Duamutef

Duamutef con il corpo avvolto nelle bende e la testa di sciacallo.

Duamutef è una divinità egizia legata al rito funebre e uno dei quattro Figli di Horo. Il nome significa "colui che adora sua madre"; nel gruppo proteggeva lo stomaco del defunto, era associato all'est ed era posto sotto la protezione della dea Neith.[1]

N14G14t
f
A40
(duamutef)
Duamutef
in geroglifici

[2]

Duamutef era raffigurato soprattutto come un uomo avvolto nelle bende funerarie e con testa di sciacallo; in alcune immagini, però, tutti i Figli di Horo hanno testa umana.[3] Compariva sui vasi canopi, negli amuleti e nella decorazione delle mummie, sempre con funzione protettiva.[4]

Nome e iconografia

Nella tomba QV55 di Amonherkhepeshef, nella Valle delle Regine, Ramses III stringe la mano a Hapi, posto a sinistra; Duamutef compare a destra. Archivio fotografico del Museo Egizio di Torino (Album I 20).[5]

Tra i quattro Figli di Horo, Duamutef si distingueva per la testa di sciacallo, mentre Imsety aveva testa umana, Hapi testa di babbuino e Qebehsenuf testa di falco. Lo schema non era però invariabile: nella tomba di Ay tutti e quattro gli dèi hanno testa umana; nel Nuovo Regno le teste animali di Hapi, Duamutef e Qebehsenuf, pur frequenti, non erano obbligatorie.[3] Anche nel Medio Regno il vaso canopo affidato a Duamutef poteva presentare un coperchio umano, venendo identificato dall'iscrizione che riportava i nomi del dio e di Neith.[6]

Benché i Figli di Horo fossero spesso raffigurati insieme, Duamutef poteva comparire anche da solo nei cortei divini, sui vasi canopi, negli amuleti e nella decorazione delle mummie; era dipinto, modellato come statuetta funeraria oppure applicato alle bende, proteggendo il corpo e gli organi del defunto.[7][4]

Origini e sviluppo

Nei Testi delle piramidi di Teti e Pepi I, Duamutef è già nominato insieme a Hapi, Imsety e Qebehsenuf.[8] La formula 157 dei Testi dei sarcofagi presenta i quattro dèi come figli di Horo il Vecchio e di Iside, mentre la formula 522 definisce Duamutef figlio di Horo senza precisare quale forma del dio sia indicata; ricordandone l'omaggio a Iside e collegando il nome a tale gesto, il testo gli ordina inoltre di avvicinarsi al defunto, ricomporlo e non abbandonarlo.[9]

Non è certo se i quattro Figli di Horo siano nati come gruppo oppure siano stati riuniti dopo una fase in cui erano venerati separatamente; alcuni elementi potrebbero indicare un culto proprio di Duamutef, ma non bastano a dimostrarne l'esistenza.[10] Duamutef compare comunque soprattutto insieme agli altri tre dèi.

Funzioni protettive

Statuetta di Duamutef in cera, Terzo periodo intermedio, XXI–XXII dinastia, 1076–746 a.C., Museo Egizio, Torino (Cat. 6997).[11]

Durante la mummificazione, i quattro Figli di Horo proteggevano i vasi canopi destinati agli organi interni del defunto; a Duamutef spettava lo stomaco, sul quale continuava a vegliare anche quando non veniva deposto nel recipiente.[12] Nei Testi delle piramidi il gruppo assiste il re morto, allontanando fame e sete nel testo di Teti, procurando invece un'imbarcazione e un cammino a Pepi I; nei Testi dei sarcofagi Duamutef deve avvicinarsi al defunto, ricomporlo e restargli accanto.[13]

In alcune scene funerarie Duamutef compare accanto ad Anubi, svolgendo però un compito diverso: il primo protegge gli organi interni, il secondo è legato all'imbalsamazione del corpo.[14] Durante la XXI dinastia gli organi potevano essere bendati separatamente insieme a una statuetta del Figlio di Horo che li proteggeva, per essere poi ricollocati nel corpo; una figura di Duamutef in cera, conservata al Museo Egizio di Torino, documenta tale pratica.[11] Nel sistema dei punti cardinali, Duamutef proteggeva l'est ed era a sua volta protetto da Neith; insieme agli altri Figli di Horo difendeva il corpo e gli organi del defunto.[15]

Vasi canopi

Vaso canopo con coperchio a testa di Duamutef, pasta silicea invetriata, Nuovo Regno, XIX dinastia, circa 1295–1185 a.C., Metropolitan Museum of Art (69.75a, b).[16]

Dalla fine dell'Antico Regno, i quattro principali organi rimossi durante la mummificazione furono associati ai Figli di Horo, affidando a Duamutef la protezione dello stomaco. Nel Primo periodo intermedio si diffusero vasi con coperchi a testa umana; alla fine del Medio Regno il corredo canopo comprendeva normalmente quattro recipienti con iscrizioni rivolte ai quattro dèi e alle dee protettrici. Quando il coperchio non permetteva di riconoscere Duamutef, era dunque il testo inciso a identificarlo.[17][6]

