Case motociclistiche
Le Case motociclistiche sono aziende specializzate nella costruzione di motoveicoli.
Storia

L'inizio della storia dell'industria motociclistica internazionale può essere fatta risalire al periodo tra la fine del XIX secolo ed i primi anni del XX. In quel periodo i progressi della tecnica, gli ingegneri e autentici "inventori" spianarono la strada allo sviluppo di un nuovo mezzo di locomozione a due ruote, che si muoveva spinto non più dalla forza umana, ma da un motore meccanico: la motocicletta. A quell'epoca, non esisteva nemmeno un termine per definire questo nuovo mezzo di locomozione: la parola motocicletta derivò poi da un modello della Casa francese Werner.
Nei primi 50 anni circa dopo la nascita delle prime biciclette a motore, la gran parte dei marchi motociclistici era rappresentata da piccoli artigiani assemblatori, che compravano i propulsori da aziende esterne specializzate. Tuttavia, la semplicità delle tecniche costruttive dell'epoca consentiva ad alcuni di realizzare in casa anche i motori. Secondo alcuni storici, i marchi italiani sarebbero stati in totale oltre 5 000 (oltre 2 000 solo nel secondo dopoguerra), quindi si parla di decine di migliaia di marchi, piccoli e grandi, sparsi in tutto il mondo.
Grande attenzione da parte dei produttori (non solo quelli di grandi dimensioni) fu sempre data alle competizioni: partecipare e, possibilmente, vincere, fin dai primordi della storia motociclistica fu sempre considerata una pubblicità insostituibile per dimostrare la qualità e l'affidabilità dei propri mezzi. Curioso ricordare come, a fine '800, le gare coinvolgevano spesso sia automobili che motociclette senza alcuna distinzione o categoria[1]: mancavano infatti, all'epoca, un numero di mezzi sufficiente e, soprattutto, la sensibilità verso un mondo completamente nuovo necessari ad affrontare le corse con l'approccio odierno. Nell'epoca pienioeristica, grande risalto era dato ai tentativi di record di velocità, assoluti o su distanza prestabilita, e alle grandi corse su strada, come la Milano-Taranto. I circuiti come li conosciamo oggi non esistevano (i primi furono Brooklands, Indianapolis e Monza, ma si trattava di casi più unici che rari) e le corse motociclistiche su strada (quelli che poi si sarebbero chiamati "gran premi") venivano svolte su tracciati cittadini: famosi in questo senso furono il Circuito del Lario e, ancor di più, il Tourist Trophy che si tiene ancora oggi. Altre epiche competizioni che hanno resistito fino ai giorni nostri furono la Sei giorni e il Bol d'Or.
Naquero in questo periodo le federazioni, con l'intento di uniformare le regole tecniche e di sicurezza delle nuove discipline che si andavano via via creando, trasformando le singole corse locali in organizzati campionati nazionali, continentali (principalmente in Europa e in Sud America) e mondiali. Anche lo sport seguiva in qualche modo le mode del momento: ad esempio gli anni '70 e '80 videro una grande ascesa delle discipline fuoristradistiche (cross, enduro e trial, ma anche lo speedway) nel gradimento degli appassionati, spingendo le vendite e favorendo la nascita di tantissimi piccoli produttori specializzati, mentre con l'avvento del nuovo millennio queste discipline tornarono ad essere di nicchia.

Il mercato motociclistico fu sempre, come qualunque altro, influenzato dalle vicende economiche e sociali: la crisi del '29 e le grandi guerre mondiali misero in ginocchio moltissimi produttori che non seppero adattarsi o superare il periodo di difficoltà, ma consentirono il fiorire di nuovi marchi nei successivi periodi di rinascita. Addirittura, molti marchi approfittarono, se così si può dire, dei conflitti per proseguire la produzione attraverso le forniture militari.
Dopo la seconda guerra mondiale, le scarse risorse economiche a disposizione delle famiglie europee appena uscite dalla guerra portarono in auge modelli di piccola cilindrata ed economici oppure piccoli motori da montare sulle biciclette, almeno fino all'avvento delle automobili utilitarie. Le Case risposero a queste esigenze di mobilità a basso costo coerentemente, con la presentazione di modelli economici (come il "Guzzino") o progetti rivoluzionari (come il Garelli Mosquito o il Cucciolo, che segnò l'inizio della storia Ducati), oppure ancora con gli scooter Vespa e Lambretta. La Lambretta venne prodotta su licenza anche in Germania, Francia, Spagna e Argentina, contribuendo alla ripresa postbellica anche di tali mercati, oltre che di quello italiano. Lo stesso fenomeno si ripeterà anche all'inizio del XXI secolo nei mercati cinese e del sud-est asiatico, dominati da motocicli e ciclomotori utilitari per venire incontro alle possibilità economiche della popolazione, comunque assetata di mobilità. Tra i marchi più presenti su questi mercati si ricordano: Honda, Yamaha, Loncin, Zongshen, Hero e Bajaj.
Il secondo dopoguerra vide anche la nascita delle prime associazioni internazionali di costruttori, che avevano lo scopo di unire la voce delle Case in merito a leggi e regolamentazioni sul traffico stradale, e su obblighi ed equipaggiamento delle motociclette in vendita al pubblico. Nel 1948 nacque l'associazione internazionale BPICM (Bureau Permanent International des Constructeurs de Motocycles) con sede a Parigi; diverrà poi IMMA (International Motorcycle Manufacturers Association) e la sede passerà a Ginevra[2]. Tale organizzazione riuniva le associazioni nazionali, già esisteni all'epoca. Un equivalente organo europeo nacque invece nel 1994 con la ACEM[3]. Le decisioni politiche, infatti, scandirono spesso il successo o la morte di alcuni segmenti specifici: ad esempio la necessità di guidare con una patente sopra a determinate cilindrate o potenze, l'obbligo o meno di targa e bollo, oppure cilindrate minime per accedere alle autostrade, spinsero le Case a privilegiare alcuni modelli piuttosto che altri. In particolare sui mercati italiano ed europeo, si vedano in questo senso il successo delle 125 due tempi a potenza libera negli anni '90 prima che la legislazione mettesse un freno all'escalation delle prestazioni, il successivo proliferare degli scooter 50cc e così via.
Per molti anni, fino alla seconda guerra mondiale la produzione di mezzi a due ruote motorizzati fu perlopiù una prerogativa dell'industria europea, soprattutto tedesca, francese, inglese ed italiana, con qualche eccezione riguardante gli Stati Uniti. In quel periodo, le cinque maggiori Case italiane, che costituivano la cosiddetta "pentarchia", erano: Gilera, Benelli, Moto Guzzi, Sertum e Bianchi.

Dal dopoguerra la produzione si intensificò in tutto il mondo, con l'apparizione sul mercato di marchi dall'Europa orientale e soprattutto con la sempre maggiore presenza delle industrie giapponesi, le quattro sorelle (Honda, Kawasaki, Suzuki e Yamaha) che hanno sempre più preso possesso del mercato mondiale delle motociclette. Nello stesso tempo un fenomeno di regressione ha colpito le industrie del vecchio continente, in particolare per quanto riguarda le aziende britanniche, fino agli anni settanta tra le più apprezzate dai centauri di tutto il mondo e quelle francesi, protagoniste nei primi anni del '900. Molto spesso, il successo o il fallimento di un marchio potevano dipendere da un evento esterno, dalla portata - spesso - in quel momento imprevedibile. Tra i grandi avvenimenti che possiamo ricordare legati al Motomondiale e a vicende politico-sociali, troviamo il patto di astensione (ritiro volontario dalle competizioni delle grandi Case italiane Guzzi, Gilera e Mondial fino a quel momento protagoniste indiscusse del Mondiale, per contenere i costi) e, in piena guerra fredda, la fuga dalla Germania est di Ernst Degner che, portando con sé i segreti dei motori due tempi MZ progettati da Walter Kaaden, segnò in sostanza la fine della marca tedesca e la nascita del periodo di dominazione dei gran premi da parte della Suzuki e poi degli altri costruttori giapponesi. Quest'ultimo fatto, scrisse anche la fine dei motori a quattro tempi nel Motomondiale e delle Case che li utilizzavano (prettamente quelle europee), e l'avvento dei due tempi e dei marchi del Sol levante che dominarono la scena per i successivi 40 anni circa.
Il desiderio delle Case di dimostrare la superiorità dei propri prodotti portò anche alla nascita di categorie specifiche, come la Formula TT e i campionati Superbike e Supersport, dove erano ammessi solo motori o motociclette direttamente derivate dalla grande produzione di serie e in vendita al pubblico. Nel Motomondiale (teatro per antonomasia delle motociclette prototipo) la già citata lunga parabola dei due tempi si chiuse con l'avvento della MotoGP, che portò all'obbligo di partecipare con motori a quattro tempi di elevate prestazioni ed escludendo, di fatto, alcuni piccoli produttori artigiani (come la Paton) in sostanza impossibilitati a progettare moderni motori 4 tempi da 300cv/litro.

Al di fuori delle competizioni, un'altra strategia seguita da alcuni produttori fu quella di puntare sulla creazione di una comunità tra i propri clienti e sulla riconoscibilità del marchio, anche attraverso motoraduni specifici e la vendita di abbigliamento con il logo dell’azienda. L'intento è quello di creare una sorta di "culto" attorno al proprio marchio, tale da indurre i clienti più fedeli a tornare sistematicamente all’acquisto in virtù del forte senso di appartenenza a una comunità esclusiva. Un esempio noto in questo senso è Harley-Davidson, iconica marca americana e sinonimo in tutto il mondo di moto custom. In tempi più recenti, anche altri marchi hanno cercato di seguire, in qualche modo, l'esempio Harley: tra questi possiamo citare Ducati o BMW. Anche l'utilizzo dei colori per le proprie carenature può essere un segno distintivo rispetto alla concorrenza, si pensi al rosso della stessa Ducati, all'arancione di KTM e Laverda, o al verde Kawasaki, senza dimenticare il rosso-argento della MV o di nuovo il verde con Benelli e con la già citata Paton.
Come per le industrie automobilistiche, negli ultimi decenni si è anche assistito ad un progressivo raggruppamento delle industrie del ramo in gruppi omogenei, anche per poter offrire delle economie di scala e poter competere in qualche modo con i colossi dell'estremo oriente. Questo ha portato ad una netta riduzione del numero di produttori in tutto il mondo. Un esempio italiano del fenomeno fu quello della Cagiva che, negli anni ottanta, cercò di raggruppare attorno a sé alcuni dei marchi nazionali più prestigiosi dell'epoca come Aermacchi, Ducati e MV Agusta, nonché la svedese Husqvarna. L'operazione non ebbe il successo sperato ed il gruppo creato si andò man mano sfaldando con varie dismissioni. In tempi più recenti abbiamo assistito dapprima all'acquisto da parte dell'Aprilia degli altri noti marchi nazionali Moto Guzzi e Moto Laverda e, nel 2004, all'assorbimento del gruppo di Noale da parte della Piaggio, a sua volta già acquirente in precedenza della Gilera e della Derbi. Da questa operazione di fusione è risultato un gruppo industriale che riesce a piazzarsi ai primi posti al mondo, con una capacità produttiva di circa 600 000 pezzi all'anno e un giro d'affari di circa 1,5 miliardi di euro[4].
A partire dall'anno 2000 circa, anche l'impatto delle normative nazionali e sovranazionali (ad esempio a livello ambientale, come le normarive europee, ma non solo) hanno reso sempre più difficoltoso per i piccoli produttori studiare e progettare motori in regola con le moderne leggi. Questo ha forzato le Case di dimensioni artigianali a cessare l'attività o a rivolgersi per la fornitura dei propulsori ai grandi gruppi. Questi ultimi possiedono, come già detto, le risorse tecniche ed economiche per affrontare lo sviluppo del mezzo tenendo in considerazione tutte le moderne normative e hanno l'indubbio vantaggio di poter gestire in proprio lo studio e la genesi di quasi tutte le parti della motocicletta, dal telaio al motore, dalle quote ciclistiche alla forma dei condotti di scarico, anche attraverso lunghi test con i propri collaudatori, simulazioni computerizzate e l'utilizzo della galleria del vento; strumenti difficilmente alla portata di una piccola Casa.
Da notare che questi nuovi scenari, se da una parte spingono ad una concentrazione del mercato favorendo l'aggregazione dei marchi, dall'altra creano terreno fertile per nuove nicchie di mercato: a questo proposito ricordiamo la nascita di produttori specializzati in motociclette elettriche, come: Energica, Verge e Zero. Da questo punto di vista, si segnala in ambito sportivo la categoria MotoE.
Soprattutto a partire dagli anni '80 i mercati cosiddetti "maturi", cioè i mercati occidentali, sono stati caratterizzati da elevate disponibilità economiche dei consumatori. La motocicletta era ormai diventata spesso un sinonimo di divertimento e non più solo un mezzo utilitario. Per molte Case, questo ha significato spingersi a produrre moto particolarmente specializzate e performanti, con l'intento di attirare un motociclista appassionato. I prezzi di vendita di queste proposte hanno sempre più iniziato ad alzarsi, creando nicchie di mercato occupate da produttori "d'élite", ma al contempo lasciando sguarniti segmenti più economici. Soprattutto in Europa, le fasce economiche furono appannaggio degli scooter, economici e facili da guidare. Tuttavia, dopo il 2000 molti mercati hanno iniziato a vedere affacciarsi proposte di motociclette "classiche" ma a basso costo. In questo caso l'invasione arriva da Cina, come 50 anni prima fecero i produttori giapponesi. Marchi come Voge o QJ Motor sono ormai ben presenti nei listini occidentali, sia direttamente, sia attraverso l'acquisizione di marchi storici (come Benelli, ormai di proprietà della Qianjiang Group).
Case motociclistiche italiane
Dopo le invenzioni di Giuseppe Murnigotti, Gottlieb Daimler ed Enrico Bernardi, pionieri di questa nuova industria, a livello italiano, furono — tra gli altri — i marchi milanesi Figini & Lazzati con il loro "bicicletto" a motore, Bianchi, Prinetti & Stucchi, Maffeis e Türkheimer. Dal punto di vista ufficiale, già nel 1906 le Case italiane erano 14 per divenire poi addiruttura 85 nel 1925 e calando poi a 45 nel 1932. Il numero di produttori attivi si ridusse al lumicino subito dopo la seconda guerra mondiale, per poi esplodere negli anni '50 del secolo scorso. Un conteggio realistico è tuttavia molto difficoltoso, in quanto possiamo immaginare che a inizio '900 le iscrizioni alle camere di commercio non fossero particolarmente stringenti. Inoltre, molti artigiani ciclisti si improvvisarono "costruttori" montando micromotori già pronti su telai da bicicletta e vendendo il prodotto con il proprio marchio.

Soprattutto fino alla seconda guerra mondiale, si nota come la quasi totalità dei marchi motociclistici italiani siano nati in Italia settentrionale (con notevoli eccezioni, come la Benelli di Pesaro). Dal punto di vista storico è interessante come la culla del settore motociclistico nazionale siano state Milano e la Lombardia insieme al Torinese. Milano fu anche, senza sorprese, il luogo di nascita del "Moto Club d'Italia", che diverrà poi la Federazione Motociclistica Italiana (oggi con sede a Roma sotto l'egida del CONI).
Dopo i primi anni, il Piemonte spostò l'accento sull'industria automobilistica e il relativo indotto, mentre la zona della Lombardia seppe resistere un po' meglio, con alcuni marchi attivi ancora oggi. Gli anni '50 videro invece il baricentro nazionale spostarsi verso l'Emilia con la nascita di Ducati (curiosamente lanciata dal Cucciolo, micromotore prodotto inizialmente dalla SIATA di Torino) e il proliferare di decine di produttori artigiani. Anche la Liguria, il Trentino ed il Veneto furono degnamente rappresentati nel secondo dopoguerra.
Dal punto di vista regionale, pare che non risulti alcun marchio motociclistico in Sardegna o Valle d'Aosta[5].
Fin dal 1920 i costruttori italiani sono organizzati nell'associazione ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori), costola di Confindustria[6].
In attività

| Azienda | Inizio produzione motocicli |
Note |
|---|---|---|
| Aprilia | 1962 | |
| Askoll | 2014 | |
| Benelli | 1911 | |
| Beta Motor | 1948 | |
| Bimota | 1973 | |
| Borile | 1988 | |
| Di Blasi | 1974 | |
| Ducati | 1946 | |
| Fantic Motor | 1968 | |
| HM | 1983 | |
| Ghezzi & Brian | 1995 | |
| Italjet | 1960 | |
| LEM | 1973 | |
| Magni | 1977 | |
| Minarelli | 1956 | |
| Morini Franco Motori | 1954 | |
| Moto Guzzi | 1921 | |
| Moto Morini | 1937 | |
| MV Agusta | 1945 | |
| Ohvale srl | 2013 | |
| Paton | 1964 | |
| Piaggio | 1946 | |
| Polini | 1946 | |
| TM Racing | 1977 | |
| Vent | 2017 | |
| Vertemati | 1993 | |
| Vyrus | 2004 |
Non più attive
Essendo in taluni casi la produzione motociclistica semplicemente una delle molteplici attività di un'azienda, in questi casi le date indicate si riferiscono al periodo in cui vennero prodotte "anche" motociclette.
| Azienda | Inizio produzione motocicli |
Termine produzione motocicli |
Sede
principale |
Note e modelli principali |
|---|---|---|---|---|
| Abignente | 1926 | 1929 | Produssero una motocicletta di 345cc a 2 tempi. | |
| ABRA | 1923 | 1927 | Bologna | "Autobicicletta Brevettata Rodolfi Alfeo". Moto a 2 tempi, inizialmente con motore DKW, fino a 170cc. Venivano proposte anche con allestimento sidecar. |
| Accossato | 1976 | 1990 | Carignano | |
| Acerboni | 1931 / 1936 | 1937 | Milano | Fondatore Mario Acerboni, che fu anche pilota (campione italiano nel 1911). Inizialmente concessionario Frera, dopo la chiusura di quest'ultima produsse motocicli con marchi MA e Acerboni con alcuni motori Frera rimasti invenduti. |
| Acix | 1925 | 1925 | Milano | Produsse biciclette a motore in numeri limitati. |
| ACSA | 1954 | 1956 | Bologna | "Accessori per Cicli Società Anonima". Fondatore: Piero Pezzi. Produsse telai per micromotori di terzi (come il Cucciolo o il Mosquito) e motociclette come la Veltro 350 Parilla. Aveva in catalogo anche motocicli completi. (vedi anche Gordio). |
| AD | (vedi Dionisi) | |||
| Adriatica | 1973 | 1989 | Fu un team che corse nel Motomondiale fondato da Giuliano e Alvaro Vernocchi. Collaborarono con Jan Witteveen per la progettazione di una 250 GP completa. Corsero anche, con discreto successo, con motori Yamaha 350. Tra i piloti della scuderia, si ricordano Randy Mamola e Walter Villa. | |
| AEI | 1900 circa | 1900 circa | Pavia ? | Marchio sul quale si hanno pochissime informazioni, salvo cronache dell'epoca relative a classifiche di gara. |
| Aeolus | (vedi Omea) | |||
| Aermacchi | 1950 | 1972 | Schiranna | Alla chiusura, fu la Cagiva a rilevare stabilimento e dipendenti. |
| Aerocaproni/Aeromere | 1946 | 1963 | Trento | |
| Aester[7][8] | 1932 | 1935 | Torino ? | Produssero motociclette con motori a quattro tempi da 150 a 500cc. |
| Aetos | 1912 | 1914 | Torino | Marchio della ditta Pozzi, produssero una 500cc bicilindrica a V. Anche il motore era realizzato in proprio. |
| AG | 1924 | 1925 | Cremona | Il nome deriva dai fondatori: Amigoni e Guindani. Produsse biciclette con motori di provenienza francese e austriaca utilizzate anche in numerose gare dell'epoca. |
| Agrati e Agrati-Garelli | 1958 | 1995 | Monticello Brianza | Produttore di ciclomotori e scooter, acquisì la Garelli nel 1960 e il marchio divenne "Agrati-Garelli". |
| Aguzzi | 1949 circa | 1950 circa | Pavia | Fondatore Carlo Aguzzi. Fu un piccolo costruttore di ciclomotori con propulsori Franco Morini. |
| AIM | 1972 | 1987 | Vaiano | "Assemblaggio Italiano Motocicli". Fondata da Andrea Becocci dopo aver lasciato la Moto Bimm. |
| Alato | 1923 | 1925 | Torino | Fondatori: Mario e Giulio Gosio. Produssero una motobici di 132cc con motore prodotto in proprio e una motocicletta di 175cc. In totale la produzione fu di circa 100 pezzi. |
| Alba-Gaia[7] | Probabilmente si tratta della Gaia. | |||
| Alba-Mazzucchelli | (vedi Mazzucchelli) | |||
| Albertazzi | 1946 | 1967 | Bologna | Fondatore: Luigi Albertazzi, poliedrico pilota di buon livello, dalla velocità, al motoalpinismo, fino al motocross. Produsse motocicli con propulsore Alpino. |
| Alcyon Italia | 1925 | 1928 | Chiari, Torino | Già nel 1910 gli importatori italiani delle francesi Alcyon iniziarono a produrre motociclette con motore e marchio Alcyon. Dal 1925 una collaborazione con la Casa madre portò alla nascita della Alcyon Italia, con sede prima a Chiari e poi a Torino. |
| Aldbert | 1952 | 1958 | Milano | Fondatori: Aldo Cavalleri e Umberto Preti. Il nome del marchio derivava dalla crasi dei loro nomi di battesimo. Prima della nascita del marchio, Cavalleri acquistava motociclette residuate dalla guerra, mentre Preti, che aveva imparato il mestiere mentre era prigioniero degli inglesi in Africa, le riparava. Il primo modelli fu una 160 due tempi, con il telaio costruito dalla Fuchs di Gino Tappella, azienda attiva negli stessi anni a Milano. La cilindrata dei modelli della gamma non superò mai i 175cc, ma si trattava sempre di modelli 2 e 4 a tempi di elevate prestazioni e utilizzati anche in gara (strada e fuoristrada). Vennero realizzati anche ciclomotori. |
