Castello di Calestano

Castello di Calestano
Ubicazione
Stato attualeItalia (bandiera) Italia
RegioneEmilia-Romagna
CittàCalestano
Coordinate44°35′54.9″N 10°07′17.8″E
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Castello di Calestano
Informazioni generali
Tipocastello
Inizio costruzioneentro il XIII secolo
Materialepietra
Condizione attualescomparso
Visitabileno
Informazioni militari
Funzione strategicadifesa della val Baganza
[1]
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Il castello di Calestano era un maniero medievale, che sorgeva a monte di Calestano, in provincia di Parma.

Storia

La prima testimonianza dell'esistenza di un castello a Calestano risale al 1249, quando il Comune di Parma lo donò, insieme a quelli di Alpicella e Vigolone e alla terra di Marzolara, al conte di Lavagna Alberto Fieschi.[2][3][4] Nel 1275 il cardinale Ottobono Fieschi, futuro papa Adriano V, nominò suo erede dei feudi il fratello Percivalle; alla morte di quest'ultimo nel 1290 subentrarono i nipoti Luca, Carlo e Ottobono del ramo di Torriglia,[2][3][5] che nel 1313 ne furono investiti dall'imperatore del Sacro Romano Impero Enrico VII di Lussemburgo.[2][3][6]

Nel 1371 il signore di Milano Bernabò Visconti fece costruire a Calestano una sua fortezza per difendere il territorio da possibili attacchi da parte del marchese di Ferrara Niccolò II d'Este.[2][3][7]

Nel 1426 il duca di Milano Filippo Maria Visconti incaricò il condottiero Pier Maria I de' Rossi di conquistare le terre della val Baganza in mano ai Fieschi, suoi nemici; Pietro si impossessò della rocca di Marzolara[8] e costruì una bastia a Calestano di fronte al castello di Gian Luigi Fieschi, che fu ferito e arrestato nel tentativo di espugnarla.[2][9][10]

La guerra proseguì per anni in tutto il Parmense e nel 1431, per conto del Visconti, Niccolò Piccinino promise al conte Gian Luigi Fieschi la restituzione dei castelli di Marzolara, Calestano e Vigolone al termine del conflitto, con la clausola che nel frattempo rimanessero nelle mani di Niccolò de' Terzi, il Guerriero; per questo ordinò al referendario del Comune di Parma Anton Simone Butigelli di consegnarli al Guerriero.[2][9][11] Ne fu però successivamente investito Baldo Soardi,[2][9] che nel 1438 fu scomunicato dal vescovo Delfino della Pergola per non aver consegnato alla Diocesi di Parma le decime raccolte dagli abitanti di Fragno.[12]

Nel 1439 Filippo Maria Visconti assegnò i feudi al cancelliere di Niccolò Piccinino Albertino de' Cividali,[13][14][15] poi ai conti di Canino e infine a Giovanni da Oriate; il 16 maggio 1443, al termine della guerra, il Duca restituì i castelli di Calestano, Marzolara e Vigolone al conte Giannantonio Fieschi in segno di riconoscenza per la sua devozione.[13][14][16]

Nel 1465 il duca di Milano Francesco Sforza assegnò le rendite feudali al condottiero Giorgio da Galese; nel 1474 gli subentrò Giorgio del Carretto, ma l'anno seguente il duca Galeazzo Maria Sforza le concesse al consigliere ducale Pietro Landriani;[13][14][17] alla morte di quest'ultimo nel 1498, ne fu erede il figlio Jacopo, ma, a causa delle proteste da parte degli abitanti, l'anno successivo[18] il duca Ludovico il Moro gli revocò l'investitura. Dopo la conquista del ducato di Milano da parte delle truppe di Luigi XII di Francia, il territorio di Calestano rientrò nel pieno possesso di Gian Luigi Fieschi,[13][14][19] alla cui scomparsa il feudo fu ereditato, insieme a quelli di Vigolone, Grondona, Garbagna, Loano e a una quota di quello di Varzi, dai figli Scipione e Sinibaldo.[13][20]