Dalla metà della XVIII dinastia, le teste caratteristiche resero riconoscibili i tre Figli di Horo con sembianze animali, tra i quali Duamutef, comunemente raffigurato con testa di sciacallo; in un vaso del periodo ramesside, il dio compare sia sul coperchio sia nella scena dipinta sul recipiente, affiancato dal proprio nome in geroglifici.[17][16] Verso la fine del Nuovo Regno gli organi imbalsamati tornarono nel corpo della mummia; i vasi canopi continuarono tuttavia a essere deposti nelle tombe, dapprima vuoti, poi anche pieni e privi di cavità, poiché richiamavano ancora la protezione dei quattro Figli di Horo.[18]

Amuleti

Amuleto di Duamutef in legno e stucco, tra l'Epoca tarda e l'età ellenistica, 722–30 a.C., Museo Egizio, Torino (Cat. 6886).[22]

Le mummie potevano essere provviste di amuleti raffiguranti i quattro Figli di Horo, disposti su collane, cuciti alle bende oppure inseriti fra gli avvolgimenti; Duamutef compariva su manufatti in legno, stucco o pasta silicea invetriata, oltre che su lamine d'oro applicate al corredo funerario. Quando gli organi venivano ricollocati nel corpo, questi oggetti continuavano a rappresentare la protezione esercitata dai quattro dèi; destinati alle sepolture, non erano portati dai viventi.[4][22][23][24]

Note

  1. ↑ Wilfong, 2015, pp. 21, 37-38
  2. ↑ (DE) Dwꜣ-mw.t=f, su thesaurus-linguae-aegyptiae.de, Thesaurus Linguae Aegyptiae. URL consultato il 29 luglio 2026.
  3. 1 2 Wilfong, 2015, p. 41; Wilkinson, 2008, p. 3
  4. 1 2 3 Wilfong, 2015, pp. 37-41
  5. ↑ (EN) QV 55, Tomb of Amonherkhepeshef, su archiviofotografico.museoegizio.it, Archivio fotografico del Museo Egizio. URL consultato il 29 luglio 2026.
  6. 1 2 (EN) Canopic jar of princess Sithathoryunet - Duamutef, su metmuseum.org, Metropolitan Museum of Art. URL consultato il 29 luglio 2026.
  7. ↑ Wilfong, 2015, pp. 37-48; Ricerca nella collezione: Duamutef, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio. URL consultato il 29 luglio 2026.
  8. ↑ Allen, 2005, pp. 74, 172
  9. ↑ Faulkner, 1973, p. 135; Faulkner, 1977, p. 149
  10. ↑ Wilfong, 2015, p. 38
  11. 1 2 Statuina in cera di Duamutef, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio. URL consultato il 29 luglio 2026.
  12. ↑ Wilfong, 2015, p. 37
  13. ↑ Allen, 2005, pp. 74, 172; Faulkner, 1977, p. 149
  14. ↑ Wilfong, 2015, p. 45
  15. ↑ Wilfong, 2015, pp. 37-38
  16. 1 2 (EN) Canopic Jar with Head of Duamutef, su metmuseum.org, Metropolitan Museum of Art. URL consultato il 29 luglio 2026.
  17. 1 2 (EN) Aidan Dodson, Canopic Equipment: Beauty and Revelations of from Ancient Egypt, su arce.org, American Research Center in Egypt. URL consultato il 29 luglio 2026.
  18. ↑ (EN) Aidan Dodson, Canopic Equipment: Beauty and Revelations of from Ancient Egypt, su arce.org, American Research Center in Egypt. URL consultato il 29 luglio 2026.; Wilfong, 2015, p. 39
  19. ↑ (EN) Canopic jar with head of jackal (Duamutef), su metmuseum.org, Metropolitan Museum of Art. URL consultato il 29 luglio 2026.
  20. ↑ (EN) Canopic Jar Representing the Deity Duamutef, su metmuseum.org, Metropolitan Museum of Art. URL consultato il 29 luglio 2026.
  21. ↑ (EN) A Complete Set of Canopic Jars, su art.thewalters.org, Walters Art Museum. URL consultato il 29 luglio 2026.
  22. 1 2 Amuleto raffigurante il dio Duamutef, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio. URL consultato il 29 luglio 2026.
  23. 1 2 Lamina raffigurante il genio funerario Duamutef, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio. URL consultato il 29 luglio 2026.
  24. 1 2 Amuleto rappresentante uno dei quattro figli di Horus, Duamutef, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio. URL consultato il 29 luglio 2026.
  25. ↑ Elemento di rete di mummia in forma di Duamutef, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio. URL consultato il 29 luglio 2026.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni