Elena sì... ma di Troia

Elena sì... ma di Troia
Una scena del film
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1973
Durata94 min
Generecommedia
RegiaAlfonso Brescia
SoggettoVittorio Vighi, Piero Regnoli, Alfonso Brescia e Renzo Genta
SceneggiaturaMario Amendola, Vittorio Vighi, Piero Regnoli, Alfonso Brescia e Renzo Genta
Produttore esecutivoLuigi Mondello
Casa di produzioneLM Produzione Film
Distribuzione in italianoIndipendenti Regionali
FotografiaOberdan Troiani
MontaggioVincenzo Vanni
MusicheAlessandro Alessandroni
ScenografiaFrancesco Calabrese
Interpreti e personaggi

Elena sì... ma di Troia (ovvero Elena sì, ma... di Troia[1][2]) è un film italiano del 1973 diretto da Alfonso Brescia.

Il film è una parodia della figura di Elena di Troia.

Trama

Ottone e Savio, vagabondi provenienti dall'Etruria, si ritrovano sulle sponde dell'Antica Grecia in cerca di pane e di avventure. Fingendo di essere stremati di forze, vengono soccorsi da Paride ed Elena e condotti alla reggia di Menelao. L'accoglienza è propizia per approfittare dei lauti pranzi e delle belle donne, non esclusa neppure Elena, moglie di Menelao la quale verrà rapita da Paride e portata a Troia. Giunge alla reggia Ulisse, il quale riconosce i due vagabondi che vengono immediatamente scacciati.

Dopo essere incorsi in altre avventure e prodezze erotiche, giungono alla reggia di Priamo, ma causa Ottone, che si fa sorprendere da Paride mentre insidia Elena, sono messi in prigione. Elena si prodiga per liberarli. Quando Menelao e i suoi arrivano a Troia per riprendersi Elena, i due vagabondi si immischiano nella lotta.

Nuovamente imprigionati da Paride, riescono a fuggire durante l'incendio della città, riprendono a camminare sulla spiaggia deserta.

Promozione

Slogan

«"E... tutto ciò che Virgilio e Omero non avrebbero MAI descritto!!!"[3]»

Distribuzione

Censura

All'uscita nelle sale italiane, fu oggetto di censura in quanto contenente scene erotiche, venendo definito "offensivo al buon costume". In un primo momento ne fu proibita la proiezione nei cinema e, solo dopo i tagli di alcune sequenze sessualmente esplicite, il film poté essere distribuito, ma con il divieto di visione ai minori di 18 anni a causa delle numerose scene erotiche[4] (visto censura 62288 dell'8 maggio 1973[2]). Solo nel settembre 2005, a seguito di una revisione ministeriale, il divieto fu ridotto ai minori di 14 anni.[5]

Accoglienza

Critica

«Il regista, ispirandosi ai personaggi del poema di Omero, ha costruito un'insulsa e sconnessa successione di situazioni strane, senza alcun nesso logico tra loro, e ripetute con monotonia. Nessun mordente hanno le espressioni attualizzanti che vorrebbero essere satiriche. È un film volgare, sia per il linguaggio sboccato, sia per la gratuità e sconvenienza di un certo erotismo di bassa lega, eccessivamente sottolineato.»

Note

  1. ↑ Elena sì... ma di Troia, su filmcensorship.changes.unimi.it.
  2. 1 2 Elena sì, ma... di Troia - scheda, su Archivio Del Cinema Italiano. URL consultato il 25 giugno 2026.
  3. ↑ Massimo Svanoni, Curiosita su Elena sì... ma di Troia - Film (1973), su davinotti.com.
  4. ↑ Fascicolo 62288, su filmcensorship.changes.unimi.it.
  5. ↑ Elena sì, ma... di Troia. URL consultato l'8 maggio 2026.

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