Coniglio maledetto
| Coniglio maledetto | |
|---|---|
| Titolo originale | 저주 토끼 / Chŏju t'okki |
| Autore | Bora Chung |
| 1ª ed. originale | 2017 |
| 1ª ed. italiana | 2024 |
| Genere | Raccolta di racconti |
| Sottogenere | orrore, fantascienza, fantasy |
| Lingua originale | coreano |
| Ambientazione | Corea, Polonia |
Coniglio maledetto (저주 토끼 ?) è una raccolta di dieci racconti della scrittrice sudcoreana Bora Chung pubblicata nel 2017. I racconti esplorano temi di violenza, alienazione e ingiustizia sociale attraverso una lente fantastica e grottesca, mescolando generi diversi, tra cui fiabe dark, horror, fantasy mitologico, fantascienza e realismo magico.[1]
Tradotto in diciassette lingue, Coniglio maledetto è stato pubblicato in Italia nel 2024 dalla casa editrice La Tartaruga, nella traduzione di Andrea De Benedittis.[2][3]
Nel 2022 il libro è risultato finalista all'International Booker Prize.[1][4] Nel settembre 2023 la traduzione inglese Cursed Bunny, a cura di Anton Hur, è stata inclusa tra le candidature del National Book Award for Translated Literature ed elogiata "per aver offerto un ritratto agghiacciante delle paure e delle pressioni latenti della vita quotidiana attraverso una miscela unica di horror, fantasy e fantascienza".[5][6][7]
Racconti
La raccolta comprende dieci racconti, diversi per ambientazione e genere.
- Coniglio maledetto. Una lampada a forma di coniglio agisce come feticcio maledetto che stermina generazioni di una famiglia e il loro impero di liquori, sullo sfondo di una Corea del Sud in rapido cambiamento.
- Testa. Una donna è perseguitata da una testa generata dai suoi escrementi, che la chiama "mamma" e vive nel suo water. Nonostante i tentativi di distruggerla, la creatura continua a riapparire, accompagnando la protagonista nelle diverse fasi della sua vita. I familiari, messi al corrente, minimizzano la sua presenza e la invitano a ignorarla. Il racconto è stato interpretato come rappresentazione dell'emarginazione delle donne, le cui voci restano inascoltate, come riflessione delle inquietudini legate all'invecchiamento e come critica della pressione sociale verso un ideale di “perfezione femminile” costruito sul rifiuto di quelle parti fisiche e simboliche che suscitano disgusto o vergogna.[8][9][10][11]
- Le dita fredde. Una giovane donna intrappolata in un'auto che affonda nel fango viene guidata e interrogata sull'accaduto da misteriose dita e da una voce appartenenti a un’entità sconosciuta.
- Mestruo. Una donna single rimane inspiegabilmente incinta dopo una lunga cura a base di anticoncezionali, senza avere avuto rapporti sessuali. Il medico, colpevolizzandola, la avverte che se non troverà un padre per il bambino subirà gravi conseguenze. Il racconto, ispirato ad un’esperienza personale dell’autrice, mette in luce l'assurdità delle norme e delle aspettative sociali imposte alle donne, la pervasività del controllo sul loro corpo, e riprende il tema della "maternità mostruosa" già affrontato in Testa.[12]
- Addio, amore mio. Nell'unico racconto di fantascienza della raccolta, il narratore o la narratrice[13] rievoca la sua relazione sentimentale con un "androide di compagnia" destinato a essere smantellato, riflettendo sul confine tra umano e artificiale, amore e alienazione.
- La tagliola. Una volpe che sanguina oro viene imprigionata da un mercante avido che la ferisce ripetutamente per arricchirsi, anteponendo i propri guadagni anche al benessere dei figli. Il racconto ribalta lo schema delle fiabe in cui gli animali ricompensano chi li libera da una trappola, e richiama, secondo alcune letture, la favola di Esopo La gallina dalle uova d'oro come denuncia dell'avidità umana.[14][15]
- Cicatrici. Un bambino rapito e gettato in una caverna oscura, incatenato e torturato da un mostro invisibile simile ad un uccello, riesce a fuggire nel mondo degli uomini, dove però incontra altrettanto dolore e orrore.