| Alfa | 1923 | 1927 | Udine | Motocicli di piccola cilindrata con motori prodotti da terzi. Tra il '26 e il '27 pare abbiano anche costruito una 350cc sportiva, ma non si hanno notizie circa un'effettiva produzione. |
| Algat | 1988 | 1992 | San Carlo Canavese | Produsse per pochi anni un minuscolo ciclomotore pieghevole di 22cc e 22 kg, il Plico. Sembra sia stato commercializzato dalla Malaguti. |
| Aliprandi | 1925 | 1930 / 1933 | Milano | Marchio dei fratelli Aliprandi. Produssero motocicli di varie cilindrate con motori prodotti da terzi. A partire dal 1929 produssero anche con marchio OASA. |
| Alkro | 1988 / 1992 | 2000 circa | Biella | Produttore di ciclomotori pieghevoli. |
| All-matic | 1965 | 1965 | Bergamo | Produssero uno scooter con cambio automatico. |
| Almia | 1924 | 1926 | Produsse motobici e motociclette 125 due tempi con motori prodotti da terzi. | |
| Alpina | 1923 | 1926 | Piccola azienda di motociclette due tempi. | |
| Alpino | 1944 | 1962 | Stradella | Nato come motore ausiliario per bici, il marchio verrà poi utilizzato anche per una gamma di motociclette vere e proprie. Era prodotto dall'azienda Motobici di Pietro Trespidi (vedi anche il marchio Trespidi). |
| Altea | 1939 | 1941 | Milano | |
| Amboldi | 1926 | 1928 | Milano | Si ricorda la produzione di motociclette 175cc 4 tempi, impegnate anche in gara. |
| Ambrosini | (vedi SAI Ambrosini) | |||
| Amerio | 1946 circa | 1950 circa | Felizzano | Costruttore di biciclette, produsse anche bici motorizzate con propulsori Becini. |
| AMF Gloria | 1949 | 1955 | Milano | |
| AMF Harley-Davidson | ("American Machinery Foundry - Harley-Davidson", vedi Aermacchi) | |||
| AMIA | 1924 | 1927 | Torino | "Auto Motocicli Ricambi e Accessori", produttore di motobici. |
| AMISA | 1946 | 1950 | Milano | |
| AMR | 1976 | 1985 | Casarza Ligure | "Assemblaggio Moto Regolarità" di Giambattista "Titta" Tarditi, pilota di enduro. Produzione incentrata su moto enduro, trial e cross, principalmente con motori Sachs, da 50 fino a 460cc. Vendette e corse anche in Germania con il marchio HMT Heuser.[9] |
| Ancillotti | 1968 | 1985 | Firenze | |
| Ancora | 1923 / 1926 | 1933 / 1939 | Milano | Motocicli di varie cilindrate con motori prodotti da terzi. I fondatori si chiamavano Tacchini e Pracchi. Le moto vennero impegnate con successo in molte gare. Nel 1933 venne acquisita dalla Dei che proseguì la produzione per qualche anno. |
| Ancoretta | 1952 | 1952 | Milano | Marchio di ciclomotori realizzati dalla Ciclomeccanica Codoni di Milano. Sembra che il nome sia derivato dalla precedente azienda milanese Ancora. |
| Anelli | 1947 | 1955 | Pavia | Fondatore: Abelardo Anelli, che subentrò al negozio di cicli del padre Carlo producendo ciclomotori con propulsore Mosquito. |
| Angelino | 1925 | 1927 | Mornago | |
| Anzani | 1920 | 1927 | Milano | |
| APE | 1923 | 1925 | San Michele al fiume | |
| Aquila | 1927 | 1934 / 1935 | Torino | Motocicli anche di grossa cilindrata, principalmente equipaggiati con motori Rudge. |
| Aquila | 1953 | 1958 | ? | Non chiaro se sia stata una ditta di Milano[10][11] oppure di Roma[8][12]. Sembra che si tratti di un marchio della ditta Luigi Monteverdi & C. che, insieme al figlio Annibale, produsse motociclette 4 tempi di 160 e 175cc. È possibile che l'azienda naque a Roma e si trasferì a Milano nel 1956[13]. |
| Aquila DKW | 1923 | 1927 | Bologna | Fondatore: Bruno Cavani che darà poi vita, dopo la guerra, alla DKW-Cavani. |
| Aquila Rossa | 1926 | 1927 | Milano | Marchio della FIAM. |
| Arbos | 1952 | 1952 | Piacenza | |
| Arciero | 1970 circa | 1980 circa | Fu un assemblatore di ciclomotori. I telai erano forniti dalla Italtelai, mentre i motori erano Franco Morini. | |
| Ardea | 1927 | 1934 | Cavaria, Samarate | Marchio della azienda meccanica SAFIU, che iniziò a produrre motociclette per diversificare la produzione. Costruì moto di 175 e 250 cc fino al 1931, quando la SAFIU fallisce. Tutti i materiali di magazzino vengono rilevati da Silvio Crespi (ex Caproni) che prosegue l'attività per tre anni. |
| Ardito | 1951 | 1954 | Stradella | Marchio della SIMES Srl, il cui fondatore è Pietro Trespidi (vedi anche i marchi Alpino e Trespidi). Produsse biciclette a motore, motociclette a due e quattro tempi fino a 175cc e persino scooter. |
| Ares | 1932 | 1935 | Torino | Costruirono in piccola serie motociclette 4 tempi da 175cc. |
| Ariz | 1950 / 1952 | 1954 / 1955 | Milano | Proprietari: Armidio e Guido Rizzetto. Produssero micromotori per biciclette e ciclomotori completi. |
| ARMA | 1945 | 1951 | Milano | |
| Armotia | 2013 | 2025 circa | Osimo | Marchio di Antonio Ranalli e Andrea Andreucci. Fu un piccolo costruttore di moto elettriche, principalmente da enduro e supermotard, anche a due ruote motrici. |
| Aros | 1950 | 1950 | Rho | Marchio della Arosio Spa con il quale venne presentato uno scooter. |
| Arzani | 1904 | 1906 | Marchio di Francesco Arzani con il quale venne costruita una motocicletta monocilindrica destinata alle competizioni. | |
| Aspes | 1961 | 1982 | Gallarate | |
| ASPI | 1946 | 1949 | Milano | "Attrezzature Servizi Pubblici Industriali" produsse motori ausiliari per bici denominati "Cab" e motociclette bicilindriche boxer di 125 e 175cc. |
| Asso | Fonti discordanti circa la sede e i periodi di attività.[14][15][16][17][18][19][20][21] | |||
| Astoria | 1934 | 1958 | Milano | Fondatori: Virginio Fieschi (ex pilota di varie marche, tra cui la Ardea) e Arturo Rognoni. Produssero una vasta gamma di motocicli di varie cilindrate, con motori AJS e autoprodotti, e anche motocarri. Nei primi due anni, probabilmente, commercializzarono modelli anche con marchio Fieschi[22]. Collaborarono anche con Alfredo Bianchi (che lavorò anche con Alfa Romeo e Parilla). |
| Astra | 1931 | 1953 | Milano | Fondatore: Mosè Massimiliano Türkheimer (vedi anche il marchio Türkheimer). Si iniziò con l'assemblaggio di motocicli con pezzi di produzione inglese. Poi la produzione venne completamente spostata in Italia alla CM. |
| Astro | 1950 | 1953 / 1955 | Micromotore ausiliario per biciclette. | |
| Atala | 1938 | 2002 | Monza | |
| Athena | (vedi Scugnizzo) | |||
| Attolini | 1921 | 1923 / 1924 | Spineda | Fondatore: Gustavo Attolini. Produsse motociclette due tempi di 270 e 330cc utilizzate poi anche in gare locali. |
| Augusta-FIAB | 1924 | 1933 | Bologna, Torino | "Fabbrica Italiana Augusta Bologna". Fondatori: Angelo Blatto e Nerio Niri. Produssero biciclette motorizzate 125cc e numerosi modelli di moto complete fino a 350cc utilizzate in gare anche all'estero. |
| Augusto Bonori[23] | 1955 circa | 1955 circa | Bologna | Produttore di serbatoi per moto, sembra abbia assemblato anche motociclette con il proprio nome. |
| Autolux | 1938 | 1946 | Milano | Produsse principalmente motocarri. |
| Autozodiaco | 1973 | 1981 | Bologna | Oltre a dune buggy, Mario Zodiaco costruì e commercializzò anche una piccola pit bike, la Moto Zodiaco, con motore 227cc due tempi 20cv derivato da una motoslitta. Questa moto comparve nel film ...altrimenti ci arrabbiamo!. |
| AVM | (vedi Verona) | |||
| Avoni | 1950 circa | 1950 circa | Bologna | Fondatore: Dino Avoni. |
| Ayrton | 1905 | 1905 | Milano | Produsse cicli e bibiclette a motore. |
| Azzara / Azzarra? | 1922 | 1927 | Milano | Fondatore Franco Azzara (o Azzarra?). Produsse motociclette con marchio GA e poi Azzara. Si trattava di monocilindriche di piccola cilindrata, ma le fonti citano anche una bicilindrica 700 con motore Blackburne che pare, tuttavia, mai uscita dalla fase di prototipo. |
| Azzariti | 1931 | 1934 | Venezia | Vincenzo Azzariti produsse motociclette destinate alle competizioni[24] con motori fabbricati in proprio. Azzariti progettò anche motori per la Benelli. Caratteristica di questi motori era la distribuzione desmodromica, per la quale Azzariti ottenne anche un brevetto nel 1932. |
| B&P / BP | 1926 | 1929 | Torino | "Brusasco & Porta". Costruirono biciclette con motore Dalla Ferrera e una moto di 175cc di cilindrata motorizzata Brouiller. |
| Bacchi | 1923 | 1927 | Milano | Fondatore: Carlo Bacchi. Costruì in piccola serie motociclette 125 e 175cc a due tempi con cilindro sdoppiato, e nu modello 350cc. Il fratello era un dipendente Frera mentre Carlo, dopo aver cessato l'attività, passerà alla Moto Guzzi. |
| Baldi | 1950 circa | 1950 circa | Bologna | Presentarono un prototipo di ciclomotore con telaio a doppia culla chiusa e motore FBM, ma che, con ogni probabilità, non raggiunse mai la produzione in serie. |
| Ballant | (vedi Fini) | |||
| Bantam | (vedi IGM) | |||
| Barbiero | 1976 | 1981 | Torino | Marchio fondato da Mario Barbiero, siciliano di origine ma trasferitosi a Torino. Specializzato in motociclette da cross, costruì modelli da 50 e 125cc con motori Sachs e Hiro. Possibile che costruì anche una 250cc. Queste motociclette furono famose per la raffinatezza delle soluzioni tecniche adottate, in particolare dei leveraggi cantilever della sospensione posteriore che conferivano maneggevolezza e stabilità.[25] |
| Bardone | 1938 | 1938 | Produssero motociclette di grossa cilindrata dotate di un monocilindrico 500cc di propria produzione. Produssero anche un motocarro. | |
| Barison | 1919 | 1919 | Milano | Dal nome di Silvio Barison che costruì questa motocicletta, prima di passare alle auto, a Livorno, con la Società Anonima Fabbrica Automobili Barison & C. |
| Baroni | (vedi Moto Baroni) | |||
| Barscott | 1904 | 1905 | Milano | Il titolare è Carlo Scotti (ex importatore Minerva con la società Barnett & Scotti), che realizzò motori per bibiclette e motocicli completi mono e bicilindrici. |
| Bartali | 1953 | 1961 | Firenze | Marchio della "Mototecnica dell’Italia Centrale" di Roberto Stavini e Martinetto Miccichesi, prese il nome dal grande ciclista[26]. Produsse numerosi ciclomotori e motocicli di varie cilindrate, anche con caratteristiche prettamente sportive. |
| Baudo | 1921 | 1931 | Torino | Fondata da Antonio Baudo, produsse numerose motociclette di media cilindrata principalmente con motori JAP e Blackburne. Nel 1927 vennero prodotte motociclette con il marchio "Monaco-Baudo" dopo l'associazione con il tecnico Augusto Monaco (vedi Monaco). Nel 1929 il marchio venne acquistato da Giuseppe Navone (vedi anche i marchi Navone, Itala e GN), che proseguì la produzione. Nelle officine Baudo vennero costruite le motociclette MR. |
| Bazzano & Gaspari | 1920 circa | 1920 circa | Milano | Costruirono biciclette con motori tedeschi Snob. |
| Bazzoni[7][8] | 1951 | 1951 | Torino | Produssero uno scooter 135cc quattro tempi. |
| BB | 1925 / 1927 | 1927 / 1930 | Parma | Titolare fu Ugo Bocchi, che costruiva motociclette 125cc con motori a due tempi. |
| Beccaria | 1924 | 1928 | Mondovì | Marchio dei soci Beccaria e Revelli. Produssero motociclette con motori Blackburne e Villiers da 350cc. |
| Bellini | 1978 | 2007 circa | Veronella | Marchio di Paolo Bellini e Walter Kruger. Fu un costruttore di motori specifici per moto da speedway con sistema di distribuzione desmodromico. |
| Bellon | 1922 | 1922 | Milano | Ditta "Bellon & C.", costruttore di motori e cambi. |
| Belmondo | 1943 | 1950 circa | Torino | Marchio di VIttorio Belmondo, ingegnere ex dipendente della Volugrafo, che disegnò alcuni modelli per il marchio torinese. Con questo marchio produsse lo scooter Velta, che divenne un esempio di design per gli scooter successivi anche di Piaggio, e altri ciclomotori con propulsori Zundapp. |
| Benotto | 1953 | 1957 | Milano | Casa milanese che ebbe in listino numerosi modelli di ciclomotori e motoleggere, fino a 150cc. Alcuni modelli utilizzarono motori Jlo. |
| Bernardi Mozzi Motor | 1983 | 1990 circa | Zola Predosa | Produssero un micromotore per biciclette (nonostante il periodo florido per questi componenti furono gli anni '50, ebbe una certa diffusione in Italia e anche all'estero) e ciclomotori completi. |
| Berneg | 1955 | 1961 | Casalecchio di Reno | |
| Bertocchi | 1947 | 1950 circa | Bologna | Fondatori: Arturo e Pietro Bertocchi. Produssero ciclomotori 50cc motorizzati Ducati Cucciolo |
| Bertolotti | 1904 | 1904 | Cremona | Fratelli Bertolotti, costruttori di biciclette a motore. |
| Bertoni | 1948 | 1948 | Lodi | Marchio di due motociclette (125cc bicilindriche frontemarcia due tempi) iscritte nel '48 alla gara sul circuito di Lodi pilotate dal figlio e dal nipote del costruttore, Luigi Bertoni, direttore sportivo del MC Lodi. Non è chiaro se ci fu poi una produzione di piccola serie[27][28]. |
| Bertoni | 1951 | 1954 | Varese | |
| Betomoto | 1941 / 1950 | 1941 / 1950 | Milano | Produssero una ruota completa di motore ausiliario 55cc per biciclette denominata Eureka. |
| Bettocchi | 1951 | 1956 | Porretta Terme | Produssero il ciclomotore Beccaccino con motori Demm di 48cc. |
| Beyer[29][30][31] | 1922 / 1925 | 1925 circa | Bologna | Produttore di motobici. |
| Bianchi | 1897 | 1964 | Milano | |
| Biavati | 1928 | 1928 | Bologna | Fondatore: Nerio Biavati. |
| Bicizeta | (vedi Zanetti) | |||
| Bimm | (vedi Moto Bimm) | |||
| Bimotor | (vedi Moto Bimm) | |||
| Blackburne | (vedi MFG) | |||
| Blatto | 1924 | 1927 | Torino | Marchio della "Ditta Blatto & Niri" di Angelo Blatto (che costituì poi la Ladetto & Blatto), è possibile che il marchio sia da rincodurre alla Augusta FIAB, nata negli stessi anni e dagli stessi soci a Torino e trasferitasi poi a Bologna[32]. Con questo marchio venne prodotta una motoleggera a quattro tempi[8]. Angelo Blatto fu poi socio per alcuni anni della Ladetto & Blatto e fondò poi la OMB. |
| BM | 1928 / 1930 | 1931 / 1933 | Torino | Marchio nato dalla collaborazione tra Antonio Baudo (vedi anche il marchio Baudo) e il produttore di sidecar e motociclette Meldi. I mezzi avevano motori JAP di 500cc. |
| BM | 1950 | 1972 | Rastignano, Bologna | Fondatore: Marino Bonvicini, ex ciclista di buon livello. La produzione iniziò con biciclette motorizzate, per poi comprendere un vasto catalogo di motociclette complete e motocarri con propulsori di varie marche (ILO, NSU, Minarelli, Franco Morini, ecc...). |
| BMG | 1950 | 1954 | Pomigliano d'Arco | "Bicimosquito Garelli", fu uno scooter motorizzato Garelli Mosquito. Rappresentò il primo sforzo congiunto delle Industrie meccaniche meridionali di Pomigliano d'Arco e della Metalmeccanica meridionale che produsse lo scooter completo (compreso il motore, su licenza Garelli). Questa prima operazione portò poi alla nascita del marchio IMN. |
| BMM | (vedi Bernardi Mozzi Motor) | |||
| BMP | 1920 | 1925 | Pinerolo | "Brevetti Malasagna di Pinerolo" di Emilio Malasagna. Costruì una motocicletta due tempi di 240 e poi 300cc a 4 marce. |
| BMP | 1933 | 1939 | Castel del Piano | Marchio di Menicucci e Buraglini (significava appunto "Buraglini Menicucci Perugia") che succedette al precedente Menicucci. Produssero motociclette con motori fabbricati in proprio fino all'inizio della seconda guerra mondiale. Dopo la guerra, Menicucci aprì la Perugina. |
| Boassi | 1946 / 1947 | 1954 | Milano | Produssero motori per biciclette e una motoleggera completa di 65cc. |
| Bolzoni | 1926 | 1927 | Milano | "Fabbrica biciclette e motocicli Bolzoni" costruì, appunto, biciclette motorizzate per un breve periodo. |
| Bombaci | 1978 | 1988 | Bologna | Marchio di Carlo Bombaci. Piccolo artigiano dedito alla costruzione di motociclette da cross, principalmente 50 e 80cc con motori Minarelli. La produzione fu minima, circa 200 moto in tutto, ma le moto ben figurarono nelle gare regionali e nazionali dell'epoca. |
| Bompiani[25] | 1977 | 1979 circa | Modena | Produttore di cucine, fu anche un piccolissimo costruttore di motociclette da cross. Utilizzò anche motori Yamaha 125cc.[33] |
| Bondi | 1930 | 1934 | Bologna | Fondatore: Alfredo Bondi, ex fondatore della Saturnia. |
| Bonini[10] | 1926 | 1927 | Milano | |
| Bonfiglioli | 1932 | 1935 | Bologna | Fondatore: Giulio Bonfiglioli. |
| Bonora | 1929 | 1930 circa | Bologna | Fondatore: Canzio Bonora. |
| Bonori | (vedi Augusto Bonori) | |||
| Bonvicini | (vedi BM) | |||
| Bonzi & Marchi | 1913 | 1917 | Milano | Ex venditori di biciclette a marchio Senior, produssero motociclette con tale marchio (telai Senior e motori Moser). Successivamente alcuni modelli uscirono con marchio Bonzi & Marchi. |
| Bordone | 1935 | 1957 | Milano | Costruttore di motocarri a 3 e 5 ruote di cilindrate 250, 500 e 600cc. Il titolare fu Nicola Bordone, che costruì anche motociclette con il marchio NB. |
| Borghi | (vedi Olympia) | |||
| Borgo / Motoborgo | 1906 | 1926 | Torino | Fondata da Edmondo Michele Borgo (sui muri della fabbrica campeggiava a lettere cubitali la scritta "EM BORGO") a cui poi si aggiunsero i fratelli Carlo e Alberto, produsse motociclette con caratteristiche tecniche peculiari (pistoni in alluminio, trasmissioni a cinghia con rapporto variabile, serbatoi dell'olio integrati nei telai, ecc...). Le motociclette furono mono e bicilindriche, tipicamente di grossa cilindrata, oltre i 500cc. Queste moto furono utilizzate con successo anche in gara (vinsero il Motogiro del 1914). Una pilota di questa marca fu Vittorina Sambri[34]. Produssero anche sidecar. Dal 1926 l'azienda si specializzò nella produzione di pistoni. |
| BP | (vedi B&P) | |||
| BPR[7][30] | 1923 | 1929 | Cocquio-Trevisago | |
| Brambilla | 1908 | 1914 | Melzo | Costruttore di biciclette a motore.[35] |
| Breda | 1946 | 1951 | Milano | |
| Brena | 1948 | 1952 | Castellanza | Marchio con cui venne prodotto per alcuni anni un ciclomotore 50cc 4 tempi 2 marce da parte della Brena Clemente & C. costruzioni meccaniche Srl. |
| BRM | 1954 | 1958 | Modena | "Bellentani Riccardo Modena", fondata insieme al fratello Vittorio (tecnico Ferrari e Maserati), costruì un piccolo motore 48cc destinato all'esportazione per la danese Derby, la quale commercializzò il modello completo con il nome Derby Ferrari 48. Il motore fu in verità progettato da Umberto "Cirillo" Dalvacchio, che collaborò poi alla realizzazione della Benelli Sei. La BRM costruì anche ciclomotori completi. |
| Brouiller | 1926 | 1929 | Torino | Moto del costruttore francese Brouiller assemblate a Torino e vendute in Italia con marchio, appunto, Brouiller. |
| Bruzzesi | 1924 | 1926 | Fabriano | Dei fratelli Dario e Poerio Bruzzesi, costruirono una bicicletta a motore di 125cc con motore Train. |
| BS Villa / BSV | 1992 | 1994 | Crespellano | BS Villa Moto Trading Srl. Commercializzarono piccoli scooter con motori Yamaha. |
| BSU | 1923 | 1923 | Fondatore: Ugo Siniscalchi. Costruì una motocicletta 350cc con motore fornito da un'azienda esterna. | |
| Bulon[7][30] | 1927 | 1930 | Busto Arsizio | |
| Bücher & Zeda | 1906 | 1920 | Milano | Nata come "Motocicli Bücher SpA", divenne "Bücher & Zeda" con l'ingresso di A. Zeda nel 1913/1914. Il catalogo conteneva motociclette anche di grossa cilindrata con motori (inizialmente d'importazione) prodotti in proprio. Progetti di un motore bicilindrico a V di 1000cc e di un 4 cilindri boxer non entrarono mai in produzione. |
| Cabrera | 1979 | 1983 | Acqualagna | Costruttore di motociclette da enduro e motocross motorizzate Tau in cilindrate 125, 175 e 250cc. Produsse anche due modelli da trial: il TX 125 ed il TX 200.[36] |
| Cagiva | 1978 | 2012 | Schiranna | Nata dalle ceneri della Aermacchi, fu Cagiva a riportare in vita il marchio MV Agusta e a gestire Ducati negli anni '90. |
| Calamida[10] | 1925 | 1925 | Milano | |
| Calcaterra | 1926 | 1927 | Milano | Marchio di Piero Calcaterra. Produsse una motoleggera due tempi di 175cc. |
| Calvi | 1923 | 1925 | Milano | Costruirono una motocicletta monocilindrica quattro tempi da 280cc con caratteristiche sportive. |
| Cambieri[7][30] | 1910 | 1910 | Pavia | |
| Cantini[10][30] | 1926 | 1927 | Milano | |
| Capello | 1912 | 1915 | Torino | Fondatore: Carlo Capello. Ebbero in catalogo una gamma di motociclette mono e bicilindriche di varie potenze. Utilizzarono anche il marchio Motocapello. |
| Cappa | 1905 | 1910 | Torino | Società fondata da Giulio Cesare Cappa e Carlo Biscaretti. Costruirono una avanzata monocilindrica raffreddata ad acqua (una rarità all'iizio del '900). Cappa fu anche il fondatore della Aquila Italiana. |
| Capponi | 1924 | 1926 | Torino | Costruirono in piccola serie motoleggere 175cc due tempi. |
| Caproni Vizzola | 1953 | 1959 | Vizzola Ticino | Filiale della Caproni che costruì motociclette, ciclomotori e scooter motorizzati NSU. |
| Carcano | 1898 | 1901 | Anzano del Parco | Gestita da Michele Carcano insieme al figlio Cesare, realizzò una bicicletta a motore che, guidata da Carlo Maserati, conquistò numerose vittorie. |
| Carda | 1946 | 1947 / 1954 | Bologna | Fondatore: Daniele Carnelutti. Produsse una bicicletta a motore di 43cc due tempi. |
| Cardani | 1967 | 1969 | Milano | Il nome deriva da quello dei costruttori: Carlo Savaré e Daniele Fontana (quest'ultimo famoso per l'azienda di freni che portava il suo nome). La motocicletta era una 500cc quattro tempo 3 cilindri destinata al Motomondiale. Fu utilizzata in prova da Jack Findlay nel Gran Premio motociclistico di Spagna 1968. |
| Cariani | (vedi Gimk) | |||
| Carrà[29][30] | 1925 | 1926 | Torino | Produttore di motobici. |
| Carnielli | 1931 | 1980 | Vittorio Veneto | |
