Communist Mutants from Space

Communist Mutants from Space
videogioco
PiattaformaAtari 2600
Data di pubblicazioneMondo/non specificato agosto 1982[1]
GenereSparatutto a schermata fissa
TemaFantascienza
OrigineStati Uniti
SviluppoStarpath
PubblicazioneStarpath
DesignStephen H. Landrum[2]
Modalità di giocoGiocatore singolo, multigiocatore
Periferiche di input2600 Controller
SupportoCassetta
Requisiti di sistemaSupercharger

Communist Mutants from Space è un videogioco sparatutto a schermata fissa per Atari 2600, sviluppato e pubblicato dalla Starpath nel 1982. Come tutti i titoli della software house statunitense, per poter essere giocato c'è bisogno unicamente della periferica Supercharger.

Trama

Gli alieni provenienti dal pianeta comunista di Rooskee stanno invadendo pianeti pacifici e democratici, trasformando i loro abitanti in "Mutanti Comunisti". I loro eserciti sono controllati dalla Creatura Madre, uno strano alieno impazzito a causa della vodka irradiata.

Modalità di gioco

Il gameplay di Communist Mutants from Space è simile a quello di Galaxian. Ogni nuova partita inizia con diverse uova mutanti che appaiono sopra il cannone anti-mutante del giocatore, con la Creatura Madre che aleggia sopra la formazione di uova. Le uova si trasformeranno in Mutanti, che caricheranno verso il fondo dello schermo sparando al cannone del giocatore. La Creatura Madre deporrà uova finché non verrà distrutta.

Man mano che vengono eliminate ondate di Mutanti, questi si muoveranno più velocemente, spareranno più spesso e anche le Bombe Mutanti cadranno più velocemente. Ogni volta che il cannone di un giocatore viene colpito da un Mutante, da una Bomba Mutante o da un colpo sparato da un Mutante, perderà un cannone e la sessione terminerà quando non ci saranno più cannoni di riserva. Il giocatore guadagna un cannone extra a ogni schermata, insieme a un bonus per ogni ondata superata.

Note

  1. ↑ (EN) Atari VCS game releases dates, su atariarchive.org. URL consultato il 31 maggio 2023.
  2. ↑ (EN) James Hague, The Giant List of Classic Game Programmers, su dadgum.com.

Bibliografia

Collegamenti esterni