Distretto di Gallarate
| Distretto di Gallarate | |||||
|---|---|---|---|---|---|
| Informazioni generali | |||||
| Capoluogo | Gallarate 3345 abitanti (1805) | ||||
| Dipendente da | Dipartimento del Verbano Dipartimento d'Olona (dal 1798) | ||||
| Suddiviso in | 18 comuni (43 dal 1798) | ||||
| Amministrazione | |||||
| Forma amministrativa | Distretto | ||||
| Organi deliberativi | Municipalità | ||||
| Evoluzione storica | |||||
| Inizio | 1797 | ||||
| Causa | Invasione napoleonica | ||||
| Fine | 1801 | ||||
| Causa | Proclamazione della Repubblica Italiana | ||||
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Il distretto di Gallarate era il nome di un distretto ideato dal governo giacobino della Repubblica Cisalpina nel dipartimento del Verbano, e nel dipartimento d'Olona dopo il colpo di Stato del 1798.
Storia
La Costituzione della Repubblica Cisalpina progettò un nuovo ordinamento degli enti locali lombardi, partendo dal presupposto di una nuova geografia basata su una razionalizzazione illuministica anziché sul retaggio di secoli di storia. La funzione dei distretti, che andavano a sostituire l'istituto plurisecolare della pieve, sarebbe divenuto quello di svolgere le più alte funzioni municipali nelle aree di notevole parcellizzazione comunale.[1]
Nell'area nordoccidentale milanese, l'antichissima pieve di Gallarate fu lasciata praticamente invariata, salvo proprio il capoluogo e il borgo da sempre autonomo di Busto Arsizio che, a tenore della Costituzione, per la loro ingente popolazione facevano distretti a sé stanti, ma venne riportata sotto Varese riproponendo l'innovativa riforma di Giuseppe II di pochi anni prima. Il distretto venne classificato col numero 13.[2]
Definito dalla legge 6 germinale anno VI, l'ente non riuscì ad avere una vera applicazione fino al colpo di Stato militare che rovesciò il primo governo giacobino sostituendolo con uno più finalizzato ad ottenere risparmi per la guerra. Il distretto di Gallarate, riportato sotto Milano sempre col numero 13, fu smoderatamente ampliato inglobando quella che era stata la pieve di Somma, con la sola eccezione di Corgeno, per un totale di 24.000 abitanti.
Dopo un solo anno l'invasione austriaca travolse comunque tutto ristabilendo in pieno comuni e vecchie pievi. Anche quando l’anno successivo, il 1800, prontamente tornarono i francesi, si preferì a questo punto mantenere provvisoriamente le autorità locali in essere fino a che nel 1801 questo livello amministrativo venne definitivamente superato a favore dei cantoni.
Territorio
I comuni inizialmente ricompresi furono quasi gli stessi della pieve salvo i due borghi maggiori.
Dopo il golpe l’elenco fu: Gallarate, Albizzate, Arnate, Besnate, Bolladello, Cajello, Cardano, Cassano Magnago, Cassina Verghera, Cedrate, Crenna, Ferno, Jerago, Oggiona con S. Stefano, Orago con Cavaria, Peveranza, Premezzo, Lonate Pozzolo, Samarate con Costa, Solbiate, Albusciago, Arsago, Caidate, Casale con Bernate Inarzo e Tordera, Casorate, Castelnovate, Cimbro, Crugnola, Cuvirone, Gola Secca, Menzago, Mezzana, Montonate, Mornago, Quinzano, S. Pancrazio, Sesona, Sumirago, Vergiate, Villa Dosia, Vinago, Vizzola, Somma con Cassina Coarezza.
Note
- ↑ Distretti cisalpini giacobini, su lombardiabeniculturali.it.
- ↑ Distretto di Gallarate, su lombardiabeniculturali.it.
Bibliografia
- Costituzione della Repubblica Cisalpina dell'anno V
- Costituzione della Repubblica Cisalpina dell'anno VI