Cittadella degli Archivi
| Cittadella degli Archivi di Milano | |
|---|---|
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| Ubicazione | |
| Stato | |
| Regione | Lombardia |
| Città | Milano |
| Indirizzo | Via Ferdinando Gregorovius, 15 |
| Dati generali | |
| Tipologia funzionale | archivio |
| Caratteristiche | |
| Fondazione | 2011 |
| Direttore | Francesco Martelli |
La Cittadella degli Archivi è il polo archivistico del Comune di Milano.
Il suo patrimonio attuale consiste in circa 100 km lineari di documentazione[1] e comprende pratiche e fascicoli prodotti dall'amministrazione comunale, da enti pubblici e privati, nonché manifesti, pratiche relative a mostre e spettacoli.
Dotata di un sistema meccanizzato unico in Europa, gestito dai due robot archivisti "Eustorgio" e "Ansperto", la Cittadella si distingue per l'applicazione di tecnologie avanguardistiche di conservazione e tutela.
La Cittadella è inoltre luogo di promozione sociale e culturale e ospita mostre storiche e documentali, esposizioni e installazioni artistiche, considerando centrale per la sua identità la valorizzazione del proprio patrimonio documentale e del tessuto urbano del quartiere Niguarda, dove ha sede.
Storia
Gli archivi comunali prima di Cittadella
Prima della fondazione di Cittadella degli Archivi, la custodia del patrimonio archivistico del Comune di Milano era conservata in diverse sedi ed edifici dislocati nel territorio comunale: la creazione di un polo centralizzato risponde finalmente all’esigenza di correggere un sistema disarticolato e dispersivo, che non garantiva una gestione coerente ed organica della produzione documentale. La frammentazione era esito del complesso percorso di definizione di un luogo di sistemazione del patrimonio archivistico del comune, caratterizzato sia dal frequente mutare dei criteri archivistici sottostanti le scelte di conservazione, sia dalle travagliate vicende storiche vissute dal Comune di Milano nel corso del XX secolo, in particolar modo dal 1928, anno in cui entra in vigore il nuovo regolamento stabilsce la creazione di un unico archivio “civico amministrativo”, che continuò ad essere custodito principalmente in Via della Signora (dopo il trasferimento da Via San Carpoforo), anche dopo la distruzione parziale causata dall'incendio del 1924, ma con sedi secondarie in altri locali di proprietà del Comune e nel Castello Sforzesco; quest’ultima parte, che consisteva di materiale più antico, nel 1935 si costituì come Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana, in seguito al trasferimento della Raccolta Trivulzio all'Archivio Storico.
Durante la seconda guerra mondiale, per far fronte al pericolo e alla distruzione materiale dalla città di Milano, come i bombardamenti che nel 1943 distrussero parte degli archivi di Via della Signora, quanto dell’archivio era sopravvissuto e destinato alla conservazione permanente fu oggetto di ulteriori sistemazioni e trasferimenti, prima temporanei e poi permanenti. A seconda delle esigenze e delle disponibilità di archiviazione, parte della documentazione fu custodito all'Archivio Storico Civico, parte al Palazzo di Giustizia, mentre sezioni vennero trattenute dalle ripartizioni. Dalla fine degli anni Cinquanta, l'Archivio Civico trova sistemazione in via Grazia Deledda, in un immobile progettato dall'architetto Arrigo Arrighetti; i trasferimenti iniziati dagli anni Sessanta resero presto gli edifici di via Deledda inadeguati ad una quantità crescente di documenti, che continuarono quindi ad essere conservati in sedi diverse, quali il Palazzo di Giustizia, gli scantinati di via Larga e gli edifici di Via Foldi.
La fondazione di Cittadella e del polo archivistico centralizzato
Nel 2007, con la giunta di Letizia Moratti, l’esigenza di razionalizzare una gestione degli archivi problematica e disomogenea porta, tra il 2010 e il 2011, alla nascita della Cittadella degli Archivi, attivata nel 2013 e aperta al pubblico nel marzo del 2016.
