Chesaconcavus

Chesaconcavus
Fossile di Chesaconcavus, Miocene medio, dalla Formazione Calvert esposta presso Parkers Creek, Maryland, Stati Uniti d'America
Intervallo geologico
miocene–recente
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumArthropoda
SubphylumCrustacea
SuperclasseMulticrustacea
ClasseThecostraca
SottoclasseCirripedia
InfraclasseThoracica
SuperordineThoracicalcarea
OrdineBalanomorpha
SuperfamigliaBalanoidea
FamigliaBalanidae
SottofamigliaConcavinae
GenereChesaconcavus
Zullo, 1992
Genere
vedi testo

Chesaconcavus Zullo, 1992 è una genere di cirripedi balanoformi marini[1], organismo filtratore sessile tipico degli ambienti costieri.

Frutto di una profonda revisione della classe Thecostraca redatta nel 2021 da un gruppo di ricercatori coordinati dal taiwanese Benny Kwok-Kan Chan, è una delle 65 famiglie e le oltre 2 100 specie in cui si suddivide l'intera classe in base ai principali eventi morfologici nell'evoluzione dei cirripedi proposti alla comunità scientifica.[2][3]

Descrizione e habitat

I membri del genere Chesaconcavus mantengono l'aspetto generale tipico dei balanoformi, ovvero quello di un piccolo vulcano o un dente (di cane). La parte esterna, carapace o più propriamente muraglia, è una struttura in carbonato di calcio che contiene l'organismo vero e proprio, un crostaceo morfologicamente molto alterato che, fissatosi sul substrato con la parte cefalica, utilizzano i cirri, zampe fortemente specializzate nel filtrare e catturare plancton e altri composti organici per alimentarsi.[4]

Ecologia

Tipicamente presente nella zona sopralitorale degli ambienti costieri[4] degli Stati Uniti d'America contigui, sia delle coste oceaniche sia atlantiche che pacifiche.[5]

In uno studio del 2018 finalizzato a determinare le relazioni tra organismi nelle formazioni di reperti fossili tra il tardo Miocene e il Tortoniano del Maryland, si è evidenziato che esemplari di C. chesapeakensis erano presumibilmente simbionti obbligati del gasteropode Conradconfusus parilis e del bivalve Chesapecten santamaria.[6]

Tassonomia

Il genere comprende otto specie qui di seguito riportate accettate dalla comunità scientifica, una delle quali estinta e classificata tramite l'esame dei loro resti fossili:[1]

  • Chesaconcavus belgradensis Zullo, 1984
  • Chesaconcavus chesapeakensis (Pilsbry, 1916)
  • Chesaconcavus gurlarnensis Carriol & Schneider, 2008 †
  • Chesaconcavus myosulcatus Zullo, 1992
  • Chesaconcavus proteus (Conrad, 1834)
  • Chesaconcavus rossi Zullo, 1992
  • Chesaconcavus santamaria Zullo, 1992
  • Chesaconcavus tamiamiensis (Ross, 1965)

Note

  1. 1 2 (EN) Chesaconcavus, su WoRMS.
  2. ↑ (EN) Benny K.K. Chan et al., The evolutionary diversity of barnacles, with an updated classification of fossil and living forms, in Zoological Journal of the Linnean Society, vol. 193, n. 3, London, Oxford University Press, 25 February 2021, pp. 789-846, DOI:10.1093/zoolinnean/zlaa160, ISSN 1096-3642. URL consultato il 1º febbraio 2026.
  3. ↑ (EN) Victor A. Zullo, Revision of the Balanid Barnacle Genus Chesaconcavus Newman, 1982, with the Description of a New Subfamily, Two New Genera, and Eight New Species, in Journal of Paleontology, vol. 66, S27, London, Cambridge University Press, 11 August 2017, pp. 1-46, DOI:10.1017/S0022336000060947, ISSN 0022-3360. URL consultato il 1º febbraio 2026.
  4. 1 2 (EN) Mark Wilson, Wooster’s Fossils of the Week: Large Miocene barnacles with bioimmurations from Maryland, su woostergeologists.scotblogs.wooster.edu, 28 novembre 2014. URL consultato il 1º febbraio 2026.
  5. ↑ (EN) Chesaconcavus, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
  6. ↑ Geerat & Ruch, 2018, Abstract.

Bibliografia

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