- Casa, dolce casa! Una donna, dopo una lunga vita di lavoro, acquista insieme al marito un edificio fatiscente con un misterioso seminterrato.
- Il comandante del vento e della sabbia. Racconto a sfondo mitologico che rievoca figure eroiche e atmosfere epiche, con inversione del motivo della damigella in pericolo: in questo caso è una coraggiosa principessa a lottare per salvare il suo amato, un principe cieco.
- Incontro, riunione, nuovo incontro. Ambientato nella Polonia contemporanea, segue la relazione tra una donna coreana e il suo amante polacco, intrecciando relazioni interpersonali e memoria storica. Come in Casa, dolce casa!, gli spiriti dei morti fungono da richiamo a un passato tragico e al tempo stesso offrono conforto alle protagoniste.
Genesi dei racconti
I racconti sono stati scritti in momenti diversi della vita dell'autrice. Testa, composto per un concorso scolastico, vinse lo Yonsei Literature Prize nel 1998.[16] Il racconto che dà il titolo al libro, Coniglio maledetto, nacque invece da un progetto della rivista coreana Mirror, che invitava gli autori a scrivere racconti ispirati allo zodiaco asiatico. Chung scelse il coniglio, tradizionalmente simbolo di tenerezza, trasformandolo in una figura inquietante.[1]
Chung ha dichiarato di essersi ispirata a fonti diverse e complementari per creare i suoi racconti. Alcune storie derivano da esperienze personali. Mestruo, ad esempio, prende spunto da un problema ginecologico di cui soffrì l'autrice in un periodo della sua vita: in quell’occasione la madre le intimò di non recarsi dal medico perché non era sposata, un divieto da lei definito "molto coreano", indicativo del controllo esercitato sul corpo delle donne e del giudizio sociale legato alla condizione coniugale. Chung ha sottolineato come la stessa cultura patriarcale alimenti lo stigma verso le ragazze madri in Corea del Sud, dove nei certificati di nascita è obbligatorio specificare se i genitori siano sposati o meno.[5][15]
Altri racconti si rifanno alla tradizione delle fiabe e alla narrativa europea, studiata dall'autrice per affinare le tecniche di costruzione della trama, successivamente adottate al contesto coreano, oltre ai miti e alle leggende nazionali.[17] Figure femminili forti e combattive si ispirano, ad esempio, a testi storici medievali come la Cronaca degli anni passati o al Samguk sagi (삼국사기, 三國史記; lett.: Cronache dei Tre Regni).[5][6]
Spunti provengono anche dalla cronaca e dagli scandali della società coreana. Cicatrici e Coniglio maledetto si rifanno ad episodi di abusi, frodi assicurative e tragedie economiche riportati dai media. In particolare, Chung ha dichiarato che Coniglio maledetto è nato da un servizio giornalistico su una fabbrica di ravioli, costretta a chiudere a causa delle maldicenze di un concorrente, cui seguirono il fallimento dell’azienda e il suicidio del proprietario.[8]
Temi e stile
Chung ha descritto i propri racconti come ispirati alle fiabe europee, adattate alla realtà coreana. La critica ha individuato nella raccolta diversi motivi ricorrenti: la vendetta, evidente nel racconto che dà titolo al libro; la "malvagità degli oggetti inanimati", secondo la definizione dello scrittore britannico M. R. James; la ricomparsa di presenze inquietanti o di elementi perturbanti, di cui è esempio il racconto La testa; le conseguenze distruttive dell'avidità umana, centrali in Coniglio maledetto, Trappole e Casa, dolce casa![18][19][20]