Racconta il direttore della Cittadella Francesco Martelli: “La Cittadella degli Archivi nasce nel 2011 […]. Su un’area di circa 22.000 metri quadrati, custodisce circa 90 chilometri lineari di documenti, per un arco cronologico che va dal 1928 (ma con precedenti ottocenteschi) fino quasi a oggi. Attivata nel 2013, è stata aperta al pubblico nel marzo 2015. […] La struttura è stata di fatto allestita tra il 2010 e il 2011. Dal 2013 sono iniziati i primi trasferimenti di fondi e serie dai preesistenti archivi di deposito del Comune: in primis l’Archivio civico generale di via Deledda e – in misura minore – da via Mambretti; poi gli archivi dell’Edilizia privata e dell’Urbanistica dalle sedi di via Pirelli, via Catone e via Edolo; a seguire gli archivi della Presidenza e della Segreteria generale da Palazzo Marino; e poi via via quelli di altri settori e uffici dell’Amministrazione[2].”
La sede sorge in via Gregorovius, nel quartiere Niguarda, in un complesso architettonico progettato negli anni Sessanta sempre da Arrighetti e originariamente concepito come sede di magazzini delle Depositerie Civiche. Per garantire la fruibilità dei documenti, vengono allestite due sale di consultazione, poi ulteriormente ampliate, e due sale per le scansioni.
Nel 2011, il Comune di Milano ha adottato un Manuale di gestione documentale, recentemente aggiornato, contenente un massimario di conservazione e un titolario, che permette un corretto ordinamento delle carte secondo un'articolazione in titoli e classi.
Dal 2014, l'amministrazione guidata da Giuliano Pisapia avvia una serie di trasferimenti dagli archivi delle sedi comunali cittadine, inclusi quelli dell’Archivio Civico, dell’edilizia privata e dell’urbanistica e degli archivi della gestione ERP (Edilizia Residenziale Pubblica).
La nascita dell'archivio meccanizzato

La crescita del patrimonio documentale e le sempre più complesse esigenze di conservazione portano la Cittadella ad investire in tecnologie sempre più avanguardistiche: dal 2016 è attivo un impianto meccanizzato archivistico unico in Europa, che permette una gestione automatizzata di otto corsie di scaffali in acciaio, corrispondenti a 50 km lineari di archivio, tramite il lavoro del robot archivista "Eustorgio": questo meccanismo consente la rapida estrazione e restituzione dei documenti agli utenti e garantisce la tutela e l’accesso al patrimonio documentale[3].
Con l’attivazione del nuovo impianto, l’archivio meccanizzato viene destinato alla conservazione di fondi a conservazione perenne, mentre la documentazione soggetta a scarto periodico viene temporaneamente dislocata in un edificio multipiano.

Nel 2025, con la costruzione di nuovi spazi di conservazione e l’aumento del patrimonio documentale, l’impianto meccanizzato viene ulteriormente ampliato con la realizzazione di un nuovo robot, chiamato “Ansperto” e con l’implementazione di nuove tecnologie quali scanner per la digitalizzazione e un sistema informatizzato di tracciamento dei flussi basato su NFC e RFID.
La Nuova Cittadella

Nel 2021, la giunta di Giuseppe Sala approva le linee guida di un progetto di ampliamento e modernizzazione della Cittadella degli Archivi di Milano, volto a trasformarla nel più grande archivio cittadino meccanizzato d’Europa. I lavori sono avviati nel 2024 e completati nel 2026, quando la nuova sede viene inaugurata, rendendo l’archivio milanese un centro di archiviazione e ricerca unico in Italia e in Europa[4], destinato a ospitare non solo la documentazione del Comune, ma anche quella di altri enti pubblici.

