Cercione
| Cercione | |
|---|---|
![]() | |
| Nome orig. | Κερκύων (Kerkýōn) |
| Lingua orig. | Greco antico |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Epiteto | "coda di cinghiale" |
| Specie | umana |
| Sesso | maschio |
| Professione | re di Eleusi |
Cercione (in greco antico Κερκύων?, Kerkýōn) è un personaggio della mitologia greca. Fu un re di Eleusi e la quinta delle sei fatiche affrontate da Teseo lungo il viaggio verso Atene.
Etimologia
Il nome Cercione (in greco antico Κερκυών, Kerkýōn) deriva dal sostantivo κέρκος (kérkos), che significa letteralmente "coda". Come evidenziato dagli studi filologici di Ezio Pellizer, il nome ha un chiaro valore descrittivo e significa "provvisto di coda" o "codato".[1]
Questo accostamento linguistico, unito alla tradizione che lo collegava alla "coda di cinghiale", serviva nella cultura mitologica greca a sottolineare la natura arcaica, selvaggia e animalesca del personaggio, del tutto privo delle virtù civili e della pietà verso gli ospiti.
Genealogia
Figlio di Poseidone[2] e di una figlia di Anfizione,[2] o di Branco[3] (in greco antico Βράχος?, Bráchos) e della Ninfa Argiope[3] (in greco antico Ἀργιόπη?, Argiópē) oppure di Efesto.[4]
Fu il padre di Alope[2][5][6] e di Ecfanto (in greco antico Ἔκφαντος?, Ékphantos).[7]
Mitologia
Caratterizzato da una spietata vigoria fisica e da un'indole arcaica e selvaggia, Cercione era un uomo crudele e spietato.
Il regno ed i crimini ad Eleusi
Cercione era il sovrano di Eleusi e controllando le vie di comunicazione del territorio attico, imponeva a tutti i viandanti una violenta distorsione delle leggi della Xenia greca e costringeva chiunque transitasse nelle sue terre a misurarsi con lui in un incontro di lotta all'ultimo sangue, spesso anche contro la loro stessa volontà.[8] Prometteva in premio il suo stesso trono in caso di sconfitta, ma sconfiggeva sistematicamente ogni avversario, stritolandolo nel corpo a corpo o scaraventandolo al suolo fino a provocarne la morte.[9][3]
La sua ferocia si manifestò anche all'interno della sua stessa famiglia. Venuto a sapere che sua figlia Alope era stata amata dal dio Poseidone ed aveva dato alla luce segretamente un bambino di nome Ippotoo, Cercione non mostrò alcuna pietà ed ordinò che la figlia venisse immediatamente messa a morte ed impose che il neonato fosse abbandonato alle intemperie affinché morisse.[5][6][8]
Lo scontro con Teseo e la nascita della lotta scientifica
Durante il suo viaggio purificatorio verso Atene, il giovane Teseo giunse nel territorio di Eleusi e fu costretto ad accettare la sfida imposta da Cercione. Il sovrano cercò di puntare tutto sulla sua proverbiale forza bruta e sulle tecniche rudimentali usate fino ad allora, basate esclusivamente sulla stazza monumentale e sulla potenza muscolare,[8] ma Teseo, impossibilitato a vincere sul piano del puro scontro fisico, ribaltò l'esito dell'incontro utilizzando l'astuzia, la destrezza e la precisione geometrica delle prese. Così riuscì ad afferrare Cercione per i piedi e, annullandone il suo baricentro, lo sollevò da terra per poi scaraventarlo violentemente al suolo, uccidendolo sul colpo.[3]
Secondo la tradizione registrata da Plutarco e Pausania, questo scontro segnò una svolta epocale nella storia dello sport antico poiché prima di questo duello, la lotta era soltanto un rozzo corpo a corpo basato sulla forza fisica, mentre Teseo, proprio per neutralizzare giganti come Cercione, ideò e codificò le prime regole scientifiche e geometriche della disciplina, venendo considerato dalle fonti greche come il vero inventore dell'arte della lotta.[8]
Dopo la morte del tiranno, Teseo liberò Eleusi e ne affidò il trono ad Ippotoo[2] (il nipote di Cercione).
La discendenza di Ecfanto
Di natura completamente diversa fu invece la stirpe derivata dal figlio maschio Ecfanto, poiché fu il padre di Eufemo (in greco antico Εὔφημος?, Eúphēmos), che fu il padre di Antifemo (in greco antico Ἀντίφημος?, Antíphēmos), il quale a sua volta fu il padre del celebre bardo Museo.[7] Questa linea dinastica si rivelerà fondamentale per la storia mitologica e religiosa dei Misteri eleusini, poiché a Museo verrà attribuita l'istituzione dei canti sacri e delle iniziazioni rituali del luogo.[7]
Note
- ↑ Ezio Pellizer, Cercione (PDF), in Dizionario Etimologico della Mitologia Greca, 2013, pp. 217. URL consultato il 24 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 28 aprile 2018).
- 1 2 3 4 (EN) Pausania, Periegesi della Grecia, Libro I, 14.3, su topostext.org. URL consultato il 13 giugno 2026.
- 1 2 3 4 (EN) Apollodoro, Biblioteca, Epitome 1.3, su topostext.org. URL consultato il 13 giugno 2026.
- ↑ (EN) Igino, Fabulae 158, su topostext.org. URL consultato il 12 giugno 2026.
- 1 2 (EN) Igino, Fabulae 187, su topostext.org. URL consultato il 12 giugno 2026.
- 1 2 (EN) Igino, Fabulae 238, su topostext.org. URL consultato l'11 giugno 2026.
- 1 2 3 (EN) Suda, Μουσαῖος, mu1294, su topostext.org. URL consultato l'11 giugno 2026.
- 1 2 3 4 (EN) Pausania, Periegesi della Grecia, Libro I, 39.3, su topostext.org. URL consultato il 14 giugno 2026.
- ↑ (EN) Diodoro Siculo, Bibliotheca Historica, IV, 59.5, su topostext.org. URL consultato il 13 giugno 2026.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Cercione