| Carniti | 1953 | 1954 | Oggiono | Costruttore di motociclette e scooter. Tra questi si ricorda l'Automotoscooter 200, uno scooter futuristico 3 cilindri disegnato da Pietro Vassena. |
| Carpio | 1930 | 1935 | Costruttore di motoleggere con motori d'importazione. | |
| Carrù | 1940 | 1960 | Torino | Marchio di Giuseppe Carrù (pilota di moto e sidecar), che comparve su varie motociclette 4 tempi, di serie e da competizione (strada e cross) che ottennero buoni successi. Carrù collaborò anche con la MI-VAL costruendo modelli su base di partenza MI-VAL, appunto. Oggi tali modelli sono conosciuti come "MI-VAL Carrù". |
| Casalini | 1968 | 1969 | Piacenza | Produttori di macchine per produrre pasta dal 1939, fu l'azienda che costruì e commercializzò il famoso Sulky. Produssero anche ciclomotori da regolarità[37]. |
| Casati[29][30] | 1923 | 1925 circa | Torino | Produttore di motobici. |
| Casoli | 1928 | 1933 | Milano | Fondatore della "Ditta moto Casoli" fu Attilio Casoli, costruttore di moto di piccola cilindrata con motori Villiers e, successivamente, fabbricati in proprio (125 e 250cc due tempi). La produzione delle moto avveniva insieme a quella delle Orione. I motori Casoli vennero usati anche dalla Gaia. |
| Cassani[10] | 1950 circa | 1950 circa | Milano | |
| Castellazzi & Rosselli | Primo nome della Rosselli. | |||
| Cattoni[10] | 1950 circa | 1950 circa | Milano | |
| Cavallino | 1953 | 1953 | Bologna, Milano | Marchio della ditta SAVI "Societa Autoconstruzioni Veicoli Industriali" con il quale venne commercializzato in piccola serie un motocarro monocilindrico motorizzato Puch. |
| Cavani | (vedi DKW-Cavani) | |||
| CBR | 1911 | 1914 | Torino | Casa fondata dagli ingegneri Cigala, Barberis e Ruva. Costruirono biciclette a motore in varie cilindrate. |
| CCE Design | 1983 circa | 1983 circa | Milano | Fondatore: Emilio Carra. Costruì motociclette da trial con motori forniti da aziende terze. Non si trattava di prodotti di serie, ma di singole motociclette. Si conoscono sei modelli, tutti prodotti con motori diversi (il Kim motore Demm; il Luisin motore Gilera;il Monkey motore Minarelli, l'Ossita motore Ossa, il Puma motore Tau, il Siloko motore Moto Guzzi).[38] |
| Ceccato | 1950 | 1961 | Alte Ceccato | |
| Ceirano[29][30] | 1899 | 1900 | Torino | Produttore di motobici. |
| Ceneri | (vedi Cerbiatto) | |||
| Centaurus | 1946 | 1950 | Modena | Marchio di proprietà dei fratelli Bergamini che acquisirono la MG. La produzione era basata sui precedenti modelli MG, con nuove 250 e 500cc quattro tempi. Con questa ditta collaborò anche William Soncini, valente tecnico che poi approderà in Parilla, Garelli, Guazzoni e Aermacchi. |
| Centromoto | (vedi Titania e Panda) | |||
| Cerbiatto | 1948 | 1952 | Bologna | Marchio di Mario Ceneri, costruttore di biciclette motorizzate Mosquito. |
| Cervinia[10] | 1950 | 1950 | Milano | |
| Cesarani[7][30] | 1914 | 1914 | Caravaggio | |
| CF | 1928 | 1942 / 1955 | Piacenza | I soci furono Leonardo Fiorani e Arduino Castelli. Il primo modello fu una motoleggera 175cc prodotta in varie versioni, tra cui una con funzionamento ad alcool. Vennero poi fabbricate motociclette 250 e 500cc. L'azienda chiuse nel 1942 a causa della guerra, ma poi il marchio venne acquisito dalla Fusi per la produzione di ciclomotori fino al 1955. Il marchio CF divenne poi CF Meccanica. |
| CF Meccanica | 1967 | 1971 | Pesaro | Marchio nato dall'acquisizione del marchio CF dal ragioner Campagna (ex Benelli). Produsse ciclomotori con propulsori Minarelli per alcuni anni, fino alla prematura morte del titolare. Venne allora acquisito dalla Motorvieto che lo tramutò in Cieffe. |
| CFG | 1926 | 1929 | Il nome derivava dalle iniziali dei soci: Colombo, Folli, Genesini. Costruirono motociclette a quattro tempi 175 e 250cc. | |
| CG | 1924 | 1928 | Bregnano | Marchio di Giovanni Corengia, che costruì motoleggere due tempi 125 e 175cc, e una bicilindrica 350. |
| Chianale | 1924 | 1930 | Cuneo | Produsse una motocicletta motorizzata Chaise 350cc. |
| Chinelli | 1951 | 1952 | Crema | Franco Chinelli, assemblatore, commercializzò in piccola serie motociclette 125 e 175 con telai FIT e motori Jlo. Circa 30 moto in totale. |
| Chiorda | 1952 | 1972 | Bergamo, Cisterna di Latina | Marchio bergamasco attivo dal 1952 al 1957. Produsse motoleggere e ciclomotori. Venne poi acquisita e ricominciò la produzione di ciclomotori a Cisterna di Latina dal 1968 al '72. |
| Chiusaroli | (vedi Folletto) | |||
| Cieffe | 1971 | 1980 circa | Marchio nato dall'acquisizione del precedente marchio CF. Assemblarono ciclomotori. | |
| Cigno-Ambrosiano | 1953 | 1954 | Milano | Prodotto dalla Organizzazione Ambrosiana SRL, fu uno scooter motorizzato MAV. Venne venduto anche uno scooter identico con marchio Troto. |
| Cima | 1927 | 1929 | Torino | Marchio della ditta "P. Cima & Fratello". Fabbricarono motociclette sportive con motori Blackburne quattro tempi da 200 e 350cc. |
| Cimatti | 1946 | 1985 | Bologna | |
| CIMT Gribaudi | 1947 | 1947 | Torino | Costruttore di sidecar. |
| Cislaghi | 1922 | 1927 | Milano | Costruì uno strano monociclo motorizzato costrituito da una grande ruota all'interno della quale trovavano posto il guidatore, seduto e il complesso motore-volante. Il mezzo era detto "motoruota". Non trovò successo commerciale per la singolarità del mezzo e per il prezzo di vendita elevato. |
| Clipper | (vedi Motoclipper) | |||
| CM | 1930 | 1959 | Bologna | Fondatore: Mario Cavedagni, che collaborò in precedenza con la GD. Il vasto catalogo di modelli durante gli oltre 20 anni di attività spaziò su modelli di varie cilindrate. Caratteristiche dei motori CM erano l'affidabilità e le prestazioni. Pochi anni prima della chiusura, venne concesso l'uso del marchio CM a cicolomotori prodotti dalla Negrini e motorizzati CM. |
| CMC | 1979 circa | 1989 | Milano | "Costruzioni Motocross Cerbone" di Italo Cerbone. Piccolo costruttore artigianale di motociclette da cross 50 e 80cc con motori Minarelli. Costruì anche un modello GP di 80cc per gare di velocità su pista.[39] |
| CMK | 1966 / 1967 | 1976 / 1985 | Rivoltella del Garda | "Costruzioni Meccaniche Kohler" di Otto Kohler, ingegnere tedesco. Costruì piccole motociclette da enduro da 50 a 125cc con parti di motori Zundapp e anche motori completi realizzati in casa, con le quali conquistò anche due titoli italiani 50cc (1970 e 1971). Vedi anche Gabor. |
| CMP | Padova | "Costruzioni Meccaniche Padovane". Produssero ciclomotori e motoleggere con motori Ceccato, Sachs e Cucciolo. | ||
| CNA | 1929 | 1936 | Roma | |
| Colella | 1981 | 1993 | Roma | Ditta di Roma che commercializzò un piccolissimo (37 kg) ciclomotore 50cc a sospensione posteriore rigida con motore Franco Morini: il Colcar. |
| Colibrì | 1923 | 1923 | Milano | Marchio con il quale venne presentato al salone di Milano da Emilio Campinelli un motore ausiliario per bici, probabilmente importato (dalla tedesca Kolibri) e rimarchiato. |
| Colombo | (vedi Moto Colombo) | |||
| Colombo OCMA | 1923 | 1927 | Milano | "Officina Costruzioni Motori Ausiliari" costruì motori per bibiclette e una bicicletta a motore completa presentata al motosalone di Milano del 1923. |
| COM | 1926 | 1928 | Torino | Marchio dei soci Carbonero e Schoch, costruttori di motoleggere e propulsori per la vendita a aziende terze. |
| Comet | 1952 | 1956 | Bologna | |
| Comet Gioiello | (vedi GS Motori) | |||
| Comfort | 1923 | 1926 | Milano | Fondata da Miro Bottarini, produsse moto di 350cc con motori di importazione inglese. |
| Con-NSU | 1955 circa | 1955 circa | Padova | Furono assemblatori di motori NSU su telai Aerocaproni. |
| Confort | 1948 | 1948 | Milano | Ubicato in zona Piazzale Loreto a Milano, Azeglio Franceschetti costruì piccoli ciclomotori motorizzati Cucciolo. |
| Conti | 1926 | 1932 | Tolentino | Marchio di Vittorio Conti nato dalle ceneri della precedente D&C. Produsse numerosi modelli di motoleggere con motori forniti da terzi (principalmente Della Ferrera e JAP). |
| Coppa / F.lli Coppa | 1904 | 1907 | Milano | I fratelli Coppa costruirono biciclette motorizzate fino al 1907. |
| Coppi | 1957 | 1960 | Marchio fondato dal celebre Fausto Coppi per la produzione di ciclomotori con propulsore BRM. L'azienda ebbe scarso successo e cessò la produzione alla prematura morte del titolare. | |
| Corti | 1908 | 1910 | Incino | Ditta che costruì e commercializzò biciclette a motore con sede a Erba. |
| Coven | 1946 | 1947 / 1949 | Pavia | Nata come officina ciclistica di Giovanni Coven, con il figlio Cesare rilevò la "The Rover"e iniziò a produrre, sotto la guida di Cherubino Coven, biciclette motorizzate Mosquito. |
| Cozzo | 1954 | 1954 / 1955 | Milano | Costruì una motocicletta quattro tempi di 174cc e un motocarro con la stessa meccanica. |
| CP | 1925 | 1925 | Milano | Costruì motociclette 125cc due tempi complete di motore realizzato in casa, usate anche in gara. Il nome della marca deriva dalle iniziali del titolare. |
| CR&S | 1992 | 2017 | Milano e Cusago | Piccola Casa artigianale milanese. Dal 2025 una moto con questo marchio corre nel CIV. |
| Cremonini | 1949 | 1952 | San Giovanni in Persiceto | Fondatore: Augusto Cremonini che dopo la guerra, insieme ai figli, sviluppa l'attività di produzione cicli affiancandola con la realizzazione di biciclette motorizzate. |
| Crevimbar | 1924 | 1924 | Pesaro | Marchio con il quale venne costruita in piccolissima serie una motocicletta 2 tempi di 198cc. Il nome del marchio derivava dai soci: Giuseppe Crescentini, Vimini e Barilari.[40][41] |
| Croce | 1925 circa | 1930 circa | Milano | Fondata da Carlo Croce, costruì motocarri a 3 ruote. |
| CRT | 1925 | 1929 | Treviso | Motociclette prodotte dalla Cavasini & Romin di Treviso. Avevano motori quattro tempi Blackburne in cilindrate: 175, 250 e 350cc. |
| Dalcerri / F.lli Dalcerri | 1947 | 1947 | Noverasco | Fondata da Francesco Dalcerri, ciclista, costruì biciclette a motore in numeri limitati. |
| Dall'Oglio | 1926 | 1928 | Bologna | Fondatore: Guido Dall’Oglio, ex socio della GD. Costruì motociclette 125cc due tempi. |
| Dardo | 1926 | 1930 | Torino | Produsse motocicli a 4 tempi da 125 a 175 cc. |
| Dardo | 1946 | 1949 | Bologna | Fondatori: Ubaldo Cuppini, Raffaele Stagni, Giovanni Zanardelli. Produsse un motore ausiliario per biciclette di 50cc. |
| David | (vedi Casalini) | |||
| DB | 1955 | 1956 | Bologna | Motocicli di piccola cilindrata con motori Sachs. |
| DC / DC Scoiattolo | 1947 | 1947 | Milano | Di proprietà di Ugo De Caria & Cavallaro ("DC", appunto), costruì la motoleggera Scoiattolo di 63cc 4 tempi e, probabilmente, uno scooter con la stessa meccanica. |
| D&C | 1923 | 1926 | Tolentino | "De Stefani & Conti" produssero una prima bicicletta con motore Faini, con la quale parteciparono anche a parecchie gare. Successivamente proseguirono con altre biciclette motorizzate e motoleggere anche dotate di sidecar. Nel 1926 Vittorio Conti rilevò la quota del socio Tullio e proseguì la produzione con il marchio Conti. |
| De Agostini | 1925 | 1927 | Produsse motoleggere con motori Della Ferrera 125cc. | |
| De Togni | 1920 | 1924 / 1935 | Bologna | Fondatori i fratelli Albino e Luigi De Togni. Secondo alcune fonti Albino lasciò l'azienda nel 1924 per fontare un proprio marchio "De Togni" (Albino De Togni & Figlio, per la produzione di motofurgoncini con motori Sachs) e l'azienda originale restò a Luigi.[42] |
| De Vecchi e Strada | 1905 | 1919 | Milano | |
| Deca / De-Ca | 1955 | 1958 | Borgo Piave | Costruirono ciclomotori e motoleggere quattro tempi fino a 125cc di cilindrata. |
| Dei | 1903 | 1943 / 1966 | Milano | Società fondata da Umberto Dei, ex corridore ciclista, nella quale poi entreranno anche Pietro Febbre ed Emilio Bozzi (che fonderà poi la Legnano). La produzione iniziò con biciclette motorizzate, per poi arrivare alle motociclette con motori Sachs, Villiers e JAP, da 60 a 500cc. Nel 1933 acquisì la Ancora, proseguendone la produzione. |
| Della Ferrera | 1909 | 1939 | Torino | |
| Delta | (vedi Marchitelli) | |||
| DEMM | 1952 | 1982 | Porretta Terme | |
| Devil OCMA | (vedi OCMA) | |||
| Di Pietro | 1923 | 1926 | Pesaro | Marchio di Pio Di Pietro con il quale vennero costruiti, inizialmente, motori ausiliari fino a 130cc per biciclette. Tra il '25 e il '26 vennero presentate anche delle motoleggere due tempi. |
| Diana | 1923 | 1926 | Bologna | Marchio di Nerino Ghibellini (con Ernesto Pettazzoni alle vendite) con il quale vennero prodotte e commercializzate biciclette con motore DKW in varie cilindrate. Ghibellini parteciperà con i propri mezzi alle più impegnative gare dell'epoca, come il Circuito del Lario o il Motogiro d'Italia. |
| Dik Dik / Dik-Dik | 1950 | 1952 circa | Vanzago | Micromotore per biciclette da 43cc. |
| Dilap | 1954 | 1954 | Milano | Azienda costruttrice del ciclomotore due tempi Fanfullino. |
| Dinamica Meccanica Tassinari / DMT | 1965 circa | 1970 circa | Ravenna | Costruì minimoto per bambini e ciclomotori pieghevoli, tra cui il Mini Marcellino (50cc motorizzato Morini Franco). Quest'ultimo venne prodotto anche in Spagna fino al 1973. |
| Dionisi | 1924 / 1926 | 1927 | Milano | Biciclette con motore 125cc 2 tempi vendute con marchi "Dionisi" e "AD". Fondatore: Alberto Dionisi. |
| DKW-Cavani | 1949 | 1957 | Bologna | Fondatore: Bruno Cavani, ex fondatore della Aquila DKW. Marchio di motociclette da fuoristrada 125cc con motori DKW. |
| Doglioli & Civardi | 1929 | 1935 | Torino | Costruirono motociclette anche di grossa cilindrata, fino a 500cc, con motori quattro tempi di importazione inglese. L'azienda chiuse nel 1935 con il decesso per incidente di Cesare Doglioli. |
| Doglioli & Terzano[29][30] | 1926 | 1926 circa | Torino | Probailmente da ricondurre a Doglioli & Civardi[7]. |
| Dominissimi | 1924 | 1928 | Pordenone | Ditta dei fratelli Dominissimi che costruì biciclette a motore in varie versioni. I motori erano DKW fino a 250cc. |
| Donati | 1980 | 1980 | Moto da cross 125 cc costruita da Stefano Donati in esemplare unico ed esposta al motosalone di Milano. Anche il motore era stato prodotto da Donati stesso.[43] | |
| Doninelli | 1939 | 1939 | Milano | "Officina meccanica Doninelli", costruttrice di motocarri. |
| Doniselli | 1934 | 1973 | Milano | "Fratelli Doniselli società anonima" fu fondata dai fratelli Angelo, Gino e Vito. Iniziarono fabbricarono motocarri con motori Triumph, e poi Alpino, Jlo, Sachs, NSU, Franco Morini, ecc... La produzione si concentrò anche su ciclomotori utilitari e biciclette a motore. |
| Dotta | 1925 | 1935 | Torino | Produssero una bicicletta con motore Piazza e un motocarro 125cc. |
| DRS | 1967 | 1967 | Roseto degli Abruzzi | Fu una motocicletta da gran premio sviluppata da Peter Dürr, 125cc due tempi (con circuito di lubrificazione separato, incredibilmente per un due tempi) accreditata di 22 cavalli a 19800 giri. Pare non sia mai uscita dallo stadio di prototipo. È possibile che negli anni successivi un motore DRS abbia equipaggiato le Ziegler 80cc da gran premio[44]. |
| Elect | 1914 / 1920 | 1923 | Torino | Marchio di Giovanni Ladetto, che successivamente costituirà la Ladetto & Blatto. Costruì in varie versioni una 500cc bicilindrica boxer a quattro tempi. |
| Elmeca | 1976 | 1978 | Cafasse | "ELettro MEccanica CAfasse" produsse motociclette da cross e regolarità con motori Gilera, grazie ad un accordo con la Piaggio (all'epoca proprietaria del marchio dei due anelli). Curiosamente, Piaggio vietò di utilizzare i colori Gilera (rosso per le sovrastrutture e grigio per la ciclistica) per queste moto, che uscirono quindi principalmente in arancione.[45] |
| ELSA | 1920 | 1924 / 1925 | Brescia | "Elettromeccanica Lucini Societa Anonima" produsse e commercializzò un piccolo 75cc due tempi per biciclette. Un progettista o socio potrebbe essere stato Carlo Sorelli, forse legato anche al marchio Sorelli attivo a Brescia negli stessi anni.[46][47] |
| Empolini | 1930 | 1982 | Milano | Fondata da Ernesto Empolini, costruì motocarri (interrompendo l'attività nel periodo bellico). Dopo la guerra, il marchio proseguì con i figli Giancarlo e Mario. |
| Energica | 2014 | 2024 | Modena | Solo motociclette elettriche. |
| Eolo | 1950 | 1950 | Milano | Marchio con il quale Carlo Bottari presentò al motosalone di Milano un motore due tempi in cilindrate 100 e 125cc. Il motore sarebbe stato prodotto dalla Omea (vedi Omea). |
| Eolo | 1952 | 1953 / 1954 | Milano | Marchio con il quale la ICEM produsse e commercializzò una bicicletta a motore. Il propulsore di 49cc venne venduto anche ad aziende terze. |
| Ercoli-Cavallone | 1922 | 1923 | Torino | Produsse in serie una motocicletta 500cc bicilindrica a V due tempi. |
| ERFIM | Marchio utilizzato dalla Moretti.[48] | |||
| Esselle Moto[25] | 1970 | 1976 | Milano, Brianza | Fondatori: Alberto Sessa e Marco Lazzati. Il primo prototipo da enduro di 360cc due tempi per 30 cavalli di potenza fu presentato al salone di Milano del 1971. Tale moto venne prodotta in una decina di esemplari e partecipò anche a competizioni. Per la produzione in serie si tentarono contatti con la Iso Rivolta, che non andarono a buon fine (la Iso sarebbe fallita nel 1974). Grazie alla collaborazione con Piero Crimi, titolare di un'officina in Brianza, arrivò una piccola produzione in serie di un modello motorizzato Sachs 250. Il marchio scomparve nel '76. Il logo era quello di un grifone, in omaggio alla Iso.[49][50] |
| Est[8] | 1932 | 1934 | Marchio di motociclette motorizzate FN. Pare che il proprietario della ditta si chiamasse Petinnetto. | |
| Eureka | (vedi Betomoto) | |||
| Eurocross | 1969 | 1970 | Milano | Fondata da Andrea Mosconi, pilota, costruì in piccolissima serie una 125cc due tempi da cross motorizzata AMF-Harley-Davidson. Mosconi fondò poi la Hiro. |
| Europa | 1970 circa | 1975 circa | Piccola Casa produttrice di moto da cross e regolarità. Utilizzarono motori Hiro. Fu l'antesignana della Trans-Ama che nacque dopo la separazione dei soci della Europa.[51][52] È possibile che uno dei soci fosse Edmondo Rossi.[53] | |
| Evans | 1924 circa | 1924 | Milano | Marchio con cui la ditta "E. Longoni" commercializzò bibiclette a motore motorizzate Evans (produttore americano) da 100 o 120cc due tempi. |
| Excelsior | 1905 | 1912 | Brescia | Bicicletta "sottocanna" motorizzata con un propulsore francese Herdtle & Bruneau di 235cc quattro tempi. |
| Excelsiorette | 1924 | 1926 | Milano | Bicicletta a motore prodotta da Ernesto Balsamo e fratelli (vedi Miller-Balsamo) con motori Puch e Moser. |
| FA Rubinelli | (vedi Rubinelli) | |||
| Fabrizio | 1971 | 1974 | Firenze | |
| Faggi | 1950 | 1953 | Milano | Produssero motoleggere e motocarri con motori Jlo e Villiers da 125 a 200cc. |
| Faini | 1923 | 1927 | Lecco | "R&F fratelli Faini", costruirono un motore due tempi per biciclette di circa 100cc e poi delle motociclette di 125, 200 e 250cc. Con la marca lecchese collaborò anche Pietro Vassena. |
| Falchetto | 1954 | 1956 | Bologna | Fu una motocicletta a due tempi, probabilmente di cilindrata 125 o 160cc. |
| Falco | 1950 | 1953 | Vercelli | Produssero una gamma di motoleggere con motori Fichtel & Sachs due tempi e cilindrate di 98 e 147cc. |
| Farinelli[25] | 1978 circa | 1982 circa | Bologna | Marchio di Massimo Farinelli, ex crossista. Fu un piccolo produttore di moto da cross e enduro di piccola e media cilindrata. Utilizzò motori Minarelli, TAU e Franco Morini.[54] |
| Favari-Train[29] | 1920 | 1920 circa | Treviso | Marchio dei fratelli Favari. Produttore di motobici.[7] |
| FB | "Fratelli Boselli": (vedi Mondial Moto) | |||
| FB | 1970 | 1970 | Gavirate | Marchio che prende le iniziali dei due soci, Ferrarini e Bagnoli, con il quale venne prodotta una motocicletta da cross 125cc. |
| FBM | 1951 | 1956 | Bologna | Diventò poi FB Minarelli dal 1957. |
| Ferrari | 1951 / 1952 | 1955 | Milano | Marchio della ditta "La Meccanica Italiana s.r.l." di Amos Ferrari con il fratello. Amos era un ex tecnico Parilla che si mise in proprio e realizzò motociclette inizialmente ispirate all'altra Casa milanese. La gamma era rivolta a mezzi sportivi da 125 a 175cc, a due e quattro tempi, moto turistiche e anche un motocarro. Curiosamente, il cambio delle moto Ferrari era a sinistra, come oggi universalmente in uso, mentre all'epoca si trattava di una rarità. Nel 1953 il marchio venne cambiato in "Fratelli Ferrari" per via di una causa intentata dalla Ferrari.[55][56] |
| Ferraris | 1903 | 1903 / 1904 | Milano | Marchio dal cognome del fondatore, A. Ferraris, che comparve su biciclette a motore Peugeot. |
| Fert | 1925 / 1926 | 1929 | Milano | "Ditta Ferruccio Calamida", produsse una motocicletta 173cc quattro tempi con cambio a due marce in versioni sport e turismo. |
| FG | 1928 | 1938 | Mariano Comense | "Fratelli Giussani" (Enrico, Ernesto, Emilio), produssero motociclette in varie cilindrate e potenze utilizzate anche in gare dell'epoca. |
| FIAL | 1914 | 1915 | Legnano | |
| FIAM | 1923 | 1927 | Milano | "Fabbrica Italiana Autocicli Motoleggere" di Lelio Antonioli. Produsse motoleggere con motore DKW e poi con motori (130 cc due tempi) prodotti in proprio. Presenteranno poi, nel 1927, un modello 250cc. Alcuni modelli uscirono con il marchio Aquila Rossa. |