Il progetto, affidato a MM S.p.a., ha comportato la riqualifica degli edifici adiacenti la struttura principale, che ospitano il nuovo impianto meccanizzato, gestito dal robot archivista "Ansperto": l’ampliamento della sede e l’investimento in nuove tecnologie di tutela e digitalizzazione documentale portano alla realizzazione di un sistema avanguardistico di conservazione, in grado di garantire condizioni ambientali controllate e in cui i tradizionali sistemi di archiviazione sono integrati da tecnologie di tracciamento NFC e RFID.
L’intero progetto si fonda sui principi di rispetto ecologico e inclusione sociale, confermando il ruolo di Cittadella non solo come polo archivistico, ma come centro propulsivo sociale e culturale per il quartiere Niguarda e per l’intera città di Milano. Con l’inaugurazione del nuovo polo, infatti, Cittadella arricchisce il quartiere con la realizzazione di installazioni artistiche e nuovi murales, come quello regalato da Campari per il progetto “The Red View – Beyond The Surface”, realizzato in occasione dell’inaugurazione.
Attività
Accesso ai documenti e consultazione

Oltre alla tutela e alla conservazione, Cittadella si occupa di garantire l'accesso al patrimonio documentale e la consultazione dei documenti e delle pratiche, anche tramite un sistema informatizzato di prenotazione e presentazione delle richieste[5]. A tale fine, la sede di Via Gregorovius offre degli spazi per la ricerca e lo studio, con sale di consultazione dedicate alla visione dei documenti.
Digitalizzazione archivistica

La Cittadella degli Archivi è da anni impegnata in un progetto di digitalizzazione dei fondi archivistici, tramite la scansione e la virtualizzazione di documenti attraverso l'uso di tecnologie avanzate, in grado di di realizzare migliaia di digitalizzazioni al giorno e di garantire migliore accessibilità ai documenti e di tutelare il supporto materiale, spesso deperibile o fragile.
A questo riguardo, il Comune ha dato avvio in Cittadella a un progetto pilota per favorire la socialità e l'inclusione nel mondo del lavoro di ragazzi e ragazze con sindrome di Asperger, che ogni giorno digitalizzano migliaia di documenti per consentire una migliore fruibilità e un accesso più rapido e semplice, nell'ottica di una completa trasformazione digitale degli archivi.

L'attività di digitalizzazione è anche al centro dei percorsi di formazione scuola lavoro (FSL, ex PCTO) che coinvolgono ogni anno decine di studenti e studentesse di numerosi istituti locati in tutta la regione.
Dal 2025 è attivo un progetto di digitalizzazione massiva delle pratiche edilizie, corrispondenti a circa 14,5 km lineari, in collaborazione con la direzione di Rigenerazione urbana per facilitare l'attività di visura da parte dei professionisti interessati.
Ricerca e divulgazione
La Cittadella è attiva nella cooperazione con i principali poli universitari cittadini ed è attualmente coinvolta in progetti con il Dipartimento di Studi Storici "Federico Chabod" dell'Università degli Studi di Milano e con il Dipartimento di Architettura Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito del Politecnico di Milano.
Tale sinergia ha permesso l'attivazione di un progetto di internship che ha portato alla realizzazione di oltre cento tirocini universitari, finalizzati allo sviluppo di competenze professionali e conoscenze tecniche nell'ambito dell'archivistica, dei beni culturali e dell'amministrazione pubblica, con esperienze lavorative dirette offerte agli studenti sotto il tutoraggio di professionisti e docenti, che li guidano anche nella realizzazione di progetti di ricerca, mostre, pubblicazioni e tesi di laurea.
Inoltre, dal 2020, l'archivio è cofondatore e partner del Master in Digital Humanities[6] dell'Università Statale di Milano.
Patrimonio documentale e fondi archivistici
Il patrimonio di Cittadella consiste della documentazione prodotta e custodita dall’Amministrazione comunale e dalle istituzioni pubbliche della città di Milano a partire dal XIX secolo; è in corso di pubblicazione una Guida ai fondi di interesse storico conservati dalla Cittadella degli Archivi, a cura di Stefano Twardzik e Aurora Masci.
