Castello di Grognardo
| Castello di Grognardo | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato attuale | |
| Regione | Piemonte |
| Città | Grognardo |
| Coordinate | 44°37′31.11″N 8°29′03.39″E |
| Informazioni generali | |
| Tipo | castello |
| Stile | medievale |
| Inizio costruzione | XI secolo |
| Materiale | pietra |
| Condizione attuale | ruderi |
| Visitabile | sì |
| Informazioni militari | |
| Funzione strategica | Difesa e controllo del territorio |
| Occupanti | Malaspina Lodroni Beccaria Incisa |
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Il castello di Grognardo è stato un castello medievale situato nel comune di Grognardo, in provincia di Alessandria.
Storia e descrizione
Il toponimo di Grognardo viene citato la prima volta nel 991 nell'atto di fondazione dell'abbazia di San Quintino di Spigno con il nome di Ragnando.[1][2] Nel 1052 il territorio venne concesso dall'imperatore Enrico III il Nero all'episcopato di Acqui, concessione successivamente riconfermata nel 1364 da Carlo IV di Lussemburgo.[2]
Si ritiene che il castello venne edificato probabilmente tra il X e l'XI secolo per finalità difensive, probabilmente in risposta alle incursioni saracene che in quel periodo interessavano il territorio dell'Alto Monferrato. Il castello sorgeva sulla sommità della collina che domina il paese ed era originariamente composto da più cinte murarie all'interno delle quali vi erano delle case e la chiesa del castello.[3][4]
Il territorio fu feudo dei Malaspina per poi passare ai Lodroni infeudati nel castello di Morsasco e infine ai Beccaria Incisa.[2][5] Nel corso del Cinquecento il borgo era ancora fortificato ed era costituito da case addossate le une alle altre intervallate da porte d'accesso che avevano la funzione di agevolare difesa del paese.[1]
Venendo meno le esigenze difensive la popolazione gradualmente si spostò a valle del castello dove si sviluppò l'attuale abitato di Grognardo, con l'edificio fortificato che perse progressivamente importanza.[3][1] Tra la fine del XV e il XVI secolo l'edificio venne progressivamente abbandonato e riutilizzato come fonte di materiali edili con gli abitanti che utilizzarono la pietra del castello per costruire le proprio case nel borgo.[6]
Il castello si ritiene fosse dotato di una torre d'avvistamento e che ora, dove una volte sorgeva quest'ultima, si trovi una costruzione di origine cinquecentesca appartenuta ai Beccaria Incisa e successivamente rimaneggiata più volte. Dell'antico ricetto invece rimangono solamente alcuni tratti murari.[2]
Attualmente del castello rimane solo il rudere in parte coperto dalla vegetazione con conservate solo alcune porzioni delle mura e alcuni muri con le loro aperture nel lato meridionale dell'edificio.[6]
Note
- 1 2 3 Guida al paese, su comune.grognardo.al.it. URL consultato il 18 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2026).
- 1 2 3 4 Seren Rosso, pp. 112-113.
- 1 2 Una storia millenaria, su atlas.landscapefor.eu. URL consultato il 18 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 19 maggio 2026).
- ↑ In cima al Paese, su atlas.landscapefor.eu. URL consultato il 18 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2026).
- ↑ I feudatari assenti, su atlas.landscapefor.eu. URL consultato il 18 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2026).
- 1 2 Dal disuso all'abbandono, su atlas.landscapefor.eu. URL consultato il 18 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2026).
Bibliografia
- Rosella Seren Rosso, I castelli del Piemonte. Le province di Asti e Alessandria, Cavallermaggiore, Gribaudo, 2000, ISBN 9788880581628.