I racconti di Chung spaziano tra generi differenti. Alcuni, come La testa e Mestruo, ricadono nell’horror e nel body horror, combinando elementi grotteschi e surreali con riflessioni sociali. Goodbye, My Love si colloca invece nel filone della fantascienza, esplorando il rapporto tra umano e artificiale attraverso un androide di compagnia, in continuità con l’interesse contemporaneo della narrativa sci-fi coreana, rappresentata anche dall’autrice Kim Bo-young.[21] Altri racconti, come La tagliola e Il comandante del vento e della sabbia, presentano atmosfere fiabesche o fantasy, mentre Le dita fredde e Incontro, riunione, nuovo incontro adottano tonalità più oscure e soprannaturali.[22]
In Coniglio maledetto Chung utilizza il perturbante come dispositivo narrativo per trasformare elementi quotidiani in fonti di angoscia e disorientamento. Le storie combinano colpi di scena inquietanti, horror, grottesco e fantastico con la critica alle ingiustizie sociali, alle pressioni culturali e alle disuguaglianze di genere.[23][12] In Mestruo, ad esempio, una gravidanza inspiegabile diventa pretesto per mettere in scena i pregiudizi legati al matrimonio e alla maternità; altri racconti affrontano temi come la disuguaglianza, l’alienazione e la pressione esercitata da stereotipi e ruoli di genere.[5] Sete di denaro, tecnologie, traumi intergenerazionali, stereotipi sociali e pressioni culturali intervengono sui corpi delle donne e sui destini delle famiglie e dei bambini. In Cicatrici, le dinamiche familiari e la brutalità degli adulti ricadono su un bambino rapito, emblema dell’innocenza sacrificata.[24]
Lo stile, conciso e preciso, privilegia la costruzione di atmosfere claustrofobiche o surreali, più che all’approfondimento psicologico dei personaggi.[23]
Edizioni
- Bora Chung, Coniglio maledetto, traduzione di Andrea De Benedittis, Milano, La Tartaruga, 2024, ISBN 978-88-94814-95-8.
Note
- 1 2 3 (EN) Cursed Bunny, su thebookerprizes.com, 15 luglio 2022. URL consultato il 18 agosto 2025.
- ↑ (KO, EN) 저주 토끼 [Coniglio maledetto], su library.ltikorea.or.kr. URL consultato il 20 agosto 2025.
- ↑ Bora Chung, Coniglio maledetto, traduzione di Andrea De Benedittis, Milano, La Tartaruga, 2024, OCLC 978-88-94814-95-8.
- ↑ (EN) Lucy Knight, International Booker prize shortlist delivers ‘awe and exhilaration’, su theguardian.com, 7 aprile 2022. URL consultato il 20 agosto 2025.
- 1 2 3 4 (EN) Ayesha Rascoe, Bora Chung on her collection of short stories 'Cursed Bunny', su npr.org, 11 dicembre 2022. URL consultato il 18 agosto 2025.
- 1 2 (EN) Exploring Constant Day-to-Day Jitters, su koreana.or.kr. URL consultato il 20 agosto 2025.
- ↑ (EN) Cursed Bunny. Finalist, National Book Awards 2023 for Translated Literature, su nationalbook.org. URL consultato il 18 agosto 2025.
- 1 2 (EN) Louisa Ermelino, Things That Go Bump, in Publishers Weekly, vol. 269, n. 33, 8 agosto 2022.
- ↑ (EN) Ian MacAllen, Greed and Other Monsters in “Cursed Bunny”, su chireviewofbooks.com, 9 dicembre 2022. URL consultato il 20 agosto 2025.
- ↑ (EN) Fi Churchman, Cautionary Tales of Capitalism: Bora Chung’s ‘Cursed Bunny’ – Review, su artreview.com, 2 agosto 2022. URL consultato il 20 agosto 2025.
