Clinopodium

Clinopodium
Clinopodium nepeta
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Lamiidi
OrdineLamiales
FamigliaLamiaceae
SottofamigliaNepetoideae
TribùMentheae
SottotribùMenthinae
GenereClinopodium
L., 1753
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
SottoregnoTracheobionta
SuperdivisioneSpermatophyta
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineLamiales
FamigliaLamiaceae
GenereClinopodium
Specie

Clinopodium L., 1753 è un genere di piante della famiglia delle Lamiacee.[1]

Etimologia

Il nome del genere deriva da una parola greca "klinopodion" (formata da due parole: "klino" = pendenza, adagiarsi o letto e "podos" o "podios" = un piede), già usata da Dioscoride (40 circa – 90 circa), medico, botanico e farmacista greco antico che esercitò a Roma ai tempi dell'imperatore Nerone, e fa riferimento alla forma di manopola dell'infiorescenza.[2]

Il nome scientifico della specie è stato definito da Linneo (1707 – 1778) nella pubblicazione "Species Plantarum - 2: 587" del 1753.[3][4]

Descrizione

Il portamento
Clinopodium grandiflorum
Le foglie
Clinopodium alpinum
Infiorescenza
Clinopodium acinos
I fiori
Clinopodium serpyllifolium

Queste piante raggiungono un'altezza massima di 100 cm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie. Sono presenti anche altre forme biologiche come camefita suffruticosa (Ch suffr), piante perenni e legnose alla base, con gemme svernanti poste ad un'altezza dal suolo tra i 2 ed i 30 cm (le porzioni erbacee seccano annualmente e rimangono in vita soltanto le parti legnose). Alcune specie hanno un ciclo biologico annuale. Molte delle piante hanno un leggero odore di menta (piante aromatiche); mentre la pubescenza è formata da peli semplici o ramificati.[5][6][7][8][9]

Radici

Le radici in genere sono secondarie derivate da un fittone.

Fusto

La parte aerea del fusto è ascendente ed eretta. In alcuni casi la sezione trasversale del fusto presenta spigoli accentuati (forma tetragonale) ossia ha una sezione quadrangolare a causa della presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici, mentre le quattro facce sono concave. Alla base il fusto può avere un carattere legnoso (specialmente le specie suffruticose) e in parte pubescente (ricoperto da peluria sulle facce alterne).

Foglie

Le foglie sono disposte a simmetria opposta rispetto al fusto. Sono leggermente picciolate oppure sessili. La forma della lamina varia da ovoidale a lanceolata con apici acuti. I margini possono essere interi, seghettati (più o meno profondamente) o dentati; talvolta sono revoluti. Sulla faccia abassiale sono presenti dei robusti nervi. Le stipole sono assenti.

Infiorescenza

Le infiorescenze sono delle cime ascellari fogliose con alcuni fiori peduncolati per verticillo (ogni verticillo è sotteso da due foglie). Talvolta l'infiorescenza è ridotta ad un solo fiore per verticillo.

Fiori

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi, tetrameri (4-ciclici), ossia con quattro verticilli (calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (5-meri: la corolla e il calice sono a 5 parti).