| FIAMC | 1952 | 1953 | Parma | "Fabbrica Italiana Auto Moto Cicli". Produssero una 125 "Turismo" con motore a due tempi e cambio a due marce. Con lo stesso motore venne equipaggiato anche lo scooter "M2". |
| FIAMMA | 1935 | 1935 / 1938 | Torino | "Fabbrica Anonima Motocicli Motori Affini" di Nino Farina. Produsse una motocicletta monocilindrica 4 tempi da 250cc con motore costruito in proprio. |
| FIAT | 1938 | 1938 | Torino | Anche FIAT costruì un prototipo di scooter motorizzato Sachs per volere dell'allora vice presidente Giancarlo Camarena. Il prototipo era basato sui Volugrafo di Vittorio Belmondo. |
| Fieschi | 1934 | 1936 | Milano | Fu il primo marchio utilizzato da Virginio Fieschi e Arturo Rognoni (vedi Astoria)[22]. |
| Figini | 1898 | 1900 | Milano | Nel 1898 viene presentata sulla Gazzetta dello sport quella che rappresenta la prima motocicletta (bicicletta a motore) italiana, il "bicicletto" secondo il sistema Figini & Lazzati. Il bicicletto era prodotto, allo stesso indirizzo, dalla Premiata Officina per Costruzioni Meccaniche e Velocipedi di Luigi Figini C. e anche dalla Alfredo Lazzati & C.. Figini e Lazzati erano quindi, in sostanza, soci.[57] Il motore da 0,2cv era posizionato centralmente nel telaio, vicino ai pedali, con una concezione in qualche modo "moderna" del mezzo. Il bicicletto, nelle sue varie versioni, veniva venduto sia con marchio Figini, che Lazzati. Figini si dedicherà poi alla produzione di vetturette fino al 1910. |
| Fimer | 1952 | 1957 | Milano | Produsse uno scooter tipo "N" (normale) e "L" (lusso) di 125cc due tempi, oltre a motoleggere denominate Rondine. |
| Fini / Ballant | 1955 | 1977 | Bologna | "Casa del Ciclo - Eredi Fini" fu fondata da Anna Maria Mazzetti con il marito Bruno Ballanti. Produssero ciclomotori marchiati Fini e anche Ballant con propulsori Minarelli. |
| Finzi | 1922 | 1925 | Voghera | Gino (ex pilota della Moto Guzzi) e Aldo (politico, rappresentante dei fasci padani) Finzi, fratelli, fondano il marchio omonimo che comparirà su una bicilindrica a V trasversale di 600cc.[58] La moto venne costruita negli stabilimenti della Maxima. |
| Fiorelli | 1951 | 1962 circa | Novi Ligure | Fu una Casa motociclistica piemontese che produsse motoleggere di 125 e 175cc, nonché ciclomotori. Alcuni motori utilizzati furono i Pirotta. Sembra che per i ciclomotori sia stato utilizzato anche il marchio "Motovelo Fiorelli". |
| FIT[59] | 1950 | 1952 / 1954 | Milano | Fondatore: Ottavio Quadrio. Costruirono motoleggere con motori Jlo in cilindrate 123 e 147cc. I telai e le forcelle FIT erano venduti già negli anni '30 e '40 anche ad altre importanti marche, come la Sertum. |
| Fly | 1946 | 1949 | Micromotore ausiliario di 50cc per biciclette. | |
| FM / FM Molteni | 1925 | 1954 | Incino, Milano | "Officine meccaniche fratelli Molteni", inizialmente con sede a Erba (CO), produssero moto 350 e 500cc con motori importati da Svizzera (MAG) e Gran Bretagna (Bradshaw). Il logo era costituito da tre "M" (Moto Molteni Mag). L'attività si spense nel 1927[60], per poi riprendere a Milano, con logo "FM", nel 1950, quando vennero presentati una moto 125cc e l'eccentrico scooter 125cc 3 marce "T50". Nel 1952 uscì il nuovo modello denominato "T52". |
| FMB Telaimotor | 1959 | 1982 | Bologna | Fondatore: Umberto Fantini, gestita con Athos Busi (ex Nettunia). Produssero numerosi modelli di motocicletta di taglio sportivo e ciclomotori. Prima della chiusura definitiva e cessata la produzione di motocicli, produssero telai per conto terzi. |
| FMT | 1928 | 1930 | Treviso | Costruita dalle officine dei fratelli Mattarello, si trattò di una motoleggera due tempi di 132cc prodotta in varie versioni. |
| Focesi | (vedi AMF Gloria) | |||
| Fochj | 1950 | 1958 | Bologna | Marchio della ditta REVA "Rappresentanze Emiliane Veicoli ed Affini", fondatori: Mario Fochi, Antonietta Renier. Produsse numerosi modelli di motocicli e motocarri equipaggiati con motori d'importazione. |
| Folletto | 1946 | 1946 circa | Milano | Marchio con cui la "O. Chiusaroli costruzioni meccaniche" commercializzò un micromotore 48cc per biciclette. |
| Fongri | 1910 | 1930 | Torino | Il nome deriva dai soci fondatori: Fontana e i fratelli Grignani. Queste motociclette erano tecnicamente avanzate (dotate anche di freni a disco) e molti particolari tecnici venivano prodotti internamente (motori, cambi e addirittura i carburatori). Negli anni '20 sembra che iniziò una collaborazione con la SAOM di Ceriano Laghetto[61]. Le moto Fongri figurano tra le vincitrici del CIV. |
| Fontanella | 1948 | 1948 circa | Pavia | Bicicletta a motore (Garelli Mosquito) costruita dalla Fontanella Ettore & figli. Il progetto era del figlio di Ettore: Rino. |
| Foroni | 1975 | 1980 | Modena | Fondatore: Maurizio Foroni. Il primo modello della casa fu un ciclomotore pieghevole, denominato Zucchero, con propulsore Franco Morini. |
| Franchi | 1950 | 1958 | Milano | Fondata come rivendita di componentistica, dal 1950 intraprese la costruzione di ciclomotori e motoleggere, nonché motocarri, con motori Sachs fino a 175cc. Il marchio era conosciuto anche come "Franchi-Sachs". |
| Fratelli Ferrari | (vedi Ferrari) | |||
| Freccia Azzurra | 1951 | 1953 / 1954 | Milano, Passignano sul Trasimeno | Si trattò di uno scooter progettato e costruito dall'ingegnere Giuseppe Del Bianco. I motori utilizzati erano Puch 125cc. e Sachs 142cc. Dal 1952 fu prodotto in serie dalla SAI Ambrosini. Da notare che all'epoca era venduto ad un prezzo doppio rispetto alla concorrente Vespa della Piaggio. |
| Frejus | 1955 | 1968 | Torino | Fondatore: Emmo Ghelfi. Costruttore di biciclette, produsse semplici ciclomotori e motoleggere. I propulsori erano forniti da Sachs, MAV e Minarelli. |
| Frera | 1905 | 1936 | Milano e Tradate | |
| Frigerio | 1969 | 1988 | Treviglio, Canonica d'Adda | Marchio dei fratelli Luigi e Piero Frigerio (il padre Ercole era stato un ottimo pilota Gilera) che iniziarono importando le Puch ed elaborando motociclette da enduro su base Gilera. Dal 1976 iniziò più concretamente la produzione di modelli da fuoristrada su base Puch noti con il marchio Puch-Frigerio utilizzati con grande successo anche in gara. Nel 1988 l'azienda si sciolse e nacque per qualche anno l'azienda FPM ("Frigerio Preparazione Moto") con la finalità di manutenere e restaurare le motociclette del proprio marchio. |
| Frisoni | 1950 | 1957 / 1960 | Cedrate | "Elettro Meccanica Luigi Frisoni" gestita insieme a Ferruccio, figlio di Luigi. Nata nel 1929 per la produzione di componenti motociclistici iniziò nel 1950 la produzione di una motoleggera 98cc motorizzata Villiers e poi dello scooter Superba (motori NSU 125 e Astoria 160). Questo scooter venne venduto, con marchio Superba, da una ditta di Genova. Negli anni '60 la Frisoni proseguì con la produzione di elettrodomestici. |
| Fuchs | 1951 | 1957 | Milano | Ditta di motociclette, bici motorizzate e scooter di proprietà di Gino Tappella. I motori erano sempre forniti da aziende esterne, nazionali o di importazione. Il marchio è anche conosciuto come Schneller Fuchs e Tappella Fuchs. |
| Fulgor | 1922 | 1926 | Milano | Marchio di Guido Pesenti (vedi anche il marchio Pesenti-Rubinelli, attivo nello stesso periodo), che costruì piccole motoleggere, anche con un motore di 142cc costruito in proprio. Questo propulsore era venduto anche sciolto per poter essere montato su biciclette. |
| Fusi | 1932 | 1955 | Milano | |
| Futuro | (vedi Moto Futuro) | |||
| FVL | 1925 | 1935 | Milano | "Francesco Vincenzo Lanfranchi", ex pilota e detentore di numerosi record di velocità (specialità molto in voga all'epoca), si dedicò alla costruzione di motori, motociclette (125, 175 e 250) e biciclette a motore. È possibile che, inizialmente, Lanfranchi abbia usato anche il marchio PS[62][63]. |
| GA | (vedi Azzara) | |||
| Gabor | 1976 | 1980 | Dueville | Marchio creato da Guido Borghin e Giuliano Galiazzo acquisendo la CMK. Costruirono motociclette da enduro di 50, 75 e 100cc con ambizioni agonistiche. Circa cento pezzi in totale.[64] La versione di 75 cc si aggiudica il terzo e quarto posto nel campionato italiano di regolarità del 1977.[8] |
| Gaia | 1922 | 1932 | Torino | Nata come azienda ciclistica "Secolari Stabilimenti Meccanici Bertot-Rocca" a Forno Canavese, iniziò la produzione di motocicli leggeri e biciclette a motore a Torino con il nome di "Ditta Giuseppe Gaia". I propulsori erano forniti da numerose Case diverse, anche estere (Alba, Casoli, Ladetto & Blatto, MM, Rubinelli, DKW, ecc...). |
| Gaio | 1947 | 1948 | Milano | Marchio della Giesse. |
| Galator | 1933 | 1935 | Torino | Fondatore: Silvio Gagliacco. Produsse biciclette con motori Sachs due tempi da 74 e 98cc. |
| Galbai | 1920 | 1925 / 1927 | Tradate | "Officine Meccaniche Galbai" produssero motociclette in varie cilindrate, da 270 a 500cc, anche con motori Mag e Bradshaw. In totale furono costruite circa 50/70 motociclette Galbai. Le cronache forniscono numerosissime notizie di partecipazioni di queste moto alle gare dell'epoca. |
| Galbusera | 1932 / 1934 | 1955 | Brescia | Fondatore: Plinio Galbusera. Iniziò producendo motociclette e motocarri con moti inglesi Sturmey Archer e Rudge Python. Successivamente collaborò con un certo Adolfo Marama Toyo, egiziano di nascita, considerato il padre dello speedway in Italia. All'epoca, Galbusera era l'unico produttore di moto da speedway della Penisola. Nel 1938 al motosalone di Milano fecero grandissimo scalpore i prototipi che i due presentano: una 250cc due tempi 4 cilindri a V e una sbalorditiva 500cc due tempi sovralimentata 8 cilindri a V. Entrambe non furono mai più che prototipi anche a causa della guerra che scoppierà di lì a poco. Nella seconda metà degli anni '40 la produzione riprese con meno pretenziose motociclette convenzionali con motori Villiers e Sachs fino a 500cc, nonché motocarri fino a 1000cc. |
| Galetti | 1923 | 1927 | Milano | Il proprietario era Mario Galetti, che costruì motociclette anche di grossa cilindrata. Il fratello Andrea morì il 19 aprile 1924 provando una di queste moto 500cc in vista dell'impegno sul Circuito di Belfiore.[65] |
| Galimberti | 1932 | 1935 | Milano | Proseguì con modifiche e miglioramenti la produzione della gamma Maffeis dopo la chiusura di quest'ultima. |
| Galletti | 1950 circa | 1950 circa | San Giovanni in Persiceto, Bologna | Fondatore: Alfonso Galletti. Realizzò insieme al figlio Giorgio biciclette motorizzate Cucciolo e Mosquito. |
| Gallmotor / Gall-motor | 1953 | 1957 | Padova | Presentarono un motore ausiliario per biciclette a due tempi di 42cc, che entrerà poi in produzione di serie. Caratteristiche peculiari del prodotto erano di poter funzionare a benzina, gasolio o nafta, e di poter essere facilmente smontato solo con un cacciavite e due chiavi. |
| Galloni | 1919 / 1920 | 1932 | Borgomanero | Fondatore: Alberto Galloni (vedi anche il marchio PG). Costruirono una vasta gamma di moto di varie cilindrate da 175 a 750cc. La marca era conosciuta in Italia per le brillanti prestazioni dei suoi mezzi e per aver vinto un campionato italiano. Ci fu un tentativo di ripresa con il ciclomotore Galletto dopo la guerra, ma senza successo.[66][67] |
| Ganna | 1923 | 1957 / 1968 | Varese | Azienda del celeberrimo Luigi Ganna, che iniziò costruendo motociclette con motori Blackburne, JAP e Rudge Python, anche costruiti dalla Ganna su licenza. Negli anni '30 uscì il primo modello con motore 4 tempi 500cc realizzato in proprio. Dopo la guerra, la produzione riprese con ciclomotori e motoleggere motorizzate Puch e NSU. |
| GAOMA | 1951 | 1956 | Lodi | "Gestione Associata Officine Metalmeccaniche Artigiane". Produsse lo scooter "Daino" in versione 65 e 75cc, per un totale di 220 pezzi prodotti. |
| Garabello | 1903 | 1930 | Alba, Torino | Fondatore: Francesco Giovanni Garabello. Iniziò prima della grande guerra costruendo come prima motocicletta una 240cc con trasmissione a cinghia, per poi ampliare la gamma. Nel 1922 venne presentata una interessante 4 cilindri in linea di 984cc raffreddata a liquido, che rappresentò la prima quattro cilindri italiana. Produzione artigianale e costi elevati portarono al termine della produzione nel '24, ma l'azienda venne salvata dalla Comini di Torino. La moto di prodotta in circa 50 esemplari. Nel 1929 venne presentata anche un modello due tempi di 175cc e immissone a valvola rotante. Il logo della marca era un'elegante farfalla. |
| Garaffa | 1923 | 1926 | Marchio di motori ausiliari per biciclette. | |
| Garanzini | 1922 | 1931 | Milano | Marchio che poi diventerà O. Garanzini per differenziarsi dal fratello Francesco titolare della MFG. |
| Garavaglia | 1903 | 1904 | Torino | Costruì uno strano monociclo motorizzato costrituito da una grande ruota all'interno della quale trovavano posto il guidatore, seduto e il complesso motore-volante. Fu il primo in Italia. |
| Gardini | 1924 | 1925 | Forlì | Produttore di motobici con propulsori DKW. |
| Garelli | 1919 | 2012 | Sesto San Giovanni | |
| Garlaschelli | 1922 | 1928 | Milano | Di Angelo Garlaschelli, produsse motociclette due tempi (motori costruiti in proprio) di 65, 125 e 175cc, oltre a una 175 4 tempi. Una Garlaschelli vinse il Campionato Italiano Velocità nel 1923. |
| Gatti | 1904 | 1906 | Modena | Marchio della "Meccanica Alfonso Gatti" che comparve su biciclette a motore. Molti propulsori erano De Dion-Bouton. |
| Gazzella | 1946 | 1954 | Milano | Micromotore per biciclette prodotto della Boassi (vedi Boassi). |
| Gazzi | 1929 | 1932 | Milano | Azienda di componenti per biciclette a motore, iniziò la produzione di motori e motociclette complete tra 1929 e 1930. Fondatore fu Adolfo Gazzi, a cui si aggiunse Bersani successivamente. La gamma era incentrata su motociclette quattro tempi fino a 250cc che vennero utilizzate anche in gare di regolarità. |
| GB | 1950 circa | 1950 circa | Bologna | È probabile che il marchio sia stato usato dalla "Casa del ciclo eredi Fini" (vedi Fini/Ballant)[68]. |
| GBR | 1926 | 1927 | ||
| GC | 1932 | 1935 | Marchio di motori ausiliari per biciclette. | |
| GD / GD Ghirardi | 1923 | 1938 / 1945 | Bologna | Fondatori: Guido Dall’Oglio, Gherardo e Mario Ghirardi. Dall'Oglio fonderà poi la marca omonima. Produssero motociclette di varie cilindrate che ben figurarono nei primi campionati italiani (prima e seconda nel 1924 e prima, seconda, terza nel 1925[69]) e nei tentativi di record di velocità sul chilometro. Grazie ai successi sportivi, la marca era conosciuta in tutta Europa. Uno dei piloti di questa marca, Cavedagna, fondò poi la CM. |
| GEMS | 1921 | 1923 | Saronno | Acronimo di "Galeazzi e Mantegazza Saronno"[70] (ma altre fonti segnalano "Moroni" al posto di "Mantegazza"[71]. Produssero una monocilindrica due tempi di 269cc. |
| Gerbi | 1952 | 1954 | Asti | Ditta di Giovanni Gerbi (cognato di Focesi del marchio AMF Gloria e di Prina del marchio Prina), produsse piccole motoleggere con motori Sachs. |
| Gerosa | 1953 | 1984 | Brescia | |
| GG[10] | 1940 | 1940 | Milano | |
| Ghia CF[10] | 1946 | 1947 | Milano | |
| Ghiaroni | 1966 | 1980 circa | Vignola | Azienda fondata da Efrem Ghiaroni e specializzata in ciclomotori. Dagli anni '80 in poi, la produzione si limitò alle biciclette. |
| Ghilardi e Canziani[10] | 1920 circa | 1920 circa | Milano | |
| Ghirardi | (vedi GD) | |||
| Giacomasso | 1930 | 1935 | Moncalieri | Marchio di Felice Giacomasso, produsse motociclette di piccola cilindrata con motori Moser e propulsori costruiti in proprio. Nel 1933 vennero costruite anche bicilindriche 500 e 600cc, ma sembra non siano mai entrate in produzione di serie[72]. |
| Gianca | 1946 | 1951 | Monza | |
| Giesse | 1947 | 1948 | Milano | Le "Officine Giesse Srl" di Gianfranco Scarpa progettarono lo scooter "Furetto" due tempi di 65cc. Il progetto venne venduto nel '48 alla Iso Rivolta, che mantenne la denominazione e lo commercializzò entrando così nel mercato delle due ruote. La Giesse progettò anche un micromotore 40cc per cicli con trasmissione a rullo di aderenza. Verrà commercializzato con il marchio Gaio. |
| Gilera | 1909 | 2020 | Arcore | |
| Gimk | 1965 circa | 1980 circa | Reno Centese | Marchio della ditta Cariani che comparve su ciclomotori a tre marce motorizzati Minarelli. |
| Gioiello | (vedi GS Motori) | |||
| Giordani OME | (vedi OME) | |||
| Girardengo | 1951 | 1954 | Alessandria | Marchio fondato dal celebre ciclista Costante Girardengo con i figli Ettore e Luciano. Produsse motoleggere due tempi fino a 175cc anche con motori Sterzi. |
| Gitan | 1950 | 1985 | Caorso | |
| Giulietta | 1957 | 2000 | Montecchio Maggiore | |
| Giuristi[10] | 1926 | 1927 | Milano | |
| GKD | 1977 | 1985 | Bologna | Marchio della "Olimpic motor's" di Guglielmo Guidi (la sigla rimandava ai nomi dei titolare, della figlia e della moglie: Guglielmo, Ketty, Daniela), costruì ciclomotori e motociclette da cross e enduro fino a 250cc. I motori utilizzati furono Sachs e Hiro. Il marchio vendette le proprie realizzazioni anche in Germani e in Grecia.[73][74] |
| Gloria | (vedi AMF Gloria) | |||
| Gloria Intramotor | (vedi Intramotor Gloria) | |||
| GM Supermicro | 1947 circa | 1947 circa | Genova | Fu un micromotore di 50cc per biciclette prodotto dalla Costruzioni meccaniche Grillo & Massa. |
| GN | 1920 | 1925 | Torino | Marchio di Giuseppe Navone (vedi anche i marchi Navone, Baudo e Itala) che assemblò motociclette con componentistica principalmente importata dall'estero. |
| Gnesa Calcaterra[10] | 1921 | 1921 | Milano | |
| Gnesutta | 1899 | 1900 | Milano | Fondatore: Enrico Gnesutta. Costruì in numeri limitati biciclette a motore. Suo genero, Fausto Alberti, fu il fondatore della Sertum. |
| Gnocchi[10] | 1910 | 1914 | Milano | |
| Gordio | 1948 | 1957 | Bologna | Marchio con il quale vennero commercializzati gli stessi modelli della ACSA. Fondatori: Fernando Pancaldi, Remo e Armando Gualandi, Gino Cardellini, Giuseppe Casanova. |
| Gori | (vedi Moto Gori) | |||
| GP | 1920 | 1920 | Mandello del Lario | Prima denominazione del prototipo costruito da Guzzi e Parodi, prima che il padre di quest'ultimo (e finanziatore del progetto) suggerisse di scegliere come nome del marchio "Moto Guzzi". |
| GP | 1927 | 1927 | Falconara Marittima | Fu il marchio di una motocicletta costruita da Luigi Griffoni e Libero Piccini. Il motore era un monocilindrico 4 tempi di 216cc adatto all'alimentazione a benzina o a gasolio. |
| GR | 1924 | 1927 | Torino | Motocicletta monocilindrica 500cc (motore JAP) progettata dal conte Gino Revelli di Beumont e realizzata negli stabilimenti di Antonio Baudo (vedi anche il marchio Baudo). Questa moto vinse il GP d'Europa a Monza nel 1924[75]. |
| Grazia e Fiorini | 1902 | 1915 | Bologna | Fondatori: Lodovico Grazia, Ettore Fiorini |
| GRG | 1925 | 1927 | Torino | Fondatori: Gasparoli e Ricciardelli. Marchio di motori ausiliari, costruì una motocicletta accoppiando due monocilindrici Della Ferrera. Avanzata per l'epoca, la moto era dotata di sospensione posteriore. |
| Grillo | 1949 | 1953 | Bologna | Fondatori: Guglielmo e Stefano Marzocchi, ex dipendenti della SSR Ducati. Realizzeranno il ciclomotore Grillo e poi collaboreranno alla realizzazione della Idroflex con i fratelli Ducati. |
| Grim | 1944 | 1952 | Milano | Marchio con cui venne commercializzato un micromotore ausiliario da 50, 55 e 60cc realizzato dalla Società Italiana Pompe SIHI. Nel '48 presentarono al salone di Milano anche uno scooter completo. |
| GS Motori | 1950 | 1954 | Milano | Costruì il micromotore ausiliario "Gioiello" in versione 38 e 48cc. Presentarono poi un ciclomotore completo con il marchio "Comet Gioiello" (il marchio GS Motori resterà sul carter laterale del propulsore), anche per distunguerlo dalla Comet di Bologna. |
| Guaraldi | 1905 | 1912 / 1916 | Lodi | Ditta specializzata nella realizzazione di sidecar, produsse e commercializzò anche motociclette complete con motori Fafnir e Saroléa. |
| Guaraschi | 1951 | 1956 | Cremona | Marchio di Roberto Guaraschi, costruì una 123cc due tempi con telaio monoculla. |
| Guareschi | (vedi ZAR Guareschi) | |||
| Guazzoni | 1950 | 1976 | Milano | |
| Guffanti[10] | 1925 | 1925 | Musocco | |
| Guia | 1950 | 1954 | Milano, Firenze | |
| Guidetti[10] | 1926 | 1927 | Milano | È possibile che il marchio sia associato con la GS Motori.[7] |
| Guizzardi | 1926 | 1933 | Torino | Marchio dei fratelli Giuzzardi, costruirono motociclette impiegate con successo anche in gara. |
| Guizzo | (vedi Palmieri & Gulinelli) | |||
| Harlette-MAS | 1927 | 1930 | ||
| Harlette-Puch | 1925 | 1927 | ||
| Helium[29][30] | 1924 | 1926 | Torino | Costruttore di motobici. |
| Hiro | 1973 | 1986 | Origgio | Fondata dal pilota Andrea Mosconi, costruì motori (principalmente da competizione per cross, enduro e trial) destinate ad altri marchi (Aprilia, Cagiva, TGM, ecc...). Famoso il loro "Sammy Miller" progettato insieme all'ex campione (Sammy Miller, appunto) per la sua Miller da trial nel 1978.[76] |
| Hirundo | 1955 circa | 1955 circa | Torino | Marchio della "M. Porrera & C." che comparve su uno scooter 150cc. |
