Dyssodia

Dyssodia
Dyssodia papposa
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùTageteae
SottotribùPectidinae
Genere Dyssodia
Cav., 1801
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaAsteroideae
TribùTageteae
SottotribùPectidinae
Genere Dyssodia
Specie

Dyssodia Cav., 1801 è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee, sottofamiglia Asteroideae, tribù Tageteae e sottotribù Pectidinae.[1][2]

Etimologia

Il nome del genere deriva dal greco "dysodia" (= cattivo odore).[3]

Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Antonio José Cavanilles (1745-1804) nella pubblicazione "Descripcion de las Plantas que D. Antonio Josef Cavanilles demostro en las Lecciones..." (Descr. Pl. (Cavanilles) 202) del 1801.[4]

Descrizione

Il portamento
Dyssodia tagetiflora
Le foglie
Dyssodia papposa
Infiorescenza
Dyssodia papposa
I fiori
Dyssodia decipiens

Portamento. Le specie di questo genere hanno un habitus erbaceo annuale o perenne. In genere queste piante sono aromatiche.[3][5][6][7][8][9]

Fusto. La parte aerea in genere è eretta o decombente e ramosa. Altezza media: 10–30 cm.

Foglie. Le foglie lungo il caule sono disposte sia in modo opposto che alternato (nella zona distale). La lamina è 2-3-pennatifida con segmenti da lineari a oblanceolati. I margini sono interi o dentati. La superficie può essere ricoperta da ghiandole pustolose o pellucide (ghiandole ricoperte da una membrana trasparente), altre volte questi organi sono incorporati nelle foglie.

Infiorescenza. Le sinflorescenze sono formate da alcuni capolini terminali o raccolti (gruppi di 2-3) in aperte pannocchie. Le infiorescenze vere e proprie sono composte da un capolino peduncolato di tipo radiato o discoide. I peduncoli talvolta sono fistolosi. I capolini sono formati da un involucro, con forme da cilindriche a emisferiche, composto da 6-12 brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: fiori del raggio e fiori del disco. Le brattee sono dimorfiche, quelle esterne sono erbacee, quelle interne sono membranose e sono disposte in modo più o meno embricato su 1-2 serie. Può essere presente un calice esterno basale (ossia delle brattee esterne alla base dell'involucro) formato da 1-9 brattee lineari. Il ricettacolo, con forme da piatte a coniche, è usualmente privo di pagliette ("epaleato"). Diametro degli involucri: 5–10 mm.

Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Si distinguono in:

  • fiori del raggio (esterni): da 5 a 8, sono femminili, fertili e sono disposti su una o più serie; la forma è ligulata (zigomorfa);
  • fiori del disco (centrali): sono più numerosi (da 12 a 50) con forme brevemente tubulose (attinomorfe); sono ermafroditi.
*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[10]
  • fiori del raggio: la forma della corolla alla base è più o meno tubulosa-imbutiforme, mentre all'apice è ligulata; la ligula è biloba, di colore per lo più giallo, in alcuni casi rosso-arancio; i lobi delle corolle sono papillosi sulla faccia superiore;
  • fiori del disco: la forma è tubulare bruscamente divaricata in alcuni lobi; i lobi, con forme da deltate a lanceolate, sono 5; il colore di solito è giallo; le corolle sono da sparsamente a moderatamente ricoperte di tricomi ghiandolari.
  • Androceo: l'androceo è formato da 5 stami sorretti da filamenti generalmente liberi; gli stami sono connati e formano un manicotto circondante lo stilo. Le antere sono fortemente sclerificate (raramente possono essere prive di sclerite). Le appendici delle antere hanno forme da lanceolate a ovate; normalmente sono provviste di densi tessuti sclerificati. Il polline è sferico con un diametro medio di circa 25-40 micron; è tricolporato (con tre aperture sia di tipo a fessura che tipo isodiametrica o poro) ed è echinato (con punte sporgenti).
  • Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. Lo stilo è unico e con due stigmi nella parte apicale. Gli stigmi hanno forme da acute a deltate e non sono vascolarizzati. Le superfici stigmatiche sono strette o ampie e sempre parallele e mai confluiscono agli apici.

