Castello di Vigolone

Castello di Vigolone
Ubicazione
Stato attualeItalia (bandiera) Italia
RegioneEmilia-Romagna
CittàVigolone, frazione di Calestano
Indirizzolocalità Vigolone ‒ Calestano (PR)
Coordinate44°34′48.39″N 10°06′31.71″E
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Castello di Vigolone
Informazioni generali
Tipocastello
Inizio costruzioneentro il XIII secolo
Materialepietra
Condizione attualepochi ruderi
Visitabileno
Informazioni militari
Funzione strategicadifesa della val Baganza
[1]
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Il castello di Vigolone era un maniero medievale, i cui resti sorgono a monte del borgo di Vigolone, frazione di Calestano, in provincia di Parma.

Storia

La prima testimonianza dell'esistenza di un castello a Vigolone risale al 1247, quando il maniero, appartenente a Lanfranco da Cornazzano, fu attaccato senza successo dalle truppe dell'imperatore del Sacro Romano Impero Federico II di Svevia, già impegnato nell'assedio alla città di Parma.[2][3][4]

Due anni dopo il Comune di Parma donò la fortificazione, insieme a quelle di Calestano e Alpicella e alla terra di Marzolara, al conte di Lavagna Alberto Fieschi, in segno di riconoscimento per l'aiuto fornito nella battaglia di Parma contro Federico II.[3][5][6] Nel 1275 il cardinale Ottobono Fieschi, futuro papa Adriano V, nominò suo erede di tali terre il fratello Percivalle; alla morte di quest'ultimo nel 1290 subentrarono i nipoti Luca, Carlo e Ottobono del ramo di Torriglia,[7] che nel 1313 ne furono investiti dall'imperatore del Sacro Romano Impero Enrico VII di Lussemburgo.[8]

Nel 1426 il duca di Milano Filippo Maria Visconti incaricò il condottiero Pier Maria I de' Rossi di conquistare le terre della val Baganza in mano ai Fieschi, suoi nemici.[3][5] Pietro espugnò dapprima la rocca di Marzolara, che fu presidiata da Niccolò de' Terzi, il Guerriero;[9] si spostò quindi a Calestano, ove costruì una bastia di fronte al castello di Gian Luigi Fieschi, che fu ferito e arrestato nel tentativo di espugnarla; infine attaccò il maniero di Vigolone, che inizialmente resistette, per poi arrendersi dopo un assedio.[3][5][10]

La guerra proseguì per anni in tutto il Parmense e nel 1431 Niccolò Piccinino promise al conte Gian Luigi Fieschi la restituzione dei castelli di Marzolara, Calestano e Vigolone al termine del conflitto, con la clausola che nel frattempo rimanessero nelle mani di Niccolò de' Terzi; per questo ordinò al referendario del Comune di Parma Anton Simone Butigelli di consegnarli al Guerriero.[5][11] Nel 1436 il castellano di Vigolone chiese rinforzi al tesoriere del Comune di Parma, che per conto dei VIsconti inviò armi e munizioni.[12][13] Tuttavia, nel 1439 Filippo Maria Visconti assegnò i feudi al cancelliere di Niccolò Piccinino Albertino de' Cividali,[2][12][14] poi ai conti di Canino e infine a Giovanni da Oriate; nel 1443, al termine della guerra, il Duca restituì i castelli di Calestano, Marzolara e Vigolone al conte Giannantonio Fieschi in segno di riconoscenza per la sua devozione.[2][12][15]

Nel 1551, durante la guerra di Parma, le truppe imperiali guidate da Ferrante I Gonzaga occuparono prima il maniero di Calestano e successivamente la rocca di Vigolone. All'inizio del 1552 il duca di Parma Ottavio Farnese, alleato dei Fieschi, riprese il primo, ma inizialmente preferì evitare di attaccare la seconda, meglio difesa grazie alla collocazione sulla sommità di un monte; solo dopo qualche tempo il suo esercito assaltò la fortificazione ormai sguarnita, riconquistandola. Al termine degli scontri i castelli furono restituiti ai legittimi proprietari.[2][12][1]

Nel 1650 Carlo Leone e Claudio Fieschi vendettero i feudi di Calestano, Marzolara, Vigolone e Alpicella con i manieri e le pertinenze al conte Camillo Tarasconi.[2][12][16]

Successivamente il castello, da tempo completamente abbandonato, cadde in profondo degrado;[1] agli inizi del XX secolo si conservavano la cisterna e pochi altri ruderi, in seguito quasi completamente scomparsi.[3][2]

Descrizione

Dell'antico castello medievale, posto sulla cima del monte nei pressi del centro abitato, sopravvive solo qualche traccia seminascosta dalla fitta boscaglia.[3][17]

Note

  1. 1 2 3 Vigolone, su geo.regione.emilia-romagna.it. URL consultato il 25 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2018).
  2. 1 2 3 4 5 6 Capacchi, p. 54.
  3. 1 2 3 4 5 6 Dall'Aglio, p. 1139.
  4. ↑ Affò, 1800, p. 10.
  5. 1 2 3 4 Capacchi, pp. 53-54.
  6. ↑ Corazza Martini, p. 7.
  7. ↑ Comune di Calestano (PR), su araldicacivica.it. URL consultato il 25 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 24 ottobre 2018).
  8. ↑ Affò, 1795, p. 188.
  9. ↑ Pezzana, pp. 257-258.
  10. ↑ Pezzana, pp. 264-265.
  11. ↑ Pezzana, p. 308.
  12. 1 2 3 4 5 Dall'Aglio, p. 1140.
  13. ↑ Pezzana, p. 369.
  14. ↑ Pezzana, p. 415.
  15. ↑ Pezzana, p. 485.
  16. ↑ De Luca, pp. 356-357.
  17. ↑ Arte nel territorio di Calestano (Val Baganza), su provincialgeographic.it. URL consultato il 25 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale il 9 settembre 2018).

Bibliografia

  • Ireneo Affò, Storia della città di Parma, Tomo quarto, Parma, Stamperia Carmignani, 1795.
  • Ireneo Affò, Memorie storiche di Colorno, Parma, Per li Fratelli Gozzi, 1800.
  • Guglielmo Capacchi, Castelli parmigiani, Parma, Artegrafica Silva, 1979.
  • Giacomo Corazza Martini, Castelli, Pievi, Abbazie: Storia, arte e leggende nei dintorni dell'Antico Borgo di Tabiano, Roma, Gangemi Editore, 2011, ISBN 978-88-492-9317-3.
  • Italo Dall'Aglio, La Diocesi di Parma, I Volume, Parma, Scuola Tipografica Benedettina, 1966.
  • Giovanni Battista De Luca, Theatrum veritatis et justitiae, Tomus V, Colonia, 1693.
  • Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo secondo, Parma, Ducale Tipografia, 1842.

Voci correlate