X, K (5), [C (2+3), A 2+2] G (2), (supero), drupa, 4 nucule[6][8]
  • Il calice del fiore è del tipo gamosepalo con forme da attinomorfe a sub-bilabiate con superficie irta di densi peli diritti. Il tubo, a forma da cilindrica a tubulosa-campanulata, è rigonfio alla base, quindi strozzato. La superficie è percorsa da alcune (da 10 a 13) nervature longitudinali. Il tubo termina con 5 lobi con struttura 3/2; il gruppo dei lobi posteriori spesso è parzialmente fuso in un unico labbro. Le fauci possono essere pelose oppure no.
  • La corolla, gamopetala, è a simmetria bilaterale (zigomorfa) ed è pubescente. La forma è quella di un tubo bilabiato (struttura 2/3). Il tubo può essere diritto o incurvato con forme coniche, leggermente rigonfio. Delle due labbra, quello superiore è bilobo, quello inferiore è trilobo. Il colore è bianco, violetto, lavanda, rosso o arancio (raramente giallo) con chiazze colorate al centro.
  • Androceo: gli stami sono quattro didinami (il paio anteriore è più lungo), sono visibili e sporgenti oppure inclusi e comunque avvicinati al labbro superiore della corolla; gli stami sono tutti fertili (raramente il paio posteriore è ridotto a degli staminoidi). I filamenti sono glabri. Le teche si presentano da parallele a divaricate: sono separate alla deiscenza. I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato.
  • Gineceo: l'ovario è supero formato da due carpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti divisori all'interno dei due carpelli. La placentazione è assile. Gli ovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).[10] Lo stilo inserito alla base dell'ovario (stilo ginobasico) è del tipo filiforme. Lo stigma è bilobato (con lobi uguali o no) o privo di lobi e capitato. Il nettario è abbondante.

Frutti

Il frutto è uno schizocarpo composto da 4 nucule glabre e lisce. Le nucule sono provviste di areole ed hanno delle varie forme (da ellissoidi a ovoidi), dimensioni e colori. La deiscenza è basale o laterale.

Biologia

Riproduzione

Le specie del genere Clinopodium si riproducono per impollinazione tramite insetti tipo ditteri e imenotteri, in particolare api (impollinazione entomogama).[6][11]

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria). I semi hanno una appendice oleosa ricca di grassi, proteine e zuccheri (elaiosoma) che attrae le formiche durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo.[12]

Distribuzione e habitat

La distribuzione del genere è cosmopolita (Eurasia, Nuovo Mondo e Africa) con habitat da temperati a tropicali. In Italia la maggior parte delle specie ha una distribuzione su tutto il territorio.

Della decina di specie presenti sul territorio italiano, sei si trovano nell'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla distribuzione delle specie alpine.[13]

SpecieComunità
vegetali
Piani
vegetazionali
SubstratopHLivello troficoH2OAmbienteZona alpina
C. acinos4montano
collinare
Ca - Ca/SibasicobassoaridoC1 F1 F2tutto l'arco alpino
C. alpinum10subalpinoCa - Ca/SineutrobassoseccoC3 C4 F5tutto l'arco alpino
C. grandiflorum14montanoCa - SineutromediomedioB6 I1 I2tutto l'arco alpino
ma con discontinuità
C. menthifolium subsp. ascendens11collinareCa - SineutromedioseccoF7 G4 I3CO VI
C. menthifolium subsp. menthifolium11collinareCabasicomedioseccoB6 F7 G4 I3tutto l'arco alpino
ma con discontinuità
C. nepeta3montano
collinare
CabasicomedioseccoC3 F7 G4tutto l'arco alpino
C. vulgare subsp. orientale11montano
collinare
Ca - SineutrobassoseccoB6 F7 G4 I3UD
C. vulgare subsp. vulgare11montano
collinare
Ca - SineutrobassoseccoB6 F7 G4 I3tutto l'arco alpino
Legenda e note alla tabella.

Substrato con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province).
Comunità vegetali: 3 = comunità delle fessure, delle rupi e dei ghiaioni; 4 = comunità pioniere a terofite e succulente; 10 = comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite; 11 = comunità delle macro- e megaforbie terrestri; 14 = comunità forestali.
Ambienti: B6 = tagli rasi forestali, schiarite, strade forestali; C1 = ambienti sabbiosi, affioramenti rocciosi; C3 = ghiaioni, morene e pietraie; C4 = campi solcati; F1 = praterie rase xerofile mediterranee; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F5 = praterie rase subalpine e alpine; F7 = margini erbacei dei boschi; G4 = arbusteti e margini dei boschi; I1 = boschi di conifere; I2 = boschi di latifoglie; I3 = querceti submediterranei.