Il patrimonio ottocentesco è in buona parte racchiuso nel cosiddetto “Fondo storico”, che copre il periodo precedente il 1928, anno in cui entra in vigore il nuovo regolamento archivistico e che segna uno spartiacque nell’organizzazione della conservazione della produzione documentale del comune; la documentazione riguardante questo periodo, inoltre, è raccolta nel fondo delle delibere di Giunta e Consiglio dei Comuni aggregati, che arriva fino al 1923, e nei registri della leva militare, che corrispondo al periodo 1837-1918.
La maggior parte della documentazione conservata risale però al XX secolo: l’archivio corrispondente a questo periodo è articolato sia secondo fondi archivistici, sia secondo macro-aree più ampie corrispondenti al settore o all’area funzionali del comune, secondo un criterio di competenza, con ulteriori partizioni interne corrispondenti alle serie archivistiche.
La varietà del materiale conservato riflette le molteplici attività e iniziative che hanno impegnato il Comune nella gestione della città: non solo atti e documenti amministrativi, ma manifesti, fotografie, corrispondenza e numerosi altri materiali e informazioni.
Il valore storico di Cittadella non è limitato unicamente alla possibilità di delineare, tramite il patrimonio qui contenuto, il percorso sociale, politico e culturale della città nel suo complesso, ma è legato anche alla presenza, nell’archivio, di alcuni documenti di particolare rilievo e prestigio: firme autografe di personaggi quali Giuseppe Verdi, Arturo Toscanini, Anna Kuliscioff e Filippo Turati, documenti risalenti al XVI secolo, manifesti prodotti per il comune da artisti quali Lucio Fontana o Benito Jacovitti.
Di particolare rilievo storico è inoltre il cosiddetto Fondo Israeliti, nel quale sono conservati documenti relativi al censimento e alle denunce che hanno colpito la popolazione ebraica di Milano in seguito alle Leggi razziali del 1938. La documentazione, rinvenuta nel 2007 presso l’Archivio del Settore Anagrafe del Comune di Milano, è stata trasferita dall'archivio di Via Deledda, dove era conservata, alla Cittadella degli archivi nel 2014: nel 2017-2018 grazie al supporto del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, il fondo è stato oggetto di un lavoro di organizzazione e archiviazione, supervisionato da Stefano Twardzik, docente di Archivistica presso l’Università Statale di Milano.
Tutto il contenuto del fondo è stato trasferito in formato digitale e integrato in una geomappa virtuale della Milano del 1938, consentendo l’individuazione dei censiti nelle loro abitazioni con tutti i relativi dati anagrafici[7].
Missione culturale
L’attività della Cittadella degli Archivi supera quella di un tradizionale polo archivistico ed è inserita in una prospettiva di valorizzazione urbanistica e sociale di un patrimonio che, oltre che documentale e storico, è anche artistico. Per questo, dalla sua fondazione, la sede di Cittadella ha ospitato esposizioni, mostre e numerose iniziative mirate a consolidare gli edifici di Via Gregorovius come luogo di socialità e promozione culturale.
Valorizzazione e divulgazione

Cittadella affianca all'attività di conservazione documentale la promozione e divulgazione del proprio patrimonio archivistico, tramite la realizzazione di esposizione temporenee di documenti di rilevanza storica e culturale, visite gudiate alla cittadinanza e la realizzazione di laboratori ed esperienze rivolte ad enti, aziende e scuole di ogni ordine e grado.
Dal 2018, Cittadella ha promosso e realizzato una serie di mostre tematiche, nate dalla collaborazione con università, istituzioni culturali e associazioni, con l'obiettivo di promuovere e valorizzare il proprio patrimonio e offrire una lettura originale della storia cittadina e dei personaggi e delle istituzioni che l'hanno animata.
| 2018 | Fontana ‘72 – in collaborazione con la Cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università degli Studi di Milano.
