Museo (autore mitico)

Museo
Lino insegna le lettere a Museo, tondo di un kylix. Pittore di Eretria circa 440/35 AC. esposto al Museo del Louvre.
Nome orig.Μουσαῖος (Mūsàios)
Lingua orig.Greco antico
Caratteristiche immaginarie
Specieumana
Sessomaschio
Luogo di nascitaAtene
Professionecantore, indovino e teologo

Museo (in greco antico Μουσαῖος?, Mūsàios) è un personaggio della mitologia greca. Fu un cantore, indovino e teologo.

Etimologia

Il nome Museo (in greco antico Μουσαῖος?, Mousaîos) è un aggettivo sostantivato che deriva direttamente dal nome delle Muse (in greco antico Μοῦσαι?, *Moûsai*). Dal punto di vista filologico, assume il significato etimologico di "consacrato alle Muse", "protetto dalle Muse" o "appartenente alle Muse".[1] Il nome stesso ne rifletteva dunque la natura mitica di musico e poeta per eccellenza ispirato dalle divinità delle arti.

Genealogia

Figlio di Orfeo[2] o di Eumolpo[3] oppure di Antiopfemo[4][5][6] (in greco antico Ἀντιόφημος?, Antióphēmos).

Platone scrive il nome della madre dicendo che fu la Luna[7](Selene).

Diogene Laerzio scrive che gli Eumolpidi prendano il nome da Eumolpo il padre di Museo[3] mentre la Suda riporta che Eumolpo sia suo figlio avuto da Elena.[4]

Mitologia

Nel contesto del mito greco, Museo rappresenta la figura gemella e complementare di Orfeo, incarnando il prototipo del poeta sacro, del teologo e del sacerdote i cui canti avevano il potere di purificare l'anima, guarire le malattie e svelare il futuro.

Confusioni ed omonimia

L'enciclopedia Bizantina Suda scrive di un omonimo personaggio figlio di Tamiri[8] che visse in Tracia e che a sua volta fu ritenuto un cantore e musicista. Questa omonimia ed il fatto di essere contenuta nello stesso testo ha spesso generato confusione tra i due personaggi.

Il legame con Atene e l'iniziazione misterica

Museo appartiene alla tradizione dell'Attica e sempre secondo la cronologia della Suda, visse ad Atene durante il regno del secondo re Cecrope[4] e fu una figura cardine dei Misteri eleusini. I mitografi dibattono se fosse il padre del sacerdote Eumolpo (al quale avrebbe dedicato un poema didascalico di ben quattromila versi intitolato Precetti)[4] oppure il suo stesso discepolo e successore nella guida dei culti purificatori.[2]

I poteri divini ed il dono di Borea

A testimonianza della sua natura semidivina e straordinaria, una tradizione mitica riferisce che Museo avesse ricevuto un dono prodigioso da Borea (il dio del vento del nord) che consisteva nella capacità di volare attraverso l'aria.[9] Questa facoltà lo connetteva simbolicamente al mondo degli sciamani e degli indovini capaci di compiere viaggi estatici. Strettamente legato alla figura di Orfeo, del quale imitava lo stile e l'approccio ai misteri, Museo condivideva con lui una concezione talmente sacra della propria arte da rifiutarsi, secondo la tradizione, di sottoporre la propria abilità musicale alle comuni competizioni pubbliche di canto.[10]

La morte ed il colle del Museo

Museo trascorse gli ultimi anni della sua lunga vita ad Atene, dove continuò a cantare ed a comporre inni sacri fino a tarda età. Dopo la sua morte, avvenuta per vecchiaia, il corpo del poeta venne sepolto su un'altura situata di fronte all'Acropoli di Atene, un colle che da quel momento prese il nome di Mouseion (il colle del Museo) proprio in suo onore.[11]

Il ruolo nelle Argonautiche orfiche

Nel poema delle Argonautiche orfiche, Museo riveste un ruolo letterario centrale ed è il destinatario diretto dell'intera opera. Orfeo si rivolge a lui in prima persona definendolo il suo "diletto Museo" e invocandolo espressamente come figlio di Antiopfemo, introducendo così il resoconto del viaggio della nave Argo e dei rituali sacri ad esso connessi.[5]

La testimonianza dell'Eneide

La figura di Museo riceve una consacrazione letteraria anche nella tradizione romana poiché nell'Eneide, Enea e la Sibilla, durante la loro discesa nei Campi Elisi, incontrano il cantore circondato da una folla di anime beate, tra le quali egli spicca svettando con le sue ampie spalle ed è lui a fare da guida ai due viandanti, indicando loro il sentiero per raggiungere Anchise e spiegando la natura errante e serena delle anime dell'Oltretomba.[12]

Gli oracoli e la tradizione letteraria

Sebbene la figura di Museo sfumi nella leggenda, la letteratura greca successiva considerava reali i testi oracolari e i poemi purificatori a lui attribuiti, alimentando un acceso dibattito sulla sua precedenza cronologica rispetto ad Omero. Autori come Sesto Empirico e diverse Vitae omeriche antiche sostenevano infatti che Museo fosse un diretto predecessore di Omero e che fosse vissuto prima di lui.[13][14]