| HM | 1988 | 2016 | Cortenova, Introbio | Fondatore: Alfredo Ciresa. Fu l'importatore ufficiale delle Honda-Montesa, che si dedicò poi dal '88 a preparare e distribuire in Italia, con marchio HM, le Honda da cross e enduro. La gamma comprendeva anche modelli da supermotard. Intenso fu anche l'impegno agonistico con il supporto a squadre di trial, enduro, cross, supermotard e quad, anche in veste ufficiale. Molti i campionati mondiali vinti, tra cui si ricordano quelli di Mika Ahola. Il marchio poi scomparve per lasciare posto a Vent.[77] |
| HRD Motor | 1980 | 1986 | Busto Arsizio | |
| Ibis | 1925 | 1929 | Torino | Fabbrica torinese che produsse una 175cc a 2 e 4 tempi con motore costruito in proprio e anche con propulsori Piazza. |
| IBIS | 1948 | 1950 | Bologna | "Industria Bicimotociclistica Italiana Sperimentale". Fondatori: Canzio Bonora, Walter Sita, Antonio Ceroni, Anita Frascaroli. Produssero motociclette a due tempi da 50 e da 75 cc. |
| ICEM | "Industria Costruzioni Elettromeccaniche Milano" (vedi Eolo) | |||
| ICEMI | 1926 | 1928 | Milano | Produsse in piccola serie motociclette fino a 500cc, con motori forniti da aziende terze e anche prodotti internamente. |
| Idra | 1923 | 1926 | Torino | Prese il nome dal fondatore, ingegner Idra. Costruì in piccola serie una bicicletta a motore 125cc quattro tempi. Il motore fu venduto anche "sciolto" per il montaggio su biciclette. |
| Idroflex | 1949 | 1956 | Milano | Fondatori: Adriano, Bruno e Marcello Ducati. Prodotta dalla ISSI e commercializzata dalla REOM dei fratelli Ducati. Nella progettazione e costruzione furono coinvolti anche i fratelli Marzocchi (vedi anche Grillo), specialisti delle sospensioni. Fu una motocicletta leggera due tempi da 105cc, 3 marce, 4,5cv di potenza. La particolarità era costituita dalle sospensioni idrauliche anteriori e posteriori. Venne poi aggiornata a 125cc. |
| IGM | 1947 | 1947 / 1949 | Milano, Arcore | "Imprese Generali Meccaniche". Costruirono uno scooter di 123cc due tempi a frizione automatica, il Bantam (pare che sia rimasto allo stadio di prototipo e mai entrato in produzione[78]), e un piccolo motocarro con lo stesso motore, il Checca. |
| IMC | 1954 | 1957 | Vignola, Bologna | Fondatori: Angelo Calzolari, Liliana Gambarini, Marco Pagliano, Alberto Gregorini. Produsse dapprima motori per importanti clienti nazionali, come la Focesi (vedi AMF Gloria) e la Negrini, per poi produrre anche scooter completi. |
| IMN | 1952 | 1958 | Baia | La "Industria Meccanica Napoletana" fu una delle poche Case motociclistiche attive nel Sud Italia. Nacque dalla necessità di riconversione post bellica delle Industrie meccaniche meridionali di Pomigliano d'Arco e la Metalmeccanica meridionale di Baia (vedi anche il marchio BMG). Tra i modelli si ricordano il "Paperino" (Normale, Sport super lusso, Superpaperino, ecc...) che fu un ciclomotore da 38/49cc, la motoleggera 100cc "Baio" e la Rocket 200 del 1956 con motore bicilindrico boxer da 11cv. |
| Imperia | 1932 | 1955 | Torino | Fondatore:Enrico Torricelli. Costruì motociclette con motori JAP e New Imperial. Dal 1939 sviluppò anche in interessante motore in proprio: si trattava di un monocilindrico 4 tempi 500cc con misure di alesaggio e corsa "in quadro". |
| Industria motori Vassena | 1954 | 1955 | Lecco | Fu l'azienda del grande tecnico Pietro Vassena (vedi anche il marchio Vassena) che produsse motori per numerose Case italiane tra cui la Rumi. Costruì la KZ (oppure "K2" secondo altre fonti[8]), una motoleggera di 171cc due tempi da 7,5 cavalli, con il motore oscillante insieme alla sospensione posteriore. Non fu mai prodotta in serie. |
| Innocenti | 1947 | 1998 | Milano | |
| Intramotor Gloria | 1971 | 1978 / 1981 | Arcole | Fu un costruttore di ciclomotori, e moto da enduro e cross principalmente di piccola cilindrata. I motori erano forniti da numerose aziende esterne, tra le quali si ricordano: Minarelli, Franco Morini, Sachs e Hiro. Da notare che ci fu un tentativo di rinascita del marchio grazie all'imprenditore Alfredo Talin di Schio, che riuscì a costruire fedeli repliche (numerate) di alcuni modelli Intramotor. Gli accordi con Beta e Ancillotti per una successiva produzione in serie non ebbero però frutti[79]. |
| Introzzi[10] | 1926 | 1927 | Milano | |
| Invicta | 1903 | 1906 | Torino | Carlo Mantovani (ex direttore dell'azienda automobilistica Bender & Martiny) ne rilevò l'atttività e proseguì per qualche anno la produzione di automobili e motociclette.[80] |
| Invicta | 1951 | 1956 / 1960 | Bologna | Fondatore Adolfo Zanasi, con il figlio Oliviero. Produssero ciclomotori con motori Grillo e NSU, e poi motocicli completi anche con motori Minarelli di piccola cilindrata. Non è da escludere che il marchio sia rinato negli anni '60 per la produzione di ciclomotori[81]. |
| Iprem | 1977 | 1981 | Pesaro | Marchio di motociclette da gran premio che vinse il Motomondiale 1980 classe 50cc con Eugenio Lazzarini. Costruirono anche un bicilindrico due tempi 125cc, ma che ebbe meno successo. Secondo una fonte, è possibile che queste motociclette fossero in realtà LGM, ma iscritte al mondiale come Iprem[82]. |
| Iris | 1952 | 1953 / 1954 | Brescia | Motoleggere con motori Jlo da 123cc due tempi. |
| Isothermos | 1948 | 1952 | Milano | |
| Iso / Iso Rivolta | 1952 | 1963 | Bresso | |
| ISSI | (vedi Idroflex) | |||
| Itala | 1933 | 1939 | Torino | Fondatore: Giuseppe Navone (vedi anche i marchi Navone, Baudo e GN). Costruì numerosi modelli di motociclette, anche di grossa cilindrata. i motori erano importati dall'estero; tra questi si ricordano: Train, Rudge e Chaise. In catalogo furono presenti anche motocarri. |
| Italemmezeta | 1960 | 1967 | Bologna | Prima denominazione della Italjet. |
| Italiainmoto | 2006 | 2023 | Bergamo | |
| Italjap | 1950 | 1950 | Costruì per un breve periodo motociclette con motori JAP. | |
| Italkart | 1960 | 1962 | Ditta specializzata nella costruzione di go cart, costruì una piccola 50cc omologata per la circolazione stradale. | |
| Italmoto | 1952 | 1953 | Bologna | Fondatori: Giuseppe Migliori, Dante Tomba, Marco Cappelli. Produsse in particolare due modelli di motocicletta di buona qualità ma di scarsa commercializzazione: una 160cc 4 tempi e una 125cc 2 tempi. Alla chiusura fu acquisita dalla Maserati, che si affacciò al mondo delle due ruote proseguendo la produzione della Italmoto. |
| Italtelai | 1972 | 1980 | San Lazzaro di Savena | Fu un costruttore di biciclette e di telai per altre Case. Con il proprio marchio produssero ciclomotori convenzionali e da regolarità esportati anche negli Stati Uniti. Il Pacer fu un prodotto della Italtelai. |
| Itom | 1944 | 1976 | Torino | |
| Janga | 1922 | 1925 | Milano | Costruì in piccola serie motociclette a due tempi. I motori erano venduti anche separatamente. |
| Jap-Garanzini | (vedi Garanzini) | |||
| Jenis | 1922 | 1924 | Milano | Produsse in piccola serie biciclette con motori a due tempi. |
| Jolly | (vedi MAV) | |||
| Jonghi | 1930 | 1932[83] | Milano | Dal nome dell'industriale italo-argentino che intervenne a salvare la Nagas & Ray cambiandone nome. La produzione venne poi spostata in Francia nel 1932 sempre con lo stesso marchio. |
| Junior | 1924 | 1936 | Antignano | Fondatore: Edoardo Mascagni (figlio di Pietro Mascagni). Costruì motociclette di media cilindrata con motori JAP e Blackburne. La Casa chiuse alla sua morte, avvenuta nella guerra d'Etiopia. |
| Kram-It / Kramit[84] | 1976 | 1988 | Arcore, Gazzaniga | Nata come "Kramer Italia" importando le moto tedesche Kramer, il marchio diventa Kram-It all'inizio della produzione propria di motocicli da fuoristrada. I motori, monocilindrici due tempi, fengono forniti da Minarelli e Rotax. Nel 1987 rileva il marchio HRD. |
| Kosmos | 1976 | 1984 | Liscate | Costruì motociclette da enduro con motori due tempi fino a 480cc. Alcuni modelli furono prodotti in collaborazione con la BM di Bologna. |
| KRC Motors | 2014 | 2026 | Caserta | Costruttore di scooter elettrici. |
| Ladetto | 1923 | 1927 / 1932 | Torino | Marchio dei fratelli Emilio e Giovanni Ladetto prima dell'accordo con Angelo Blatto e la nascita della Ladetto & Blatto nel 1927. Fornitori di componentistica, costruirono probabilmente anche una motocicletta completa. Il marchio venne poi riutilizzato tra 1930 e 1932 dopo l'uscità dalla società di Blatto. Vedi anche il marchio SAR |
| Ladetto & Blatto | 1927 | 1932 | Torino | Marchio torinese costituito dai fratelli Ladetto e Angelo Blatto (per quet'ultimo si vedano anche Augusta FIAB, Blatto e OMB). Produssero motociclette e motocarri a due e quattro tempi fino a 250cc, oltre a progettare motociclette e motori per altre Case. Vinsero il GP d'Europa 175cc nel 1928 con Alfredo Panella[75] e il campionato italiano nel 1929. Nel 1930 Blatto lasciò la compagnia e così Emilio e Giovanni Ladetto proseguirono da soli, ritornando al precedente marchio Ladetto (vedi Ladetto). |
| L'Alba | 1924 | 1926 | Milano | Fondatore: Giorgio Valeri. Produsse motociclette di 200cc con motori tedeschi Alba, per i quali acquisì la licenza di produzione. |
| Lamborghini | 1986 | 1986 | Sant'Agata Bolognese | |
| Lampo | 1925 | 1930 | Torino | Prpdussero motoleggere con motori a due e quattro tempi fino a 250cc. La produzione si interruppe nel 1928, quando il marchio venne rilevato da Mario Sporeni che riprese la produzione e progettò una nuova 175cc quattro tempi con valvole in testa. |
| Lancia | 1955 | 1955 | Biella | Prototipo costruito da Lorenzo Lancia. Fu una motocicletta 125cc a quattro tempi con un moderno sistema di distrubuzione a doppio albero a camme in testa. Interessante il sistema di "quasi-sovralimentazione" con l’aspirazione nel carter come i motori a due tempi. Non risulta prodotta in serie. |
| Landi | 1923 | 1926 | Torino | Marchio con il quale Lamberto Landi produsse in serie una bicicletta con motore Train. |
| Lardori | 1924 | 1927 | Castellina in Chianti | Produsse motociclette 350cc due tempi con motori Train. |
| Lario | 1900 | 1909 | Como | Fondata dai fratelli Franchini (Carlo e Paolo), produsse biciclette con motori Werner. Paolo, uno dei soci, fu fondatore del Moto Club Como nel 1903. |
| Laurenti | 1954 | 1956 | Bologna | Fondatori: Edmondo Laurenti e figli. Ditta specializzata nella costruzione e fornitura di motori ad aziende esterne (CM, FB Mondial, ecc...), costruì anche una motocicletta completa di 172cc quattro tempi con valvole in testa che venen presentata nel 1956. |
| Laverda | 1949 | 2006 | Breganze | |
| Lazzati | 1898 | 1904 | Milano | Altro marchio con cui venne commercializzato il "bicicletto" del 1898 (vedi anche il marchio Figini). La ditta completa era "Alfredo Lazzati & C.". Le biciclette a motore Lazzati vennero negli anni successivi più volte modificate e migliorate. Se ne commercializzò anche un modello con motore De Dion-Bouton da 2,5cv. |
| Lecce | 1930 | 1932 | San Cesario di Lecce | Marchio di Otello Albanese, fu una delle poche case motociclistiche dell'Italia meridionale, soprattutto ai primi del '900. Costruì una motoleggera di 175cc con motori Moser. |
| Legnano | 1953 | 1979 | Legnano | Fondata da Emilio Bozzi, che in precedenza fu socio della Dei. Il marchio naque dalla Wolsit. |
| LEM | ||||
| Leonardo Frera | 1931 | 1934 / 1956 | Tradate, Padova | Produsse negli stessi stabilimenti della Frera di suo padre Corrado. In catalogo moto fino a 350cc. Il marchio ricomparve nel 1949 a Padova con modelli da 125 a 250cc motorizzati Sterzi e FBM. |
| Leone | 1946 | 1952 | Torino | Fondatore: Vincenzo Leone. Costruì un micromotore ausiliario per biciclette (due tempi 50cc) e una motoleggera, sempre due tempi, di 75cc. |
| Lepetta | 1950 circa | 1950 circa | Follonica | Fu una bicicletta con motore Ducati Cucciolo. |
| Leprotto | 1951 | 1957 | Torino | Costruirono motociclette monocilindriche quattro tempi in cilindrate: 123, 159 e 198 cc. |
| Leva[10] | 1926 | 1927 | Milano | |
| Levi Olivari[10] | 1939 | 1939 | Milano | |
| LGM | 1976 | 1986 | ?[85] | Costruttore di motociclette da gran premio, due tempi, di 50 e 125cc. Parteciparono anche al Motomondiale. Vedi anche il marchio Iprem. |
| Lilliput | 1899 | 1906 circa | Torino | Micromotore ausiliario e poi marchio di un ciclomotore prodotti dalla Rosselli (vedi Rosselli). |
| Lilliput | 1947 | 1951 circa | Brescia | Marchio con il quale le "Officine Meccaniche Pasinetti Giovanni" commercializzarono un ciclomotore motorizzato Cucciolo. |
| LinTo | 1947 | 1971 | Varese | Marchio di Lino Tonti, uno dei soci che fondò poi la Paton. |
| Linx | 1929 | 1940 / 1941 | Torino | Fondata da Teresio Cerutti[86] (mentre altre fonti riportano "Giovanni"[87]) produsse molti modelli da sport e turismo equipaggiati con motori Blackburne, JAP e Rudge. Passò a motori italiani con l'avvento del fascismo a metà degli anni '30. Queste moto furono utilizzate con successo anche in alcune gare locali dell'epoca, in particolare con il pilota Roberto Carrù. Nel 1938 realizzarono un telaio speciale per trasformare le motociclette in furgoni. |
| Livia | 1932 | 1935 | Padova | Motociclette prodotte da Guido Lotto con motori Sachs due tempi. Le cilindrate erano comprese tra 98 e 125cc. |
| Livraghi | 1904 | 1905 | Milano | Marchio di Cesare Livraghi, costruttore di biciclette a motore. |
| LMV | (vedi Vaga) | |||
| Loro Vasco | 1963 | 1963 | Milano | Marchio che prende il nome dal titolare ed ex pilota Vasco Loro (vedi anche Medusa). Mise in vendita moto da corsa con motori derivati dalla serie. |
| Losego | 1926 | 1927 | Milano | Marchio di un micromotore costruito dai fratelli Losego. |
| Low[8] | 1970 circa | 1970 circa | Costruttore di ciclomotori. | |
| Lucini | 1921 | 1925 | Brescia | Produsse motori ausiliari per biciclette. |
| Lupetto | 1952 | 1952 | Motore ausiliario per biciclette di 50cc. Pare fosse alimentato a gasolio[88]. | |
| Lusuardi | Marchio di Claudio Lusuardi, tecnico appassionato e pilota, che costruì anche motociclette da corsa competitive. Lui stesso corse nel Motomondiale 1977 con una moto autocostruita e vinse il titolo italiano nel '85. Dopo il ritoro dall'attivitò agonistica e di costruttore, divenne un concessionario Ducati specializzato nella preparazione di moto da corsa.[89] | |||
| Luzi[8] | 1970 | 1972 | Marchio di Cesare Luzi, che costruì motociclette da competizione con motori Minarelli 50cc. | |
| LVM | (vedi Vaga) | |||
| MA | (vedi Acerboni) | |||
| Maer | 1977 | 1983 | Verona | Produttore di motociclette da cross, anche con motori Hiro Minarelli Sachs TAU e Villa, in cilindrate: 125, 250 e 380cc. |
| Mafalda | 1923 | 1928 | Milano | Furono prodotte dalla ditta Moglia, dal nome del fondatore, che fabbricava anche biciclette con il marchio Oswego (anche se è possibile che il marchio sia stato usato anche per biciclette motorizzate[90]). I motori (da 125 a 175cc) erano DKW con trasmissione a cinghia (marchio Mafalda-DKW) o a catena (Mafalda standard). Nel 1926 acquisirono la Parvus, utilizzandone poi i motori per le proprie biciciette a motore. |
| Maffeis | 1903 | 1932 | Milano | Alcune fonti riportano, in modo assai improbabile, di una bicicletta a motore prodotta già nel 1895, ma la fondazione dell'azienda dei quattro fratelli (Bernardo, Ferdinando, Carletto e Miro) avviene nel 1903. Dopo la chiusura, la produzione venne proseguita da Galimberti. Vedi anche il marchio di Miro Maffeis. |
| Magliano | 1949 | 1949 | Roma | Costruita dai fratelli Mario e Luigi Magliano, fu una motocicletta da competizione di 75cc a quattro tempi, 3 marce. Venne utilizzata con successo in un tentativo di record di velocità che si concluse con la conquista di 8 primati mondiali. |
| Maglietta | 1930 circa | 1930 circa | Bologna | Fondatore: Gino Maglietta. |
| Magni | 1928 | 1930 | Milano | Marchio di Luigi Magni. Produsse una bicilindrica orizzondale da 350cc e una monocilindrica 500. Il marchio non ha relazioni con la successiva Magni di Arturo Magni. |
| Magnoni-Del Vecchio[30] | 1920 | 1923 circa | Milano | È possibile che le motociclette prodotte fossero delle tedesche Keni[91] rimarchiate.[92] |
| Mainini-MTK | 1976 | 1985 | Busto Arsizio | Moto da competizione preparate dalla Mototecnica Mainini (nata nel 1947 come concessionaria SIATA) dei fratelli Fausto e Vincenzo Mainini. Si specializzarono nella modifica e preparazione di moto Aermacchi, e costruirono poi moto da corsa di piccola cilindrata con motori Kreidler. "MTK" significava appunto: Mainini Team Kreidler.[93] |
| Maino | 1902 | 1910 / 1956 | Alessandria | Marchio di Giovanni Maino, produsse biciclette con motori Souverain e, successivamente, prodotti in proprio. Il marchio esisteva già dal 1896 e produceva biciclette. L'attività terminò nel 1910 per poi riprendere nel 1945 con ciclomotori e piccole motociclette motorizzate Mosquito, NSU e Sachs. |
| Maiolina | 1947 | 1949 | Fu uno scooter di 50cc motorizzato Alpino. | |
| Major | 1947 | 1948 | Torino | Fu un prototipo di motocicletta progettato e costruito in pochi esemplari dall'ingegnere Salvatore Majorca (ex FIAT). Dotata di un motore monocilindrico 350cc, sfoggiava una futuristica carenatura completa che avvolgeva anche la ruota anteriore. |
| Malaguti | 1930 | 2011 | Bologna | |
| Malanca | 1956 | 1986 | Pontecchio Marconi | |
| Manara[10] | 1931 | 1931 | Milano | |
| Mantovani | 1902 | 1910 | Milano | Marchio di Carlo Mantovani, che costruì motoleggere fino a 4cv. |
| Marchand-Orio | 1901 | 1907 / 1909 | Piacenza | |
| Marchetti[10] | 1926 | 1927 | Milano | |
| Marchi & Fabbri | 1954 | 1955 circa | Costruttore di ciclomotori. I propulsori erano Garelli Mosquito. I modelli prodotti si chiamavano Cigno e Topolino; non chiaro se abbia qualche relazione con il marchio Cigno-Ambrosiano degli stessi anni. | |
| Marchitelli | 1947 | 1950 circa | Milano | Le officine "Meccaniche di Precisione di Paolo Marchitelli" commercializzarono una ruota motorizzata per biciclette (da sostituire alla ruota posteriore del ciclo) da 43cc con il nome "MP". Costruirono anche un motore ausiliario da 38cc denominato "Delta". |
| Mariani | 1932 | 1934 | Milano[94] | "Società italiana motocicli a nafta" di Enrico Mariani. Produssero, con scarso successo commerciale, motociclette ibride (con avviamento a benzina e funzionamento, a caldo, a nafta) con motore monocilindrico 500cc a tre valvole laterali. Si aggiunse poi anche un più tradizionale modello a benzina a due valvole. |
| Mariconti | 1948 | 1948 | Pavia | Le "Officine Meccaniche Luigi Mariconti" costruirono ciclomotori con propulsore Garelli Mosquito. |
| Marini | 1923 | 1928 | Alfonsine | Ditta di Giuseppe Marini che produsse motociclette 125 due tempi destinate alle compatizioni. Piloti furono Marino, figlio di Giuseppe, e Giovanni Basigli. |
| Martina | 1924 | 1927 / 1932 | Torino | Piccola ditta toriniese che costruì motocicli motorizzati JAP 2 tempi 175cc. Curiosamente, costruivano anche motocicli con motori scelti dai clienti, su ordinazione. |
| MAS | 1922 | 1959 | Milano | "Motori Ausiliari Seiling" (e poi "Motocicli Alberico Seiling"). Iniziò con la produzione di biciclette a motore 125cc, per poi passare ai motocarri e, soprattutto, motociclette. Queste ultime coglieranno numerosi successi nelle gare di regolarità dell'epoca. Negli anni, il catalogo MAS offrì numerosi modelli anche bicilindrici e di grossa cilindrata. Dopo la guerra, iniziò il declino dell'azienda, che si limitò alle motoleggere negli ultimi anni. Il fondatore creò poi la Seiling/Altea. |
| Mascheroni | 1946 | 1946 | Legnano | La "Mascheroni & C." costruì e commercializzò un motore ausiliario per biciclette da 50cc quattro tempi. Erogava 1,5 cavalli. |
| Maserati | 1953 | 1960 | Modena | |
| Masini | 1949 | 1951 | Buguggiate | Ditta aperta nel 1947 da Ezio Masini con un socio specializzata in campo ciclistico. Dal '49 passò alle motociclette due tempi con motori Sachs 150 "mono" e Jlo 250 bicilindrico. Poche le unità prodotte. |
| Massarini | 1922 | 1924 | Piacenza | Produsse in piccola serie motociclette a quattro tempi in cilindrate 125 e 175cc. |
| Mattei[10] | 1925 | 1925 | Milano | |
| MAV | 1950 / 1951 | 1982 | Milano, Bollate[95] | "Motori Ausiliari Velocipedi". Produssero il motore ausiliario Jolly da 45cc e altri motori di piccolissima cilindrata. Dal 1952 iniziò la produzione di ciclomotori completi fino al 1965. Nella seconda metà degli anni '70 assemblarono motociclette da cross e enduro con motori Hiro, Sachs e Villa, fino a 250cc. |
| Maxima | 1920 | 1924 / 1925 | Voghera | "Fabbrica Nazionale Motocicli Maxima", già conosciuta come Officine Meccaniche Carminati, produsse per pochi anni motociclette quattro tempi a valvole laterali con due cilindri contrapposti. Cilindrate di 680 e 747cc. In queste officine si costruirono anche le motociclette a marchio Finzi. |
| Mazzilli | 1969 / 1970 | 1976 / 1978 | Milano | Marchio di Giorgio Mazzilli, ex pilota di regolarità. Insoddisfatto dei modelli all'epoca disponibili per il fuoristrada, troppo simili ai modelli stradali da cui derivavano, intraprese la carriera di costruttore con motociclette artigianali dalle caratteristiche peculiari[96]. I motori utilizzati furono principalmente Sachs, ma anche Jawa, Aldbert e Hiro. |
| Mazzucchelli | 1925 | 1934 circa | Milano | Produsse motociclette di 200cc con motori tedeschi Alba fino al 1928 con il nome "Alba-Mazzucchelli". Poi il marchio divenne Mazzucchelli, che costruì motociclette di piccola cilindrata e motocarri. |
| MB | 1953 | 1954 | Bologna | "Motori Brevetti", fondatore: Orfeo Baruffaldi. |