Orme di italiani sul Karakorum – in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università degli Studi di Milano, parte della rassegna Dall'Artico agli 8.000 Ma poi che cos’è un nome? Una mostra sul censimento degli ebrei a Milano nel 1938 – presso la Triennale di Milano, in collaborazione con CDEC e Università degli Studi di Milano. |
| 2019 | Milano 1919: il tempo dello sbandamento e la nascita del Fascismo – in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università degli Studi di Milano, Istituto Nazionale Ferruccio Parri, Fondazione ISEC, Istituto Lombardo di Storia Contemporanea, Fondazione Milano e Fondazione Anna Kuliscioff.
Eurotunnel – una mostra sulla Brexit e sui Gilet Jaunes, in collaborazione con Supergiovane e Raul Gabriel. Baj ‘72. A 50 anni da Piazza Fontana – in collaborazione con la Cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università degli Studi di Milano. 1969. Dopo la strage: il dolore e la forza. Milano e l'Italia reagiscono – in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università degli Studi di Milano, Milano è Memoria e Corriere della Sera. Baj e l’anarchico Pinelli – in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, con esposizione di documenti legati agli avvenimenti del 1969 e alla morte di Giuseppe Pinelli. |
| 2020 | Philippe Daverio a Milano – mostra biografica sul periodo assessorile 1993-1997, in collaborazione con la Biblioteca di Philippe Daverio. |
| 2021 | Politecnico e Cittadella: L’Archivio del Futuro – sviluppo di soluzioni logistiche, spaziali e robotizzate per i grandi archivi nei tessuti urbani periferici, in collaborazione con il Dipartimento di Architettura del Politecnico di Milano |
| 2022 | ANPI e Cittadella: Manifesti dalla Resistenza – mostra documentale sulla storia delle celebrazioni del 25 aprile in Italia, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) e il Dipartimento di Studi Storici dell’Università degli Studi di Milano. |
| 2023 | La Più Grande Milano – mostra documentale sulle aggregazioni cittadine del 1923, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università degli Studi di Milano e il Dipartimento di Sociologia dell’Università degli Studi di Milano Bicocca. |
| 2024 | Omaggio a Manzoni – in collaborazione con Pinacoteca di Brera.
50 anni di tempo libero a Milano – mostra fotografica dedicata allo sport e al tempo libero nella città di Milano dagli anni ’20 agli anni ’80 del Novecento, in collaborazione con Milanosport e Politecnico di Milano. |
| 2025 | Milano 1945-1964: dalla Liberazione alla Ricostruzione – in collaborazione con il Prof. Marco Cuzzi, a cura del Dipartimento di Studi Storici dell'Università degli Studi di Milano. |
Patrimonio artistico
Dall'apertura della sede in Via Gregorovius, gli spazi di Cittadella si sono affermati, oltre che come istituzione amministrativa di fondamentale rilevanza, come punto di riferimento cultrale e urbano, tramite un esteso progetto di riqualificazione delle aree del quartiere Niguarda che ha permesso la realizzazione di installazioni e opere artistiche permanenti site-specific:
- Odissey in Milan di T-Yong-Chung
- Senza Titolo (La Scala) di Davide Allieri
- Non crea abitudine di Giorgio Pagani
- A Liliana di Lorenzo Montinaro
- Layer, Layer, Layer di Jonathan Vivacqua
- Teletrasporto Branca di Nina Zilli
- Riscoprire Munari di Albert Pinya
Il 5 maggio 2019 è stato inaugurato un giardino cintato dedicato a Fernanda Wittgens, che ospita alcune di questi contributi.

La torre in cemento armato è stata trasformata in un’opera pubblica permanente, grazie alla Fondazione AEM e al duo Vedovamazzei: la facciata ora ospita una scritta realizzata con un neon arancione di otto metri che riproduce il nome “Boccioni”, tratto da una lettera autografa di Filippo Tommaso Marinetti[8] conservata nell'archivio di Cittadella.
