Ducati Cucciolo

Ducati Cucciolo
Cucciolo del 1950 prodotto dalla Vilar in Portogallo.
CostruttoreItalia (bandiera) Ducati
TipoBicimotore
Produzionedal 1945 al 1958
Sostituita daDucati 60-65
Modelli similiVéloSoleX
Garelli Mosquito
Noteoltre 100.000 pezzi prodotti[1]

Il Ducati Cucciolo è stato un micromotore e un bicimotore monocilindrico prodotto dalla Ducati dal 1945 al 1958 su telaio tubolare speciale della Caproni. Il micromotore fu inizialmente prodotto dalla SIATA.

Storia

Un Ducati Cucciolo T2

Nel 1943 il torinese Aldo Farinelli, avvocato con la passione per i motori, firmò il progetto di un motore ausiliario da montare su una bicicletta, di cui ottenne il brevetto[2]. Farinelli era dirigente di una piccola casa automobilistica, la SIATA (acronimo di Società Italiana Applicazioni Tecniche Auto-Aviatorie). La SIATA contattò l'ingegner Giuseppe Remondini, che per la francese Jonghi aveva già progettato un motore simile, dimostratosi molto valido. Si trattava di un propulsore a due tempi a trazione diretta. L'azienda torinese apportò dei miglioramenti, anche grazie alle intuizioni del perito industriale Aldo Leoni: il motore era un quattro tempi con trasmissione a catena e cambio a due velocità (che successivamente, con ulteriori sviluppi, divennero quattro)[2]. Nacque così il Cucciolo, un micromotore a 4 tempi di 48cc. Il Cucciolo permise alla SIATA di riprendere la produzione post-bellica già nel luglio del 1945. Il micromotore venne ufficialmente presentato alla Fiera di Torino ed il 25 luglio 1945 incominciò la produzione: il Cucciolo venne proposto al prezzo di 4.000 lire (circa 140 euro). I consumi dichiarati dalla casa torinese erano di 1 litro ogni 100 Km.

L'elevato numero di richieste arrivate alla SIATA costrinse l'azienda a trovare a un'azienda per produrre il Tipo 1 su licenza il Cucciolo, dato che non riusciva più a sopperire la forte richiesta del micromotore, venne scelta la Ducati, che stava ricostruendo gli impianti dopo le devastazioni della guerra, con la necessità di reimpegnare la manodopera ed avviare una produzione regolare. L'occasione per far partire la produzione arrivò proprio grazie al Cucciolo. Nel marzo 1946 uscirono, così, i primi dieci motori Cucciolo Tipo 1 costruiti su concessione SIATA e ufficialmente presentati dalla Ducati nel settembre dello stesso anno alla Fiera Campionaria di Milano [1]. Confidando nel successo commerciale del prodotto, la Ducati acquistò il brevetto del Cucciolo dalla SIATA[2].

Nello stesso anno la Ducati migliorò il "T1", realizzando il suo primo progetto originale, il modello "T2", con importanti miglioramenti: mentre il modello precedente veniva venduto in scatola di montaggio, il nuovo venne venduto già montato, su un telaio disegnato e brevettato da Nino Verlicchi, meccanico bolognese[2]. Inoltre la testa fu modificata e la potenza aumentata. Venne prodotta anche una versione sportiva che raggiungeva i 60 km/h. Nel biennio 1947-1948 lo stabilimento di Borgo Panigale arrivò a produrre fino a 240 unità al giorno. Nel 1948 nacque il modello T3, il primo motore interamente progettato dalla Ducati, a Borgo Panigale, e dotato di importanti miglioramenti, come il cambio a tre marce e una valvola lubrificata a grasso racchiusa in un carter.

Nel 1949 incominciò la produzione del ciclomotore vero e proprio, infatti il micromotore venne montato su un telaio tubolare con sospensione posteriore costruito dalla Aeroplani Caproni Trento di Rovereto (TN), filiale dalla Caproni, che continuò la collaborazione con la Ducati anche dopo la chiusura della Caproni l'anno dopo, lo stabilimento trentino invece chiuse nel 1962. Il nuovo modello prese nome della T3 e fu il "prototipo" per la prima moto vera e propria della Ducati, la Ducati 60, il Cucciolo uscì di produzione nel 1958 dopo ben 13 anni di produzione e oltre 100.000 esemplari prodotti[1].

Nel 1947 un Cucciolo partecipò al Circuito di Viareggio; sempre un Cucciolo un nel 1949 riuscì a percorrere interamente la Parigi-Tokyo e nel 1950 un Cucciolo partecipò al Record di velocità 50cc al Circuito di Monza[3][4].

Curiosità

Caratteristiche tecniche

Caratteristiche tecniche - Ducati Cucciolo T1/T2
Dimensioni e pesi
Interasse: Massa a vuoto: 44 (solo motore) kg Serbatoio:
Meccanica
Tipo motore: monocilindrico a 4T Raffreddamento: ad aria
Cilindrata 48 cm³ (Alesaggio 39 × Corsa 40 mm)
Distribuzione: valvole azionate da tirante e bilanciere Alimentazione: 1 carburatore Weber mod. Cucciolo con diffusore da 9 mm con otturatore a farfalla
Frizione: Cambio: due marce
Accensione a volano elettromagnetico
Trasmissione ad ingranaggi
Avviamento a pedale
Ciclistica
Telaio assente (dal modello T3 tubolare speciale con sospensione posteriore)
Prestazioni dichiarate
Velocità massima (stimata) 35 km/h
Consumo 1 l/100 km
Fonte dei dati:

Note

  1. 1 2 3 Il Cucciolo Ducati, su bibliotecasalaborsa.it. URL consultato il 10 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 22 febbraio 2014).
  2. 1 2 3 4 Marco Tarozzi, All'inizio venne il Cucciolo (2ª puntata di una serie), in Corriere dello Sport-Stadio, 27 gennaio 2026.
  3. ↑ (EN) 1946-1958 Ducati Cucciolo, su ultimatemotorcycling.com.
  4. ↑ Ducati Cucciolo sul sito della Ducati, su ducati.it.
  5. ↑ Italwin Ducati Cucciolo, su italwin.it. URL consultato il 10 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 23 febbraio 2014).
  6. ↑ Filmato audio Bicicletta elettrica Ducati Cucciolo by Italwin, su YouTube.

Bibliografia

  • Giuliano Musi, Il Cucciolo, un gigante, Minerva Edizioni, 2006 (ISBN 88-7381-154-X).
  • Ian Falloon, Standard Catalog of Ducati Motorcycles 1946-2005, Krause Publications, 2005 (ISBN 0-87349-714-7)

Voci correlate

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