Tassonomia

La famiglia delle Lamiacee comprende circa 220 generi e quasi 7000 specie[8][14]. La famiglia è suddivisa in 12 sottofamiglie: il genere Clinopodium fa parte della sottotribù Menthinae (sottofamiglia Nepetoideae, tribù Mentheae).[15]

Il numero cromosomico delle specie di questo genere varia da 2n = 10 a 2n = 72 (più frequentemente 18 o 20).[5]

Specie

Il genere Clinopodium comprende le seguenti specie:[1]

  • Clinopodium abchasicum Melnikov
  • Clinopodium abyssinicum (Benth.) Kuntze
  • Clinopodium acinos (L.) Kuntze
  • Clinopodium acutifolium (Benth.) Govaerts
  • Clinopodium adzharicum Melnikov
  • Clinopodium albanicum (Griseb. ex K.Malý) Melnikov
  • Clinopodium album (Waldst. & Kit.) Bräuchler & Govaerts
  • Clinopodium alexeenkoi Melnikov
  • Clinopodium alpestre (Urb.) Harley
  • Clinopodium alpinum (L.) Kuntze
  • Clinopodium amabile Melnikov
  • Clinopodium amissum (Epling & Játiva) Harley
  • Clinopodium argenteum (Kunth) Govaerts
  • Clinopodium arkansanum (Nutt.) House
  • Clinopodium ashei (Weath.) Small
  • Clinopodium atlanticum (Ball) N.Galland
  • Clinopodium austro-osseticum Melnikov
  • Clinopodium axillare (Rusby) Harley
  • Clinopodium banaoense (P.Herrera, I.E.Méndez & Bécquer) Melnikov
  • Clinopodium barbatum (P.H.Davis) Melnikov
  • Clinopodium barosmum (W.W.Sm.) Bräuchler & Heubl
  • Clinopodium batumiense Melnikov
  • Clinopodium betulifolium (Boiss. & Balansa) Kuntze
  • Clinopodium bolivianum (Benth.) Kuntze
  • Clinopodium brevicalyx (Epling) Harley & A.Granda
  • Clinopodium breviflorum (Benth.) Govaerts
  • Clinopodium brevifolium (Wahlenb.) Bräuchler & Hjertson
  • Clinopodium brownei (Sw.) Kuntze
  • Clinopodium bucheri (P.Wilson) Harley
  • Clinopodium candidissimum (Munby) Kuntze
  • Clinopodium canescens (J.Presl) Melnikov
  • Clinopodium capitellatum (Benth.) Kuntze
  • Clinopodium caricum (P.H.Davis) Bräuchler & Heubl
  • Clinopodium caroli-henricanum (Kit Tan & Sorger) Govaerts
  • Clinopodium carolinianum Mill.
  • Clinopodium caucasicum Melnikov
  • Clinopodium cercocarpoides (Epling) Govaerts
  • Clinopodium chandleri (Brandegee) P.D.Cantino & Wagstaff
  • Clinopodium chilense (Benth.) Govaerts
  • Clinopodium chinense (Benth.) Kuntze
  • Clinopodium cilicicum (Hausskn. ex P.H.Davis) Bräuchler & Heubl
  • Clinopodium cirenianum S.S.Ying
  • Clinopodium clivorum (Epling) Govaerts
  • Clinopodium coccineum (Nutt. ex Hook.) Kuntze
  • Clinopodium colchicum Melnikov
  • Clinopodium congestum (Boiss. & Hausskn.) Kuntze
  • Clinopodium corsicum (Pers.) Govaerts
  • Clinopodium creticum (L.) Kuntze
  • Clinopodium cuifengense S.S.Ying
  • Clinopodium cylindristachys (Epling & Játiva) Govaerts
  • Clinopodium dalmaticum (Benth.) Bräuchler & Heubl
  • Clinopodium darwinii (Benth.) Kuntze
  • Clinopodium debile (Bunge) Kuntze
  • Clinopodium dentatum (Chapm.) Kuntze
  • Clinopodium deprehensum Melnikov
  • Clinopodium discolor (Diels) C.Y.Wu & S.J.Hsuan ex H.W.Li