Oltre a questo, la Cittadella ha ospitato delle installazioni temporanee, grazie alle quali ha aperto i propri spazi a cittadini e visitatori e ha fornito uno spazio di promozione ad artisti contemporanei di artisti italiani e internazionali:
- It's just a facade - in collaborazione con ATRII Archivi Aperti e Liceo Artistico Brera, 2018
- Trinacria - a cura di Isorropia Homegallery, 2022
- Miracolo a Milano - con Alvin, Nina Zilli e King Raptuz, a cura di Galleria, 2023
- Cosmopolita - a cura di Isorropia Homegallery e Bohdan Stupak, 2023
- Bianca Lusso in Cittadella - in collaborazione con Adess Pedala e Club Plastic, 2024
- Attitudine politica. Artisti dall’America Latina dall’Archivio di Paulo Bruscky – in collaborazione con Collezione RAMO e Milano Drawing Week, 2024
- Far brillare la polvere – a cura di Rossella Farinotti e progetto Ludovico, 2024
- Wandering into this great unknown – a cura di Domenico De Chirico e Isorropia Homegallery, 2024
- I Marmi della Scala – in collaborazione con Rossella Farinotti, Galleria Fontana, Galleria Ferrero, Collezione Perini Natali, Isorropia Homegallery, 2025)
- Timeline: 1991 - 2025. La vita disegnata dei Vedovamazzei - a cura di Irina Zucca Alessandrelli, 2025
- Something new: lights, lines, shapes - di Sergio Limonta, in collaborazione con Building Gallery, 2026
- Lettere dall'uragano - di Alfredo Rapetti Mogol, in arte Cheope, in collaborazione con Isorropia Homegallery e Galleria Ferrero, 2026
La Cittadella dell'Arte

Il progetto “La Cittadella dell’Arte”, curato da Rossella Farinotti, nasce nel 2015 con lo scopo di riqualificare la sede di Cittadella, rendendo i muri di cinta di Via Gregorovius uno veicolo di divulgazione del patrimonio archivistico, in un'ottica di più ampia di rigualificazione del quartiere. Il progetto si è successivamente esteso e ha coinvolto la recinzione lungo le vie Racconigi e Monte Rotondo e i muri interni.
Il progetto è stato avviato nel 2017 con il coinvolgimento di nove artisti attivi a Milano: Irene Balia, Thomas Berra, Linda Carrara, Anna Caruso, Bruno Marrapodi, Isabella Nazzarri, Michael Rotondi, Giulio Zanet e Ivan Tresoldi.[8] Il primo intervento, realizzato sul lungo muro di cinta di via Gregorovius, è stato presentato il 6 luglio dello stesso anno dal sindaco Giuseppe Sala. Gli artisti hanno tradotto in murales alcuni tesori della Cittadella, tra cui la donazione di Gian Galeazzo Visconti alla Veneranda Fabbrica del Duomo, il Gonfalone di Sant’Ambrogio, Giuseppe Verdi e la raffigurazione della sua stanza al Grand Hotel et de Milan, Anna Kuliscioff, la spedizione italiana sul Karakorum del 1929, la vendita dell'opera Forme Uniche della continuità nello spazio di Boccioni, i registri del censimento ebraico del 1938, i sindaci partigiani di Milano, l’acquisto della Pietà Rondanini e il boom economico milanese.[8]
Il progetto ha proseguito con il secondo ciclo nel 2018, dove altri sette artisti hanno contribuito alla decorazione del muro, con opere ispirate al Fondo Mostre, selezionate con il supporto di Silvia Bignami, dell’Università Statale di Milano. I murales rappresentano Lucio Fontana, Renato Guttuso, Fausto Melotti, Giorgio Morandi, Enrico Baj e Giuseppe Pinelli.[8]
