Cucina trapper

Un esempio di cucina trapper

La cucina trapper (o trappeur) è un metodo di cucina essenziale e semplice utilizzato solitamente quando ci si trova all'aperto e non si hanno a disposizione né utensili da cucina né fornelli. Si basa sulla cottura del cibo sulla brace, sfruttando oltre al coltello solamente utensili ricavati da ciò che offre la natura:[1] rami, pietre, fogliame, ecc.

Storia

Tale metodo di cucina prende il nome dai trapper, esploratori nordamericani del XVIII e XIX secolo, che dovendo viaggiare con bagagli leggeri, portavano con sé pochi utensili e quindi, per cucinare all’occorrenza, dovevano farseli da ciò che la natura offriva loro.[2]

Oggi tale tecnica viene utilizzata dagli scout (principalmente nell'età del reparto) nelle loro uscite.[3][4]

Fuoco

Per evitare di bruciare il cibo o di cuocerlo solo all'esterno, quest'ultimo va cotto non sulla fiamma bensì in mezzo alle braci[5] (per le quali sarebbe opportuno utilizzare legna grossa, che si consuma più lentamente).

Il fuoco dev'essere chiuso da grosse pietre, che oltre a delimitarlo hanno la funzione di riflettere il calore e di poterci appoggiare ciò che viene usato per cucinare. Per tale scopo possono essere usati anche dei pezzi di legno posti intorno al fuoco o tegole.

Utensili naturali

Saper riconoscere le piante da cui ricavare gli utensili è una competenza fondamentale per evitare di usare legni protetti o tossici.

  • Bastoncino: un ramo di legno verde (altrimenti potrebbe prendere fuoco), robusto e lungo abbastanza da permettere la sua gestione senza pericolo di scottature; va appuntito per poter infilzare al meglio il cibo e scorticato nella parte che sarà a contatto con la brace, mentre la corteccia può essere lasciata nell'impugnatura per una presa più salda.
  • Spiedo: più lungo e più robusto del bastoncino, lo si utilizza fondamentalmente per due scopi: la cottura di grossi pezzi di cibo infilzati in esso (in tal caso necessita quindi di essere appuntito) o per sostenere dei bastoncini uncinati. Va fissato su due forcelle (rami biforcati) in modo che stia a una certa distanza dalle braci.
  • Forcella: è utile come sostegno di bastoncini e spiedi, nonché per creare griglie o utensili più complessi.
  • Piastra: sottile pietra piatta, che può essere posta ad una distanza minima direttamente sulla fiamma viva, ma bisogna fare attenzione alla tipologia della pietra che a contatto con il calore potrebbe esplodere lanciando schegge nelle vicinanze

Benché il suo uso sia molto diffuso, non è ovviamente un utensile naturale la carta alluminio.

Ricette

Gli ingredienti usati tipicamente per la cucina trapper sono carne, il pesce, uova, e alcuni tipi di verdura, frutta e formaggi.[1]

Le ricette più diffuse sono:

Note

  1. 1 2 Cucina trappeur… spiedi, spiedini e spiedoni, su scout.fse.it, Scout d'Europa - FSE, 18 marzo 2017.
  2. ↑ leonardosalvini, TECNICHE DI CUCINA TRAPPER, su Cucinare a Fuoco Vivo, 18 agosto 2016. URL consultato il 19 aprile 2026.
  3. ↑ La trapper - Agesci Monastier1, su gruppi.agesci.it, 20 Febbraio 2020. URL consultato il 19 aprile 2026.
  4. ↑ Roberto Rovelli, Manuale del Trapper - Tecniche per vivere all'aria aperta (PDF), pp. 66-78.
  5. ↑ Lido Vannucchi, La Griglia di Varrone e la storia della cucina Trapper | Ultime notizie, su reportergourmet.com, 3 marzo 2014. URL consultato il 19 aprile 2026.

Bibliografia

  • Attilio Grieco, Tutto Scout, Casale Monferrato, Edizioni PIEMME, 1996, pp. 246-253.
  • Andrea Mercanti, Manuale del trapper, Longanesi & Co., 1977.

Voci correlate

Collegamenti esterni