Eliseus Bomelius
Eliseus Bomelius (in russo Элизеус Бомелиус/Бомелий, Елисей Бомель?, Ėlizeus Bomelius/Bomelij o Elisej Bomel'; ... – Mosca, 1574) è stato un medico, astrologo e umanista tedesco.
Fu dapprima un umanista attivo in Inghilterra durante il regno di Elisabetta I, cadendo tuttavia in disgrazia dopo essere stato incarcerato per irregolarità nell'esercizio della funzione medica. In seguito si trasferì in Russia, e divenne uno dei più spietati seguaci dello zar Ivan il Terribile, di cui era medico personale, occupandosi di condurre le torture e gli omicidi contro i suoi supposti nemici. Nel 1574 fu a sua volta imprigionato da Ivan, che lo fece torturare a morte.
Biografia
Era figlio del predicatore luterano olandese Henry Bomelius (morto nel 1570), attivo nella città tedesca di Wesel tra il 1540 e il 1559, dove probabilmente nacque in una data imprecisata della prima metà del XVI secolo. Il padre era amico del vescovo ingleese John Bale, e fu probabilmente grazie alla raccomandazione di questi che il figlio poté emigrare in Inghilterra ed essere ammesso all'Università di Cambridge, dove ottenne un dottorato in medicina;[1][2][3] pare tuttavia che non completasse mai del tutto gli studi, cosa che fece in seguito ritenere la sua professione della medicina in qualche modo fraudolenta, o comunque illegittima.[4]

Nonostante l'opaca situazione accademica, divenne comunque un rinomato medico e uomo di lettere nell'ambiente accademico-culturale inglese, curando anche i lavori di Thomas Beccon e ricevendo gli elogi di intellettuali come Henry Bennet e Filippo Melantone. Era inoltre un protetto di John Lumley, I barone Lumley, presso la cui residenza principesca di Londra visse per un periodo.[1] Durante il periodo londinese divenne un medico molto in voga, essendo anche versato nell'astrologia.[3][4] Realizzò anche un almanacco per l'anno 1567, di cui tuttavia non sono sopravvissute copie.[1]
Nello stesso 1567 Bomelius fu arrestato per ordine di Thomas Francis, a capo del Royal College of Physicians, che lo accusava di esercitare illegalmente la professione medica; nel suo arresto era forse coinvolto anche l'arcivescovo di Canterbury Matthew Parker, al quale aveva cominciato a rimanere inviso.[3] Rimase in prigione per circa tre anni, facendo invano appello per essere scarcerato a William Cecil, che era stato un suo cliente in passato per ottenere consulenze informali sulla salute della regina Elisabetta I d'Inghilterra.[4] Gli fu offerta la possibilità di essere rilasciato su cauzione, ma non possedeva abbastanza denaro e quindi permase in carcere.[1][4] Anche gli appelli e le preghiere della moglie affinché fosse rilasciato caddero nel vuoto, e Eliseus Bomelius rimase incarcerato senza possibilità di liberazione. Fu rilasciato solo nel 1570 dietro insistenza di Cecil, che credeva potesse avere informazioni utili su possibili complotti ai danni della regina Elisabetta I. Bomelius tuttavia dimostrò di non sapere nulla, e temendo di essere nuovamente incarcerato o peggio decise di fuggire dall'Inghilterra.[1][3]
L'occasione giusta gli si presentò poco dopo, quando incontrò l'ambasciatore del regno russo Andrej Grigorevič Sovin, che gli propose di accasarsi alla corte dello zar Ivan IV di Russia, sempre in cerca di dotti provenienti dall'Occidente e, soprattutto, bisognoso di un medico personale.[3][4] Bomelius accettò subito e lasciò l'Inghilterra col permesso di Cecil, al quale promise di inviare puntuale corrispondenza e doni annuali.[1] Arrivato in Russia nell'estate 1570, Bomelius entrò subito nelle grazie dello zar Ivan il Terribile e del figlio Ivan Ivanovič, che riusciva grandemente a impressionare con le sue grandi conoscenze astrologiche.[1][2] Compresa la natura sospettosa del sovrano, cercò di fomentare le sue paranoie per ingraziarselo, venendo nominato suo medico personale e conducendo spesso per lui le torture contro i suoi nemici, veri o presunti.[2][3] Poco dopo, alla morte della terza moglie di Ivan Marfa Vasil'evna Sobakina, Bomelius lo convinse che fosse stata avvelenata, causando quindi la condanna a morte di numerosi dignitari di corte dei quali incamerò parte delle ricchezze.[3] Pare inoltre preparasse veleni e pozioni, che utilizzava per avvelenare gli oppositori di Ivan secondo quanto gli ordinava il sovrano stesso,[3] facendoli guadagnare il soprannome di "crudele stregone Bomelij".[4] Quando nel 1572 il viaggiatore inglese Jerome Horsey visitò la Moscovia, fu ricevuto cordialmente da Bomelius a corte; Horsey descrisse il medico come depositario della totale fiducia dello zar e come uno degli uomini più potenti di Russia. Grazie all'influenza di Bomelius, Ivan il Terribile avviò contatti positivi con l'Inghilterra e il commercio tra i due paesi aumentò drasticamente.[1] Bomelius teneva per sé solo una parte delle proprie ricchezze, inviando le restanti nella natia Wesel per tramite dell'Inghilterra, arricchendo così anche la sua famiglia.[4]

Mantenne il favore dello zar fino al 1574, quando la sua paranoia ebbe il sopravvento e Ivan cominciò a considerare anche Bomelius tra i suoi nemici. In realtà Ivan non pare si fosse mai fidato pienamente del suo medico, rifiutando di farsi curare da lui e inquisendo sempre se il suo nome fosse nelle liste di traditori che gli venivano presentate.[3] Accusato infine di essere in combutta col regno di Svezia e con la confederazione polacco-lituana e d'intrattenere corrispondenza con essi nelle sue lettere vergate in greco e latino,[2][4] il medico fu arrestato e brutalmente torturato, ma rifiutò per un certo tempo di confessare alcuna colpa, finché non gli furono bruciati i piedi.[3] Fu torturato a oltranza per ordine dello zar, finché non morì poco dopo a causa delle sofferenze patite.[1][4] Una versione vorrebbe che sia invece stato bruciato sul rogo da Ivan, ma gli studiosi non sono concordi.[2][3][4] La moglie, una donna inglese, fu imprigionata in Russia per tutto il resto del regno di Ivan, finché nel 1584 non fu liberata dal figlio Fëdor I di Russia su richiesta di Elisabetta I e le venne concesso di tornare in Inghilterra assieme all'ambasciatore Jerome Bowes.[1][2][3]
Credendo che fosse stato calunniato da altri adulatori dello zar, il poeta russo Evgenij Vladimirovič Vitkovskij gli ha dedicato una poesia apologetica.[5]
Note
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 (EN) Sidney Lee, Bomelius, Eliseus, in Leslie Stephen (a cura di), Dictionary of National Biography, 1885-1900, vol. 5, pp. 334-335.
- 1 2 3 4 5 6 (RU) Andrej Vasil'evič Ėkzempljarskij, Бомелий, in ЭСБЕ, IV, 1891, pp. 353-354.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 (RU) Бомель, Елисей, in РБС/ВТ, vol. 3, 1908, pp. 208-209.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Come “maghi” e “guaritori” hanno abbindolato per secoli gli zar russi, su it.rbth.com, 2 agosto 2022.
- ↑ (RU) Evgenij Vladimirovič Vitkovskij, Элизеус Бомелий. Жертва искусства. 1579, in Град безначальный, 2018, p. 596.
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