Il terzo ciclo del 2019 ha visto il coinvolgimento di nuovi artisti, tra cui Roberto Amoroso con Il Piccolo Teatro di Milano, Elisa Bertaglia con Lea Vergine: l’altra metà delle avanguardie, Federico Cantale con Arturo Martini, Palazzo Reale, 1985, Claudio Corfone con Le periferie di Milano, Massimo Dalla Pola con L’Istituto Marchiondi Spagliardi, Gabriele Grones con Expo Milano 2015: gli orti botanici, Annaklara Galli con Gianni Versace, Castello Sforzesco, 1992, Marta Mezynska con I grattacieli milanesi, Jimmy Milani con Mario Sironi, Palazzo Reale, 1985, Albert Pinya con La storica compagnia di Marionette dei Fratelli Colla a Milano, ed infine Milena Sgambato con Gli istituti femminili milanesi.[8]
I murales delle mura di cinta delle sede
Su via Gregorovius:
- Federico Cantale, Arturo Martini, Palazzo Reale, 1985
- Gianmaria Milani, Mario Sironi, Palazzo Reale, 1985
- Annaklara Galli, Gianni Versace, l’abito per pensare, Castello Sforzesco, 1989
- Gabriele Grones, Expo Milano 2015: gli orti botanici
- Elisa Bertaglia, Lea Vergine: l’altra metà delle avanguardie, Palazzo Reale, 1980
- Massimo Dalla Pola, L’Istituto Maschiondi Spogliardi e il brutalismo a Milano
- Roberto Amoroso, Il Piccolo Teatro di Milano
- Agnese Guido, Enrico Baj, Palazzo Reale,1972
- Giacomo Montanelli, Fausto Melotti, Palazzo Reale, 1979
- Giacomo Montanelli, Giorgio Morandi, Rotonda della Besana, 1971
- Sebastiano Impellizzeri, Anni ’30, Arengario,1982
- Lorenza Boisi, Arte italiana 1960-1982, Londra,1982
- Giovanni Coppelli, Arte italiana, Palazzo Reale,1972
- Riccardo Gavazzi, Renato Gottuso, Palazzo Reale,1984
- Nafir, Flight of Eslimi
- Linda Carrara, La donazione delle cave di Candoglia per il Duomo, 1386
- Giulio Zanet, L’acquisto della Linea Unica della Continuità nello spazio di Boccioni, 1933
- Giulio Zanet, L’acquisto della Pietà di Michelangelo detta Rondanini, 1952
- Michael Rotondi, Giò Ponti e il Pirellone, 1954
- Micheal Rotondi, I sindaci Greppi e Aniasi, 1945/1967
- Irene Balia, Giuseppe Verdi, Grand Hotel et De Milan, 1901
- Anna Caruso, Anna Kuliscioff e i diritti delle donne, 1922
- Isabella Nazzarri, I registri delle leggi razziali,1938
- Bruno Marrapodi, Il Gonfalone di Sant’Ambrogio,1844
- Thomas Berra, La spedizione geografica italiana al Karakorum,1928
- Maria Maddalena Sgambato, Gli istituti femminili milanesi
- Albert Pinya, La famiglia dei burattinai Colla e il Teatro Gerolamo
- Marta Mezysnka, I vecchi grattacieli milanesi
Su via Racconigi:
- Andrea Bianconi, L' Acquario Civico di Milano, 1906
- Andrea Crespi, Giorgio Strehler (1921-1997)
- Luca di Maggio, Il Velodromo Vigorelli e la Nazionale Azzurra, 2021
- Piero Figura, La ristrutturazione del Teatro alla Scala, 2002
- Omar Hassan, La prima illuminazione elettrica nel Comune di Milano, 1877
- Matteo Messori, La strage di Gorla, 1944
- Maria Pogorzhelskaya, Pittrici e scultrici delle avanguardie storiche, Palazzo Reale, 1980
- Gianluca Ragni, Il Museo Marino Marini, 1973
- Adelisa Selimbasic, Il Centro Balneare Caimi, 1939
- Waro, La rissa futurista in Galleria Vittorio Emanuele, 1910
Su via Monte Rotondo:
- Antonella Aprile, Trenno - Il Parco Aldo Aniasi
- Giuseppe Buzzotta, Gola-Precotto - Il Naviglio della Martesana
- Davide Genna, Niguarda - Il Nuovo Ospedale della Cà Granda
- Coquelicot Mafille, Musocco - Il Cimitero Maggiore e l’Invocazione di Antonio Bezzola
