Clathrina clathrus
| Spugna rete gialla | |
|---|---|
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| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Parazoa |
| Phylum | Porifera |
| Classe | Calcarea |
| Sottoclasse | Calcinea |
| Ordine | Clathrinida |
| Famiglia | Clathrinidae |
| Genere | Clathrina |
| Specie | C. clathrus |
| Nomenclatura binomiale | |
| Clathrina clathrus (Schmidt, 1864) | |
| Sinonimi | |
| Nomi comuni | |
|
Rizzitella gialla | |
La spugna rete gialla (Clathrina clathrus (Schmidt, 1864)) è una spugna calcarea della famiglia Clathrinidae.[1]
Distribuzione e habitat
Comune nel mare Mediterraneo, la sua presenza è stata segnalata nell'Atlantico orientale (Azzorre, Canarie, Madeira e Isole Britanniche) ma necessita di conferme,[2] e molti la considerano una specie endemica del Mediterraneo.[1]

È una specie sciafila che predilige gli ambienti riparati e poco illuminati, come le grotte e il coralligeno, da 5 a 25 m di profondità, spesso nascosta sotto le alghe.
Descrizione

È una spugna incrostante, con struttura irregolare a sacco singolo di tipo ascon, che forma cuscinetti di colore giallo limone, sino a 10 cm di diametro, composti da tubuli di diametro da 0,5 a 1 mm, intrecciati a formare un reticolo. I tubuli possono essere gonfi d'acqua durante la filtrazione o vuoti e contratti durante i periodi di stasi. La diversa conformazione dei tubuli induce nella spugna la tipica forma espansa o contratta. La consistenza è soffice e molle in quanto la componente calcarea è limitata alle spicole, che sono triassoni con raggi cilindro-conici.[1]
Alimentazione
Si nutre di plancton, batteri e particelle microscopiche di sostanza organica, filtrate attraverso i pori[3].
Riproduzione

Le uova vengono prodotte tra febbraio e novembre; la fecondazione avviene per liberazione in acqua degli spermatozoi, che, penetrando attraverso i pori inalanti, raggiungono le uova.[4] A volte questa spugna si riproduce asessualmente tramite frammentazione per colamento: sviluppa prolungamenti che "colano" dalla spugna fino a staccarsi, originando nuovi esemplari.[1]
Note
- 1 2 3 4 Trainito E., Baldacconi R. Spugne del Mediterraneo. Il Castello. 2013.
- ↑ Clathrina clathrus, su Marine Life Encyclopedia. URL consultato il 20 aprile 2009.
- ↑ Clathrina clathrus, su h2oacquariofilia.it. URL consultato il 20 aprile 2009.
- ↑ Clathrina clathrus, su A.I.A.M. (Associazione Italiana Acquario Mediterraneo). URL consultato il 20 aprile 2009.
Bibliografia
- Castro P., Hubert M. E. Biologia marina (edizione italiana a cura di Sandulli R., Giaccone G., Tursi A.). McGraw-Hill. 2011
- Cerrano C., Ponti M., Silvestri S. Guida alla biologia marina del Mediterraneo. Kemet. 2019
- Cognetti G., Sarà M., Magazzù G. Biologia marina. Calderini. 2008
- Hooper, J.N.A.; Van Soest, R.W.M, Systema Porifera: a guide to the classification of Sponges, New York, NY (USA), Kluwer Academic/Plenum Publishers, 2002, ISBN 0-306-47260-0.
- Mojetta A., Ghisotti A, Flora e Fauna del Mediterraneo, Mondadori, 2003, ISBN 88-04-38574-X.
- Trainito E., Baldacconi R. Spugne del Mediterraneo. Il Castello. 2013
- Trainito E., Baldacconi R. Atlante di flora e fauna del Mediterraneo. Guida alla biodiversità degli ambienti marini. Il Castello. 2021
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) R.W.M. Van Soest et al., Clathrina clathrus, in World Porifera Database. URL consultato il 20 aprile 2009.
- (EN) ITIS Standard Report Page: Clathrina clathrus, in Integrated Taxonomic Information System. URL consultato il 20 aprile 2009.
- Scheda di Clathrina clathrus su A.I.A.M. (Associazione Italiana Acquario Mediterraneo), su aiamitalia.it.
