, Giorgio Chittolini, Gian Maria Varanini, Poteri signorili e feudali nelle campagne dell'Italia settentrionale fra Tre e Quattrocento: fondamenti di legittimità e forme di esercizi, Firenze, Firenze University Press, 2005, ISBN 9788884532558.
- Francesco Cherbi, Le grandi epoche sacre, diplomatiche, cronologiche, critiche della chiesa vescovile di Parma, Tomo III, Parma, Tipografia Ferrari, 1839.
- Italo Dall'Aglio, La Diocesi di Parma, I Volume, Parma, Scuola Tipografica Benedettina, 1966.
- Marco Fallini, Mario Calidoni, Caterina Rapetti, Luigi Ughetti, Terra di pievi, Parma, MUP Editore, 2006, ISBN 88-7847-021-X.
- Enrico Leo, Storia degli stati italiani dalla caduta dell'impero romano fino all'anno 1840, Volume 1, 2ª ed., Firenze, Società Editrice Fiorentina, 1842.
- Lorenzo Molossi, Vocabolario topografico dei Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla, Parma, Tipografia Ducale, 1834.
Voci correlate
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