- ↑ Yağmur Kızılay ha letto il racconto di Chung come il trionfo del concetto di "abject" elaborato da Julia Kristeva, vedendo nella testa ciò che viene espulso dall’ordine simbolico e sociale - fluidi corporei, escrementi, residui organici - perché percepito come impuro, minaccioso per l’identità e la coesione del soggetto. Le parti abiette (gli scarti corporei della protagonista che ritornano in forma umana) rappresentano gli elementi rimossi e respinti, che riaffiorano per mettere in crisi l’ideale di perfezione femminile imposto dalle norme culturali. Cfr.: (EN) Yağmur Kizilay, The Triumph of the Abject: A Kristevan Analysis of Bora Chung's 'The Head', in DTCF Dergisi, vol. 63, n. 2, 2023, pp. 1179-1207.
- 1 2 (EN) Corrine Watson, Folklore with a Chilling Bite: Generational Trauma and the Pitfalls of Greed in Bora Chung's Cursed Bunny, su westtradereview.com, 6 dicembre 2022. URL consultato il 20 agosto 2025.
- ↑ Nella versione originale il genere della voce narrante non è specificato, sia perché nella lingua coreana i pronomi personali non hanno distinzione di genere grammaticale, sia per scelta stilistica dell'autrice, che ne ha volutamente lasciato ambigua l'identità. Nella traduzione inglese Anton Hur ha mantenuto questa indeterminatezza per la voce narrante, mentre ha attribuito un genere femminile al robot Model 1, scelta che ha sorpreso l’autrice e che ha aggiunto una sfumatura queer alla lettura del racconto. Diversamente, nella traduzione italiana la voce narrante ha assunto il genere maschile. Cfr.: (EN) The National Book Award Interviews: Anton Hur and Bora Chung, su wordswithoutborders.org, 2 ottobre 2023. URL consultato il 20 agosto 2025.
- ↑ (EN) Charles La Shure, Cursed Bunny, in Koreana, vol. 36, n. 2, 2022, p. 76.
- 1 2 (EN) Mahvesh Murad, Strange, Surreal, and Sometimes Shocking: Cursed Bunny by Bora Chung, Translated by Anton Hur, su reactormag.com, 6 dicembre 2022. URL consultato il 20 agosto 2025.
- ↑ (EN) Bora Chung (Jeong Bo-ra), su library.ltikorea.or.kr. URL consultato il 14 agosto 2025.
- ↑ (EN) The National Book Award Interviews: Anton Hur and Bora Chung, su wordswithoutborders.org, 2 ottobre 2023. URL consultato il 17 agosto 2025.
- ↑ (KO) 정보라 소설집 <아주 보통의 결혼> [밀리 오리지널 에디션] 리뷰 [Recensione della raccolta di racconti "Un matrimonio molto ordinario"], su arzak.tistory.com, 9 giugno 2021. URL consultato il 18 agosto 2025.
- ↑ (EN) Michelle Johnson, 8 Questions for Bora Chung, in World Literature Today, vol. 98, n. 2, 2024, pp. 24-25.
- ↑ (EN) Rhona Feng, 'Your Utopia' considers surveillance and the perils of advanced technology, su npr.org, 30 gennaio 2024. URL consultato il 18 agosto 2025.
- ↑ (EN) Reimagining the Universe: South Korean Science Fiction Writers in Conversation, su kaya.com. URL consultato il 22 agosto 2025.
- ↑ (EN) Joel Getter, ‘Cursed Bunny’ by Bora Chung (Review), su iwouldratherbereadingblog.wordpress.com, 16 aprile 2024. URL consultato il 22 agosto 2025.
- 1 2 (EN) Anil Menon, Body doubles: Review of ‘Cursed Bunny’ by Bora Chung, su frontline.thehindu.com, 4 maggio 2023. URL consultato il 19 agosto 2025.
- ↑ (EN) Cursed bunny [Review], in Kirkus Reviews, vol. 90, n. 20, 15 ottobre 2022.
Voci correlate
Collegamenti esterni
- (EN) Edizioni e traduzioni di Coniglio maledetto, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Edizioni di Coniglio maledetto, su Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff.
- (EN) Coniglio maledetto, su Goodreads.
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