  • Clinopodium dolichodontum (P.H.Davis) Bräuchler & Heubl
  • Clinopodium domingense (Urb. & Ekman) Govaerts
  • Clinopodium douglasii (Benth.) Kuntze
  • Clinopodium dumetorum Melnikov
  • Clinopodium ekmanianum (Epling & Alain) Harley
  • Clinopodium elegans Melnikov
  • Clinopodium eplingianum J.G.González, Martorell & García-Meza
  • Clinopodium euosmum (W.W.Sm.) Bräuchler & Heubl
  • Clinopodium fasciculatum (Benth.) Govaerts
  • Clinopodium fauriei (H.Lév. & Vaniot) H.Hara
  • Clinopodium flabellifolium (Epling & Játiva) Govaerts
  • Clinopodium foliolosum (Benth.) Govaerts
  • Clinopodium frivaldszkyanum (Degen) Bräuchler & Heubl
  • Clinopodium ganderi (Epling) Govaerts
  • Clinopodium gilanicum Melnikov
  • Clinopodium gilliesii (Benth.) Kuntze
  • Clinopodium glabellum (Michx.) Kuntze
  • Clinopodium gracile (Benth.) Kuntze
  • Clinopodium grandiflorum (L.) Kuntze
  • Clinopodium graveolens (M.Bieb.) Kuntze
  • Clinopodium griseum (Epling) Harley
  • Clinopodium hakkaricum Dirmenci & Firat
  • Clinopodium haraverianum J.G.González, Figueroa & Velázquez-R.
  • Clinopodium helenae Melnikov
  • Clinopodium heterotrichum (Boiss. & Reut.) Govaerts
  • Clinopodium hintoniorum (B.L.Turner) Govaerts
  • Clinopodium hispidulum (Boiss. & Reut.) Govaerts
  • Clinopodium hohenackeri Melnikov
  • Clinopodium hydaspidis (Falc. ex Benth.) Kuntze
  • Clinopodium integerrimum Boriss.
  • Clinopodium italicum (Huter) Bräuchler
  • Clinopodium jacquelinae Schmidt-Leb.
  • Clinopodium jaliscanum (McVaugh & R.Schmid) Govaerts
  • Clinopodium jamesonii (Benth.) Govaerts
  • Clinopodium javanicum (Blume) I.M.Turner
  • Clinopodium junctionis (Epling & Játiva) Govaerts
  • Clinopodium kallaricum (Jamzad) Bordbar
  • Clinopodium kilimandschari (Gürke) Ryding
  • Clinopodium krupkinae Melnikov
  • Clinopodium kunashirense Prob.
  • Clinopodium lanceolatum Melnikov
  • Clinopodium latifolium (H.Hara) T.Yamaz. & Murata
  • Clinopodium laxiflorum (Hayata) K.Mori
  • Clinopodium libanoticum (Boiss.) Kuntze
  • Clinopodium loesenerianum (Mansf.) A.Granda
  • Clinopodium longipes C.Y.Wu & S.J.Hsuan ex H.W.Li
  • Clinopodium ludens (Shinners) A.Pool
  • Clinopodium loshanense S.S.Ying
  • Clinopodium macranthum (Makino) H.Hara
  • Clinopodium macrostemum (Moc. & Sessé ex Benth.) Kuntze
  • Clinopodium maderense (Henr.) Govaerts
  • Clinopodium maritimum (Benth.) Kuntze
  • Clinopodium matthewsii (Briq.) Govaerts
  • Clinopodium megalanthum (Diels) C.Y.Wu & S.J.Hsuan ex H.W.Li
  • Clinopodium menitskyi Melnikov
  • Clinopodium menthifolium (Host) Stace
  • Clinopodium mexicanum (Benth.) Govaerts
  • Clinopodium micranthum (Regel) H.Hara
  • Clinopodium micromerioides (Hemsl.) Govaerts
  • Clinopodium mimuloides (Benth.) Kuntze
  • Clinopodium minae (Lojac.) Peruzzi & F.Conti
  • Clinopodium mirum Melnikov
  • Clinopodium molle (Benth.) Kuntze
  • Clinopodium multicaule (Maxim.) Kuntze
  • Clinopodium multiflorum (Ruiz & Pav.) Kuntze