- Leila Mirzhakani, Greco Milanese - La mappa di Greco nel Piano Beruto, 1889
- Silvia Negrini, Chiaravalle - L’Abbazia e le marcite
- Silvia Paci, Baggio - La partenza del dirigibile del generale Umberto Nobile
- Aronne Pleuteri, Crescenzago - La campagna e la Magneti Marelli
- Shanti Ranchetti, Vigentino - La Fondazione Prada
- Valdrin Taqui, Lambrate - La Innocenti - Lambretta
- Luca Zarattini, Affori - La Banda d’Affori
- Gabriele Colletto, L’Università degli Studi di Milano
- Lorenzo Di Lucido, L’Arengario
- Alexander Vinogradov, La Triennale di Milano
Interni:
- Luigi Cazzaniga, Donyale Luna, Milano 1974
- Nina Zilli, Alvin, Raptuz, Miracolo a Milano
- Gianluca Patti, Respiro
- ATRII & IV°B Liceo Brera PG, It is just a façade
- RATZO - Wolks Writerz, Manifesti della Resistenza 1945-1985
- Greta Pllana, Valle. Danza popolare albanese
- Mauro Baio, La Ristrutturazione del Teatro alla Scala e Il Centro Sportivo Forza e Coraggio

I murales della Nuova Cittadella
- Thomas Berra, Omaggio a Milano
- Pablo Pinxit, Nel labirinto di carta
- Gio Pastori, Rosso in galleria
Note
- ↑ Francesco Martelli (responsabile della Cittadella degli Archivi), La Cittadella degli Archivi del Comune di Milano, su ilmondodegliarchivi.org. URL consultato il 23 giugno 2020 (archiviato dall'url originale il 26 giugno 2020).
- ↑ Francesco Martelli,, La Cittadella degli Archivi: un polo di conservazione per la città di Milano, in Stefano Twardzik (a cura di), Le carte relative alle due spedizioni al Polo Nord e in Karakorum (1928-1929) conservate dalla Cittadella degli archivi del Comune di Milano., Milano, Biblion, 2024, p. 7.
- ↑ 50 chilometri di documenti gestiti da un robot, su ilpost.it. URL consultato il 25 giugno 2026.
- ↑ Servizi civici. A Milano nasce il più grande polo archivistico cittadino d’Europa, su comune.milano.it. URL consultato il 25 giugno 2026.
- ↑ Richiesta di consultazione documenti storici, su comune.milano.it. URL consultato il 25 giugno 2026.
- ↑ Master in digital humanities - II livello, su unimi.it. URL consultato il 25 giugno 2026.
- ↑ Milano è Memoria. Le iniziative per il Giorno della Memoria in ricordo delle vittime dei campi di sterminio - Comune di Milano, su Comune di Milano. URL consultato il 1º luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 22 gennaio 2025).
- 1 2 3 4 5 Periferie europee: istituzioni sociali, politiche, luoghi, collana Geostoria del territorio, Franco Angeli, 2021, ISBN 978-88-351-2522-8.
Bibliografia
- Gianfranco Crupi e Marinella Guercio (a cura di), Reti di archivi per gli archivi in rete. Conservazione accesso ai patrimoni digitali in rete, Roma, Edizioni ANAI, 2017.
- Stefano Twardzik, Le carte relative alle due spedizioni al Polo Nord e in Karakorum (1928-1929) conservate dalla Cittadella degli archivi del Comune di Milano. Inventario, Milano, Edizioni Biblion, 2024.
- Francesco Martelli, La Cittadella degli archivi del Comune di Milano in Periferie europee: istituzioni sociali, politiche, luoghi, a cura di Andrea Maria Locatelli, Claudio Besana, Nicola Martinelli, Milano, Angeli, 2021, vol. 1.
- Francesco Martelli, "La Cittadella degli Archivi", in Storia in Lombardia, fasc. 2, Milano, FrancoAngeli, 2016.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Cittadella degli Archivi, su comune.milano.it.
