Chtenopteryx

Chtenopteryx
Chtenopteryx sicula
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
RamoBilateria
SuperphylumProtostomia
(clade)Lophotrochozoa
PhylumMollusca
SubphylumConchifera
ClasseCephalopoda
SottoclasseColeoidea
SuperordineDecapodiformes
OrdineBathyteuthida
SuperfamigliaBathyteuthoidea
FamigliaChtenopterygidae
Grimpe, 1922
GenereChtenopteryx
Appellöf, 1890
Specie
  • Chtenopteryx canariensis Salcedo-Vargas & Guerrero-Kommritz, 2000
  • Chtenopteryx chuni Pfeffer, 1912 (specie dubbia)
  • Chtenopteryx sepioloides Rancurel, 1970
  • Chtenopteryx sicula (Vérany, 1851)

Chtenopteryx (Appellöf, 1890[1]) è un genere di molluschi cefalopodi, unico appartenente alla famiglia Chtenopterygidae Grimpe, 1922[2].

Esemplari appena catturati di C. sicula
Evoluzione ontogenetica delle paralarve di C. sicula

Distribuzione e habitat

Il genere ha distribuzione circumglobale nelle acque tropicali e subtropicali. C. sicula è presente nel mar Mediterraneo dove sono stati catturati i tipi. Sono animali meso e batipelagici che vivono a profondità di 500-1000 metri durante il giorno per spostarsi nei primi 200 metri d'acqua durante le ore notturne seguendo un pattern noto come migrazione nictemerale[3].

Descrizione

La caratteristica più evidente di questo genere sono le pinne che sono ampie e lunghe quanto tutto il mantello, fuse all'estremità; hanno delle fasce muscolari trasverse dall'aspetto di raggi simili a quelli delle pinne dei pesci che sono uniti da una membrana. Nei giovani e nelle paralarve le pinne sono molto più corte che nell'adulto. Il mantello ha la punta posteriore larga ed arrotondata. I tentacoli e le clave tentacolari sono sottili. I maschi sono privi di ectocotile ma possiedono un grande fotoforo dorsale probabilmente impiegato nel corteggiamento[3].

La taglia massima non supera i 10 cm[3].

Biologia

Si sa pochissimo sulla biologia di questi cefalopodi[3].

Predatori

Tra i predatori sono citati Alepisaurus, alalunghe, lampughe e varie specie di Stomiiformes[3].

Tassonomia

La tassonomia del genere è incerta anche perché, tranne che C. sicula, le specie sono note per pochissimi individui. Si ritiene che vi siano diverse specie non ancora descritte[3].

Note

  1. ↑ GBIF, su gbif.org.
  2. ↑ (EN) Marshall, Bruce, Chtenopteryx, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 28 ottobre 2024.
  3. 1 2 3 4 5 6 Jereb e Roper, 2010, p. 146.

Bibliografia

Altri progetti