  • Clinopodium mutabile (Epling) Harley
  • Clinopodium myrianthum (Baker) Ryding
  • Clinopodium nanum (P.H.Davis & Doroszenko) Govaerts
  • Clinopodium nepalense (Kitam. & Murata) Bräuchler & Heubl
  • Clinopodium nepeta (L.) Kuntze
  • Clinopodium novorossicum Melnikov
  • Clinopodium nubigenum (Kunth) Kuntze
  • Clinopodium nummulariifolium (Boiss.) Kuntze
  • Clinopodium obovatum (Ruiz & Pav.) Govaerts
  • Clinopodium odorum (Griseb.) Harley
  • Clinopodium omeiense C.Y.Wu & S.J.Hsuan ex H.W.Li
  • Clinopodium pallidum (Epling) Govaerts
  • Clinopodium palmeri (A.Gray) Kuntze
  • Clinopodium paradoxum (Vatke) Ryding
  • Clinopodium persicum Melnikov
  • Clinopodium pilosum J.R.I.Wood
  • Clinopodium piperitum (D.Don) Murata
  • Clinopodium plicatulum (Epling) Govaerts
  • Clinopodium pojarkovae Melnikov
  • Clinopodium polycephalum (Vaniot) C.Y.Wu & S.J.Hsuan
  • Clinopodium pomelianum Kuntze
  • Clinopodium procumbens (Greenm.) Harley
  • Clinopodium pulchellum (Kunth) Govaerts
  • Clinopodium pulegium (Rochel) Bräuchler
  • Clinopodium rankiniae I.E.Méndez
  • Clinopodium revolutum (Ruiz & Pav.) Govaerts
  • Clinopodium ritsaense Melnikov
  • Clinopodium robustum (Hook.f.) Ryding
  • Clinopodium rouyanum (Briq.) Govaerts
  • Clinopodium sandalioticum (Bacch. & Brullo) Bacch. & Brullo ex Peruzzi & F.Conti
  • Clinopodium sardoum (Asch. & Levier) Peruzzi & F.Conti
  • Clinopodium schusteri (Urb.) Govaerts
  • Clinopodium selerianum (Loes.) Govaerts
  • Clinopodium sericeum (C.Presl ex Benth.) Govaerts
  • Clinopodium sericifolium (Epling & Játiva) Govaerts
  • Clinopodium serpyllifolium (M.Bieb.) Kuntze
  • Clinopodium shaofengkouensis S.S.Ying
  • Clinopodium simense (Benth.) Kuntze
  • Clinopodium sirnakense (Firat & Akçiçek) Firat & Bräuchler
  • Clinopodium soczavae Melnikov
  • Clinopodium speciosum (Hook.) Govaerts
  • Clinopodium sphenophyllum (Epling) Govaerts
  • Clinopodium striatum (Ruiz & Pav.) Govaerts
  • Clinopodium suaveolens (Sm.) Kuntze
  • Clinopodium suborbiculare (Alain) Greuter & R.Rankin
  • Clinopodium syriacum Melnikov
  • Clinopodium tauricola (P.H.Davis) Govaerts
  • Clinopodium taxifolium (Kunth) Govaerts
  • Clinopodium taygeteum (P.H.Davis) Bräuchler
  • Clinopodium tenellum (Epling) Harley
  • Clinopodium tomentosum (Kunth) Govaerts
  • Clinopodium trapezuntinum Melnikov
  • Clinopodium troodi (Post) Govaerts
  • Clinopodium uhligii (Gürke) Ryding
  • Clinopodium umbrosum (M.Bieb.) Kuntze
  • Clinopodium vanum (Epling) Harley & A.Granda
  • Clinopodium vardarense (Šilic) Govaerts
  • Clinopodium vargasii (Epling & Mathias) Govaerts
  • Clinopodium vernayanum (Brenan) Ryding
  • Clinopodium vimineum (L.) Kuntze
  • Clinopodium vulgare L.
  • Clinopodium wardii (C.Marquand & Airy Shaw) Bräuchler
  • Clinopodium weberbaueri (Mansf.) Govaerts
  • Clinopodium woronowii Melnikov
  • Clinopodium wulinianum S.S.Ying
  • Clinopodium wutaianum S.S.Ying
  • Clinopodium xiangyangense S.S.Ying