Lo storico Erodoto riferisce che durante la tirannia dei Pisistratidi ad Atene, l'erudito Onomacrito era incaricato di raccogliere ed ordinare la collezione degli oracoli di Museo, ma fu sorpreso dal poeta Laso di Ermione mentre inseriva una profezia falsa (secondo cui le isole adiacenti a Lemno sarebbero sprofondate nel mare) e che per questo fu esiliato da Ipparco.[15] Lo stesso Erodoto attesta la grande considerazione di cui godevano i testi autentici di Museo, evidenziando come i suoi vaticini avessero predetto con precisione lo svolgimento della battaglia di Salamina.[16]

Secoli dopo, lo scrittore cristiano Eusebio di Cesarea, analizzando l'origine della teologia greca, collocava cronologicamente l'attività di Museo in un'epoca di poco precedente alla guerra di Troia, descrivendolo insieme ad Orfeo e Melampo come uno dei padri che importarono in Grecia i primi culti e misteri sacri.[17]

Opere e frammenti

Sebbene la filologia moderna consideri i testi a lui attribuiti come pseudepigrafi o falsi letterari fioriti a partire dal VI secolo a.C.,[18] la tradizione antica riconosceva a Museo un vasto corpus letterario di carattere sacro e teogonico, di cui oggi restano solo brevissimi frammenti e di cui i titoli principali sono:

  • Consigli (o Precetti): poema didascalico di quattromila versi indirizzato al figlio Eumolpo.[4]
  • Inno a Demetra: composto per i Misteri di Flia, considerato da Pausania l'unica opera realmente autentica del poeta.[9][19]
  • Titanomachia ed una Eumolpia: poemi incentrati sulle origini mitiche degli dèi e sulle figure sacre di Eleusi.[20]
  • 'La Sfera (Σφαῖρα): un'opera di carattere cosmologico o astronomico.[3]

Analisi critica ed interpretazioni

Già gli antichi dibattevano sulla reale storicità di Museo ementre storici come Clemente Alessandrino o Sesto Empirico lo collocavano cronologicamente in un'epoca antecedente ad Omero,[21][14] la critica moderna tende a valutarlo come una figura interamente mitica.

Secondo lo studioso Giorgio Colli, la nascita del personaggio di Museo potrebbe essere avvenuta per isolamento degli elementi prettamente apollinei (legati alla divinazione e alla purezza rituale) dalla figura dominante di Orfeo, il quale rimase così caratterizzato in senso più marcatamente dionisiaco. Altri filologi suggeriscono che il personaggio sia stato concepito per attribuire una paternità autorevole a diversi testi di ambiente orfico ed eleusinico che non potevano essere direttamente ascritti ad Orfeo stesso.[22]

Note

  1. ↑ Ezio Pellizer, Museo (PDF), in Dizionario Etimologico della Mitologia Greca, 2013, pp. 217. URL consultato il 24 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 28 aprile 2018).
  2. 1 2 (EN) Diodoro Siculo, Bibliotheca historica, Libro IV, 25.1, su topostext.org. URL consultato il 23 giugno 2026.
  3. 1 2 3 (EN) Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, Prologo, 3, su topostext.org. URL consultato il 25 giugno 2026.
  4. 1 2 3 4 5 (EN) SudaMu.1294, su topostext.org. URL consultato il 25 giugno 2026.
  5. 1 2 (EN) Argonautiche orfiche, 303, su topostext.org. URL consultato il 23 giugno 2026.
  6. ↑ (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia, Libro X, 5.6, su topostext.org. URL consultato il 25 giugno 2026.
  7. ↑ (EN) Platone, Repubblica, 364e, su topostext.org. URL consultato il 25 giugno 2026.
  8. ↑ (EN) SudaMu.1295, su topostext.org. URL consultato il 25 giugno 2026.
  9. 1 2 (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia, Libro I, 22, 7, su topostext.org. URL consultato il 25 giugno 2026.
  10. ↑ (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia, Libro X, 7, 2, su topostext.org. URL consultato il 25 giugno 2026.
  11. ↑ (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia, Libro I, 25, 8, su topostext.org. URL consultato il 25 giugno 2026.
  12. ↑ (EN) Virgilio, Eneide, Libro VI, 628., su topostext.org. URL consultato il 25 giugno 2026.
  13. ↑ Proclo, Vita Homeri, 4 West.
  14. 1 2 Sesto Empirico, Adversus Mathematicos, I, 203-204.
  15. ↑ (EN) Erodoto, Storie, Libro 7, 6, su topostext.org. URL consultato il 25 giugno 2026.
  16. ↑ (EN) Erodoto, Storie, Libro 8, 96, su topostext.org. URL consultato il 25 giugno 2026.
  17. ↑ (EN) Eusebio di Cesarea, Preparazione evangelica, Libro X, 4.5, su topostext.org. URL consultato il 25 giugno 2026.
  18. ↑ Cfr. Alberto De Cicco, Museo e i suoi frammenti, pp. 9-21.
  19. ↑ (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia, Libro I, 14.3, su topostext.org. URL consultato il 25 giugno 2026.
  20. ↑ Cfr. Martin Litchfield West, The Orphic Poems, pp. 41-43.
  21. ↑ Cfr. Clemente Alessandrino, Stromata, I, 21, 103
  22. ↑ Cfr. M. L. West, op. cit., p. 39.

Bibliografia

Voci correlate

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