Domenico Maggion

Domenico Maggion (1730 – Postioma, 8 aprile 1800) è stato un presbitero italiano, arciprete di Postioma, oggi frazione del comune di Paese, in provincia di Treviso. È noto per aver promosso la costruzione della Chiesa vecchia di San Giorgio Martire, uno degli edifici settecenteschi dal più alto valore storico e artistico a livello regionale in Veneto, e altre opere edilizie religiose realizzate nel territorio nella seconda metà del Settecento.

Biografia

Origini

Sulla vita di Domenico Maggion si hanno informazioni limitate: le poche disponibili sono desunte dal suo testamento e dall'atto di sepoltura. Di certo è dato sapere che nacque nel 1730, da famiglia probabilmente non povera data la disponibilità di denaro che dimostrerà di avere per la costruzione della canonica. Suo padre si chiamava Giuseppe e aveva quattro sorelle e un fratello. Prese l'incarico del predecessore Bernardino Zanetti.[1][2]

Arciprete di Postioma

Maggion guidò la parrocchia di Postioma dal 1762, durante un periodo di grandi trasformazioni per il territorio veneto, compreso tra la fase finale della Repubblica di Venezia e l’occupazione napoleonica. Si trovò inoltre ad affrontare epidemie di pellagra, scorbuto (1778) e vaiolo (1776).[1]

Fin dal primo giorno si rivelò abile a livello imprenditoriale e sentiva un forte dovere morale nel trasmettere ai posteri ciò che avviene nell'epoca in cui si vive: per questo motivo, nei registri parrocchiali troviamo moltissime delle sue annotazioni di varia natura, che riguardano fatti politici, militari, religiosi e metereologici riguardanti la città di Postioma e villaggi circostanti.[2]

Morte

Domenico Maggion morì l'8 aprile 1800 a causa di una febbre, all'età di 70 anni, nonostante gli svariati tentativi di cura provati dall'eccellente medico G. Battista Marzari. Fu sepolto ai piedi dell'altare maggiore all'interno della chiesa vecchia: scelta dettata nel suo testamento ma alquanto singolare, essendo infatti fino a quel momento tutti i parroci e cappellani sepolti dinanzi i due altari laterali.[3]

Di seguito la trascrizione dell'atto di sepoltura: "Il giorno 10 Aprile 1800, Il reverendissimo Signor Domenico Maggioni di Giuseppe fu Arciprete di questa chiesa, di circa 70 anni, preso da febbre infiammatoria, morì dopo 24 giorni di malattia nella notte scorsa alle 5. L’eccellente Marzario lo seppellì questa mattina ai piedi dell’altare maggiore, ottenuti i permessi (dell’ufficio ndr.) di Sanità e della sede ndr.) Episcopale, alla presenza dei reverendissimi Signori Francesco Milano Economo, Liberale Condotta, Giovanni Barbante e Matteo Milani."[2]

Il rito funebre fu celebrato dal suo successore Giuseppe Monico.[2]

Attività pastorale ed edilizia

La Chiesa di San Giorgio Martire

Su iniziativa di Maggion, tra il 1776 e il 1778 iniziarono i lavori per una nuova chiesa parrocchiale, destinata a sostituire l’antica chiesa medievale dedicata a San Vito. La nuova chiesa, dedicata a San Giorgio Martire, vide il completamento delle strutture principali nel 1791 e della facciata nel 1795.[1][4]

La costruzione fu preceduta da una disputa tra l’arciprete e la nobile famiglia degli Emo: gli Emo proponevano di ampliare l’antica chiesa, mentre Maggion sosteneva un progetto completamente nuovo. La controversia si risolse nell’agosto 1777 con un compromesso, e i lavori furono affidati ai fratelli capomastri Pietro e Giovanni Piotto, sotto la supervisione dell’arcivescovo di Treviso Paolo Francesco Giustinian, uomo di fiducia di papa Benedetto XIV[1]

Il campanile

Nel 1765, durante l’arcipretato di Maggion, fu completato il campanile parrocchiale, caratterizzato da una copertura a cupola. Alcune interpretazioni storiografiche suggeriscono un’influenza culturale dell’Europa centrale, in particolare dell’Impero asburgico, poiché Maggion nutriva simpatie per la dinastia regnante d’Austria.[1]

La canonica

Tra il 1780 e il 1781, Maggion promosse la costruzione della canonica parrocchiale, destinata a residenza dell’arciprete e sede delle attività amministrative. L’edificio, tuttora esistente, conserva una lapide commemorativa che ricorda l’ultimazione dei lavori nel 1781, testimoniando l’attività edilizia dell’arciprete.[5]

Domenico Maggion, che era solito annotare ogni dettaglio inerente le sue attività, scrisse così in merito all'erezione della canonica: "In quest'anno (1780) il dì 17 maggio si è dato principio alla fondazione della nuova Canonica eretta interamente a mie spese; il dì 30 settembre si è dato termine alla nuova Canonica riguardo alle muraglie, e coperto e il dì 31 luglio 1781 è stata terminata affatto la stabilitura esterna ed interna riguardo a riguardo ai muratori, Marangoni e Terraser; nell'ottobre dell'anno presente (1781) sono venuto ad abitar la nuova Canonica fatta a mie spese"[3]

Contesto storico

Durante l’arcipretato di Maggion, Postioma fu interessata dagli eventi legati alla caduta della Repubblica di Venezia. Nel 1797, con il passaggio delle truppe napoleoniche, i registri parrocchiali documentano requisizioni e disagi per la popolazione locale.[5]

Il parroco Maggion puntigliosamente annotava le devastazioni procurate dalle truppe francesi nei giorni in cui fecero sosta nella località, che al tempo contava circa 500 abitanti, a confronto della presenza di 14.000 soldati.[5]

Memoria

La figura di Domenico Maggion è ricordata principalmente in relazione alle opere edilizie religiose da lui promosse. Non risultano intitolazioni civili a suo nome; tuttavia la chiesa parrocchiale di San Giorgio Martire, il campanile e la canonica costituiscono un lascito architettonico duraturo della sua attività pastorale.

Ordinò nel suo testamento che, a seguito della sua dipartita, 1800 denari provenienti dal suo deposito presso il Monte di Pietà di Treviso venissero impiegati per la celebrazione di matrimoni nella provincia.[3]

Note

  1. 1 2 3 4 5 Proloco Postioma, 1997
  2. 1 2 3 4 Storia di una bellezza ritrovata. La chiesa settecentesca di Postioma, Associazione Pro Loco di Postioma, 2017.
  3. 1 2 3 Aavv., Postioma. Itinerari nella memoria storica, Associazione Pro Loco di Postioma, 1997.
  4. ↑ Pro Loco Postioma, 2017
  5. 1 2 3 La storia di Postioma, su chiesa700postioma.it.

Bibliografia

  • Aa.Vv., Postioma. Itinerari nella memoria storica, Pro Loco Postioma, 1997.
  • Aa.Vv., Storia di una bellezza ritrovata. La chiesa settecentesca di Postioma, Pro Loco Postioma, 2017.

Voci correlate

Collegamenti esterni