Ibridi

Sono stati descritti i seguenti ibridi interspecifici (o nothospecie):[1]

  • Clinopodium × alboviride (Faure & Maire) Melnikov (C. candidissimum × C. menthifolium subsp. ascendens)
  • Clinopodium × cadevallii (Sennen) Starm. (C. menthifolium subsp. ascendens × C. vulgare)
  • Clinopodium × conillii (Sennen) Starm. (C. menthifolium subsp. ascendens × C. nepeta)
  • Clinopodium × hostii (Caruel) Bräuchler (C. album × C. nepeta)
  • Clinopodium × mixtum (Ausserd. ex Heinr.Braun & Sennholz) Starm. (C. acinos × C. alpinum)
  • Clinopodium × pillichianum (J.Wagner) Govaerts (C. nepeta subsp. glandulosum × C. vulgare)

Specie della flora italiana

Per meglio comprendere ed individuare le varie specie del genere (solamente per le specie spontanee della flora italiana) l’elenco seguente utilizza in parte il sistema delle chiavi analitiche (vengono cioè indicate solamente quelle caratteristiche utili a distingue una specie dall'altra).[7][16][17]

  • Gruppo 1A: un ramo dello stilo è più sviluppato dell'altro;
  • Gruppo 3A: il calice è lungo 11 - 13 mm; la corolla è lunga 25 - 35 mm;
  • Gruppo 3B: il calice è lungo 3 - 10 mm; la corolla è lunga 9 - 22 mm;
  • Gruppo 4A: il calice è lungo 6 - 10 mm con i denti lunghi meno di 2 - 4 mm;
  • Gruppo 4B: il calice è lungo 3 - 7 mm con i denti lunghi meno di 1 - 2 mm;
  • Gruppo 2B: l'infiorescenza è formata da verticilli di fiori su un asse indiviso;
  • Gruppo 5A: ogni verticillo contiene 2 - 6 fiori;
  • Gruppo 6A: il ciclo biologico delle piante è perenne; la corolla è lunga 10 - 20 mm ed è maggiore delle foglie ascellanti;
  • Gruppo 7A: la superficie del calice è ricoperta da peli diritti lunghi 0,6 - 0,8 mm; i denti del labbro superiore del calice sono lunghi 1 - 2 mm; la corolla è lunga 12 - 20 mm;
  • Clinopodium alpinum (L.) Kuntze (Acinos alpinus nella "Flora d'Italia" di Pignatti) - Acino alpino: le foglie maggiori hanno la lamina 1,2 - 1,5 volte più lunga che larga; l'altezza varia tra 5 - 30 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è camefita suffruticosa (Ch suffr); il tipo corologico è Orofita - Sud Europeo; l'habitat tipico sono i pascoli alpini e subalpini e i suoli ciottolosi; è una specie comune; la distribuzione sul territorio italiano è completa fino ad una altitudine compresa tra 1000 e 2600 m s.l.m..
  • Clinopodium suaveolens (Sm.) Kuntze (Acinos suaveolens nella "Flora d'Italia" di Pignatti) - Acino pugliese: le foglie maggiori hanno la lamina 2 - 3,5 volte più lunga che larga; l'altezza varia tra 1 - 3 dm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è camefita suffruticosa (Ch suffr); il tipo corologico è Nord Est Mediterraneo; l'habitat tipico sono i prati aridi; è una specie rara; la distribuzione sul territorio italiano è relativa alla Puglia e Basilicata fino ad una altitudine di 600 m s.l.m..
  • Gruppo 7B: la superficie del calice è ricoperta da peli ricurvi a uncino lunghi 0,2 - 0,3 mm; i denti del labbro superiore del calice sono lunghi 0,5 - 1 mm; la corolla è lunga 10 - 12 mm;
  • Clinopodium alpinum (L.) Kuntze - Acino alpino: sinonimo Acinos granatensis subsp. aetnensis (Strobl) Pignatti (vedi Gruppo 6A)
  • Gruppo 6B: il ciclo biologico delle piante è annuo (o perenne a ciclo breve); la corolla è lunga 7 - 10 mm;