Dopo la creazione del ducato di Parma e Piacenza, i Fieschi goderono dell'alleanza coi Farnese, a partire dal 1547, quando, in occasione della congiura di Gianluigi Fieschi contro Andrea Doria, il duca Pier Luigi inviò una guarnigione a difesa del castello di Calestano. Dopo l'assassinio del Duca, il capitano Camillo Orsini fu nominato provvisoriamente governatore di Parma e nel 1549 fece rinforzare il maniero calestanese, mentre dopo pochi mesi il condottiero Sforza Pallavicino ricostruì sulle rovine della bastia rossiana una fortezza e munì il campanile della chiesa di San Lorenzo. Tutto ciò non fu però sufficiente durante la guerra di Parma del 1551 a reggere gli attacchi delle truppe imperiali guidate da Ferrante I Gonzaga, che occuparono i castelli di Calestano e di Vigolone, riconquistati nel gennaio 1552 dall'esercito del duca Ottavio Farnese e restituiti ai legittimi proprietari al termine degli scontri.[13][14]

Nel 1650 Carlo Leone e Claudio Fieschi vendettero i diritti su Calestano, Marzolara, Vigolone e Alpicella, sui loro manieri e sulle pertinenze al conte Camillo Tarasconi.[13][14][21]

In seguito il castello di Calestano, completamente abbandonato, cadde in degrado, tanto che nel 1804 ne rimanevano solo alcune rovine; se ne perse successivamente ogni traccia.[13][1]

Note

  1. 1 2 Calestano, su geo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 27 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 27 ottobre 2018).
  2. 1 2 3 4 5 6 7 Capacchi, p. 53.
  3. 1 2 3 4 Dall'Aglio, p. 288.
  4. ↑ Corazza Martini, p. 7.
  5. ↑ Comune di Calestano (PR), su araldicacivica.it. URL consultato il 27 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 24 ottobre 2018).
  6. ↑ Affò, p. 188.
  7. ↑ Pezzana, 1837, p. 94.
  8. ↑ Pezzana, 1842, pp. 257-258.
  9. 1 2 3 Dall'Aglio, p. 289.
  10. ↑ Pezzana, 1842, pp. 264-265.
  11. ↑ Pezzana, 1842, p. 308.
  12. ↑ Pezzana, 1842, p. 393.
  13. 1 2 3 4 5 6 7 8 Capacchi, p. 54.
  14. 1 2 3 4 5 6 Dall'Aglio, p. 290.
  15. ↑ Pezzana, 1842, p. 415.
  16. ↑ Pezzana, 1842, p. 485.
  17. ↑ Pezzana, 1852, p. 11.
  18. ↑ Pezzana, 1859, p. 388.
  19. ↑ Maria Nadia Covini, Landriani Pietro, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 9 novembre 2018.
  20. ↑ Giovanni Nuti, Fieschi Gian Luigi, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 9 novembre 2018.
  21. ↑ De Luca, pp. 356-357.

Bibliografia

  • Ireneo Affò, Storia della città di Parma, Tomo quarto, Parma, Stamperia Carmignani, 1795.
  • Guglielmo Capacchi, Castelli parmigiani, Parma, Artegrafica Silva, 1979.
  • Giacomo Corazza Martini, Castelli, Pievi, Abbazie: Storia, arte e leggende nei dintorni dell'Antico Borgo di Tabiano, Roma, Gangemi Editore, 2011, ISBN 978-88-492-9317-3.
  • Italo Dall'Aglio, La Diocesi di Parma, I Volume, Parma, Scuola Tipografica Benedettina, 1966.
  • Giovanni Battista De Luca, Theatrum veritatis et justitiae, Tomus V, Colonia, 1693.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo primo, Parma, Ducale Tipografia, 1837.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo secondo, Parma, Ducale Tipografia, 1842.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo quarto, Parma, Reale Tipografia, 1852.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo quinto, Parma, Reale Tipografia, 1859.

Voci correlate