| MBA | 1975 | 1990 | Sant'Angelo in Vado | |
| MBM | 1964 | 1981 | Bologna, Cesena | "Meccanica Bolognese Motocicli". Produsse scooter e ciclomotori 50cc con motori Minarelli. Non chiaro se questo marchio sia da ricondurre alla Milani o se si tratti di un'omonimia.[97] |
| MBR | 1923 | 1926 | Bologna | "Moto Biciclette Riparazioni". Fondatori: Giuseppe Giovannini, Mario Malini. Produttore di biciclette a motore. |
| MC | (vedi Moto Colombo) | |||
| MCM | (vedi Rubino) | |||
| MDS | 1955 | 1961 | Milano | "Moto Di Scoccimarro", marchio fondato dai fratelli Giacomo, Mario e Tonino Scoccimarro, originari di Trani. Produssero uno scooter 65cc quattro tempi (la MDS Motoretta) e varie motoleggere da 70, 75 e 80cc. Tra questi, una "75 competizione" destinata alle gare. |
| ME | (vedi Moto Emilia) | |||
| Mead Flyer | 1908 | 1911 | Torino | |
| MEB | 1932 | 1934 | "Milanesi Erminio Bressana", motocicletta realizzata probabilmente in esemplare unico allo scopo di partecipare ad una o più gare. Cilindrata 500cc. Non chiaro se la sede di produzione fu Bressana Bottarone[98] oppure Notaresco[99]. | |
| Meccanica NVB | 1956 | 1957 | Milano | Costruirono motocarri, ciclomotori e motociclette da 50 a 150cc. |
| Mediolanum[7][10] | 1947 | 1947 | Milano | |
| Medusa | 1957 | 1958 | Milano | Motocicletta bicilindrica di 175cc costruita da Vasco Loro (vedi anche il marchio Loro Vasco), pilota del motomondiale, e disegnata da Luciano Pasini. Il motore erogava ben 22cv. |
| Meiller[10][30] | 1923 | 1923 | Milano | |
| Meldi | 1927 | 1937 | Torino | "Officine Meccanicche Giuseppe Meldi" produsse principalmente motociclette monocilindriche da corsa con motori JAP 250, 350 e 500, e Python. Meldi collaborò poi con Antonio Baudo, creando il marchio BM. |
| Mello | 1931 | 1948 | Valle Mosso | Fondatori: Giuseppe e Albino Mello. Costruirono in piccola serie motociclette dal 175 a 500cc con propulsori forniti da aziende terze.[100] |
| Memini | 1946 | 1947 | Monza | Fabbrica di carburatori, la Memini costruì anche una motoleggera due tempi di 173cc, la Electra. |
| Mengoli | 1952 | 1954 | Bologna | Fondatore: Enzo Mengoli (vedi anche il marchio Moto Emilia). Produsse una 125 due tempi e una 175cc quattro tempi con distribuzione con albero a camme in testa. La ditta fallì probabilmente anche a causa di una battaglia legale con Amedeo Rocca e la sua OMS, fornitore di una partira di motori per Mengoli. I diritti di produzione della quattro tempi andarono ad un amico di Mengoli, che fondò il marchio Meteora. |
| Menicucci | 1930 | 1933 | Castel del Piano | Fondatore: Giuseppe Menicucci (vedi anche il marchio Perugina) insieme ai fratelli Alfredo e Liborio. I primi mezzi furono motorizzati JAP. Nel 1933, alla ricerca di nuovi capitali per espandere l'attività, Menicucci si associò con Buraglini e il marchio divenne BMP (Buraglini Menicucci Perugia). |
| Menon | 1920 | 1933 | Roncade | Officine fondate da Carlo Menon per la produzione di biciclette, dal 1920 intrapreserò l'attività di produzione di motocicli. I motori erano JAP e anche autocostruiti, fino a 350cc. |
| Meotti | 1948 | 1950 | Bologna | Fondatore: Camillo Meotti. |
| Merlini | 1950 circa | 1950 circa | Casalpusterlengo | "Officina Meccanica Fratelli Merlini", costruirono ciclomotori. |
| Merlini | 1981 | 1985 | Varese | Moto da competizione motorizzata Rotax costruita da Angelo Merlini. Quest'ultimo lavorò poi per Garelli e Cagiva. |
| Merlonghi | 1923 | 1928 | Tolentino | La "Società Brevetti Merlonghi" fu un costruttore di biciclette a motore. Nel 1925 conquistò anche alcuni record di velocità sul chilometro lanciato per le classi 100 e 250cc. Vedi anche PL. |
| Meteora | (vedi Moto Meteora) | |||
| MFB | (vedi FMB Telaimotor) | |||
| MFG | 1920 / 1921 | 1925 / 1927 | Milano | "Motocicli Francesco Garanzini", fondatore: Francesco Garanzini, fratello di Oreste (vedi Garanzini) con il quale collabora per alcuni anni nell'officina di quest'ultimo. Le MFG montano motori Blackburne in varie cilindrate e anche un due tempi costruito in proprio di 142cc. Alcuni modelli furono commercializzati con marchio Blackburne. |
| MG | 1938 | 1950 | Modena | Fondata da Vittorio Guerzoni (ex Mignon); il marchio era l'acronimo di "Moto Guerzoni". Produsse motociclette molto simili alle Taurus alle quali forniva i motori. Dopo la seconda guerra mondiale il reparto motori fu comprato dai fratelli Bergamini che crearono il marchio Centaurus. |
| MG Taurus | (vedi Taurus) | |||
| MG Special | 1949 | 1955 | Solbiate Olona | Fondata da Marco Grandoni (ex pilota motociclista) costruì una moto da corsa 500cc. |
| MI-VAL | 1950 | 1967 | Gardone Val Trompia | |
| Mignon | 1921 | 1932 | Modena | Marchio di Vittorio Guerzoni (vedi poi anche MG). Iniziò con la produzione di biciclette a motore per poi passare, nel giro di pochi anni, alle motociclette. La produzione era incentrata sui motori a 4 tempi che forniva anche alla milanese Taurus. |
| Milani | 1964 | 1979 | Cesena | |
| Miller Balsamo | 1919 / 1921 | 1959 | Milano | Dei fratelli Ernesto, Edgardo e Mario Balsamo (vedi anche Excelsiorette), produsse numerosi modelli con motori importati (Rudge Python e altri) e anche con motori propri. Inizialmente il marchio era "Miller", per poi diventare Miller Balsamo dopo il 1935. Sempre nel '35, introdussero il nome "Vespa" per un loro modello di 98cc; vendettero poi il marchio alla Piaggio nel 1945.[101][102] |
| Minerva | 1929 | 1931 / 1934 | Torino | Il marchio costruì in piccola serie motociclette 175cc a quattro tempi. |
| Minetti | 1924 | 1927 | Torino | Ditta dei fratelli Minetti che produsse una monocilindrica due tempi da 125cc in versioni Sport e Turismo. |
| Mini Marcellino | Marchio della Dinamica Meccanica Tassinari. | |||
| Minimotor | 1945 | 1956 | Milano | Anche "Mini-motor", ditta di Vincenzo Piatti (vedi anche il marchio Piatti), costruì un motore ausiliario per bici da 49cc e un ciclomotore completo, il Veltro. Il micromotore per bici fu prodotto su licenza anche in Francia, e nel Regno Unito (dalla Trojan). |
| Minizeta[8] | 1989 | 1989 | Produssero un micromotore per biciclette, minimoto e ciclomotori. | |
| Miro Maffeis | 1933 | 1935 | Milano | Miro Maffeis (vedi Maffeis) proseguì la produzione della precedente azienda con il nuovo marchio "Miro Maffeis". I soci erano Miro stesso, e i fratelli Aurelio e Enrico Tornielli. |
| MM | 1924 | 1957 | Bologna | |
| MMM | (vedi FM Molteni) | |||
| Moglia | (vedi Mafalda) | |||
| Molaroni | 1921 | 1927 | Pesaro, Bergamo | Marchio della "Società Anonima Industrie Riunite Fratelli Molaroni". I primi modelli furono a due tempi: una monocilindrica 300cc e una bicilindrica boxer 600. Dal 1925 la produzione proseguì negli stabilimenti di Bergamo. |
| Molteni | (vedi FM Molteni) | |||
| Monaco | 1950 | 1955 | Già progettista e contruttore di motori in collaborazione con Della Ferrera, Augusto Monaco entrò poi, nel 1927, in società con Antonio Baudo (vedi il marchio Baudo) per la produzione delle Monaco-Baudo. Nel 1950 il marchio Monaco comparve su un prototipo di una due tempi 125cc. | |
| Mondial / FB Mondial | 1929 | 2004 | Bologna, Milano | |
| Monterosa | 1954 | 1958 | Torino | Produsse ciclomotori motorizzati Itom. |
| Monteverdi[7][10] | 1925 | 1929 | Milano | |
| Montù | 1903 | 1910 | Alessandria | Produsse ciclomotori e motoleggere con motori Sachs. |
| Monviso | 1951 | 1956 | Savigliano | "Fabbrica Cicli e Motocicli Garetto Michele e Figli". Produsse motoleggere con motori Sachs. |
| Morbidelli | 1967 | 1992 | Pesaro | |
| Moretti | 1925 | 1934 | Macerata, Torino | |
| Mosca | 1922 | 1925 | Pavia | Marchio dell'ingegnere Palmiro Mosconi (vedi il marchio Mosconi). Si tratta di una bicicletta con motore a due tempi 100cc. |
| Moschita Cassani[10] | 1950 circa | 1950 circa | Milano | |
| Mosconi | 1934 | 1934 circa | Pavia | Marchio dell'ingegnere Palmiro Mosconi (vedi anche il marchio Mosca). Si tratta di una bicicletta con motore a gasolio[103]. |
| Moser | 1925 | 1935 | ||
| Moto Baroni | 1949 | 1959 | Bareggio | "Officine Meccaniche Moto Baroni" di Giuseppe Baroni, ex ciclista. L'azienda produsse biciclette e tricicli da trasporto fino al 1949, quando iniziò la produzione di ciclomotori e poi motociclette. I motori erano affidati a FBM e Franco Morini, prima di iniziare a produrre motori in proprio.[104] |
| Moto Bimm | 1968 | 1985 | Prato | |
| Moto Biro's | 1970 | 1985 circa | Cesena | Fondatori: Giancarlo Biondi e Vincenzo Rossi. Produsse ciclomotori due tempi da strada e fuoristrada. |
| Moto BM | (vedi BM di Bologna) | |||
| Moto Borgo | (vedi Borgo) | |||
| Moto Capello | (vedi Capello) | |||
| Moto Colombo | 1930 circa | 1930 circa | Gorla Minore | Esemplari (4 o 5 in totale) assemblati da Mario Colombo, pilota motociclistico, con motori Mercury e telai FIT, con lo scopo di utilizzarle in gara. Esistevano in versione 250 e 500cc. |
| Moto Colombo | 1947 / 1950 | 1950 | Abbiate Guazzone | Motocicletta 250cc realizzata da Ercole Colombo. Un modello è esposto al museo Frera di Tradate. Sembra sia esistito, successivamente, anche un modello da 500cc. |
| Moto Emilia / ME | 1953 | 1955 | Bologna | Marchio di Enzo Mengoli (vedi anche il marchio Mengoli) e conosciuta anche come "ME", costruì motociclette 175cc a quattro tempi in varie versioni. |
| Moto Europa | (vedi Europa) | |||
| Moto Futuro | 1947 | 1950 | Bologna | Fondatore: Lorenzo Marzocchi. Produsse motocicli utilitari fino a 250cc. |
| Moto Gabor | (vedi Gabor) | |||
| Moto Galloni | (vedi Galloni) | |||
| Moto Gerosa | (vedi Gerosa) | |||
| Moto Graziella | (vedi Carnielli) | |||
| Moto Gori | 1969 | 1983 | Firenze | |
| Moto Guerzoni | (vedi MG) | |||
| Moto Italia | 1956 | 1956 | Prototipo realizzato dai fratelli Scalambra. La trasmissione dal motore alla ruota posteriore era idraulica. Non entrò mai in produzione di serie. | |
| Moto Lecce | 1929 | 1932 | San Cesario di Lecce | |
| Moto Magni | (vedi Magni) | |||
| Moto Mazzilli | (vedi Mazzilli) | |||
| Moto Mengoli | (vedi Mengoli) | |||
| Moto Meteora | 1953 | 1980 | Monteveglio, Zola Predosa | |
| Moto Molteni | (vedi FM Molteni) | |||
| Moto Müller | 1949 | 1979 | Bologna, Robecco d'Oglio | |
| Moto Nettunia | (vedi Nettunia) | |||
| Moto Pennazio | (vedi MP) | |||
| Moto Perugina | (vedi Perugina) | |||
| Moto Piana | (vedi Motopiana) | |||
| Moto Poletti | 1923 | 1927 | Milano | Marchio di Achille Poletti (vedi anche il marchio Polet) che realizzò motociclette 250 e 500cc destinate alle competizioni. |
| Moto Rêve italiana | 1907 | 1914 | Milano | Società italiana costituita per costruire, su licenza, i motori della svizzera Moto Rêve. Commerrcializzò poi anche biciclette a motore complete. |
| Moto V | 1927 | 1931 | Torino | Motocicletta di 325cc due tempi, tre marce, progettata dall’ingegner Vandone di Torino. |
| Moto Verona | (vedi Verona) | |||
| Moto Villa | 1966 | 1987 | Modena, Crespellano | |
| MotoBi | 1950 | 1977 | Pesaro | |
| Motobici | (vedi Alpino) | |||
| Motoborgo | (vedi Borgo) | |||
| Motocapello | (vedi Capello) | |||
| Motoclipper | 1948 | 1949 / 1953 | Milano | Fu una motoleggera con propulsore Ducati Cucciolo di 60cc. |
| Motodelta[8] | Probabilmente si tratta della Fabrizio. | |||
| Motoflash | 1950 circa | 1950 circa | Bologna | Marchio bolognese attivo negli anni '50 nella vendita di motociclette prodotte con parti fornite da aziende terze. |
| Motom | 1947 | 1970 | Milano, Baranzate | |
| Motomec | 1985 | 1989 | Longiano | Produsse il ciclomotore Jolly. Il mezzo era, curiosamente, multiuso: poteva essere utilizzato anche come compressore d'aria, pompa per l'acqua, caricabatteria. |
| Motopiana | 1923 / 1926 | 1930 | Firenze | Era conosciuta come Piana fino al 1926. |
| Motor Union | ||||
| Motorvieto | (vedi Cieffe) | |||
| Motovelo Fiorelli | (vedi Fiorelli) | |||
| Motron | 1976 | 2000 | Modena | Azienda nata dalla Romeo |
| MP | 1934 | 1935 | Torino | "Moto Pennazio". Produssero in serie limitata motocicli di varie cilindrate, da 175 a 500cc, con propulsori forniti da aziende terze. |
| MP | (per il motore ausiliario, vedi Marchitelli) | |||
| MP | 1966 | 1966 | Milano | Acronimo di "Moto Parilla". Marchio con il quale venne prodotta da Giovanni Parrilla, in piccola serie, una moto da cross da 17cv dopo la chiusura della precedente azienda. |
| MR | 1922 | 1928 | Parma | "Malagoli & Romeo Raimondi". Produsse motociclette leggere fino a 125 cc con motori francesi Train. |
| MT | (vedi Muratore) | |||
| MT 34 | 1941 / 1943 | 1949 | Milano | Micromotore per biciclette di 34cc due tempi costruito, a Milano, dalla società "Micromotore" e, su licenza, anche in Francia. |
| MTK | (vedi Mainini) | |||
| Muratore | 1948 | 1953 | Tollegno | Fu una bicilindrica parallela di 250cc, quattro tempi, costruita dall'artigiano Teresio Muratore. |
| MUSA | 1947 | 1949 | Milano | "Macchine Utilitarie Società Anonima". Costruttore di biciclette e tricicli da trasporto, produssero un motocarro a tre ruote motorizzato Ducati Cucciolo. |
| Müller | (vedi Moto Müller) | |||
| MVB | 1950 circa | 1950 circa | Bologna | "Moto Valla Bologna". Fondatori: Filippo e Gaetano Valla |
| MVB | 1954 | 1956 | Milano | Ciclomotori e piccoli motocicli 2 tempi fino a 150cc. I motori erano forniti da aziende esterne. |
| MZV | ||||
| Nadia | 1950 circa | 1950 circa | Bologna ? | Produsse ciclomotori nell'area di Bologna negli anni '50, come da testimonianze fotografiche.[105] |
| Nagas & Ray | 1925 | 1930 | Milano | |
| Nassetti | 1951 | 1957 / 1960 | San Pellegrino Terme | Nata nel 1934 come officina di componenti meccanici per moto, costruì poi motori e ciclomotori completi negli anni '50, a due e quattro tempi. |
| Navone | 1928 | 1929 | Torino | Marchio di Giuseppe Navone (vedi anche i marchi Itala, Baudo e GN). Produsse una bicicletta a motore di 175cc. Il propulsore era il francese PM. Secondo un'altra fonte, il marchio si limitò a commercializzare un motore ausiliario per biciclette[106]. |
| Nazzaro | 1926 | 1928 | Torino | Fondatore: Eugenio Nazzaro. Costruì una bicicletta con motore 175cc. Il fratello di Eugenio, Felice, fu invece un pilota e costruttore automobilistico. |
| NB | 1930 / 1935 | 1937 / 1941 | Milano | Iniziali di Nicola Bordone, che costruì anche motocarri (vedi il marchio Bordone). La moto era una 500cc monocilindrica a 4 tempi, 4 marce. |
| NCR | 1967 | |||
| NEC[10][30] | 1925 | 1925 | Milano | |
| Necchi | 1950 | 1953 | Pavia | Azienda di macchine per cucire, costruì in numeri limitati anche motoleggere con motori Ducati, Garelli, Sachs e Villiers. |
| Nedalini | 1944 | 1946 | Busto Arsizio | SI tratta di un micromotore per biciclette prodotto in poche unità. L'azienda era di Ercole Nedalini con i figli Renato e Umberto. |
| Negrini[10][30] | 1904 | 1904 | Milano | |
| Negrini | 1950 | 1985 | Savignano sul Panaro, Vignola | Fondatore: Pietro Negrini. Vedi anche CM. Il marchio Negrini costruì e commercializzò ciclomotori, scooter, minimoto e motociclette di piccola cilindrata. Dal 1970 la direzione dell'azienda passò al figlio Mauro.[107] |
| Negroni[10][30] | 1904 | 1904 | Milano | |
| Nello | 1972 | 1977 | Torre Boldone | Fondatore: Fortunato Nello, che utilizzò anche il marchio NF. Meccanico e importatore della Rond Sachs, costruì anche motociclette da regolarità. |
| Nencioni | 1926 | 1928 | Firenze | Fondatore: Carlo Nencioni. Costruì una bicicletta con motore Della Ferrera di 125cc. |
| Neptunus[7][30] | 1923 | 1926 | Malgrate | |
| Nettunia | 1946 | 1953 | Bologna | Fondatore: Athos Busi (vedi anche la FMB Telaimotor). Produssero ciclomotori motorizzati Ducati Cucciolo e motoleggere due tempi fino a 160cc e un motocarro. |
| NF | (vedi Nello) | |||
| Nibbio | (vedi Gianca) | |||
| Niki | 1955 | 1955 | Bologna | Presentò alcuni ciclomotori motorizzati NSU e FBM al salone internazionale di Ginevra del 1955. |
| Novara | 1929 | 1935 | Legnano | Marchio di Angelo Novara anche colloquialmente conosciuto come "Novarina". Produsse motociclette 175cc con motori Chase e JAP e 250cc motorizzate CM, per un totale di circa 20 moto prodotte. È possibile che alcuni motori siano anche stati fabbricati in proprio. Curiosamente, l'idea iniziale era di destinare le motociclette al noleggio a ore, prima di decidere per la classica vendita. |
| NSV | 1945 circa | 1950 circa | "Nanni Società Velomotori", produsse motociclette complete di piccola cilindrata grazie anche alla collaborazione con i fratelli Marzocchi (vedi il marchio Grillo). | |
| NVB | (vedi Meccanica NVB) | |||
| O. Chiusaroli | (vedi Folletto) | |||
| O. Garanzini | (vedi Garanzini) | |||
| OASA | "Officine Aliprandi Società Anonima" (vedi Aliprandi) | |||
| OCC | 1945 circa | 1953 | Bologna | "Officina Cocchi e Compagno". Fondatori: Enrico Cocchi e Alfio Bonasoni. Produssero parti meccaniche per altre marche e biciclette motorizzate anche, ma non solo, con il Cucciolo. |
| OCM | 1962 | 1968 | Costruttore di ciclomotori e motocarri con motori Morini Franco. | |
| OCMA | 1953 | 1958 / 1959 | Fiorano al Serio | Azienda metalmeccanica che entrò sul mercato motociclistico con il marchio Devil. Vennero prodotte varie versioni, da strada e fuoristrada, in cilindrate 125, 160 e 175cc utilizzate anche in competizioni di regolarità. Chiuse i battenti per le cause intentate da MV e Parilla per le forti somiglianze, forse non casuali, del 160 2 tempi e del 175 4 tempi. Dopo la chiusura, le duemila "160" invendute furono rilevate dalla Rumi, che le vendette in Argentina con il proprio marchio[9]. |
| Oliva | 1920 | 1925 | Vado Ligure | Produttore di biciclette a motore. Costruì in serie anche una motoleggera di 175cc con cambio a 2 marce e un micromotore per biciclette. |
| Oliverio | 1929 | 1932 | Torino | Costruì motociclette con motori Sturmey-Archer da 350 e 500cc con distribuzione a valvole in testa. |
| Ollearo | 1923 | 1952 | Torino | Fondatore: Neftali Ollearo. Nei 30 anni di attività costruì una vasta gamma di motociclette in cilindrate fino a 500cc, un micromotore per biciclette, motocarri e motofurgoni. La produzione si spense negli anni '50. |
| Olmi[10][30] | 1930 | 1935 | Milano | |
| Olmo | 1954 | 1961 | Celle Ligure | Marchio di Giovanni Olmo. Costruì biciclette e ciclomotori due tempi di piccola cilindrata. |
| Olympia | 1952 | 1952 | Milano | |
| OMA | 1952 | 1955 | Bologna | "Officine Meccaniche Amadori". Fondatore: Adriano Amadori. Fu un costruttore di motori monocilindrici a quattro tempi. |
| OMAN | 1927 | 1928 | Fu una motoleggera alimentata a nafta. | |
| OMB | 1932 | 1934 | Torino | "Officine Meccaniche Broglia", marchio di Angelo Blatto (ex Augusta FIAB, Blatto e Ladetto & Blatto). Si trattava di motociclette con caratteristiche sportive per poter essere utulizzate anche in gara. Le cilindrate arrivavano fino a 500cc. I motori OBM venivano forniti anche a Case esterne. |
| OMB | 1947 | 1947 | Torino | "Officine Meccaniche Benotto". Costruirono il ciclomotore Sirio, con un propulsore di 58cc a due marce. |
| OMB | 1947 | 1949 | Bazzano | "Officina Meccanica Bazzanese". Fondatori: Enrico Pedrini, Guerrino Marsigli, Claudio Masi, Marino Sereni |
| OMC | 1924 | 1934 | Gerace Marina | |
| OMC | 1972 | 1987 | Budrio | "Odino Macchi Ciclomotor". Fu un costruttore di ciclomotori. I propulsori erano forniti da Minarelli e Franco Morini. |
| OME-Giordani | 1920 | 1921 | Milano | "Officine Meccaniche Elettriche" di Ernesto Giordani. Presentò una motocicletta elettrica al Motosalone di Milano del 1920. Aveva una potenza di 250 watt e una velocità massima di 25 km/h. |
| Omea | 1950 / 1951 | 1953 | Milano | Produssero una motoleggera di 124cc due tempi, 3 marce, progettata dall'ingegnere Carlo Bottari. Il motore era probabilmente il "Eolo" (vedi Eolo). È possibile che fosse stata presentata al salone di Milano del 1950 con il marchio Aeolus[108]. |
| OMER | 1948 | 1980 circa | Reggio Emilia | |
| OMN | 1924 | 1925 | Novara | Costruì motoleggere dotate di motori Villiers da 147 a 172cc. |
| Opessi[7][10] | 1935 | 1936 | Milano | Fondatore: Piero Opessi. |
| OPRA | 1927 | 1929 | ||
| OR | 1928 | 1931 | Milano | Marchio delle "Officine Riunite di Costruzioni Meccaniche". Costruirono una motocicletta di 175cc quattro tempi in due versioni: normale (con valvole laterali e due marce) e lusso (con valvole in testa e tre marce). |
| ORAM | 1947 | 1950 / 1952 | Bologna | "Officine Ricostruzione Auto e Moto". Fondatori: Amedeo Rocca, Mario Piretti, Gustavo Parma. Costruirono una motoleggera di 124cc. |
| Orio & Marchand | (vedi Marchand-Orio) | |||
| Orione | 1923 | 1928 | Milano | Fondata da Guido Carpi, produsse motocarri e numerose motociclette, impegnate con successo in tante gare dell'epoca. Uno dei piloti (e dipendente dell'azienda)[109] fu il futuro campione del mondo Nello Pagani. |
| Orix | 1949 | 1952 | Alessandria | Costruttore di scooter motorizzati Jlo. Dal 1952 il marchio confluì nella Orix-Prina (vedi Prina). |
| Orlandi | 1930 | 1934 | Robecco Pavese | Fondatore: Rinaldo Orlandi. Costruì biciclette a motore. |
| Oscar | 1962 | 1980 | Rastignano | |
| Osculati | 1930 circa | 1930 circa | Milano | Emilio Osculati costruì motocarri con motori Frera a 3 marce. |
| Oswego | (vedi Mafalda) | |||