  • Clinopodium acinos (L.) Kuntze (Acinos arvensis nella "Flora d'Italia" di Pignatti) - Acino annuale: le foglie maggiori hanno la lamina 1,5 - 2,5 volte più lunga che larga; l'altezza varia tra 2 - 3 dm; il ciclo biologico è perenne; terofita scaposa (T scap); il tipo corologico è Euri-Mediterraneoo; l'habitat tipico sono i pascoli aridi su substrato calcareo; è una specie rara; la distribuzione sul territorio italiano è completa fino ad una altitudine di 1300 m s.l.m..
  • Clinopodium suaveolens (Sm.) Kuntze subsp. rotundifolium (Pers.) Govaerts (Acinos rotundifolius nella "Flora d'Italia" di Pignatti) - Acino rotondifoglio: le foglie maggiori hanno la lamina 1,1 - 1,5 volte più lunga che larga; l'altezza varia tra 2 - 3 dm; il ciclo biologico è perenne; terofita scaposa (T scap); il tipo corologico è Nord Est Mediterraneoo; l'habitat tipico sono i pascoli; è una specie rara; la distribuzione sul territorio italiano è relativa al Lazio e Abruzzo fino ad una altitudine compresa tra 500 di 1200 m s.l.m..
  • Gruppo 5B: ogni verticillo contiene 10 - 20 fiori;
  • Gruppo 1B: i due rami dello stilo sono più o meno uguali;
  • Clinopodium × hostii (Caruel) Bräuchler (Micromeria thymifolia nella "Flora d'Italia" di Pignatti) - Issopo del Carso: la superficie del calice è percorsa da 13 - 15 nervature longitudinali; l'altezza varia tra 15 - 30 cm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è camefita suffruticosa (Ch suffr); il tipo corologico è Endemico - Illirico; l'habitat tipico sono le rupi soleggiate e le pietraie (su substrato calcareo); è una specie rara; la distribuzione sul territorio italiano è relativa al Carso Triestino e alle Prealpi Friulane fino ad una altitudine compresa tra 100 e 900 m s.l.m..
  • Clinopodium serpyllifolium (M. Bieb.) Kuntze (Micromeria fruticosa nella "Flora d'Italia" di Pignatti) - Issopo garganico: la superficie del calice è percorsa da 10 nervature longitudinali; l'altezza varia tra 3 - 6 dm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è camefita fruticosa (Ch frut); il tipo corologico è Steno-Mediterraneo; l'habitat tipico sono le rupi calcaree; è una specie rara; la distribuzione sul territorio italiano è relativa al Gargano.

Sinonimi

L'elenco seguente indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:[16]

  • Acinos Mill.
  • Antonina Vved.
  • Bancroftia R. K. Porter, nom. illeg.
  • Calamintha Mill.
  • Ceratominthe Briq.
  • Diodeilis Raf.
  • Faucibarba Dulac
  • Gardoquia Ruiz & Pav.
  • Nostelis Raf.
  • Oreosphacus Phil.
  • Rafinesquia Raf.
  • Rizoa Cav.

Alcune specie

Note

  1. 1 2 3 (EN) Clinopodium, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 19 gennaio 2026.
  2. ↑ David Gledhill 2008, pag. 111.
  3. ↑ (EN) Clinopodium, su The International Plant Names Index. URL consultato il 19 gennaio 2026.
  4. ↑ (LA) BHL - Biodiversity Heritage Library, su biodiversitylibrary.org. URL consultato il 1º novembre 2016.
  5. 1 2 Kadereit 2004, pag. 241.
  6. 1 2 3 Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 7 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  7. 1 2 Pignatti 1982, vol. 2, pag. 482.
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Bibliografia

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