Castello di San Giusto

Castello di San Giusto
Ubicazione
Stato attualeItalia
CittàTrieste
IndirizzoPiazza della Cattedrale 3, 34121 Trieste e Piazza Cattedrale 3, 34121 Trieste
Coordinate45°38′48.85″N 13°46′24.61″E
Informazioni generali
TipoCastello medievale
Inizio costruzioneXV secolo
Sito webcastellodisangiustotrieste.it/
voci di architetture militari presenti su Wikipedia
Castello di San Giusto
L'accesso al castello
Ubicazione
StatoItalia (bandiera) Italia
LocalitàTrieste
Indirizzopiazza della Cattedrale 3
Caratteristiche
Tipodimora storica, raccolte d'armi
Visitatori150 000 (2025)

Il castello di San Giusto è una fortezza-museo situata sul colle omonimo, a Trieste.

Come dimora storica, è stato restaurato negli anni duemila e adibito a museo civico dal Comune di Trieste, cui la struttura appartiene dal 1930. Sul bastione Lalio è stato inaugurato il 4 aprile 2001 il Lapidario Tergestino costituito da iscrizioni, sculture, bassorilievi e frammenti di architettura di epoca romana.

È visitabile solo in parte: in particolare, oltre al lapidario, sono accessibili la cappella, la sala Caprin, l'ampio cortile interno - sede di manifestazioni nel periodo estivo - e gli spalti, da cui si gode un ampio panorama sulla città sottostante.

Storia

Le mura della fortezza

La prima costruzione di un castello sul colle di San Giusto iniziò sotto la dominazione veneziana, e precisamente nel 1368: la direzione dei lavori fu affidata a Goro e a Giacomo di Medicina, nonché all'ingegnere Allegrino, già alle dipendenze del Signore di Verona. Nel 1371 il castello di San Giusto (castrum Sancti Iusti) era compiuto. La città tuttavia mal sopportava la dominazione veneziana e decise così di chiedere la protezione del Duca d'Austria, che ottenne. Il rapporto non fu tuttavia idilliaco, soprattutto per contrasti politici interni alla città e motivi economici, oltre alla concorrenza economica e forte influenza politica della Serenissima. Periodi di pace si alternarono a conflitti, sia con Venezia, sia ribellione verso la stessa Austria. Fallita l'idea politica di un riavvicinamento con Venezia, ed evitata la disfatta grazie all'intervento di Papa Piccolomini, già Vescovo di Trieste, l'Austria di Federico III ribadì il suo controllo sulla città, eradicando ogni altra forma di ribellione: correva l'anno 1469 e la città era semidistrutta: è perciò che il 1469 è ricordato come l'"anno della distruzione di Trieste". Le minacce non erano tuttavia finite: Venezia da un lato e l'Impero ottomano dall'altro rappresentavano grandi pericoli. Fu Federico III in persona, già nel 1470, ad ordinare allora il ripristino, ampliamento e rafforzamento del Castello.[1][2][3]


Nei primi anni del XVI secolo, quando la città passò temporaneamente sotto il dominio dei Veneziani, questa prima costruzione venne prolungata con un'alta muraglia semicircolare. Dopo il ritorno dell'Impero i lavori continuarono, ma senza fretta. Prima venne aggiunto, tra il 1551 ed il 1561, il bastione a sudest, detto Lalio dal nome del suo primo progettista. La parte settentrionale, prevista già dai Veneziani, venne ultimata nel 1595, e l'ultimo baluardo, il bastione Pomis, risale al 1630.

La ricostruzione del XVII secolo

Veduta storica (1689) del colle di San Giusto e delle pendici verso il porto. In primo piano le saline.

Come risulta dai progetti che tuttora si conservano a Lubiana, nel XVII secolo si volle ricostruire globalmente la fortezza che sembrava troppo piccola ed inadeguata per la difesa della città. Fu previsto un ampliamento della costruzione fino a comprendere tutta la sommità della collina, il che avrebbe comportato addirittura l'abbattimento della cattedrale.

Sono stati trovati, interrati oltre la basilica, i basamenti di un quarto bastione della fortezza che però non fu mai eretto. Dopo il bombardamento francese della città nel 1702, divenne infatti chiaro che un'enorme fortezza sul colle di San Giusto non aveva più senso.

Solo nel 1930 le Autorità italiane individuarono l'opportunità turistica del sito. La fortezza fu restaurata, divenne castello, ed acquisì l'aspetto odierno.

Durante tutta la sua storia questa fortezza, costruita esplicitamente per scopi bellici, fu usata dai militari solo due volte. La prima volta, nel 1813, dalle truppe napoleoniche che per due settimane cercarono di resistere all'assedio delle flotte austriaca, inglese e napoletana. La seconda volta la fortezza servì ai militari tedeschi che nel 1945 vi si consegnarono alle truppe di liberazione.

Interni

La sala delle armi

Si entra nella fortezza passando un ponte levatoio di piccole proporzioni che non costituiva l'originale entrata medievale, ancora ben visibile sulla sinistra. Il castello è pieno di iscrizioni storiche e lapidi commemorative e subito nell'ingresso si notano tra alcuni gonfaloni militari, gli stemmi delle famiglie patrizie della città.

Sulla sinistra si diparte un corridoio che porta alle antiche postazioni di tiro, mentre il corridoio di destra porta al museo delle armi ed alla guardiola.

Una scalinata porta sulla terrazza panoramica, da dove si passa nell'enorme cortile, pensato per piazza d'armi, ed oggi sede di molte manifestazioni culturali e di spettacolo. Dai margini del cortile si può salire sugli spalti da dove si gode una spettacolare vista su quelle parti della città che non si potevano vedere dalla terrazza.

Sotto il castello si trovano molti cunicoli e ambienti vari che non sono aperti al pubblico, essendo alcuni ancora in via di esplorazione. Una delle cantine, raggiungibile anche dall'esterno, ospita da decenni l'elegante ristorante comunale di alta categoria.

Galleria d'immagini

Note

  1. ↑ storia del consiglio dei patrizi di trieste dall'anno 1382 all'anno 1809 (PDF), su dallacasatadilevazono.altervista.org.
  2. ↑ Attilio Tamaro - Storia di Trieste (PDF), su asa.archiviostudiadriatici.it.
  3. ↑ Attilio Tamaro - Storia di Trieste (PDF), su istrianet.org.

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Collegamenti esterni

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