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni hanno una forma da obpiramidale a obconica. La superficie è nera o marrone, da sparsamente a densamente ricoperta di peli. Il carpoforo è ben sviluppato. Il pappo è formato da 15-20 scaglie o squame di varia lunghezza; le scaglie normalmente sono divise in 5-10 setole basalmente connate. Gli acheni sono caratteristicamente provvisti di uno strato di fitomelanina, una sostanza organica che garantisce resistenza contro gli attacchi batterici e da parte degli insetti.[11]

Biologia

Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).[6][7]
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo (se presente) il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).

Distribuzione e habitat

Le specie di questo genere sono distribuite in America (Stati Uniti meridionali, in Messico ed in Guatemala).[2][9]

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23 000 specie distribuite su 1 535 generi,[10] oppure 22 750 specie e 1 530 generi secondo altre fonti[12] (una delle checklist più aggiornata elenca fino a 1 679 generi).[13] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[1][8][9]

Filogenesi

Il genere Dyssodia fa parte della sottotribù Pectidinae, raggruppamento che la classificazione tradizionale colloca all'interno della tribù Heliantheae e che recenti studi filogenetici attribuiscono alle Tageteae.[14] La sottotribù Pectidinae è caratterizzata da foglie e brattee ricoperte da ghiandole pustolose o pellucide e aromatiche e da ricettacoli privi di pagliette, talvolta con minute scaglie o setole.[9]

L’analisi filogenetica ha dimostrato che Dyssodia sensu lato (cioè nella sua accezione ampia tradizionale) non è un gruppo monofiletico. Infatti le specie precedentemente incluse in Dyssodia sono distribuite in diversi cladi nell’albero filogenetico, suggerendo che non condividono un antenato comune esclusivo. I generi segregati da Dyssodia sono Dysodiopsis, Hydropectis, Thymophylla, Boeberoides e Comaclinium (vedere anche l'ultimo capoverso di questa sezione). La revisione molecolare ha portato alla ridefinizione del genere Dyssodia, che ora include solo un numero ristretto di specie (sensu stricto). Attualmente Dyssodia appartiene al "core" della sottotribù e insieme al genere Gymnolaena forma un "gruppo fratello".[15]

I caratteri distintivi del genere sono:[9]

  • l'habitus delle piante è di tipo erbaceo annuale o perenne.
  • alla base dell'involucro è presente un calice esterno di 1-9 brattee.
  • la distribuzione delle piante è relativa al Nord America.

Il numero cromosomico delle specie di Dyssodia è: 2n = 26.[9]

L'entità in passato inquadrata come Dyssodia jelskii è oggi assegnata al genere Schizotrichia (S. jelskii).[15] Anche Dyssodia tenuiloba (DC.) B.L.Rob. è ora inquadrata come Thymophylla tenuiloba (DC.) Small.[16]

Specie

Questo genere comprende 6 specie:[2]

  • Dyssodia decipiens (Bartl.) M.C.Johnst.
  • Dyssodia friasensis Domke
  • Dyssodia papposa (Vent.) Hitchc.
  • Dyssodia pinnata (Cav.) B.L.Rob.
  • Dyssodia remota S.F.Blake
  • Dyssodia tagetiflora Lag.

Sinonimi

Sono elencati alcuni sinonimi per questa entità:[2]

  • Boebera Willd.
  • Rosilla Less.
  • Syncephalantha Bartl.

Note

  1. 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  2. 1 2 3 4 World Checklist, su Royal Botanic Gardens Kew. URL consultato il 26 settembre 2025.
  3. 1 2 eFloras - Flora of North America, su efloras.org. URL consultato il 26 settembre 2025.
  4. ↑ The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 26 settembre 2025.
  5. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1
  6. 1 2 Strasburger 2007, pag. 860
  7. 1 2 Judd 2007, pag. 517
  8. 1 2 Funk & Susanna 2009, pag. 701.
  9. 1 2 3 4 5 6 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 426.
  10. 1 2 Judd 2007, pag. 520.
  11. ↑ Pandey A.K. & Dhakal M.R, Phytomelanin in Compositae (PDF), in Current Science 2001; 80(8): 933-940.
  12. ↑ Strasburger 2007, pag. 858.
  13. ↑ World Checklist, su Royal Botanic Gardens Kew. URL consultato il 18 aprile 2021.
  14. ↑ Robinson 1981
  15. 1 2 Loockerman et al. 2003
  16. ↑ World Checklist, su Royal Botanic Gardens Kew. URL consultato il 26 settembre 2025.

Bibliografia

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

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