| Ottino | 1926 | 1935 | Torino | Marchio dei fratelli Ottino. Costruì motoleggere con motori Della Ferrera 125cc, e poi JAP e CF di 175cc. |
| Ottolenghi | 1928 | 1932 | Caluso, Torino | Fondatori: Ottolenghi e Actis. Produssero motociclette fino a 350cc con motori Piazza, JAP e Ladetto & Blatto. Fu forse l'unica casa motociclistica dell'allora provincia di Aosta (oggi città metropolitana di Torino). Sembra che nel 1930 la ditta cambiò nome in "Umberto Ottolenghi Motocicli" e si trasferì a Torino[110]. |
| Pacer | (vedi Italtelai) | |||
| Paglianti | 1958[111]. | 1963 | Dosson | Fondatore: Antonio Paglianti. Produssero ciclomotori usando motori Ducati, Garelli, Minarelli e Franco Morini. |
| Palmieri & Gulinelli | 1957 | 1964 | Bologna | Produssero, in varie cilindrate, lo scooter Guizzo, esportato anche in nord Europa e Sud America. |
| Panarotto[29] | 1923 | 1925 circa | Vicenza | Costruttore di motobici. |
| Panda | 1957 | 1964 | Piano di conca, Montramito | Marchio della Centromoto di Alessio Bartolini (vedi anche Titania), ex fotografo ufficiale Ancillotti. Il marchio Panda fu creato per la realizzazione di motociclette da trial semiartigianali dopo il termine della collaborazione con la Ancillotti. La chiusura avvenne nel 1985, dopo la registrazione da parte della FIAT del nome "Panda" per il suo fortunato modello di autovettura e intimò alla Centromoto di cessarne l'utilizzo.[112] |
| Panzeri[113] | 1980 circa | 1980 circa | Piccolo costruttore di moto da cross con sede in provincia di Lecco. Si conosce un modello di 50cc. | |
| Paperino | (vedi IMN) | |||
| Pappagallo[7][10][30] | 1926 | 1927 | Milano | |
| Parilla | 1946 | 1967 | Milano | |
| Parvus | 1919 | 1926 | Milano | Costruttori di motori a due tempi per biciclette da 98, 104, 114 e 123cc. Impegnate anche nelle corse dell'epoca, uno dei piloti Parvus fu Miro Maffeis (vedi Maffeis). Il marchio Parvus era della ditta "Prova & Sgarbi". Nel 1926 venne acquisita dalla ditta Moglia (vedi Mafalda). |
| Paselli | 1933 | 1933 | Casalecchio di Reno | Fondatore: Aurelio Paselli. |
| Passarin | 1935 | 1935 | Milano | Costruì una microcar a tre ruote (2 anteriori e una posteriore): la Minima. Il motore era un Sertum 120cc due tempi. |
| Passoni | 1902 | 1904 | Milano | "Fabbrica Italiana Motocicli Passoni". |
| Patriarca / Patriarca & Guizzardi | 1907 / 1924 | 1933 / 1951 | Torino | La ditta iniziò producendo motori a due tempi nel 1907. La prima motocicletta completa fu commercializzata nel 1924. I motori utilizzati nella gamma in vendita furono Moser e JAP, mentre dagli anni '30 si passò esclusivamente ai motori prodotti internamente. La Casa era specializzata nelle piccole cilindrate e nelle biciclette a motore. L'azienda chiuse nel 1933, ma nel 1951 Gustavo Patriarca costruì la Motina, una 250 quattro tempi, in pochi esemplari e mai prodotta in serie. |
| Pegaso | (vedi SIM - Pegaso) | |||
| Pennazio | (vedi MP) | |||
| Peripoli | 1957 | 2000 | Montecchio Maggiore | |
| Peroglio[30] | ||||
| Perugina | 1953 | 1965 circa | Castel del Piano | Ditta di Giuseppe "Peppino" Menicucci (vedi anche il marchio Menicucci). Produsse motociclette a due e a quattro tempi fino a 250cc, anche in versioni sportive. |
| Pesenti-Rubinelli | 1920 | 1923 | Milano | Marchio di Guido Pesenti (vedi anche il marchio Fulgor utilizzato da Pesenti nello stesso periodo), che utilizza motori Rubinelli (per i quali era agente di vendita) per realizzare le sue motociclette monocilindriche due tempi. |
| PFG | (vedi Piola) | |||
| PG | 1927 | 1931 | Torino | Ditta di Giuseppe Parena specializzata in motoleggere a quattro tempi. Costruirono anche motori per i propri mezzi e per altre Case. |
| PG | 1929 | 1930 | Torino | Marchio di Parasacco e Guarino. Produssero in numeri limitati motociclette 175cc a quattro tempi. |
| Piana | 1923 | 1926 | Firenze | Fu il primo nome della Motopiana[114], che sarà poi attiva fino al 1930. |
| Piatti | 1948 | 1956 | Marchio di Vincenzo Piatti (vedi anche Minimotor) utilizzato per lo scooter S125, due tempi, cambio a 3 marce, completamente carenato. Fu costruito su licenza in Belgio e nel Regno Unito fino alla fine degli anni '50. | |
| Piazza | 1923 | 1939 | Torino | "Fabbrica Italiana Moto Piazza", fondatore: Antonio Piazza. Costruì inizialmente micromotori e biciclette motorizzate, per poi passare alle motociclette, anche di grossa cilindrata, e alla vendita di motori (due e quattro tempi) ad aziende esterne. |
| Piccoli Motori | 1977 circa | 1979 circa | Bologna | Fu un costruttore bolognese di ciclomotori. Produsse ciclomotori per vari marchi (tra cui Baretta[115]) che vennero venduti anche all'estero. I motori erano Minarelli e Franco Morini. |
| Piermattei | (vedi PL) | |||
| Pignatti | 1910 circa | 1910 circa | Quistello | Fondatore: Ellero Pignatti. |
| Piola | 1919 | 1921 | Torino | Ditta "Giuseppe Francesco Piola e figli", anche conosciuta come PFG. Costruì in piccoli numeri motociclette a due cilindri contrapposti di 620cc. |
| Piovaticci | 1973 | 1975 | Pesaro | |
| Pirola | 1925 circa | 1925 circa | Monza | Marchio di Costante Pirola, che presentò biciclette con motori forniti dalla ditta di Pietro Vassena. |
| Pirotta | 1948 | 1959 | Gorgonzola | Ditta di Gerolamo Pirotta che già dal 1929 era impegnato nella costruzione di biciclette e comonentistica. Dal 1948 iniziò la produzione di ciclomotori e motoleggere, anche con motori Alpino. Il marchio era famoso principalmente per il micromotore per biciclette "Pirottino", esportato fin in Svezia. Prima della chiusura, l'ultimo modello fu una motocicletta 158cc in versioni Turismo e Sport lusso. |
| Piuma | 1948 | 1948 | Pavia | Ditta di Carlo Caccia che produsse biciclette motorizzate Alpino. |
| Piva | 1922 | 1925 | Milano | Costruttore di una motoleggera due tempi da 110cc. |
| Piviere | (vedi Zanzi) | |||
| PG | 1912 | 1915 circa | Borgomanero | Dal nome dei fondatori: Aldo Piscia e Alberto Galloni, fu il prologo della Galloni. Realizzarono una moto 350cc 4 tempi. |
| PG | 1924 | 1930 | Torino | Fondatori furono Agostino Parasacco e Giuseppe Garino, che costruirono una moto 175cc quattro tempi in piccola serie. Un esemplare è conservato al Museo nazionale della scienza e della tecnologia. |
| PL[116] | 1927 | 1929 | Tolentino | Fondata da Luigi Piermattei, contabile della Merlonghi, che ne proseguì la produzione dopo la chiusura. Si trattava di motoleggere dotate, tra gli altri, anche di motori Train. |
| PM[10] | 1941 | 1942 | Milano | |
| PO | 1921 | 1923 | Firenze | "PO" dalle iniziali dei fondatori Pagni e Occhialini. Costruirono una motocicletta 350cc due tempi in 3 versioni: Turismo, Mezza corsa e Corsa. |
| Polenghi | 1945 / 1950 | 1955 | Codogno | Le "Officine meccaniche di Mario Polenghi" costruirono micromotori per biciclette e ciclomotori completi. |
| Polet | 1923 | 1927 | Milano | Marchio di Achille Poletti (vedi anche il marchio Moto Poletti) con il quale vennero realizzate elaborazioni su base Gilera. |
| Poletti | (vedi Moto Poletti) | |||
| Pony | 1946 | 1947 | Milano | Micromotore per biciclette da 44cc. |
| Ponzio & Marchi[10] | 1910 circa | 1910 circa | Milano | |
| Porpora | 1930 circa | 1935 | Milano | Marchio di Giuseppe Domenichetti, già costruttore di biciclette dal 1925. Costruì in esemplare unico una motocicletta 500cc. Il nome "Porpora" derivava dalla via di Milano sede dell'azienda. |
| Posdam | 1926 | 1930 | Torino | Ditta dei fratelli Possio e dell'ingegnere Alberto Da Milano (da cui il nome della marca). Costruirono motori ausiliari per biciclette e motoleggere complete da 125 fino a 175cc. |
| PR | 1935 | 1936 | Torino | Ditta di Pietro Rosati che costruì motori per la vendita ad aziende terze e un modello di monocilindrica 500cc. |
| Premoli | 1935 | 1937 / 1940 | Varese | Fondata da Guido Premoli, ex pilota motociclistico, costruì motociclette con caratteristiche sportive. I motori furono modelli propri a 4 tempi di 175cc, nonché unità OMB di 500cc. |
| Primus | 1904 | 1909 | Torino | Fondatore: Lodovico Bonardi. Costruirono motobici. Dal 1910 l'azienda produsse solo motori per auto e nautica. |
| Prina | 1949 | 1954 | Asti | Fondata da Amedeo Prina, costruì scooter e motoleggere con motori, inizialmente, Cucciolo e Mosquito, e poi Jlo. Dal 1952 il marchio si fuse con la Orix di Alessandria, divenendo "Orix-Prina". |
| Prinetti & Stucchi | 1898 | 1926 | Milano | |
| PS | (vedi FVL) | |||
| Puch-Frigerio | (vedi Frigerio) | |||
| Pupilla[29][30] | 1926 | 1936 | Torino | Costruttore di motobici. |
| PWS | 1978 | 1982 | San Polo d'Enza | Fondatore: Roberto Manfredini. Fu un costruttore artigianale di moto da cross di 125 e 250cc. I motori utilizzati furono Minarelli e Tau. |
| Quagliotti | 1902 | 1907 | Torino | Fu un costruttore di biciclette a motori. I propulsori erano i francesi Peugeot. |
| Quattrocchio | 1940 circa | 1940 circa | Alessandria | Costruttore di biciclette che motorizzò una parte della sua produzione con i Garelli Mosquito.[117] |
| RA | 1927 | 1929 | Bologna | Fondatore: Alfredo Rizzoli. Produttore di motobici. |
| Raimondi | (vedi MR) | |||
| RAM[10][30] | 1910 | 1910 | Milano | |
| Ranzani | 1918 | 1938 | Milano | Fondata da Edoardo e Filippo Ranzani, iniziarono costruendo biciclette motorizzate Heros (un fornitore tedesco). La produzione si specializzò sulle motoleggere entro i 175cc; i motori furono principalmente JAP e Norman. Venne anche costruita una 350cc motorizzata Blackburne. Edoardo (ormai unico socio, visto che Filippo lasciò l'azienda nel '29) perse la vita in un incidente motociclistico nel 1938 e la produzione cessò. |
| Rapid | 1953 | 1955 | Milano | Motore ausiliario di 48cc per biciclette. Fu costruito in varie versioni. |
| Ras | (vedi Fusi) | |||
| Rebus[10][30] | 1908 | 1910 | Milano | |
| Rebuschi | 1977 | 1978 circa | Fu un piccolo marchio di motociclette da motocross con motori Yamaha.[118] | |
| Reggioli | 1969 circa | 1969 circa | Firenze | Marchio di Walter Reggioli, pilota di cross, e Alfredo Pieroni. Costruirono in piccola serie una motocicletta da cross con motore Minarelli di 60cc due tempi. |
| Reiter | 1927 | 1929 | Torino | Marchio della ditta Timone & Fresia. Costruirono motociclette con motori a quattro tempi inglesi Blackburne 250 e Bradshaw 350cc. |
| Restelli[10][30] | 1905 | 1907 | Milano | Probabilmente il fondatore fu Enrico Restelli, che progettò anche automobili e fu in qualche misura legato al marchio Rebus. |
| REVA | 1950 | 1958 | Bologna | (vedi Fochj) |
| Rigat | 1904 | 1914 | Torino | Fondatore: Felice Rigat, pilota motociclistico. Produsse alcuni modelli di moto anche di grossa cilindrata. Tra i motori utilizzati figurano i tedeschi Fafnir. |
| Ringhini | 1973 | 1975 | Pesaro | Marchio di Franco Ringhini che comparve su una GP di 50cc. Ringhini resterà poi nei gran premi con il marchio RTM. |
| Riva | 1928 | 1933 | Torino | Moto da corsa costruita da Valerio Riva. Fu una 500cc 4 cilindri sovralimentata con raffreddamento ad acqua. Partecipò al GP di Monza del 1928, esplodendo al primo giro. Ne venne poi costruito un secondo modello nel 1933 con forcella francese Majestic e mozzo posteriore Baruffaldi. Il motore fu probabilmente progettato da Giuseppe Merosi (ex Alfa Romeo). |
| Rivara | 1975 | 1980 circa | Colorno | Fondatore Giorgio Rivara. Costruì ciclomotori 50cc da cross e enduro, nonché il Beach, un piccolo scooter ripiegabile. |
| Rizzato | 1979 | 1998 | Padova | Marchio di Alessandro Rizzato, produsse principalmente ciclomotori con propulsori Atala, azienda di proprietà del fratello Cesare). Venne anche costruita una moto 125cc con motore Minarelli. |
| Rizzetto | (vedi Ariz) | |||
| Romano | 1904 | 1906 | Torino | Fu una inusuale bicicletta a motore, nella quale il motore era posizionato all'interno della ruota anteriore (lenticolare, priva di raggi). Fu uno dei pochissimi esempi di motocicletta a trazione anteriore, ma non riscosse successo commerciale. |
| Romeo | 1961 | 1975 | Modena | Azienda da cui nacque la Motron. |
| Romero | 1913 | 1935 | Pinerolo | Fu un produttore di motobici[29] e motociclette di piccola cilindrata[119]. Altre fonti indicano la produzione di motociclette anche di 500cc.[8] |
| Rondine | 1923 / 1925 | 1928 | Melegnano | Produssero motoleggere due tempi con motori Train e, successivamente, motori propri. Le moto furono utilizzate con successo anche in gara. |
| Rondine | 1934 | 1935 | Roma | |
| Rondine | 1951 | 1954 | San Martino Siccomario | Fondata da Guido Montagna (la società era la FIMLE SpA). Costruì in serie motociclette 125cc e 150cc due tempi con motori Sachs. Sui carter motore campeggiavano le iniziali "GM". Costruì anche un motocarro 250cc. Dopo il falllimento, il fondatore passò alla OCMA Devil. |
| Rondine | 1967 | 1971 | Vigevano | Ditta di Angelo Copeta, (ex pilota MV Agusta), produsse ciclomotori e moto da fuoristrada di piccola cilindrata. È possibile che alcuni modelli siano stati sviluppati insieme alla Malanca[120]. |
| Rosetta | 1950 | 1952 | Produssero in piccola serie motociclette dotate di motori inglesi Villiers. | |
| Rosselli | 1899 | 1904 / 1910 | Torino | Fondatore: Emanuel Rosselli. Il primo modello è una bicicletta a motore, la "Lilliput", più volte aggiornata negli anni successivi. Altri modelli di motocicletta arrivano fino a 258cc. La ditta pare fosse inizialmente conosciuta con il marchio "Castellazzi & Rosselli". |
| Rossi | 1927 | 1929 | Cocquio-Trevisago | Fondatore: Paolo Rossi. Costruì in piccola serie motociclette 350cc bicilindriche a V di 90°. È possibile abbia prodotto anche moto di 490cc. |
| Rossi | 1951 | 1955 | Parma | Fondata da Angelo Rossi, produsse motoleggere di 125 e 175cc con motori Jlo. Successivamente costruirono in casa anche i propri motori a due tempi. |
| Rosso[10][30] | 1925 | 1927 | Milano | |
| Rota | 1950 | 1954 | Biella | Fondatore: Felice Rota. Furono motociclette di 500cc quattro tempi, con valvole in testa e distribuzione ad aste e bilanceri. Furono vendute anche in versioni Sport e Competizione. Non si esclude anche un modello 250, ma la produzione fu limitata a 15 motociclette prodotte in totale (considerando sia le 250 che le 500). |
| Rovetta | 1900 | 1906 | Brescia | Marchio di Giovanni Rovetta, produttore di micromotori per biciclette. Costruì anche una bicicletta a motore completa. |
| Royal | 1922 | 1928 | Milano | Fondata dai fratelli Santagostino, costruì motociclette con motori JAP e Blackburne di 350 e 500 cc. Utilizzarono anche il marchio Royal Super per una motocicletta due tempi con motore, probabilmente, costruito in proprio. |
| Royal Prince | 1933 | 1934 | Milano | Marchio di Secondo Prati, importatore in Italia delle Royal Enfield. Costruì motoleggere con motori New Imperial quattro tempi, in cilindrate 175 e 250cc.[121] |
| Royal Super | (vedi Royal) | |||
| RTM | 1978 | 1996 | Pesaro, Roma | |
| Rubinelli | 1921 | 1927 | Chignolo Verbano, Rho | Marchio di Icaro Rubinelli. Produsse micromotori per biciclette e motocicli completi fino a 250cc. Forniva inoltre i propri motori a numerose altre Case motociclistiche. Il marchio divenne poi "FA Rubinelli" dopo l'accordo con i fratelli Amboldi (vedi il marchio Amboldi) e lo spostamento a Rho. |
| Rubino | 1947 | 1948 | ? | Bicicletta motorizzata due tempi 53cc costruita dalla ditta MCM. Non chiaro se la fabbrica fosse a Milano[122] o a Jerago[29]. |
| Rumi | 1949 | 1960 | Bergamo | |
| Ruspa | 1925 | 1928 | Torino | Fondatori furono i fratelli Luigi e Franco Ruspa. Costruirono una bicicletta a motore di 124cc, nonché una gamma di motoleggere a due e quattro tempi. Nel 1928 il marchio divenne Ruspa & Gaita. |
| Ruspa & Gaita | 1928 | 1929 | Torino | Nuovo nome della Ruspa. Commercializzarono una motocicletta di 350cc quattro tempi con cambio a 4 rapporti. |
| S4 | 1939 | 1954 | Torino | Marchio utilizzato dall'ingegner Sergio Secondo. Si trattò di splendide motociclette da corsa in cilindrate 350 e 500, 4 cilindri in linea quattro tempi. |
| SACIE | 1947 | 1949 | Bologna | "Società Anonima Commerciale Industriale Emiliana". Fondatori: Adriano e Bruno Cavalieri Ducati |
| SACMERA | Marchio della Demm. | |||
| SACOM | 1985 | 1990 circa | Palermo | Costruttore di scooter con motori Minarelli e Franco Morini. |
| Saetta | 1932 | 1941 | Forno Canavese | Fondatori: Mario e Riccardo Bertolo con il cognato Mario Bertot. COstruirono motociclette con motori forniti da aziende terze, tra cui gli inglesi JAP 500cc. |
| SAI Ambrosini | 1952 | 1954 | Passignano sul Trasimeno | |
| Saletta | 1912 | 1915 | Torino | Concessionario Premier e Sunbeam (due marchi inglesi), costruì motociclette con marchio Saletta. |
| Salve | 1925 | 1926 | Milano | "Società Automotociclette Lombardo Veneto-Emilia". Produssero un modello di motocicletta di 496cc con motore a 4 tempi e valvole laterali prodotto in proprio. Partecipò al lavoro anche Giuseppe Remondini, che collaborò anche con Nagas & Ray, Frera e Jonghi. |
| Sama | 1923 | 1926 | Piccolo produttore di motociclette 350cc monocilindriche a quattro tempi. | |
| SAMEM | (vedi Moretti) | |||
| SAMP | 1954 | 1955 circa | Bologna | "Società Anonima Motocarri Elettrici Moretti". Azienda metalmeccanica, produsse per pochi anni i ciclomotori Farfallino di 48cc. |
| San Cristoforo | 1949 | 1956 | Milano | |
| Sancineto | 1933 | 1935 | Costruttore di motoleggere con motori JAP. | |
| Sangiorgi | 1953 | 1959 | Bologna, San Lazzaro di Savena | Fondatore: Giuseppe Sangiorgi |
| Saglietti | 1923 | 1924 | Torino | Fondatore: Giovanni Saglietti. Produttore di biciclette, costruì anche bici motorizzate. |
| Santamaria | 1951 | 1963 | Novi Ligure | Fondatore: Giuseppe Santamaria. Costruì ciclomotori e motoleggere con motori Sachs, Zundapp e Franco Morini e Minarelli. Esportò anche in Olanda, Portogallo, Sudafrica e Stati Uniti. Alcuni modelli uscirono, stranamente, con marchio Zündapp. |
| Sanvenero | 1980 | 1982 | Montelabbate | |
| SAR | 1920 | 1926 | Reggio Emilia | Marchio della "Società Reggiana Motocicli". Costruirono per alcuni anni una motocicletta bicilindrica boxer da 500cc in versioni Turismo (a valvole laterali) e Sport (a valvole in testa). Nel 1924 comparvero nuovi modelli: una 350 mono e una 500 bicilindrica con motori Bradshaw. Nel 1925, a seguito di una crisi aziendale, l'azienda venne acquisita dai Ladetto di Torino e il marchio scomparve. |
| Saracco | 1916 | 1917 | Torino | Produttore di biciclette a motore. |
| Saturnia | 1924 | 1928 | Bologna | Fondatori: Alfredo Bondi, Ernesto Masina. Il primo socio, in seguito, fondò la Bondi. |
| Savi | (vedi Cavallino) | |||
| Scarab | (vedi Ancillotti) | |||
| Schneller Fuchs | (vedi Fuchs) | |||
| Scugnizzo | 1946 | 1946 circa | Legnano | Marchio di un micromotore ausiliario per biciclette da 47cc e 0,8cv prodotto dalla ditta Althea. |
| Segale | 1985 | 1994 | Vigevano | Marchio di Luigi Segale che costruì motociclette da competizione (generalmente per gare endurance) con motori giapponesi Honda, Suzuki, Kawasaki. Costruì anche supermono con motore Honda. |
| Segoni Special | 1972 | 1979 | Firenze | |
| Seiling / Sei | 1938 | 1938 | Milano | Nome iniziale della Altea. |
| Semeria | 1909 | 1910 circa | Torino | Produttore di biciclette a motore. |
| Senior | Marchio della Bonzi & Marchi. | |||
| Serafini | 1950 | 1950 | Firenze | Fondatore: Augusto Serafini. |
| Serri[10] | 1958 | 1958 | Milano | |
| Sertum | 1932 | 1952 | Milano | |
| Sessa | 1922 | 1954 | Morazzone, Azzate | La società era la COMES (Costruzioni Meccaniche Sessa) di Eugenio Sessa con i figli Gianluigi, Umberto e Alfredo. Già nel 1922 produssero un sidecar in versione mono e bicilindrico. La produzione in serie iniziò invece nel 1948, con una gamma di moto da 75 a 150cc. Alla COMES faceva capo anche il marchio Rondine, utilizzato per micromotori ausiliari (verosimilmente nei primi anni del secondo dopoguerra). Dopo la chiusura, il marchio Sessa tornerà con due esemplari unici da cross 125cc, costruiti intorno agli anni '60. |
| Shifty | 1975 | 1978 | Busa di Vigonza | Marchio di Ugo Grandis. Costruì in 70 esemplari una motocicletta con motore 4 cilindri 907cc della Fiat 127. La sella era di una Benelli Sei, altri componenti era ancora di auto FIAT. Pesava 270 kg, ma era, in qualche misura, comunque abbastanza maneggevole.[123] |
| SIAI-Marchetti | 1948 | 1948 | Sesto Calende | Azienda aeronautica, produsse in piccoli numeri un motocarro motorizzato Garelli. |
| Siamoto | 1995 | 2005 | Gricignano di Aversa | Ciclomotori e scooter fino a 250cc motorizzati Minarelli e Franco Morini. |
| SIAMT | 1905 | 1914 | Torino | |
| SIAT | 1924 | 1927 | Senigallia | "Società Italiana di Applicazioni Tecniche". Produsse un motorino ausuliario per biciclette di 75cc. Vennero anche commercializzati ciclomotori completi. |
| SIATA | 1945 | 1953 | Torino | |
| Sidus | 1935 | 1935 | Milano | Marchio della società Pozzi & Monti. Produssero motocarri. |
| Signorelli | 1928 | 1930 | Produsse in piccoli numeri motociclette di 173cc due tempi. | |
| Silens[10][30] | 1939 | 1939 | Milano | |
| Sillaro | 1950 circa | 1950 circa | Castel San Pietro Terme | Fondatore: Giovanni Casadio. |
| Silvani | 1950 circa | 1950 circa | Bologna | Costruttore di ciclomotori negli anni '50. |
| SIM-Pegaso | 1955 | 1961 | Milano | |
| SIMAM | 1956 | 1958 | Bologna | Dopo il fallimento della Comet, vendette i modelli in catalogo di quest'ultima, con migliorie, per un paio d'anni. Fu fondata e gestita da Mario Michelini e Bruno Negroni, coinvolgendo anche Amedeo Tigli (ex campione italiano e fondatore della Tigli). |
| SIMES | (vedi Ardito) | |||
| Simoncelli | 1927 | 1935 | Verona | Produssero motociclette a 4 tempi. Sono noti modelli di 175 e 350cc con motori JAP. |
| Simonini | 1970 | 1983 | Bomporto | Fondatore: Enzo Simonini (ex FIAT). Iniziò elaborando motori per utilizzo in fuoristrada, per poi costruire motociclette complete da cross e enduro, spesso con motori Sachs e Kreidler. Tentò anche la costruzione di gruppi termici in proprio grazie alla collaborazione con Franco Fornetti, titolare di un'industria di impianti oleodinamici. Dopo l'uscita di Simonini dall'azienda (continuerà con l'elaborazione e la vendita di kit per fuoristrada), il settore tecnico passò sotto la guida di Jan Witteveen che farà poi finalmente nascere, nel 1977, il motore Simonini 125cc. |
| Simplex | 1922 | 1950 | Torino | Fondatori: Luigi Pellini e Mario Ferraris. Iniziarono costruendo motori per biciclette per poi passare alle moto complete, a due e a quattro tempi, fino a 500cc. Ferraris lasciò l'azienda nel 1924. La produzione riprese dopo il '45 probabilmente utilizzando il magazzino ricambi già esistente. |
| Sirio | 1945 | 1948 | Fu un motore ausiliario per biciclette da 58cc. | |
| Sirtori | 1900 | 1902 / 1914 | Milano | |
| Sirza | 1945 | 1948 | ||
| Sita | 1931 | 1931 | Bologna | Fondatore: Walter Sita. |
| SL | (vedi Esselle) | |||
| SNAIP[10][30] | 1924 | 1924 | Milano | |
| Somaschini | (vedi Ultra) | |||
| Sorati[10][30] | 1926 | 1927 | Milano | |
| Sorelli | 1924 | 1924 | Brescia | Ditta probabilmente di Carlo Sorelli, costruì una 250cc due tempi. Vedi anche il marchio ELSA. |
| Soriani[10][30] | 1922 | 1927 | Milano | |
| Spairani | 1950 | 1950 | Pavia | Le "Officine Meccaniche Giordano Spairani" (ex meccanico ciclista e concessionario BMW e DKW) costruirono una ventina di biciclette motorizzate Garelli Mosquito. |
| Spengler[10][30] | 1923 | 1923 | Milano | |
| Stella | Marchio della OTAV. | |||
| Sterzi | 1939 | 1962 | Palazzolo sull'Oglio, Cologne | Marchio di Vittorio Sterzi con i figli Aldo, Rodolfo e Giuseppe, che a Palazzolo possedevano una concessionaria Dei e Bianchi. Iniziarono a produrre piccole motoleggere con motori Sachs. Dopo la guerra, trasferitisi a Cologne, produssero numerosi modelli che parteciparono con successo a molte gare, tra cui la Valli Bergamasche e il Motogiro d'Italia. |
| Stilma | 1946 | 1948 | Torino | "Società Torinese Industrie Lavorazioni Meccaniche e Affini". Costruì una motocicletta monocilindrica 500cc quattro tempi, in serie limitatissima o addirittura in singolo esemplare. |
| Storero | 1899 | 1904 | Torino | Costruì un triciclo con motore francese De Dion e una bicicletta a motore. |
| Stucchi[10] | 1953 | 1953 | Milano | |
| Stucchi & Co. | (vedi Prinetti & Stucchi) | |||
| Super-Moto / Supermoto | (vedi Angelino) | |||
| Superba | 1928 / 1929 | 1935 | Quinto al Mare | Ditta dei fratelli Canassa, produsse in piccola serie una motocicletta 175cc dalle caratteristiche sportive con motori JAP e Piazza. Il marchio tornò sul mercato negli anni '50 con lo scooter Superba prodotto dalla Frisoni di Gallarate. |
| Superior | 1934 | 1936 | Fondatore: Giuseppe Milanaccio. Costruì motociclette con motore 220cc a quattro tempi. | |
| SVM | 1984 | 1987 | Paderno Dugnano | Nata dalla chiusura della SWM. |
| SWM | 1971 | 1984 | Paderno Dugnano | Dal 2015 il marchio è di proprietà cinese, ma senza alcun legame con la SWM precedente. |
| Tansini | (vedi Gitan) | |||
| Tappella Fuchs | (vedi Fuchs) | |||
| Tarbo | 1967 | 1969 | Bologna | Fondata da Leopoldo Tartarini (già fondatore della Italemmezeta e disegnatore della Ducati 750 SS), costruì ciclomotori e motociclette con motori Jawa. |
| Tau motori | 1974 | 1986 circa | Binzago | Fu un costruttore di propulsori (inizialmente per go-cart e poi per motociclette) legato a numerosi marchi italiani e stranieri. Dalle prestazioni particolarmente brillanti, queste unità vennero utilizzate su moto da strada, cross e enduro. Tra le Case che utilizzarono i Tau, ricordiamo: Accossato, Ancillotti, la spagnola Anvian, Bimota, Cabrera, CCE, HRD, la francese JCM, Kram-It, Maer, MAV, Panda, PWS, SWM, Unimoto, Valenti, Verona. L'ingegnere che li progettò fu il milanese Aroldo Trivelli. |
| Tauma | 1949 | 1953 | Torino | Micromotore 50cc due tempi per biciclette. Si trattava di un marchio delle Officine Meccaniche Benesi. |
| Taura | 1927 | 1967 | Torino | Marchio di Giulio Doglioli (non chiaro se ci siano legami con Cesare Doglioli, anch'esso torinese). Costruì ciclomotori e biciclette, anche di grossa cilindrata, con motori JAP, PG e Blackburne. |
| Taurus | 1932 | 1960 / 1966 | Vanzaghello | Fondata come fabbrica di biciclette da Vittorio Fabbri nel 1908, il nome deriva dall'omonima casa tedesca per la quale Fabbri era rappresentante per l'Italia. L'attività di costruttore di motociclette iniziò nel 1931 e la parte motoristica fu subito affidata al modenese Vittorio Guerzoni e alla sua Mignon. Nel 1938 Fabbri tornò alle biciclette e lasciò i diritti di produzione a Guerzoni, che continuò con i marchi MG, MG Taurus e Taurus. Dopo la seconda guerra mondiale, il marchio tornerà con ciclomotori e motoleggere di scarso successo. |
| Taveggia[10][30] | 1924 | 1924 | Milano | |
| Tecnomoto | 1964 | 1978 | Vignola | Fondatore: Vittorio Pellegrini. Costruirono ciclomotori e piccole motociclette di 125cc. Il mercato principale era costituito dal cross e enduro. |
| Teodoro Carnielli | (vedi Carnielli) | |||
| Terra Modena | 2003 | 2013 | Reggio Emilia | |
| Testi | 1949 | 1958 | Bologna | Fondatore: Umberto Testi (padre di Erio, della Velomotor). Fabbrica di biciclette da corsa, dopo la seconda guerra mondiale iniziò la produzione di biciclette con motori Sachs. |
| TGB | ||||
| TGM | 1973 | 1985 | Martorano | |
| The Rover | Pavia | |||
| Tigli | 1950 | 1952 | Bologna | Fondatore: Amedeo Tigli (campione italiano nel 1926). Sembra che nell'azienda abbia collaborato anche Franco Morini. |
| Titania | 1976 | 1976 | Firenze | Marchio di Alessio Bartolini e Carlo Camarlinghi. Comparve sui primi prototipi da trial che costruirono, prima di entrare in accordi con la Ancillotti. Il successivo distacco da quest'ultima, portò alla nascita del marchio Panda.[112] |
| Tomaselli | 1929 / 1931 | 1939 | Torino | Fondata dai fratelli Tomaselli, Ugo e Alfiero (questi nel '36 si mise in proprio fondando la Alfiero Tomaselli), produsse una vasta gamma di motocicli, quasi tuti con motore JAP. Dopo la guerra, il marchio fu acquisito dalla Domino divendando "Tommaselli". |
| Tomaselli Alfiero | (vedi Alfiero Tomaselli) | |||
| Tommasi | 1926 | 1927 | Genova | Costruirono biciclette con motori Della Ferrera due tempi. È noto un modello bicilindrico di 123cc e un modello di 246cc realizzato accoppiando due propulsori da 123cc. |
| Torpado | 1950 | 1973 | Padova | Fabbrica di biciclette, iniziò a costruire cicli motorizzati per poi passare ai ciclomotori e alle motociclette di 50cc. I motori furono Garelli e Minarelli. |
| Torriani | 1930 | 1938 | San Genesio ed Uniti | Fondatore Luigi Torriani. Produsse una motocicletta 175cc in versione due tempi e quattro tempi con valvole in testa. |
| Tosi[10][30] | 1926 | 1927 | Milano | |
| Trans Ama | 1978 | 1985 | Pesaro | Azienda dei fratelli campanelli, costruì motociclette da cross, trial e regolarità. I motori usati furono principalmente Minarelli e Hiro. Nella gamma anche minicross per bambini. Vedi anche il marchio Europa. |
| Tresoldi | 1982 | 1987 | Pessano con Bornago | Produssero motociclette da enduro e cross in cilindrate 50 e 80cc. |
| Trespidi | 1925 | 1934 | Stradella | Marchio di Pietro Trespidi con il quale vennero commercializzate una motocicletta 250cc e una motoleggera 175cc. Dopo la chiusura, Trespidi progetterà il motore ausiliario per bici Alpino, fondando poi la Motobici e, successivamente, il marchio Ardito. Tecnico di valore, Trespidi lavorerà poi alla Guazzoni e, successivamente, progetterà per la BM Karting il motore che vincerà il camionato del mondo di karting del 1968 con Thomas Nillson. |
| Trevisan | 1900 | 1902 | Padova | Costruì una motocicletta bicilindrica. |
| Troto | 1953 | 1954 | Scooter identico al Cigno (vedi Cigno-Ambrosiano). | |
| Trubbiani | 1948 | 1952 | Villa Potenza | Costruì motoleggere (solo due esemplari) con motori Jlo 125cc a due tempi e cambio a tre marce. Un esemplare sembra essere sopravvissuto fino ai giorni nostri.[8] |
| Turinga[10][30] | 1942 | 1942 | Milano | |
| Türkheimer | 1900 / 1901 | 1928 / 1939 | Milano | Fondatore: Mosè Massimiliano Türkheimer, di religione ebraica, nato in Germania ma emigrato bambino con la famiglia in Italia. Iniziò con le biciclette a motore, poi la produzione si espanse con moto mono e bicilindriche anche di grossa cilindrata. Fonderà poi il marchio Astra e la OTAV. Morì nel 1936 e il timone dell'azienda passò al cugino (chiamato anch'esso Max Türkheimer), che venne deportato ad Auschwitz dove morì nel '44. |
| TWM | 1976 | 1986 | ? | Ditta specializzata nelal produzione in piccolissimi ninueri di moto da regolarità e cross. Si conoscono modelli di cilindrate 125, 175 e 250cc. Non chiaro se la sede fosse a Forlì[124] oppure Piacenza[125]. |
| U-Boat | 2013 | 2013 | Cafaggio | Marchio di orologi che commercializzò una special su base Triumph Rocket 3 prodotta in 100 esemplari, la Venenum. |
| Ultra | 1953 | 1957 | Trescore Balneario | Fu un micromotore per biciclette di 48cc 4 tempi costruito dalla ditta Somaschini (nata a Milano e trasferitasi dopo la seconda guerra mondiale), oggi specializzata in cambi e ingranaggi di precisione per il settore automobilistico. |
| Unimoto | 1980 | 1986 | Longiano | |
| Vaga | 1925 | 1935 / 1936 | Milano | Motociclette costruite da Mario Vaga, pilota motociclistico, con cilindrata di 175cc in versioni soprt e turismo. I motori a due e quattro tempi erano principalmente inglesi (Blackburne, JAP e Sturmey-Archer). Pare che Vaga avesse costituito nel 1924 il marchio LMV[126] (o forse LVM[127]) per il quale però non ritulta alcuna produzione. |
| Valenti | 1978 | 1984 | Lissone | Marchio specializzato in motociclette da motocross, enduro, trial e motard prodotte in varie cilindrate. Utilizzarono motori Honda e Suzuki. |
| Valla | (vedi MVB di Bologna) | |||
| Vampa | 1928 | 1929 | Modena | Costruirono biciclette motorizzate con un due tempi di 125cc. |
| Vanoni | 1926 | 1927 | Gallarate | Marchio di Nino Vanoni, costruì una monocilindrica quattro tempi di 500cc. |
| Vard-Micro[10][30] | 1942 | 1943 | Milano | |
| Vaschetto | 1936 | 1938 | Torino | Marchio di Giuseppe Vaschetto. Furono motociclette dotate di motori Mercury di 250 e 500cc. |
| Vassena | 1926 | 1929 | Lecco | Marchio del grande tecnico Pietro Vassena che poi fonderà la Industria motori Vassena. Produsse in serie una bicicletta a motore di 125cc due tempi. |
| Vecchi[128] | 1973 circa | 1973 circa | Rara motocicletta da cross, che venne costruita nella cilindrata 125cc con motore Minarelli. | |
| Vecchietti | 1954 | 1957 | Costruì ciclomotori con proulosori tedeschi Victoria. | |
| Vega | 1947 | 1949 | Monza | Micromotore per biciclette costruito dall'azienda omonima. Cilindrata 38cc. |
| Veggetti | 1941 | 1955 | Bologna | Fondatori: Carlo Veggetti, Vincenzo Mignani |
| Velomec | 1970 circa | 1970 circa | Quarto Inferiore | Commercializzarono ciclomotori con questo marchio, ma prodotti probabilmente dalla Italvelo. |
| Velomotor Testi | 1958 | 1988 | San Lazzaro di Savena | Fondata da Erio Testi (figlio di Umberto, fondatore della Testi). Costruirono principalmente ciclomotori 50cc, ma anche piccole motociclette e scooter. Particolar eattenzione veniva riservata al settore fuoristradistico, in particolare espansione nel periodo. Il marchio esportò anche in Francia e Iran. |
| Velox Tecnica | 1951 | 1953 | Micromotore per biciclette. | |
| Velta | (vedi Belmondo) | |||
| Veltro | (vedi Minimotor) | |||
| Verga | 1950 | 1956 | Milano, Saronno | "Meccanica di precisione fratelli Verga" di Cesare, Mario, Ezio e Rodolfo Verga. Iniziarono come azienda di componentistica per auto (Alfa Romeo) e moto, specializzandosi poi nella costruzione di motociclette complete. In catalogo la 75cc, la 90 sport e la 100cc. Nel 1952 l'azienda si trasferì a Saronno. Chiuse nel 1956 per fallimento, dopo aver prodotto circa mille esemplari complessivi.[129] |
| Verona | 1975 circa | 1980 circa | Verona | Furono motociclette da cross dotate di motori Minarelli, Sachs e Tau. Inizialmente utilizzarono sui serbatoi anche il marchio AVM (Articoli Verona Moto)[113]. Pare che la marca fosse in qualche modo legata alla Maer[130]. |
| Veros | 1921 | 1924 | Milano | Marchio di Oreste Garanzini (vedi anche il marchio omonimo), che modificò e commercializzò in Italia motociclette inglesi Verus. |
| VG | 1931 | 1935 | Milano | Fondatore: Vittorio Grilli, costruì in piccola serie motociclette con motori JAP. |
| Vi-Vi | 1956 | 1966 | Torino | |
| Viberti | (vedi Vi-Vi) | |||
| Vicentini | 1925 | 1926 | Fu il marchio di una motocicletta 250cc con alimentazione diesel. L'azienda fu poi acquisita dalla belga Gillet-Herstal. | |
| Vicini | 1984 | 1988 | Cesena | Piccola azienda di ciclomotori. |
| Villa | 1953 | 1959 | Bologna | Fondatore Amleto Villa. Produsse ciclomotori fino al 1959 circa. |
| Villa | (per il marchio attivo dal 1966, vedi Moto Villa) | |||
| Villani | 1925 | 1937 | Bologna | Fondatore: Andrea Villani. Produsse moto monocilindriche 2 tempi da 175cc e una bicilindrica parallela da 350cc. |
| VIS | 1920 | 1925 | Milano | Marchio che commercializzò motori e una bicicletta a motore completa di 132cc due tempi. La ditta era la "Aldo Gazzi & C." (non chiaro se avesse legami con il marchio Gazzi, in quanto nomi e indirizzi non corrispondono).[131][132][133] |
| Vitali | 1980 circa | 1985 circa | Fondatore: Ordeo Vitali. Costruttore di motociclette da cross. | |
| Vittoria | 1931 | 1939 | Vittorio Veneto | Fondatore: Teodoro Carnielli. Costruì motociclette anche di grossa cilindrata utilizzando principalmente motori di importazione inglese. |
| Vittorio Belmondo | (vedi Belmondo) | |||
| VMZ | 1970 circa | 1975 circa | Borgomanero | "Vecchi Mario Zundapp". Ditta specializzata in elaborazione dei motori Zundapp e costruzione di mezzi da cross e regolarità. Alcuni motori presentavano una termica Zundapp accoppiata con un cilindro Ducati. |
| Volugrafo | 1938 | 1944 | Torino, Favria | Produssero, tra le altre, una piccola motocicletta in miniatura (il Volugrafo Aermoto) di 50 kg con piccole ruote gemellate, 2 anteriori e 2 posteriori, destinata ai paracadutisti dell'esercito italiano (venne usato poi anche dai tedeschi). I motori andavano da 98 a 120cc. La produzione si spostò a Favria dopo che la fabbrica originale di Torino fu bombardata. L'azienda cedette poi a Vittorio Belmondo, ex dipendente, i diritti per la produzione di alcuni dei propri modelli. |
| VOR | 1998 | 2002 | Marchio nato dall'acquisizione del reparto corse Vertemati (Vertemati Offroad Racing) da parte di Mondial. | |
| VVV Garlaschelli | (vedi Garlaschelli) | |||
| Wilier | 1962 | 1968 | Bassano del Grappa | Più conosciuta come fabbrica di biciclette, costruì anche scooter, ciclomotori e piccole motociclette con motori Franco Morini. |
| Wilson[10][30] | 1915 | 1915 | Milano | |
| Wistor-DKW | 1930 | 1935 | Pavia | Marchio di Ariside Cavallotti, pilota motociclistico di un certo successo che possedeva un concessionario Orione e Casoli. Negli anni '30 produsse motocicli con il marchio Wistor e motori DKW. Dopo la guerra tornò all'attività di concessionario con i marchi BSA e MV Agusta. |
| Wolsit | 1910 | 1932 | Legnano | Nel 1927 l'azienda cambiò nome in Legnano, ma il marchio sopravvisse fino al 1932. |
| WRM Motorcycles | 2004 | 2010 circa | Almenno San Bartolomeo | |
| ZAR Guareschi | 1970 circa | 1985 circa | Trecasali | Fondatore: Umberto Guareschi. La sigla "ZAR" indicava le iniziali dei suoi collaboratori: Zanardi, Allodi, Reggi. Costruì motociclette da cross di piccola cilindrata e minimoto da cross.[134] |
| Zanetti | 1967 | 1975 | Bologna | Costruirono una bicicletta motorizzata, la Bicizeta, con propulsore sopra la ruota anteriore. Quest'ultimo era venduto anche sciolto con un kit di montaggio. |
| Zanoni | 1952 | 1952 | Milano | |
| Zanzi | 1953 | 1960 | Ivrea | Costruirono il ciclomotore Piviere: 49cc due tempi. |
| Zappoli | 1930 circa | 1930 circa | Bologna | Fondatore: Amedeo Zappoli. |
| Zenit | 1952 / 1953 | 1956 | Pontedera | Fondatore: Bruno Morelli. Motociclette di piccola cilindrata fino a 175cc con motori di provenienza francese. |
| Zepa | 1948 | 1948 | Reggio Emilia | Costruirono, in vari modelli, biciclette motorizzate. Avevano in catalogo anche in motore venduto sciolto con un kit di montaggio. |
| Zironi | 1946 circa | 1946 circa | Bologna | Fondatore: Athos Zironi. |
| Zoppoli | 1947 | 1952 / 1954 | Genova | Fondatore: Filippo Zoppoli. Costruttore di piccoli scooter motorizzati Ducati e MV Agusta. |
Case costruttrici del resto del Mondo
L'industria motociclistica è stata ed è ancora oggi diffusa un po' in tutto il mondo e tra i nomi più famosi possiamo citare:
In Austria
In Belgio
In Bielorussia
- Minsk Motor (Motovelo)
In Cina
- Baotian Motorcycle
- Ek Chor
- Wuxi Futong Motor Cycles Company Limited
- Gaokin
- Geely
- Jiangmen Huari Group Co., Ltd.
- Jialing
- Jianshe
- Jinan Qingqi
- Jincheng
- Jing Gang Shan
- Kangda
- Chongqing Lifan
- LingKen Motorcycle
- Linhai Power
- Loncin
- Niu Technologies
- Qianjiang Group
- Qingqi
- Hainan Sundiro
- Shanghai Xingfu
- Wuyang-Honda
- Zhongshen
In Corea del Sud
- Daelim
- Hyosung
- Kasea
- Kossm
- Tami
In Danimarca
In Francia
- ACM
- ACS
- Alcyon
- AMC
- Anzani
- Automoto
- BFG
- Bleriot
- Boxer
- BPS
- C.P. Roleo
- Cemec-Ratier
- Chaise
- Charles Morel
- Châtelard
- Clément-Gladiator
- Dax
- De Dion-Bouton
- Dollar
- Ducommun
- Fournier-Buchet
- Gitane
- Gnome & Rhone
- Godier
- Harlette-Géco
- Herdtle-Bruneau
- HO
- Japauto
- Jonghi
- Koehler-Escoffier
- Letang
- Liberia
- Magnat-Debon
- Majestic
- Martin
- MGC
- Midual
- Millet
- Monet-Goyon
- Motobecane
- Nougier
- Peugeot
- Prester
- Prester-Jonghi
- Rene Gillet
- Rochet
- Rovin
- Sevitame
- Sherco
- Soyer
- SPQ
- Terrot
- Train
- Ultima
- Vélosolex
- Viratelle
- Voxan
- Werner
- Ydral
- Zedel
In Germania
- Adler
- Allright
- Ardie
- Aristos
- Bekamo
- BMW Motorrad
- Cockerell
- DIAG [135] (Germania, Leipzig, 1921–1930)
- Diamant
- DKW
- Dürkopp
- Fafnir
- Harras
- Hecker
- Heinkel
- Hercules
- Hildebrand & Wolfmuller
- Horex
- IFA
- Imme
- Krauser
- Kreidler
- Maico
- Mammut
- Mars
- Mauser
- Megola
- MZ
- Münch
- NSU
- Opel
- Phantom [136] (Germania, Berlin-Neukölln, 1921–1928)
- Rixe
- Simson
- Sachs
- Tornax
- UT
- Unu
- Victoria
- Wanderer
- Windhoff
- Zündapp
In Giappone
Nel Regno Unito
- ABC Motors
- AJS
- AJW
- Ambassador
- Ariel
- Ascot Pullin
- Armstrong
- Avro
- Barr & Stroud
- BAT
- Beardmore Precision Motorcycles
- Beeston
- Binks
- Black Prince
- Bradbury
- Brough Superior
- BSA
- Calthorpe
- CCM
- Chater-Lea
- Clement-Garrard
- Clyno
- Corgi
- Cotton
- Coventry Eagle
- Diamond
- DOT
- DMW
- Douglas
- Dunelt
- Ehrlich Motorcycle Company (EMC)
- Excelsior
- FEE
- Few Paramount
- Francis-Barnett
- Greeves
- Grindlay-Peerless
- Hagg Tandem
- Hazlewood
- Hesketh
- Holden
- Hobart
- Humber
- James
- JAP
- Jones
- Levis
- Lloyd
- Martin
- Martinsyde
- Matchless
- McEvoy
- Montgomery
- Neracar
- New Hudson Cycle Company
- New Imperial
- Norman
- Norton Motorcycle Company
- NUT
- OEC
- OK (OK -Supreme)
- Olympic
- Panther
- Peerless
- Premier Motorcycles
- Pullin-Groom
- Quadrant
- Quasar
- Raleigh
- Regal
- Rex
- Rickman
- Rover
- Royal Enfield
- Rudge
- Scott
- Seeley
- Silk
- Sprite Motor Cycles
- SOS
- Sun Cycle
- Sunbeam
- Triton
- Triumph
- Trump
- Velocette
- Weslake
- White & Pope
- Wilkinson
- Vincent
- Wooler
- Zenith
In India
- Avanti India, Monto Motors
- Bajaj Auto
- Hero MotoCorp
- Royal Enfield
- LML
- Ola Electric
In Malaysia
Nei Paesi Bassi
- Batavus
- Rond-Sachs
- Van Veen
In Polonia
- Komar
- Junak
- SFM
- SHL
- WFM
- WSK
In Repubblica Ceca
Attive
Cessate
- Praga (veicoli)
- C.Z.
- ESO
- Böhmerland
In Repubblica Centrafricana
- Solaris Honda
In Ruanda
- Rwanda Motorcycle Company
In Russia
- Jupiter
- Ural
A San Marino
- Titan (Serravalle, 1973-1990)
In Slovenia
In Spagna
- Bultaco
- Derbi
- Ducson
- Gas Gas
- Gimson
- Montesa
- Motorhispania
- OSSA
- Rieju
- Sanglas
- Scutum Logistics
In Svezia
In Svizzera
- Allegro
- Condor
- Moto Rêve
- Motosacoche
- Qooder
- Universal
In Taiwan
- Adly
- Kymco
- PGO
- SYM (SanYang Motor)
In Ucraina
In USA
- American Eagle
- ATK
- Buell Motorcycle Company
- Excelsior
- Harley Davidson
- Indian
- Polaris Industries
- Rokon
- Victory Motorcycles
- Zero Motorcycles
Note
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Collegamenti esterni
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- (ES) Lista di Case motociclistiche, su ottw.es.
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